PNL si o PNL no?

letto 695 voltedomanda inserita il 09/06/2015 - 15:15, in Governance Calabria

PNL si o PNL no? Quali strumenti e strategie funzionali all'empowerment?

Possiamo inquadrare la Programmazione Neurolinguistica come un approccio alla comunicazione (o come un modello dell’analisi soggettiva dell’esperienza) che nasce negli anni settanta negli Stati Uniti, grazie al lavoro di un linguista (John Grinder) e di un cibernetico (Richard Bandler). Oggetto di numerose controversie – in primis tra gli stessi fondatori – la PNL non è riconosciuta  in ambito scientifico, ma il suo impiego è fortemente cresciuto negli anni, soprattutto perché numerose imprese grandi e piccole hanno riconosciuto, ai formatori che utilizzano questo modello, la capacità di contribuire all’empowerment delle risorse umane. All’interno dei ‘presupposti’ della programmazione neurolinguistica troviamo il famoso adagio “la mappa non è il territorio, ma lo delimita”, un’affermazione che sottolinea come le nostre rappresentazioni mentali finiscono con il determinare sostanzialmente i limiti (e le opportunità) che troviamo nella nostra vita quotidiana, sia a livello personale che professionale. Gli stessi autori rilevano che ‘Quando comunichiamo non siamo consapevoli del processo con cui scegliamo le parole per rappresentare la nostra esperienza. Non ci rendiamo conto del modo in cui ordiniamo e strutturiamo le parole che scegliamo…Dire che la nostra comunicazione, il nostro linguaggio, è un sistema significa dire che ha una struttura, che c’è qualche  insieme di regole che determina quali successioni di parole avranno un senso, rappresenteranno un modello della nostra esperienza’. Il linguaggio diventa dunque uno strumento strategico per intercettare quella struttura profonda sottesa alla struttura superficiale cui possiamo accedere tramite buone capacità di ascolto e osservazione.

Tra i (numerosi) spunti interessanti e strumenti utili che possiamo trovare all’interno del bagaglio piennellistico, troviamo il metamodello ovvero un tool linguistico utile a meglio individuare quelle ‘generalizzazioni, cancellazioni e deformazioni’ che costituiscono le ‘violazioni’ in qualche modo spesso limitanti rispetto alla nostra potenziale ‘vision’ che si traduce poi nella ‘performance’, mentre le domande di specificazione poste dallo specialista vengono definite ‘confrontazioni’ e hanno lo scopo di verificare i sistemi di credenze che sono alla base di talune espressioni e che, spesso, costituiscono il limite che ci poniamo anche nello svolgere le nostre funzioni lavorative. Non bisogna mai dimenticare, come ci ricorda Robert Dilts con i suoi crescenti livelli logici della PNL – Ambiente/Comportamenti/Capacità/Convinzioni/Valori/Se’ - che solo operando a livello di identità e credenze (dal Se’ ai Valori e alle Convinzioni) possiamo poi riuscire (discendendo) ad operare cambiamenti sul livello di Capacità e Comportamenti operati nell’Ambiente (anche professionale).

Ad esempio la generalizzazione può costituire un limite: se la prima volta che provo a cucinare mi brucio le dita, potrei pensare che cucinare è pericoloso evitando di farlo nuovamente. Naturalmente è necessario tenere in giusta misura il timore del fuoco (perché possiamo scottarci) senza però consentire a questo timore di paralizzare la nostra capacità di esplorazione ed esperienza. Le generalizzazioni possono essere individuate grazie alla presenza dei così detti quantificatori universali (sempre, mai, tutto, ognuno, chiunque, nessuno, etc.) e dagli operatori modali che esprimono possibilità, necessità, volontà (posso, devo, voglio). Chi utilizza questi termini è portato a perdere una parte dell’esperienza impoverendo il proprio bagaglio percettivo ed esperienziale con consenguente limite delle opzioni di scelta.

Nella cancellazione possiamo finire con il trascurare del tutto o in parte informazioni che potrebbero essere rilevanti: se siamo solo concentrati sul contenuto verbale espresso all’interno di una presentazione e omettiamo di prestare attenzione a quanto accade dal punto di vista della comunicazione non verbale potremmo perdere delle informazioni preziose. Quindi potremo percepire una realtà vera ma incompleta, cosa che potrebbe mortificare nostre potenzialità oppure opzioni di scelta. Esistono diversi tipi di cancellazione: semplice ove non si precisa l’oggetto cui ci si riferisce (ho paura - paura di che?); dell’indice ove non si dice chi dovrebbe compiere un’azione (bisognerebbe fare qualcosa - chi lo fa?); mancanza di comparativo che limita un’affermazione (voglio lavorare meglio – meglio rispetto a cosa/come/quando). Anche gli avverbi in ‘mente’ sono segnali che stiamo trasformando una percezione soggettiva in un’affermazione universale (ovviamente tizio non capisce nulla – ovviamente per chi/perché?) oppure una situazione soggettiva in una in cui ci si toglie da ogni responsabilità (sono fatto così e non ci posso fare nulla). L’eccesso di cancellazioni può portare a pesanti deformazioni della stessa realtà.

La deformazione ha più a che fare con la nostra capacità di intervenire sulla realtà modificandola, solitamente è problematica perché possiamo perdere la capacità di essere obiettivi. Possiamo riconoscere una deformazione perché presenta una sorta di ‘causa-effetto’ (il mio collega mi innervosisce sempre) a cui si può anche aggiungere la così detta ‘lettura della mente’ (lui mi odia). Tipica è anche la situazione in cui si mettono in relazione cose in modo arbitrario (se lui/lei mi stimasse veramente non mi tratterebbe così). Il pericolo delle deformazioni consiste nel fatto che si possono formare e consolidare convinzioni errate senza che se ne percepiscano rischi e danni limitanti.

In questo senso un approccio di ascolto e confrontazione/specificazione come quello fornito dal metamodello della PNL, offre modalità di intervento utili nell’orizzonte dell’empowerment e della gestione dei gruppi di lavoro, perché apre a nuove consapevolezze che contribuiscono in modo significativo a intravedere diverse e più fertili prospettive di realizzazione per noi stessi e per una cooperazione più generativa e armoniosa nei contesti professionali.