Osservazioni informali relative alla proposta di Accordi di Partenariato per l'Italia 2014-2020

letto 1352 voltepubblicato il 16/07/2014 - 13:00 nel forum Forum generale, in L'Inclusione sociale con il progetto DIESIS

Ad inizio del mese di luglio, la Commissione europea ha inviato un documento contenente alcune osservazioni informali all'Accordo di Partenariato per l'Italia e relativo al periodo 2014-2020.

Riportiamo di seguito - in una traduzione curata dal nostro gruppo di lavoro - le osservazioni che si riferiscono in modo specifico all'Obiettivo Tematico 9 - Promozione dell'inclusione sociale, contrasto alla povertà e a ogni forma di discriminazione.

Le singole osservazioni vengono precedute dai numeri/punti elenco utilizzati dalla Commissione per classificarle.

Buona lettura!

24. L'analisi tematica di questo obiettivo (OT) nella sezione 1.1 è principalmente descrittiva e carente di una swot tematica.
Sono chiare le peculiarità territoriali, le esigenze di sviluppo e il potenziale di crescita, ma non è provata la necessità di un intervento in ambito di infrastrutture e servizi, di legalità e di minoranze (comprese le minoranze etniche e i Rom).
25. Manca qualsiasi informazione su come il governo italiano intenda adoperarsi per andare incontro alle necessità di chi si ritrova a subire esclusione sociale ed emarginazione. Questa informazione dovrebbe essere introdotta nella sezione 3.1.5 (che attualmente risulta assente). L'analisi potrebbe essere approfondita facendo riferimento specificatamente ai livelli di povertà che risultano essere al di sopra della media europea.
26. L'analisi delle zone rurali non è esaustiva e non compare un riferimento chiaro ai servizi di base in un'area rurale, come sancito dall'articolo 20 del Regolamento (UE) N. 1305/2013. Inoltre, in linea con le priorità di intervento evidenziate nel detto Regolamento, dovrebbe essere dato rilievo anche alle necessità di piccole infrastrutture in aree rurali (per esempio energie rinnovabili, infrastrutture di acqua potabile).
127. Le strategie proposte non sono direttamente ed espressamente collegate all'analisi e non è indicata alcuna priorità. Il coordinamento e la complementarità delle azioni previste sotto diversi obiettivi tematici entro la stessa strategia richiede una più accurata descrizione, specialmente per quanto riguarda la dimensione territoriale e l'articolazione degli interventi. Deve essere chiarito anche il ruolo che devono ricoprire i Comuni nell'implementazione delle politiche sociali nell'OT 9.
128. Deve essere garantito inoltre un equilibrio nella distribuzione delle risorse tra assistenza sociale e misure attive per l’occupazione, anche alla luce dei CSR del 2012 e 2013.
129. Per quanto riguarda il Programma Nazionale sull'inclusione sociale, va chiarito che esso non supporterà azioni e misure passive (sussidio economico), bensì solo misure attive per l'inclusione sociale.
130. La scelta delle priorità di investimento del Fondo Sociale Europeo operata dall'Italia nell'OT 9 deve essere motivata, poiché corrisponde esattamente alle indicazioni fornite nel Position Paper: sono state individuate quattro delle sei priorità e non quella dell'economia sociale e delle imprese sociali.
131. Il regolamento del FSE non fornisce alcuna indicazione precisa su come il Fondo debba promuovere l'economia sociale e le imprese sociali nell'OT 9. Deve essere inoltre chiarito che tipo di azioni sono da includere rispettivamente nell'OT 9 e 3. Al momento, il risultato atteso è inserito in un altro obiettivo tematico (OT 3, sezione 3.7).
132. L'approccio integrato dei tre pilastri dell'inclusione attiva deve essere supportato da indicazioni operative, compresi gli esempi di progetto. 
133. In alcuni risultati attesi, come RA 9.3,ci sono troppe aree di intervento.
134. Alcune azioni devono essere chiarite (in particolare distinguendo i gruppi di riferimento, per esempio sezioni 9.1.3 o 9.2.2 o 8.7.2), eliminate (9.1.7), semplificate (9.5.9 e 9.5.11) o riviste, al fine di evitare sovrapposizioni (es. 8.7.2 o 9.2.2). Inoltre, alcuni indicatori non rimandano a direttive specifiche (per esempio sezioni 9.2 e 9.6) o non sono valutabili dalle prime fasi dei programmi. Alcune azioni si riferiscono espressamente a politiche nell'ambito dell'OT 8 (per esempio quelle riguardanti la conciliabilità tra lavoro e famiglia).
135. Le azioni contenute nell’AdP nell'ambito dell'OT 9 volte a supportare l'housing sociale (RA 9.4: azioni 9.4.1; 9.4.4; 9.4.5) non sono ammissibili. L'housing sociale deve essere circoscritto alle minoranze. Pertanto, RA 9.4 può essere integrato nel RA 9.5.
136. L'azione 9.5.6 (recupero dei campi Rom) non è ammissibile, perché contribuisce solamente a consolidare l'emarginazione. L'azione deve essere riformulata e focalizzata sul recupero dell'housing sociale per Rom, Sinti e Camminanti e l'attivazione di strategie mirate di inclusione attiva. Gli interventi di housing sociale per queste comunità devono essere inclusi in piani di azione integrata locale, a fianco di misure di supporto all'occupazione, istruzione e salute, con l'obiettivo di incoraggiare l'inclusione attiva e l'integrazione duratura di queste comunità.
137. Riguardo alle infrastrutture socio-sanitarie, esperienze precedenti hanno mostrato il fallimento dei fondi strutturali nel raggiungimento degli obiettivi prefissati e nell'impatto sull'efficacia e la sostenibilità dei sistemi sanitari, a causa dell'assenza di una strategia comune e di un piano di impegno economico. In termini di infrastrutture e strumenti, devono essere chiariti e motivati i bisogni, tenendo in considerazione le infrastrutture già esistenti. Manca la parte riguardante la salute (vedi sezione specifica). Il cofinanziamento FESR deve essere investito nelle regioni meno sviluppate e decentrate e nelle "aree interne" di regioni più sviluppate.
138. Non sono trattati il coordinamento e la complementarietà tra FESR, FSE e FEASR. Deve essere maggiormente demarcato il confine tra gli interventi FSE e FEAD (European Fund for aid for the most deprived). Particolare attenzione va dedicata alle strategie tese ad evitare azioni sovrapposte tra programmi operativi (PO) FEAD, il PON Inclusione, altri PO nazionali su tematiche di inclusione sociale e il PO regionale: l'AdP deve focalizzarsi su questo aspetto e chiarire i criteri che consentano un intervento coordinato, ma non sovrapposto, tra fondi e PO. Nella sezione 2.1 vanno incluse anche informazioni sui PO FEAD riguardo al coordinamento tra i fondi. 
Per l'OT 9 deve essere fornita un'indicazione specifica sulla complementarietà tra fondi per l'asilo politico, l'immigrazione e l'integrazione (AMIF).
139. Il FEASR deve essere considerato in merito al sostegno dell'infanzia e della terza età e ai servizi di base in zone rurali, anche nelle tabelle dei "risultati attesi" (popolazione destinataria di servizi di base). In questa sezione devono essere trattati anche gli investimenti citati nell'articolo 20 del Regolamento (UE) N. 1305/2013. Prendendo come riferimento quest'ultimo e gli investimenti da destinare obbligatoriamente allo Sviluppo locale partecipativo (CLLD), la distribuzione di risorse da parte del FEASR a questo OT risulta sensibilmente inferiore alle stime.
140. I contributi di FESR e FSE alle strategie di supporto alla legalità non sono sostenuti da nessuna precedente analisi dei fabbisogni. Non è stata fissata alcuna priorità strategica e non è chiaro il contributo del PO nazionale sulla legalità.
141. Nella definizione delle priorità e delle attività nell'OT 9 devono essere indicate espressamente le specificità dei cittadini di paesi terzi (CPT), compresi i beneficiari della protezione internazionale e dello status di protezione umanitaria e gruppi specifici, come minori non accompagnati e vittime di violenza. L'AdP non fa riferimento ai bisogni speciali di questi gruppi vulnerabili, nonostante le precedenti indicazioni della Commissione. Lo stesso vale per l'OT 8, in cui "il rafforzamento e il consolidamento dell'inclusione occupazionale degli immigrati" sono identificati al RA 8.4 e nell'OT 10, dato che un'alta percentuale di CPT è soggetta all'abbandono scolastico precoce. A pagina 263 dell'OT 9 viene fatto riferimento ai "rifugiati": sarebbe opportuno sostituire il termine con "destinatari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria".