Una prima valutazione dei progetti relativi a Youth Guarantee

letto 435 voltepubblicato il 30/10/2014 - 14:17 nel forum Forum generale, in L'Inclusione sociale con il progetto DIESIS

La Garanzia Giovani prosegue il suo corso sotto i riflettori dei beneficiari e dei soggetti gestori e attuatori, con il suo grande carico di aspettative e perplessità.

Riflettori accessi anche dalla Commissione europea (DG Employment, Social Affairs and Inclusion) che ha voluto approfondire lo stato dell’arte dello svolgimento della strategia andando ad analizzare nel dettaglio le progettualità di maggiore rilievo (vedi documentoEU Commission (2014), Preparatory Action on the Youth Guarantee. First Findings Report, Publications Office of the European Union, Luxembourg).

L’oggetto dell’approfondimento sono stati dunque 18 progetti pilota, avviati nella seconda metà del 2013 con l’obiettivo di sperimentare una prima applicazione della strategia Garanzia Giovani, aventi differenti riferimenti territoriali e nazionali:dalle città alle aree metropolitane, fino alle regioni, in Irlanda, Italia, Lituania, Polonia, Romania, Spagna e Regno Unito.

I progetti, che hanno come target i giovani disoccupati e i NEET, si sono incentrati su azioni per l’inserimento lavorativo di giovani in uscita dal sistema educativo/formativo e di giovani disoccupati e inoccupati. Sui 18 progetti monitorati dal survey della Commissione, quattro sono stati pianificati e realizzati in Italia, in Toscana, Lazio e Veneto.

In Toscana le attività progettuali hanno riguardato la sperimentazione di un nuovo sistema per individuare e rilevare i NEET, mediante l’incrocio di dati monitorati e raccolti da vari soggetti (Comuni ed altri enti locali,MIUR/istituti scolastici, centri per l'impiego). Tale rilevazione è essenziale per lo sviluppo di adeguate modalità di intervento dei servizi per l'impiego nei confronti dei soggetti target.

Nel Lazio quasi settecento giovani di età compresa tra i 17 e i 18 anni, frequentanti gli ultimi due anni delle scuole superiori, hanno ricevuto orientamento, consulenza sul lavoro e valutazione delle proprie competenze, oltre ad una serie di visite in imprese del territorio. 

In Veneto, hanno trovato attuazione due dei quattro progetti italiani inclusi nell’approfondimento della Commissione. Il primo, implementato da Veneto Lavoro, ha avuto ad oggetto la strutturazione e l’avvio di un osservatorio sui NEET. Il secondo, nel comune di Legnago (VR), ha visto il coinvolgimento delle scuole in azioni di inserimento lavorativo, supportato dalla creazione di un osservatorio permanente sugli abbandoni scolastici che dovrebbe sostenere la programmazione di future attività. Le attività hanno coinvolto 250 giovani: 203 ragazzi “a rischio” di 15-16 anni che stanno seguendo workshop motivazionali e 47 giovani tra i 16 e i 18 anni che stanno seguendo un percorso scuola-lavoro, partecipando a seminari e tirocini in aziende. L'intervento ha permesso di prevenire l'abbandono scolastico dei 203 ragazzi più giovani, mentre al momento solo 3 dei 47 impegnati nel percorso di inserimento lavorativo sono stati assunti dalle aziende in cui hanno svolto il tirocinio.

La Commissione Europea si è detta particolarmente soddisfatta dell’andamento della strategia Garanzia Giovani, in netto contrasto con la percezione critica che al momento vi è nel nostro Paese. In tale ottica è interessante rilevare come la Commissione stessa individui tre dimensioni rilevanti nei progetti analizzati: la formazione di partnership che coinvolgano attori sia pubblici che privati, le innovazioni strutturali nell'ambito delle transizioni scuola-lavoro e dei servizi per l'impiego, gli outcome effettivi in termini di reinserimento dei giovani.

Tre dimensioni che risultano prioritarie nei quattro progetti italiani selezionati, così come nelle linee programmatiche nazionali e regionali. Ancor di più, dimensioni che rappresentano indirizzi strategici tradizionali nei percorsi di sviluppo delle politiche per l’occupazione in Italia. Resta dunque da verificare la futura, necessariamente prossima, traduzione di tali indirizzi in pratiche e procedure, ma soprattutto in risultati.

A cura di Sergio Vasarri- Formez