I buoni esempi al servizio della persona della Pubblica Amministrazione e del volontariato

letto 689 voltepubblicato il 08/04/2015 - 13:21 nel forum Forum generale, in L'Inclusione sociale con il progetto DIESIS

Lo scorso primo aprile si è svolto a Milano il seminario "I Buoni Esempi al servizio della Persona della Pubblica Amministrazione e del Volontariato”, organizzato dal Comune di Milano e dall'Associazione Italiana Formatori (AIF).

Scopo del seminario è stato quello di presentare i progetti premiati nella II Edizione del Premio “Persona e Comunità” realizzato dal Centro Studi Cultura e Società.

Il seminario ha rappresentato uno dei momenti cardine del percorso di apprendimento circolare che il Premio vuole offrire e che vede come principali step: la progettazione, la realizzazione dei progetti, la valutazione interna dei risultati, la valutazione esterna (ad opera del Comitato Scientifico del Premio), seminari di scambio delle buone pratiche, la progettazione di nuovi interventi contaminati e arricchiti attraverso lo scambio.

Sono state presentate , la maggior parte delle quali in ambito socio-sanitario. Va specificato che ogni buona pratica si caratterizza per tre elementi: collaborazione tra un'istituzione pubblica e Associazioni di volontariato e/o cooperative sociali; il supporto a fasce deboli (anziani, bambini, portatori di handicap, detenuti, ecc); la formazione degli operatori pubblici coinvolti nell'attuazione dell'intervento.

Tra queste l’esperienza realizzata dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano Cittadini più Coinvolti & Sicuri, che prende avvio da un Piano per gli Anziani che si trasforma nell’anno successivo in un Piano anti-solitudine, che si rivolge a tutte quelle persone che vivono sole e che hanno problemi di integrazione.

Il progetto parte da una base socio-ricreativa (conoscere la città “insieme”) che aiuta i cittadini a diventare parte attiva del loro percorso e a vivere meglio la propria solitudine, superando l’anonimato , per giungere a interventi mirati per la sicurezza e la prevenzione socio-sanitaria.

Questo processo si basa su alcuni strumenti, prima cartacei e poi telematici, primo fra tutti la “Busta dei numeri utili” che è il risultato della ricostruzione (assistita dai volontari) della propria storia e delle proprie debolezze e relazioni che deve essere periodicamente arricchita e  appesa dietro alla porta di casa a disposizione di quanti vengono in contatto con il cittadino in caso di bisogno.

Questo strumento cartaceo sta diventando una app da utilizzare come carta di identità salva-vita in caso di situazioni di probabile rischio (in moto, in bici, sugli sci, ecc.), in grado di trasmettere in tempo reale i dati sulla persona agli operatori socio-sanitari. Questa applicazione è stata presentata anche alla manifestazione Milano Smart City.