Domande e risposte

PROGRAMMAZIONE 2014-2020: CHE TIPO DI GOVERNANCE AVREMO?

letto 380 voltedomanda inserita il 09/07/2015 - 19:00, in Governance Calabria
Alle porte della nuova Programmazione 2014-2020 sarebbe utile concedersi un attimo di riflessione per analizzare e mettere a nudo quanto fatto e valutare se, ad oggi, è possibile affermare, con un ragionevole grado di approssimazione, se le opportunità messe a disposizione dai Fondi Strutturali Europei per il settennio 2007-2013 sono state sfruttate a pieno. Probabilmente, duole dirlo, al netto della congiuntura economica che complessivamente non ha favorito la realizzazione di politiche di intervento, nel settennio che oramai volge al termine sono emerse una serie di criticità che hanno significativamente condizionato l’efficace ed efficiente attuazione di più Programmi Operativi di cui sono titolari sia Amministrazioni Centrali che Locali. Infatti anche nella Programmazione 2007-2013, come per le precedenti, la gestione delle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea ha evidenziato delle criticità ricorrenti che hanno condizionato la governance dei Programmi Operativi sia in termini qualitativi che quantitativi: il pericolo, attuale e diffuso, del disimpegno di risorse programmate, per molti PO ne è la dimostrazione concreta. Il governo delle politiche cofinanziate dai Fondi Strutturali Europei, in alcuni casi, ha sofferto, indirettamente, delle criticità registrate dai Sistemi di Gestione e Controllo previsti dai regolamenti comunitari per i singoli Programmi Operativi: la loro elaborazione e soprattutto la loro concreta attuazione hanno di fatto evidenziato degli ambiti di miglioramento marcati che hanno limitato la velocità di spesa dei Programmi Operativi e, in alcuni casi estremi, hanno spinto la Commissione Europea a sospendere l’erogazione dei pagamenti in favore delle singole Autorità di Gestione. Questo è un aspetto sul quale hanno riflettuto gli stakeholder istituzionali del nostro Paese i quali, in sede di definizione della nuova Programmazione, hanno ritenuto opportuno prevedere una maggiore centralizzazione del controllo dei Programmi Operativi attraverso l’istituzione dell’Agenzia della Coesione Territoriale e, là dove si ravvisassero delle gravi criticità, dei poteri ispettivi e di intervento, sulla gestione delle risorse stanziate, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri. Ulteriori “meccanismi” centralizzati di supervisione interesseranno anche le Autorità di Audit, le quali dovranno esercitare un adeguato e stringente controllo sulle autorità coinvolte nella realizzazione dei Programmi e sui relativi Sistemi di Gestione e Controllo. Pensi che questo elemento risulterà decisivo per far compiere quel “salto di qualità” alla governance delle politiche di intervento cofinanziate dai Fondi Strutturali e di Investimento Europei in Italia? E per quanto riguarda la realtà territoriale calabrese? Confrontiamoci! Leggi

Quali gli obiettivi della nuova programmazione 2020?

letto 328 voltedomanda inserita il 08/07/2015 - 11:48, in Governance Calabria
Si è aperto di recente il nuovo periodo di programmazione dei Fondi strutturali europei che terminerà nel 2020.  Europa 2020 è la strategia decennale, lanciata dalla Commissione europea il 3 marzo 2012, per superare sia questo momento di crisi che continua ad affliggere l'economia di molti paesi, che per colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, più intelligente, sostenibile e solidale. Tre le priorità fondamentali della strategia Europa 2020: crescita intelligente: per lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione;  crescita sostenibile: per promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e competitiva;  crescita inclusiva: per la promozione di un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale. L’Unione europea si è data cinque obiettivi da realizzare entro la fine del decennio: occupazione: il tasso di occupazione deve essere del 75% per le persone con età compresa tra i 20 e i 64 anni; istruzione: il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% delle persone con età compresa tra i 30 e i 34 anni devono avere un’ istruzione universitaria;  ricerca e innovazione: il PIL dell’Unione europea destinato alla ricerca e sviluppo deve essere portato almeno al 3%;  integrazione sociale e riduzione della povertà: per il 2020 si dovranno avere almeno 20 milioni di persone in meno che vivono in situazioni di povertà o emarginazione; clima e energia: devono essere raggiunti i target «20/20/20» in tema di cambiamenti climatici ed energia, ovvero riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili, aumento del 20% dell'efficienza energetica.   Quali sono secondo voi gli strumenti che ci permetteranno di spendere  meglio i fondi e non rischiare di perderli? Secondo voi l’approccio partecipativo (CLLD) “sarà un potente strumento... dal momento che può mobilitare e coinvolgere le comunità locali e le organizzazioni nonché i cittadini a contribuire pienamente ai più ampi obiettivi nazionali ed europei? Leggi

COSA E’ IL SIURP?

letto 2453 voltedomanda inserita il 17/06/2015 - 16:20, in Governance Calabria
Una breve panoramica sul SIURP. La gestione dei dati del Fondo Sociale Europeo è un’esigenza sentita perché alla necessità di avere evidenza delle fasi di avanzamento per ogni singolo progetto finanziato. Al fine di immagazzinare informazioni chiare, facilmente recuperabili e/o trasferibili dagli uffici regionali, la Regione Calabria si è dotata del Sistema Informativo Unitario Regionale per la Programmazione, attuazione e monitoraggio degli Interventi Pubblici, denominato SIURP. Il sistema informativo, sviluppato dalla società informatica IFM per conto della Regione non si limita ad essere “rendicontativo”, ma costituisce anche il mezzo attraverso il quale le singole autorità e/o uffici regionali interagiscono per compiere le funzioni loro attribuite dai regolamenti CE 1083/2006, 1828/2006 e successivi, nel rispetto della normativa regionale e nazionale. Ciascun utente del sistema è dotato di un’utenza (account), fornita su richiesta dalla regione, che lo abilita a una serie di funzionalità/operazioni sui progetti contenuti nel database del SIURP. Ogni Autorità (Gestione, Certificazione e Audit) possiede un proprio account, caratterizzato da una serie di funzionalità accessibili nelle sette aree in cui è suddiviso il sistema informativo regionale e usabili attraverso la connessione del proprio computer all’ apposita pagina web fornita dalla regione Calabria per l’inserimento delle credenziali. All’interno del SIURP sono contenute tutte le informazioni caratterizzanti un progetto: per avere una completezza informativa, sono presenti informazioni anagrafiche (programmatore, attuatore e destinatario del progetto), fisiche (indicatori sull’avanzamento del progetto), procedurali (informativa sulle procedure operate dalla regione per l’avanzamento di un progetto) e finanziarie. Tipicamente la nascita di un progetto è subordinata a una serie di operazioni che sono compiute per mezzo del sistema informativo: L’autorità di Gestione, tramite la pagina web SIURP Programmazione, imposta per ogni asse, obiettivo specifico e operativo le risorse ad esso destinate, indicando quali siano le autorità e il sistema di gestione e controllo (SIGECO). Sono anche stabiliti gli indicatori e le voci di spesa che ogni progetto dovrà avere. I responsabili di obiettivo inseriscono le procedure di attivazione (PDA) dalla pagina web SIURP Procedure ad evidenza pubblica. Per ogni procedura il responsabile crea una miriade di interventi che vengono finanziati con i fondi della stessa. La parte di classificazioni della PDA viene importata dalla pagina Programmazione dall’omonima voce. Avviando il sistema SIURP si presenta una schermata composta da sette sezioni: My page: dedicata alle credenziali dell’utente. Procedure ad evidenza pubblica: vengono inserite le procedure di attivazione ed è anche possibile visualizzare lo stato degli Avvisi/bandi. Programmazione: In tale pagina web è definita da parte dell’Autorità di Gestione (AdG) l’articolazione per assi e obiettivi dell’intero programma operativo. Cruscotto direzionale: Il cruscotto è una schermata grafica riepilogativa di alcuni indici fondamentali che danno un’immediata lettura della situazione finanziaria del programma operativo. Gestione Interventi: In tale pagina è possibile inserire o visualizzare, a seconda del tipo di credenziali fornite dalla Regione, informazioni sull’aspetto anagrafico, fisico, documentale e finanziario di un progetto. Le varie autorità possono interagire tra di loro ed è possibile anche inviare dati al sistema nazionale di monitoraggio e validarli. In tale sezione è effettuato un monitoraggio delle informazioni di un progetto. Home Page SIURP FAQ: Domande più comuni riguardo a problemi o procedure da effettuarsi durante l’utilizzo del SIURP. Il sistema informativo SIURP dialoga con altri sistemi informatici, per lo scambio di dati. Tra questi, ricordiamo il sistema bilancio regionale e quello di monitoraggio nazionale dell’Ispettorato Generale per i rapporti con l’Unione Europea (IGRUE). La comunicazione con l’ufficio bilancio è necessaria per importare i dati finanziari dei progetti, che saranno poi riversati, in aggiunta ad un altro set di informazioni definito all’interno del documento “Protocollo Unico di colloquio” di IGRUE, sul Sistema Gestione Progetti (SGP). Tale portato informativo sarà poi inviato da SGP al sistema di monitoraggio europeo (System For Fund Managment). I dati riversati su SGP, nel caso di carenze informative gravi (scarti), non saranno salvati sul database; mentre per quelle lievi si genera solamente un avvertimento (warning) sul sistema. Alla luce di quanto esposto, perché non arricchire questo intervento con le vostre conoscenze? Confrontiamoci! Leggi
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L'ambito della rendicontazione della spesa a valere sui Fondi Strutturali costituisce uno dei principali "punti... leggi (risposta inserita da Corrado Zoccali il 29/06/2015 - 13:13)
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~Buongiorno a tutti,  mi collego a quanto già esposto dal Dott. Apponi e Zoccali  sul sistema operativo” SIURP”, per ... leggi (risposta inserita da Chiara Pagliuso Fabiano il 30/07/2015 - 12:28)

PNL si o PNL no?

letto 674 voltedomanda inserita il 09/06/2015 - 15:15, in Governance Calabria
PNL si o PNL no? Quali strumenti e strategie funzionali all'empowerment? Possiamo inquadrare la Programmazione Neurolinguistica come un approccio alla comunicazione (o come un modello dell’analisi soggettiva dell’esperienza) che nasce negli anni settanta negli Stati Uniti, grazie al lavoro di un linguista (John Grinder) e di un cibernetico (Richard Bandler). Oggetto di numerose controversie – in primis tra gli stessi fondatori – la PNL non è riconosciuta  in ambito scientifico, ma il suo impiego è fortemente cresciuto negli anni, soprattutto perché numerose imprese grandi e piccole hanno riconosciuto, ai formatori che utilizzano questo modello, la capacità di contribuire all’empowerment delle risorse umane. All’interno dei ‘presupposti’ della programmazione neurolinguistica troviamo il famoso adagio “la mappa non è il territorio, ma lo delimita”, un’affermazione che sottolinea come le nostre rappresentazioni mentali finiscono con il determinare sostanzialmente i limiti (e le opportunità) che troviamo nella nostra vita quotidiana, sia a livello personale che professionale. Gli stessi autori rilevano che ‘Quando comunichiamo non siamo consapevoli del processo con cui scegliamo le parole per rappresentare la nostra esperienza. Non ci rendiamo conto del modo in cui ordiniamo e strutturiamo le parole che scegliamo…Dire che la nostra comunicazione, il nostro linguaggio, è un sistema significa dire che ha una struttura, che c’è qualche  insieme di regole che determina quali successioni di parole avranno un senso, rappresenteranno un modello della nostra esperienza’. Il linguaggio diventa dunque uno strumento strategico per intercettare quella struttura profonda sottesa alla struttura superficiale cui possiamo accedere tramite buone capacità di ascolto e osservazione. Tra i (numerosi) spunti interessanti e strumenti utili che possiamo trovare all’interno del bagaglio piennellistico, troviamo il metamodello ovvero un tool linguistico utile a meglio individuare quelle ‘generalizzazioni, cancellazioni e deformazioni’ che costituiscono le ‘violazioni’ in qualche modo spesso limitanti rispetto alla nostra potenziale ‘vision’ che si traduce poi nella ‘performance’, mentre le domande di specificazione poste dallo specialista vengono definite ‘confrontazioni’ e hanno lo scopo di verificare i sistemi di credenze che sono alla base di talune espressioni e che, spesso, costituiscono il limite che ci poniamo anche nello svolgere le nostre funzioni lavorative. Non bisogna mai dimenticare, come ci ricorda Robert Dilts con i suoi crescenti livelli logici della PNL – Ambiente/Comportamenti/Capacità/Convinzioni/Valori/Se’ - che solo operando a livello di identità e credenze (dal Se’ ai Valori e alle Convinzioni) possiamo poi riuscire (discendendo) ad operare cambiamenti sul livello di Capacità e Comportamenti operati nell’Ambiente (anche professionale). Ad esempio la generalizzazione può costituire un limite: se la prima volta che provo a cucinare mi brucio le dita, potrei pensare che cucinare è pericoloso evitando di farlo nuovamente. Naturalmente è necessario tenere in giusta misura il timore del fuoco (perché possiamo scottarci) senza però consentire a questo timore di paralizzare la nostra capacità di esplorazione ed esperienza. Le generalizzazioni possono essere individuate grazie alla presenza dei così detti quantificatori universali (sempre, mai, tutto, ognuno, chiunque, nessuno, etc.) e dagli operatori modali che esprimono possibilità, necessità, volontà (posso, devo, voglio). Chi utilizza questi termini è portato a perdere una parte dell’esperienza impoverendo il proprio bagaglio percettivo ed esperienziale con consenguente limite delle opzioni di scelta. Nella cancellazione possiamo finire con il trascurare del tutto o in parte informazioni che potrebbero essere rilevanti: se siamo solo concentrati sul contenuto verbale espresso all’interno di una presentazione e omettiamo di prestare attenzione a quanto accade dal punto di vista della comunicazione non verbale potremmo perdere delle informazioni preziose. Quindi potremo percepire una realtà vera ma incompleta, cosa che potrebbe mortificare nostre potenzialità oppure opzioni di scelta. Esistono diversi tipi di cancellazione: semplice ove non si precisa l’oggetto cui ci si riferisce (ho paura - paura di che?); dell’indice ove non si dice chi dovrebbe compiere un’azione (bisognerebbe fare qualcosa - chi lo fa?); mancanza di comparativo che limita un’affermazione (voglio lavorare meglio – meglio rispetto a cosa/come/quando). Anche gli avverbi in ‘mente’ sono segnali che stiamo trasformando una percezione soggettiva in un’affermazione universale (ovviamente tizio non capisce nulla – ovviamente per chi/perché?) oppure una situazione soggettiva in una in cui ci si toglie da ogni responsabilità (sono fatto così e non ci posso fare nulla). L’eccesso di cancellazioni può portare a pesanti deformazioni della stessa realtà. La deformazione ha più a che fare con la nostra capacità di intervenire sulla realtà modificandola, solitamente è problematica perché possiamo perdere la capacità di essere obiettivi. Possiamo riconoscere una deformazione perché presenta una sorta di ‘causa-effetto’ (il mio collega mi innervosisce sempre) a cui si può anche aggiungere la così detta ‘lettura della mente’ (lui mi odia). Tipica è anche la situazione in cui si mettono in relazione cose in modo arbitrario (se lui/lei mi stimasse veramente non mi tratterebbe così). Il pericolo delle deformazioni consiste nel fatto che si possono formare e consolidare convinzioni errate senza che se ne percepiscano rischi e danni limitanti. In questo senso un approccio di ascolto e confrontazione/specificazione come quello fornito dal metamodello della PNL, offre modalità di intervento utili nell’orizzonte dell’empowerment e della gestione dei gruppi di lavoro, perché apre a nuove consapevolezze che contribuiscono in modo significativo a intravedere diverse e più fertili prospettive di realizzazione per noi stessi e per una cooperazione più generativa e armoniosa nei contesti professionali. Leggi

Quali elementi supportano la realizzazione degli obiettivi della Strategia Europa 2020?

letto 519 voltedomanda inserita il 03/06/2015 - 12:08, in Governance Calabria
L’iniziativa faro Youth on move di Strategia Europa2020. Un'istruzione e una formazione di qualità, un'efficace integrazione nel mondo del lavoro e una maggiore mobilità sono fondamentali per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020 per una  crescita intelligente. L'iniziativa faro "Youth on the Move" ha lo scopo di migliorare la formazione dei giovani e l'occupabilità, in linea con l'obiettivo generale dell'Unione europea, che mira ad un tasso di occupazione del 75% della popolazione in età lavorativa (20-64 anni). Troppi giovani incontrano ancora notevoli difficoltà nel realizzare il loro potenziale e nel dare il loro contributo alla società: è necessario un approccio trasversale più integrato alle politiche per l'istruzione e la formazione, per la gioventù, per l'occupazione che valorizzi i punti di forza esistenti ed elabori nuovi provvedimenti. L'iniziativa Youth on the Move annuncia nuove azioni prioritarie, rafforza le attività esistenti e garantisce la loro applicazione a livello UE e nazionale, sfruttando l'aiuto finanziario dei programmi UE pertinenti nonché dei Fondi strutturali. Si concentra su quattro principali linee d'azione: L'apprendimento permanente: Tra gli obiettivi fissati dalla strategia Europa 2020 c'è la riduzione del tasso di abbandono scolastico al 10%. Nel giugno 2011 il Consiglio ha adottato una raccomandazione della Commissione sulla lotta all'abbandono scolastico, per analizzare le cause e le conseguenze di questo fenomeno; inoltre, la Commissione ha ribadito l'importanza di modernizzare il settore dell'istruzione e formazione professionale con la Comunicazione su un nuovo slancio per la cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale (IFP) consapevole del contributo che l'IFP può dare all'occupazione dei giovani e alla riduzione dell'abbandono scolastico. Dare ai giovani la possibilità di adeguarsi alle condizioni del mercato del lavoro richiede una formazione professionale che si basa su apprendistato e tirocini di qualità. In questo settore, nell'ottica della cooperazione tra gli Stati membri, è stato emanato il «comunicato di Bruges» un documento che definisce gli obiettivi strategici per il periodo 2011-2020 e un piano d’azione che prevede misure concrete a livello nazionale e un aiuto su scala europea, con l'indicazione dei  risultati da raggiungere a breve termine (2011 - 2014). Sviluppare un apprendimento permanente vuol dire creare percorsi di conoscenza più flessibili che consentano a uomini e donne, nelle varie fasi della vita, l'accesso a sistemi di istruzione e di formazione diversi, in contesti di apprendimento formale, non formale e informale (cioè al di fuori del sistema di istruzione formale). Il riconoscimento e la convalida di tali forme di apprendimento possono favorire l'accesso ad una diversa forma di conoscenza da parte dei giovani con minori opportunità. Il Consiglio europeo, con questo intento, ha adottato nel 2012 una raccomandazione per sostenere l'azione degli Stati membri volta a promuovere il riconoscimento delle abilità acquisite mediante attività di apprendimento non formale e informale. L'istruzione superiore: L'obiettivo principale di Europa 2020 in materia d'istruzione prevede che, entro il 2020, almeno il 40% dei giovani sia in possesso di un diploma d'istruzione superiore o equivalente. Nonostante nel corso dell'ultimo decennio i livelli di qualificazione in Europa siano notevolmente aumentati, essi sono ancora molto insufficienti per rispondere alla crescita di posti di lavoro ad alta qualifica, per rafforzare la capacità europea di trarre vantaggio dalla globalizzazione o perpetuare il modello sociale europeo. Moltiplicare il numero di diplomati dell'istruzione superiore è un fattore decisivo per favorire il cambio di sistema, per migliorare la qualità e l'elaborazione di nuovi modi per impartire l'insegnamento. (Comunicazione della Commissione del settembre 2011 su un nuovo programma d'azione rafforzato per l'istruzione superiore). Il contributo dell'insegnamento superiore alla crescita e all'occupazione, la sua attrattiva internazionale, possono essere accresciuti mediante stretti ed efficaci collegamenti tra istruzione, ricerca e attività economica, i tre lati del cosiddetto triangolo della conoscenza; per questo motivo è indispensabile aumentare l'attrattiva internazionale degli istituti europei di insegnamento superiore e migliorare la qualità generale di tutti i livelli dell'istruzione e della formazione professionale. Conoscere il livello dei risultati di un istituto aiuta gli studenti nelle loro scelte di studio e può favorire partenariati attraverso le frontiere; in questa prospettiva, nel giugno 2011 la Commissione ha presentato i risultati di uno studio di fattibilità relativo allo sviluppo di un sistema alternativo pluridimensionale e internazionale per classificare i risultati dell'istruzione superiore e i risultati scolastici. Sulla base di tali risultati, la Commissione ha proseguito lo sviluppo di questo strumento a partire dalla fine del 2011. Mobilità per l'apprendimento: La mobilità transnazionale volta all'acquisizione di nuove conoscenze, capacità e competenze, è uno dei mezzi fondamentali attraverso i quali i giovani possono incrementare le proprie possibilità di occupazione e potenziare la propria consapevolezza interculturale, il proprio sviluppo personale, la creatività e la cittadinanza attiva. Oltre a questo, essa permette ai sistemi e alle istituzioni di istruzione e formazione di diventare più accessibili, internazionali ed efficienti. La mobilità dei giovani discenti, degli insegnanti, formatori ed educatori deve essere promossa oltre che in un contesto educativo formale anche in contesti di apprendimento non formale o informale. Occorre inoltre esplorare nuove forme innovative della mobilità, compresa la mobilità virtuale, allargandone le possibilità di accesso  con una particolare attenzione per i gruppi svantaggiati. La commissione ha proposto una raccomandazione del Consiglio per i paesi dell'UE sui mezzi per superare gli ostacoli alla mobilità per l'apprendimento (28/06/2011). La strategia Youth on the Move si articola nelle seguenti azioni mirate: la creazione di un sito Internet «Youth on the Move» per fornire informazioni sulle possibilità di apprendimento e mobilità nell'UE; la proposta di una tessera «Youth on the Move» volta a snellire il processo di integrazione dei discenti che si spostano all'estero; la proposta di un passaporto europeo delle competenze basato su Europass (CV europeo online), che faciliterà il riconoscimento in tutta l'Unione europea delle competenze acquisite dai giovani europei al di fuori del sistema di istruzione formale; il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile “Garanzia giovani”, per assicurare che tutti i giovani trovino un posto di lavoro, seguano una formazione o abbiano un'esperienza lavorativa entro 4 mesi dal termine della scuola. Per superare gli ostacoli tuttora esistenti alla mobilità dei lavoratori, grazie alla quale i giovani potrebbero acquisire nuove capacità e competenze, la Commissione ha attuato un progetto pilota denominato «Il tuo primo posto di lavoro EURES» e il «Bollettino europeo delle offerte di lavoro» attraverso il quale sarà possibile individuare in Europa i posti di lavoro vacanti, nonché le competenze necessarie. Occupazione giovanile: Nell'Unione europea, nel secondo trimestre 2014, più di 5 milioni di giovani (sotto i 25 anni) risultano disoccupati. Ciò corrisponde ad un tasso di disoccupazione del 21,7% (23,2% nella zona euro), che è più del doppio di quello degli adulti (9,0%). Inoltre 7,5 milioni di giovani europei tra i 15 e i 24 anni sono non occupati, né impegnati in materia di istruzione o di formazione. (i  'Neet'). Dal recente rapporto Ocse risulta che gli under 30 italiani Neet sono il 26,1% del totale dei disoccupati, a fronte di una media Ocse del 14,9%. Per raggiungere l'obiettivo Europa 2020 di aumentare il tasso di occupazione generale dai 20 ai 64 anni al 75 %, è essenziale ridurre l'elevato livello di disoccupazione giovanile. Facilitare la transizione dei giovani dal mondo della scuola a quello del lavoro, incentivare i datori di lavoro ad assumere personale senza esperienza sono misure efficaci per affrontare questa sfida. Anche il lavoro autonomo e l’imprenditorialità rappresentano una valida opportunità per ridurre la disoccupazione giovanile e lottare contro l’esclusione sociale. Pertanto, è essenziale che le istituzioni scolastiche, con il sostegno del settore pubblico e privato, promuovano lo spirito imprenditoriale dei giovani. In questa prospettiva la Commissione incoraggia un maggiore uso del nuovo strumento europeo di microfinanziamento Progress, per sostenere i potenziali giovani imprenditori. “L'UE ha sempre più bisogno di giovani altamente qualificati, consapevoli e innovativi per poter prosperare in futuro."  Cosa ne pensate? Possiamo considerare l'iniziativa faro "Youth on the Move” come uno strumento imprescindibile per vincere la sfida di una crescita intelligente, di un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione? Leggi
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L’iniziativa Youth on the Move è certamente un trampolino di lancio per i giovani e un valido strumento di argine... leggi (risposta inserita da Laura Messina il 08/07/2015 - 14:58)
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Un ringraziamento a Laura per l'intervento che sollecita la riflessione sulla capacità del paese (e degli altri stati... leggi (risposta inserita da Simonetta Blasi il 24/06/2015 - 13:43)
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Stimolata dall’articolo di Laura Piccinelli, vorrei esprimere la mia opinione partendo dalla rappresentazione del... leggi (risposta inserita da stefania giacchero il 22/06/2015 - 15:51)

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