Pubblicata nella GUUE la Raccomandazione del Consiglio europeo sulle politiche nazionali per un’effettiva integrazione socio-economica delle comunità Rom del 9/12/13

letto 405 voltepubblicato il 09/01/2014 - 15:23 nel forum Forum generale, in Inclusione dei ROM, L'Inclusione sociale con il progetto DIESIS

Il 24 dicembre 2014 è stata pubblicata sulla G.U. dell’Unione europea la sulle politiche nazionali per un’effettiva integrazione socio-economica delle comunità Rom, adottata il 9 dicembre scorso.

La Raccomandazione, primo strumento giuridico dell’UE per l’inclusione dei Rom, sebbene non vincolante, vuole aiutare gli Stati membri a realizzare gli impegni assunti, prevedendo:

  • un’azione specifica e mirata, fondata sulle migliori prassi, per accrescere l’integrazione dei Rom, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà e senza duplicazioni della normativa vigente dell’UE, nei settori dell’istruzione, dell’occupazione, della sanità e dell’alloggio;
  • questioni orizzontali essenziali per mettere in pratica le politiche di integrazione dei Rom e assicurarne la sostenibilità, in particolare: la lotta contro la discriminazione e gli stereotipi, la protezione dei minori e delle donne, l’adozione di un approccio orientato agli investimenti sociali, la raccolta di dati  sulla situazione dei Rom per verificare l’incidenza delle politiche, la traduzione degli impegni nazionali in azioni locali, il sostegno all’attività degli organismi che promuovono la parità di trattamento dei Rom, il rafforzamento delle risorse e delle capacità dei punti di contatto nazionali per i Rom e lo sviluppo della cooperazione transnazionale;
  • principi generali che prevedono un’assegnazione trasparente e adeguata dei fondi (non solo dell’UE ma anche nazionali e locali) per l’integrazione dei Rom. In particolare, per realizzare le azioni previste su istruzione, occupazione, assistenza sanitaria e alloggio, si chiede agli Stati membri di stanziare a favore dell’inclusione dei Rom non solo fondi dell’UE ma anche fondi nazionali e del terzo settore.

A primavera (2014) la Commissione farà il punto sui progressi degli Stati membri; nel frattempo ha chiesto loro di predisporre punti di contatto nazionali che agevolino la programmazione dell’uso dei fondi, in collaborazione con le autorità locali e regionali. Il Parlamento europeo, che ha emanato la , ha appoggiato la raccomandazione e dovrebbe approvarla nei prossimi mesi, pur non essendo formalmente tenuto a votare sulla questione.