blog di Gianfranco Andriola

Seminari online sui dati aperti

Negli ultimi mesi continuano a moltiplicarsi le iniziative nazionali e internazionali sul tema dei dati pubblici aperti: si va dai provvedimenti della Regione Piemonte e della Regione Veneto, al rilascio di open data in formato linked da parte di una della più importanti istituzioni italiane; dal lancio di una specifica e ambiziosa strategia comunitaria, alla pubblicazione di 352.000 datset sul datastore francese, all’affacciarsi - proprio oggi – anche del Portogallo alla lista di paesi europei che si sono dotati di un “data.gov” nazionale. Non si può fare a meno di notare come si stia ormai consolidando l’idea che la trasparenza amministrativa della pubblica amministrazione non possa non passare anche attraverso l’open data.

Possibili evoluzioni della licenza IODL

Il tema è stato affrontato durante la tavola rotonda che ha fatto seguito all’evento Open Government, dati aperti e App del 18 ottobre scorso, rilanciato qualche giorno fa da una segnalazione di Ernesto Belisario e ripreso più volte tra i numerosi commenti del post di Salvatore Marras dedicato a Dati.gov.it: è necessaria una revisione della licenza Italian Open Data License per i dati aperti della pubblica amministrazione italiana?

[Barcamp Innovatori 2011] Social Network, strumenti per il trasferimento tecnologico

Con i suoi 500 milioni di utenti Facebook è diventato lo scorso anno “il quarto continente al mondo per abitanti”; gli utenti di Twitter cinguettano, in media, 150 milioni di tweet al giorno (fonte Nilsen); LinkedIn, il “mySpace dei grandi”, ha raggiunto pochi mesi fa 100 milioni di membri,  circa 1.7 milioni qui in Italia (fonte LinkedIn). Se queste cifre non convincessero ancora si può provare a seguire il consiglio che la deep throat di Tutti gli uomini del presidente dà a Bob Woodward nella celebre scena del parcheggio: Follow the money. Basti pensare che l’importo speso dagli inserzionisti per l’advertising sui social network, ha superato nel 2010 la quota 1,7 miliardi di dollari, oltrepassato le più rosee aspettative che indicavano nel 1,3 miliardi la cifra potenziale,  e realizzando un incremento totale del 20% della spesa per l’intero advertising online (fonte D4Blog.it). Eppure, nonostante numeri e investimenti la stragrande maggioranza della pubbliche amministrazioni italiane - e non solo - guarda ai Social network con diffidenza, bollandolo come “fenomeno”, non comprendendo le potenzialità e la portata di questi stumenti.

[Barcamp Innovatori 2011] Imparare dai social network, condividere esperienze e conoscenza nelle comunità di pratica

Come immagino abbiate già letto il barcamp Innovatori di quest’anno è stato dedicato ad approfondire e discutere il rapporto tra pubblica amministrazione e Social network. Il tema è interessante e articolato per vari aspetti: è sperimentale, nel senso che non esistono ancora percorsi ed esperienze consolidate; è sfumato da molti contrasti, uno su tutti la mediazione tra le pastoie burocratica della PA e la rapidità che è tipica della rete e in particolare dei social network; è particolare - nell'accezione più letterale del termine - in quanto ogni ente  pubblico, per propria connotazione istituzionale, si rivolge ad un’utenza specifica e non sempre è facile trovare una formula di comunicazione che ben si adatti al contesto.

Benvenuti nel gruppo di discussione dedicato alla prima licenza italiana per i dati aperti della PA

La licenza Italian Open Data Licence (IODL) è stata realizzata per permettere a tutte le pubbliche amministrazioni italiane di diffondere i propri dati in formato aperto. La licenza IODL è sviluppata e promossa da Formez PA con lo scopo di promuovere la “liberazione” e valorizzazione dei dati pubblici, secondo la linea già tracciata dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione con la pubblicazione del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, che all’Articolo 52 pone in primo piano la responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni nel rendere disponibili i propri dati in modalità digitale secondo i principi dell’Open Data .

Linee guida UK sull’opendata

Il Digital Policy team del COI - Central Office of Information (più o meno l’omologo inglese del nostro DIT), che da tempo pubblica e aggiorna una serie di Linee guida dedicate alla comunicazione pubblica on line e destinate alle pubbliche amministrazioni britanniche di tutti i livelli,  ad agosto ha resto disponibile la bozza preliminare (funzionale ad animare la discussione) del documento Underlying data publication dove vengono definiti gli standard per la pubblicazione dei dati governativi in formato aperto.

Barcamp 2010: Marketplace delle applicazioni per la PA italiana

La grande capacità di mettere in moto dinamiche virtuose, unita alla visione lucida delle evoluzioni della rete che l’amministrazione Obama ha dimostrato sin da suo insediamento alla Casa bianca, rende difficile oggi parlare di innovazione tecnologia nella pubblica amministrazione senza confrontarsi con quello che succede oltreoceano. Ed è proprio guardando ad Apps.gov, una delle iniziative che insieme a Data.gov e al nuovo sito Casa bianca è stato un po’ il simbolo di questa “primavera dell’innovazione tecnologica” nella PA americana, che Gigi Cogo è partito per aprire un tavolo dove discutere di una via italiana a un marketplace delle applicazioni della PA.

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