Il valore dei dati non dipende solo dal loro ambito, ma anche dal formato in cui l’informazione che essi trasportano è condivisa. Il formato determina il valore della risorsa nella misura in cui il pubblico può sfruttarla per l’analisi e il riutilizzo: un interessante articolo di Titti Cimmino
Appena pubblicato sul sito di Nova del Sole 24 Ore un dosser che raccoglie sei contributi sui temi dell'open government e dati aperti, in buona parte scritti da innovatori di questa community
la Regione Piemonte mette i dati pubblici in formato aperto a disposizione di cittadini e imprese per stimolare un nuovo rapporto fra pubblico e privato e favorire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali.
Il passaggio dalla burocrazia dell’adempimento alla burocrazia del risultato, attraverso la managerialità dei responsabili della PA, sta aumentando i margini della discrezionalità dell’azione amministrativa.
Nel Regno Unito l'attenzione relativa agli open data si sposta dal livello centrale a quello locale, come segnala il sito della Improvement and Development Agency for local government (IDeA) in questo breve articolo.
"Il punto da cui partiamo è che la Rete è condizione per cambiare". Con queste parole si era aperta la non-Conferenza 2009. Un processo di lavoro creativo che, durante l’anno, ha portato alla stesura del Manifesto Amministrare 2.0.