Forum dell'Osservatorio Spending Review: dare un taglio ai Comuni?

letto 13925 voltepubblicato il 17/10/2014 - 18:14 nel forum Forum generale, in Osservatorio Spending Review

In un articolo apparso nei giorni scorsi su la voce.info, si evidenziava il problema connesso alla polverizzazione dei Comuni nell’ordinamento italiano (). Come è noto, si tratta di un tema che ha ricevuto ampia attenzione nel dibattito della spending review, per quanto dai risultati ancora controversi.

Il DL n. 95 del  6  luglio 2012 ha difatti obbligato, all’art. 19, i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti a esercitare in forma associata, mediante Unione di comuni o convenzione, le funzioni fondamentali. Sono stati previsti anche incentivi alla fusione di Comuni, il cui tetto è stato fissato dal recente DL 90/2014 a un massimo a 1,5 milioni di euro.

Il Presidente dell’ANCI Piero Fassino ha rilanciato a inizio settembre l’obiettivo di razionalizzare il numero dei Comuni, annunciando anche una campagna per il 2015 tesa a ridurne la quantità a circa 2.500, ovvero meno di 1/3 degli attuali (sono circa 8.100), azzerando del tutto quelli con meno di 15mila abitanti.

La proposta ha suscitato numerose reazioni, per lo più negative da parte dei Sindaci piccoli Comuni (oltre il 70% della popolazione italiana vive in Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti). Se lo scopo dei “riformatori” è quello di generare economie di scala, evitando le evidenti duplicazioni di funzioni, e conservando il livello di servizi ai cittadini, gli oppositori evidenziano deficit e debiti accumulati per lo più dai grandi Comuni, alcuni dei quali hanno già oltrepassato il limite del default.

Va qui rilevato che non si tratta di una innovazione assoluta in campo europeo, dove le esperienze di riforme del governo locale non sono una rarità. Una delle più interessanti è quella varata dal governo danese nel 2007, basata sulla soppressione dei Comuni con meno di 20mila abitanti, la fissazione di un limite minimo di 30mila abitanti per i Comuni derivanti da fusione e la riorganizzazione del sistema delle Contee.

La riforma, attraverso un percorso durato 5 anni, ha portato alla istituzione  di una nuova “mappa” amministrativa basata su:

  • la riduzione a 98 municipalità dalle precedenti 271 (quasi 2/3 in meno), di cui solamente 33 preesistenti e le altre derivanti da fusioni;
  • l’abolizione delle 13 contee con la sostituzione attraverso 5 nuove regioni.

Essa è stata peraltro accompagnata da una revisione e riorganizzazione delle competenze, la cui “bussola” è il mantenimento e sviluppo del sistema di welfare, non certo la sua soppressione.

Di verso opposto la strada seguita dalla Francia, che vanta oltre 36mila Comuni con una dimensione media piccolissima (1.600 abitanti), ma che ha promosso fortemente la c.d. “intercommunalité”, basata sugli “enti pubblici di cooperazione intercomunale volontaria” (EPCI), a loro volta distinti in due macro-tipologie di aggregazione, ovvero a fiscalità propria o senza fiscalità propria. La prima tipologia è realizzata attraverso tre modalità: comunità urbane (oltre 500mila abitanti), comunità di agglomerazione (oltre 50mila abitanti raggruppati intorno a un Comune di almeno 15mila abitanti) e comunità di comuni (inizialmente istituite per favorire l’aggregazione dei Comuni rurali).

Oltre il 90% dei comuni e della popolazione francese rientrano in un EPCI a fiscalità propria, gestendo competenze distinte in funzione del tipo di comunità nel quale ricadono.

In entrambi i casi – Danimarca e Francia - emerge comunque un fattore comune: il ridisegno del governo locale è accompagnato da una revisione e definizione delle funzioni (e del sistema di fiscalità) tese a migliorare il servizio ai cittadini, non meramente a praticare riduzioni di spesa. I tagli ulteriori proposti dal Governo nella legge di stabilità 2015, che contemplano ulteriori ai Comuni (1,2 miliardi, da assestare nell’approvazione in Parlamento) sembrano rendere sempre meno sostenibile, anche nel nostro paese, la conservazione dell’attuale status quo.

Quale sarà l’evoluzione...se vi sarà?

 

 

 

 

 

 

 

116 commenti

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino29/01/2016 - 12:20 (aggiornato 29/01/2016 - 12:20)

I sindaci dei Comuni di Treppo Carnico e Ligosullo, nel settembre 2015, alla presenza della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, hanno firmato nella sede municipale di Treppo Carnico gli atti delle rispettive Amministrazioni che danno il via alle procedure di fusione amministrativa tra i due Enti.

Quella tra Treppo Carnico e Ligosullo sarà la prima fusione tra Enti civici della Carnia. Si tratta di un processo al quale la Regione presta molto interesse perché rappresenta la strada da percorrere per affrontare con maggiore efficacia le sfide che attendono il futuro della comunità locale.

Anche se non in forma ufficiale, gli effetti del connubio Treppo Carnico-Ligosullo sono già visibili in quanto anticipati dall’avvio del servizio condiviso intercomunale di scuolabus che, dalle frazioni della vallata, accompagna i bimbi alla scuola elementare di Treppo Carnico.

La fusione tra i Comuni, l’accorpamento dei servizi che costituisce il passo più deciso verso l’unificazione delle strutture rispetto all’Unione, rappresenta un percorso per la razionalizzazione del sistema delle autonomie e l’amministrazione del territorio che, per esempio, si sta concretizzando con successo in Trentino, ove nel corso del 2016 si uniranno ben 30 Comuni.

Ricordiamo che Valvasone Arzene ha rappresentato la concretizzazione della prima fusione di Comuni del Friuli Venezia Giulia e ciò ha già consentito al nuovo Comune di utilizzare fondi in precedenza bloccati dalle norme del Patto di stabilità, finalizzati alla sistemazione urbana e a completare i lavori di sistemazione del Castello di Valvasone.

Spetta alla Giunta regionale procedere all’approvazione dei documenti necessari a far procedere l’iter della fusione. Successivamente i due Comuni provvederanno a sviluppare la campagna d’informazione nei confronti dei cittadini, mentre l’Università di Udine predisporrà uno studio di fattibilità sulle funzioni che saranno accentrate nel nuovo Ente locale.

Claudia Leone

Claudia Leone05/06/2015 - 10:32 (aggiornato 05/06/2015 - 10:32)

Domenica prossima 7 giugno si terrà in tutto il Trentino (dalle ore 8.00 alle 21.00) un referendum per la fusione dei comuni per votare in favore o meno dell’unione di 55 comuni in 19 processi di fusione.

I 19 distinti referendum sono la conseguenza di altrettanti processi di fusione avviati dalle amministrazioni comunali interessate. Gli elettori chiamati alle urne sono 45.783.

Il referendum sarà valido con la partecipazione di almeno il 40% degli aventi diritto al voto. Le fusioni saranno possibili solo nel caso in cui nel comune di riferimento i voti favorevoli saranno la maggioranza.

I 19 processi di fusione in programma:

  1. Albiano Lona Lases, mediante la fusione dei comuni di Albiano e Lona Lases;
  2. Altavalle, mediante la fusione dei comuni di Faver, Valda, Grumes e Grauno;
  3. Altopiano della Vigolana, mediante la fusione dei comuni di Bosentino, Vattaro, Vigolo Vattaro e Centa San Nicolò;
  4. Amblar-Don, mediante la fusione dei comuni di Amblar e Don;
  5. Borgo Chiese, mediante la fusione dei comuni di Brione, Cimego e Condino;
  6. Borgo Lares, mediante la fusione dei comuni di Bolbeno e Zuclo;
  7. Castel Ivano, mediante la fusione dei comuni di Strigno, Spera e Villa Agnedo;
  8. Cembra Lisignago, mediante la fusione dei comuni di Cembra e Lisignago;
  9. Civezzano Fornace, mediante la fusione dei comuni di Civezzano e Fornace;
  10. Madruzzo, mediante la fusione dei comuni di Calavino e Lasino;
  11. Porte di Rendena, mediante la fusione dei comuni di Villa Rendena, Vigo Rendena e Darè;
  12. Primiero San Martino di Castrozza, mediante la fusione dei comuni di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua e Siror;
  13. Tesino, mediante la fusione dei comuni di Pieve Tesino, Castel Tesino e Cinte Tesino;
  14. Rendena Terme, mediante la fusione dei comuni di Caderzone Terme, Bocenago e Strembo;
  15. Tre Ville, mediante la fusione dei comuni di Ragoli, Preore e Montagne;
  16. Vallelaghi, mediante la fusione dei comuni di Terlago, Vezzano e Padergnone;
  17. Ville d’Anaunia, mediante la fusione dei comuni di Tuenno, Nanno e Tassullo;
  18. Sella Giudicarie, mediante la fusione dei comuni di Breguzzo, Bondo, Lardaro e Roncone;
  19. Contà, mediante la fusione dei comuni di Cunevo, Flavon e Terres.

I risultati saranno pubblicati sul sito della Regione.

Claudia Leone

Claudia Leone09/06/2015 - 18:30

Sono 15 su 19 i referendum consultivi sulle fusioni fra comuni trentini, tenuti nella giornata di domenica scorsa, che hanno avuto esito favorevole. E’ quanto si legge sul della Regione Trentino-Alto Adige.

Tutti i 55 comuni interessati hanno raggiunto il quorum del 40% di affluenza necessario per la validità dei referendum. Sono 45 i comuni che andranno a fusione, facendo scendere dunque il numero complessivo dei comuni trentini da 208 a 178. 

Sì alla fusione:

  • Altavalle, mediante la fusione dei comuni di Faver, Valda, Grumes e Grauno;
  • Altopiano della Vigolana, mediante la fusione dei comuni di Bosentino, Vattaro, Vigolo Vattaro e Centa San Nicolò;
  • Amblar-Don, mediante la fusione dei comuni di Amblar e Don;
  • Borgo Chiese, mediante la fusione dei comuni di Brione, Cimego e Condino;
  • Borgo Lares, mediante la fusione dei comuni di Bolbeno e Zuclo;
  • Castel Ivano, mediante la fusione dei comuni di Strigno, Spera e Villa Agnedo;
  • Cembra Lisignago, mediante la fusione dei comuni di Cembra e Lisignago;
  • Madruzzo, mediante la fusione dei comuni di Calavino e Lasino;
  • Porte di Rendena, mediante la fusione dei comuni di Villa Rendena, Vigo Rendena e Darè;
  • Primiero San Martino di Castrozza, mediante la fusione dei comuni di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua e Siror;
  • Tre Ville, mediante la fusione dei comuni di Ragoli, Preore e Montagne;
  • Vallelaghi, mediante la fusione dei comuni di Terlago, Vezzano e Padergnone;
  • Ville d’Anaunia, mediante la fusione dei comuni di Tuenno, Nanno e Tassullo;
  • Sella Giudicarie, mediante la fusione dei comuni di Breguzzo, Bondo, Lardaro e Roncone;
  • Contà, mediante la fusione dei comuni di Cunevo, Flavon e Terres.

No alla fusione:

  • Albiano Lona Lases, mediante la fusione dei comuni di Albiano e Lona Lases;
  • Civezzano Fornace, mediante la fusione dei comuni di Civezzano e Fornace;
  • Rendena Terme, mediante la fusione dei comuni di Caderzone Terme, Bocenago e Strembo;
  • Tesino, mediante la fusione dei comuni di Pieve Tesino, Castel Tesino e Cinte Tesino.

Le prime elezioni nei 15 nuovi comuni che nasceranno dalle fusioni sono previste nella primavera del 2016. In autunno di quest’anno, invece, si voterà nei 10 comuni dove la fusione è stata respinta, per eleggere sindaco e consiglio comunale.

Al link è possibile consultare i risultati finali nonché accedere ai dati relativi alle affluenze Comune per Comune; inoltre, è disponibile la normativa regionale in materia.

Vi segnalo anche pubblicato su lavocedeltrentino.it

Roberto Formato

Roberto Formato09/06/2015 - 19:30 (aggiornato 09/06/2015 - 19:30)

Grazie Claudia per il pronto aggiornamento.

Parrebbe che in Trentino abbia prevalso la voglia di fusione. Verrebbe da dire che la retorica politicante del "campanile" abbia ceduto il passo al desiderio di avere servizi migliori.

Roberto Formato

Roberto Formato07/06/2015 - 18:29

Grazie Claudia per la segnalazione davvero molto interessante.

La provincia autonoma di Trento dimostra ancora una volta di essere all'avanguardia nell'applicazione dei principi chiave della governance. Facendo riferimento ai principi enunciati nel 2001 nel Libro Bianco sulla Governance  l'iniziativa rispetta tutti i principi enunciati::

  1. la trasparenza dei processi decisionali;
  2. la partecipazione dei cittadini;
  3. la responsabilità (accountability);
  4. l’efficacia;
  5. la coerenza.

Volevo soffermarmi sul tema della partecipazione e dell'efficacia. L'obbligatorietà della gestione associata delle funzioni comunali può difatti costituire l'occasione per reimpostare la geografia dei servizi, in accordo alle soluzioni più efficaci e coinvolgendo i cittadini.

Troppo spesso, invece, si assiste ad aggregazioni che rispondono a logiche istituzionali ed amministrative che poco hanno a che fare con le necessità dei cittadini. Ne è un esempio il richiamo a ripercorrere la geografia delle più o meno soppresse Comunità Montane (un vero esempio di "trasformismo") oppure, come nel caso della Regione Campania, il costante riferimento ai c.d. Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) frutto del verticistico "Piano Territoriale Regionale" ().

Volendo approfondire quest'ultimo caso, diremo che il Piano è stato approvato con legge regionale n. 13/2008, e che gli STS individuati in più di un caso non rispettano quasi nessuno dei principi sopra richiamati, come dimostra la bizzarra geografia di taluni di essi che separano territori contigui e uniscono territori divisi da montagne (ma anche in questo caso parrrebbe ridisegnata la geografia delle comunità montante....).

Claudia Leone

Claudia Leone20/05/2015 - 18:13 (aggiornato 20/05/2015 - 18:13)

Si è appena conclusa la prima delle cinque fasi che porteranno alla predisposizione, entro l'anno, di un Regolamento Urbanistico Edilizio Unico per i 15 Comuni dell'Unione della Romagna Forlivese. L'ambizioso obiettivo delle Amministrazioni, come evidenziato dall'Assessore all'Urbanistica del Comune di Forlì Francesca Gardini, coordinatore del progetto, è quello di superare la disomogeneità che attualmente caratterizza la regolamentazione edilizia dei 15 comuni attraverso la predisposizione di uno strumento unitario che si compone di una prima parte normativa, uguale per tutti i Comuni, e di una seconda parte progettuale dedicata alla pianificazione degli ambiti che ne esalta la natura identitaria.

Un punto di forza è costituito dalla semplificazione normativa, unita all'estensione delle attività di edilizia libera, con evidenti ricadute positive soprattutto sui cittadini in termini di maggiore autonomia e risparmio. Un altro elemento di pregio è caratterizzato dalla trasparenza nell'applicazione delle regole che, attraverso la riduzione delle discrezionalità interpretative, accrescerà la certezza giuridica per gli operatori del settore e gli investitori.

La progettazione del Rue è stata interamente affidata ai funzionari comunali con il duplice vantaggio di contenerne i costi (nessuna ulteriore retribuzione o incentivo) e di mettere a profitto esperienza gestionale e conoscenza del territorio.

La prima fase ha riguardato la regolamentazione unica di destinazioni d'uso, distanze, categorie di intervento, parcheggi e monetizzazioni. I contenuti sono stati presentati agli Ordini e Collegi Professionali che hanno apprezzato il lavoro svolto e coi quali è stato avviato un filo diretto e costante di confronto e concertazione soprattutto sul tema delle misure incentivanti la qualificazione del patrimonio edilizio esistente. Il coordinamento tecnico del gruppo di progettazione è stato individuato nell'ambito del Comune di Forlì, capofila del progetto, nella persona dell'arch. Massimo Visani.

Fanno altresì parte del gruppo di progettazione: ing. Chiara Bernabini (referente tecnico-amministrativa), arch. Mara Rubino, geom. Mirco Milandri, dott.ssa Angela Satanassi (Comune di Forlì); dott in ing. Fabrizio di Lorenzo (Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole); arch. Tecla Mambelli (Comune di Bertinoro); arch. Raffaella Mazzotti (Comune di Forlimpopoli); ing. Maria Ilaria Zoffoli (Comuni di Predappio, Galeata, Civitella, Santa Sofia e Premilcuore); arch. Francesco Zucchini (Comuni di Modigliana, Tredozio, Dovadola, Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto); arch. Enzo Colonna (Comune di Meldola).

I referenti politici che fungono da interfaccia tra il gruppo di progettazione e la Giunta dell'Unione sono: Francesca Gardini, coordinatore (assessore del Comune di Forlì), Milena Garavini (vicesindaco del Comune di Forlimpopoli), Potito Scalzulli (assessore del Comune di Galeata) e Gabriele Zelli (sindaco del Comune di Dovadola).

Fonte: 

Claudia Leone

Claudia Leone26/05/2015 - 14:46

La Giunta dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese ha approvato “le strategie per la rigenerazione urbana ed energetica dei territori dell’Unione”. Con l'approvazione delle Linee guida redatte nell'ambito del progetto europeo Susreg per la diffusione di pratiche di pianificazione sostenibile, l'Unione dei Comuni ha individuato i principali strumenti da mettere in campo per concretizzare una strategia territoriale.

Dopo due anni dalla sottoscrizione del protocollo con Cna, i Comuni hanno raggiunto gli obiettivi programmati, con l'approvazione ad aprile da parte dell'Unione del nuovo Regolamento per il risparmio energetico e la bioedilizia e a maggio delle Linee guida sulla rigenerazione urbana.

Grazie a contributi della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, sono stati organizzati da parte di Cna seminari tecnici, corsi di formazione per professionisti ed imprese, è stata acquistata e donata ai Comuni la strumentazione per effettuare i controlli di tenuta all'aria degli edifici ed è in corso la costruzione dei siti web dedicati.

Giovedì 4 giugno il Campus Universitario di Forlì ospiterà il seminario conclusivo dei "Giovedì della rigenerazione urbana", con la presentazione delle Linee guida Susreg sulla rigenerazione nei centri storici e casi studio locali, regionali ed europei su esperienze di pianificazione sostenibile. Introdurrà i lavori l'assessore all'Urbanistica del Comune di Forlì Francesca Gardini, coordinatrice per il Regolamento Urbanistico Edilizio d'Unione e nominata dalla Giunta dell'Unione coordinatrice anche delle strategie per la rigenerazione urbana, che così commenta: "Le strategie dell'Unione partono dal coinvolgimento del mondo del lavoro, degli Enti e delle istituzioni bancarie. L'Unione può giocare un fondamentale ruolo propulsivo tra i vari attori del territorio. Siamo fortunati perché nei Comuni dell'Unione ci sono figure tecniche con elevate competenze professionali abituate al lavoro di squadra anche con gli Ordini e Collegi professionali. Grazie agli indirizzi politici che ci siamo dati, abbiamo gli strumenti e la massa critica per costruire un vero e proprio "sistema per rigenerare l'ambito della Romagna forlivese" che porti finanziamenti, agevolazioni e qualità nella vita dei cittadini e nel settore delle professioni e delle imprese".

Fonte: 

Roberto Formato

Roberto Formato29/05/2015 - 08:57

Grazie Claudia per l'ulteriore interessante segnalazione.

Il segnale che proviene da più parti è legato all'approvazione di regolamenti per l'edilizia sostenibile e il risparmio energetico che si basano sul contemporaneo utilizzo di due leve:

  • promozione della realizzazione di ediifici a basso consumo energetico e basso impatto ambientale con l'utilizzo di energie rinnovabili
  • collegata concessione di incrementi delle superfici utili lorde.

La logica è quella "win-win", ovvero di stimolo di azioni virtuose da parte dei cittadini in cambio di un vantaggio concesso ai cittadini stessi. Le casse dei Comuni peraltro ci guadagnano attraverso le ricadute fiscali dei nuovi investimenti.

Segnalo, per esempio, questo ulteriore regolamento approvato nel 2012 dal Comune di Altopascio in provincia dei Lucca, che presenta un articolato sistema di incentivi:

 

Maria Fiore

Maria Fiore11/05/2015 - 15:59 (aggiornato 11/05/2015 - 15:59)

In Irpinia, dopo il Comune di Montoro anche quelli dell’area serinese sembrano avviarsi verso la scelta dell’Unione piuttosto che verso quella della Convenzione. Infatti, lo scorso 8 maggio i segretari e gli amministratori del PD di Serino, San Michele di Serino e Santa Lucia di Serino si sono riuniti per discutere l’avvio dell’iter di formazione dell’Unione dei Comuni secondo quanto previsto dall’art 32 del D. Lgs. 18/08/2000, numero 267 (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) e definire una posizione comune del PD che i rispettivi gruppi porteranno nei consigli comunali perché l’unione si realizzi al più presto.

Nella nota diffusa si legge: “L’Unione dei Comuni è non solo un obbligo di legge, almeno per i Comuni più piccoli, ma dovrà essere la strada maestra per il raggiungimento degli obiettivi di economicità, razionalizzazione e maggiore efficienza dei servizi comunali con conseguente riduzione dei costi e quindi di risparmio per i cittadini. L’Unione dei Comuni di questa parte della provincia di Avellino, così come la immaginiamo, non potrà che comprendere tutti i Comuni del serinese (Serino, San Michele di Serino, Santa Lucia di Serino), Aiello del Sabato, Cesinali e Santo Stefano del Sole.

I Circoli del PD, firmatari del presente documento, attraverso i propri legittimi rappresentanti si impegnano:

  1. A convocare una nuova riunione allargata ai rappresentanti del PD degli altri Comuni interessati;
  2. A promuovere il più ampio confronto con le altre forze politiche e rappresentanti istituzionali a cominciare dai consigli comunali e organizzare iniziative per il coinvolgimento dei cittadini".

 

Fonte:

Claudia Leone

Claudia Leone05/05/2015 - 17:51 (aggiornato 05/05/2015 - 17:51)

Sulla tematica vi segnalo l’articolo di Nina Preite e Rita Maria Conte dal titolo “Unione e Convenzioni tra Comuni: i vantaggi delle economie di scala nella gestione dei processi amministrativi, anche digitali”.

Claudia Leone

Claudia Leone15/04/2015 - 10:55 (aggiornato 15/04/2015 - 10:55)

Si è svolta ieri presso la Scuola Umbra di Pubblica Amministrazione un’iniziativa partecipata sul processo di cambiamento in atto con riguardo alle Unioni di Comuni quale strumento di ammodernamento della Pubblica Amministrazione, e rispetto al quale l’Umbria risulta una delle prime Regioni italiane ad aver approvato da pochi giorni una legge sul “riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative di Comuni e comunali”.

La Regione Umbria lavora insieme al sistema dei Comuni per favorire i processi di aggregazione, senza imporre nulla dall’alto ma lasciando agli enti locali autonomia e sostenendo le funzioni associate attraverso contributi e incentivi per favorire il risparmio ed offrire ai cittadini e alle imprese servizi migliori.

Un ruolo centrale nel percorso di facilitazione, raccolta ed elaborazione di dati, nonché di assistenza e sostegno tecnico-amministrativo sarà svolto dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

Si è insistito molto sul fatto che le Unioni dei Comuni non devono essere viste solo come un obbligo normativo, bensì interpretate come un‘opportunità per i Comuni di crescere in maniera virtuosa e maggiormente competitiva, trasformando i punti di debolezza in punti di forza e diventando, per i cittadini e per le imprese, interlocutori moderni, dinamici ed efficienti nelle politiche di sviluppo e nel miglioramento della qualità della vita.

Durante la giornata si sono susseguiti vari interventi, che sono andati ad approfondire altrettanti aspetti:

  • il quadro normativo nazionale e la sua evoluzione;
  • la gestione associata delle funzioni tra Unioni di Comuni e Convenzioni;
  • l’analisi delle funzioni fondamentali e delle residue funzioni comunali;
  • gestione associata e profili contabili;
  • la costruzione e la gestione del bilancio di una unione di comuni;
  • opportunità e rischi della gestione associata mediante convenzione;
  • l’impatto della nuova contabilità (D. Lgs. 118/2011 e smi);
  • le nuove regole di contabilizzazione dei trasferimenti;
  • i limiti alla spesa di personale;
  • provvedimenti, competenze ed attività da compiere per arrivare alla gestione associata;
  • le centrali di committenza;
  • casi pratici ed esempi di organizzazione associata delle diverse funzioni comunali (sistemi informatici, gestione personale, servizi finanziari, ufficio tecnico, ufficio di piano federato, polizia municipale, ecc…).
Claudia Leone

Claudia Leone12/04/2015 - 10:06 (aggiornato 12/04/2015 - 10:06)

Il Comune di Loano e l’ANCI Liguria promuovono un percorso formativo sulle Unioni di Comuni rivolto a Sindaci, Amministratori, segretari comunali, dirigenti, funzionari e rappresentanti sindacali sul tema della costituzione delle Unioni e della gestione, all'interno di esse, dei servizi comunali. Il percorso avrà inizio il prossimo 15 aprile.

Il sindaco di Loano, Luigi Pignocca, ha dichiarato che “L’avvio dell’Unione dei Comuni “Riviera delle Palme e degli Ulivi” ha fatto emergere il bisogno di approfondire alcuni temi, in particolare quello della gestione dei servizi in forma associata. Abbiamo quindi ben accolto l’idea di organizzare un percorso formativo in collaborazione con l’ANCI Liguria, per i Comuni liguri che stanno affrontando la costituzione dei nuovi Enti territoriali. Saranno proposte 9 giornate formative, gratuite, con la presenza di relatori che hanno maturato significative esperienze in associazioni di Comuni o Unioni.”

I nove incontri si svolgeranno nella Sala Consiliare di Palazzo Doria, a Loano, e saranno dedicati a materie ritenute strategiche nei processi di cambiamento: organizzazione, bilancio, controllo di gestione, performance:

  1. 15 aprile: "La gestione associata delle funzioni fondamentali dei Comuni: ostacoli, prospettive e opportunità – il modello organizzativo PRO-GAO";
  2. 21 aprile: "Bilancio e controllo di Gestione nell'Unione di Comuni";
  3. 28 aprile: "Dalla Programmazione alla gestione associata dei servizi";  
  4. 5 maggio: "La funzione della Polizia Locale in Unione";
  5. 15 maggio: "Il processo di associazionismo: la costruzione delle funzioni";
  6. 21 maggio: "Unioni di Comuni e gestioni associate: progetto istituzionale, politico e gestionale. Tra normativa, dati e processi organizzativi che favoriscono lo sviluppo delle forme di gestione associata";
  7. 22 maggio: "La gestione associata del welfare: servizi sociali, servizi ad integrazione socio-sanitaria e modelli di gestione possibili";
  8. 4 giugno: "Le possibili sinergie nella gestione dei servizi tra Enti di area vasta, i Comuni e le Unioni di Comuni";
  9. 9 giugno: "Il contratto nazionale e il contratto decentrato nelle unioni di comuni: confronto tecnico e proposte di miglioramento".

Maggiori informazioni si possono trovare sul

Claudia Leone

Claudia Leone21/03/2015 - 09:59 (aggiornato 21/03/2015 - 09:59)

L’Unione Roveresca dei Comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro ha promosso un’iniziativa in collaborazione con il Centro Europe Direct dell’Università di Urbino, Unique Lights Italia, Istituto Comprensivo “Giò Pomodoro” di Orciano e Comune di Mondavio.

Il 12 marzo, all’istituto comprensivo Giò Pomodoro di Orciano di Pesaro davanti a 80 ragazzi provenienti dai Comuni dell’Unione Roveresca e dal Comune di Mondavio, si è tenuto un seminario per parlare di istituzioni Europee e di politica energetica con il Prof. Pierini. Successivamente è stata presentata la soluzione voluta da Unique Lights ed offerta ai comuni per i propri cittadini, che sono i veri protagonisti del programma “20-20-20”, nonché i destinatari della formazione/sensibilizzazione sui temi dell’efficienza energetica.

Di particolare importanza è il progetto EnerSaving basato sulla piattaforma Kiui, il primo applicativo web che si rivolge a tutti i comuni italiani e fornisce ai cittadini una visione dettagliata del consumo elettrico medio aggregato e disaggregato dei dispositivi presenti nel loro contesto residenziale, e che permette di capire come ciascuno può contribuire con azioni virtuose e risparmiando sui consumi elettrici domestici al tema della sostenibilità ambientale. La vera novità di Kiui è che non necessita di alcun punto di misura, ma si basa su una semplice verifica sulla tipologia dei dispositivi, il loro utilizzo e lo scenario analizzato. Si tratta infatti di uno strumento di «autodiagnosi» energetica dettagliato che da utili informazioni su come la spesa energetica totale venga suddivisa tra i diversi dispositivi elettrici domestici; indicazione, questa, sconosciuta fino ad oggi che è in grado di fornire ai comuni una serie di output aggregati sulla base dei dati raccolti, in forma anonima, in modo da individuare i temi più rilevanti su cui basare azioni di miglioramento.

Con questo strumento i comuni potranno così fornire un servizio reale in tema di efficientamento energetico ai cittadini. Il metodo è infatti semplice. Basta una registrazione attraverso il link presente sul portale del comune e procedere (come si può vedere sul sito web del Comune di San Giorgio di Pesaro, ).

Una volta effettuata l’autoanalisi è poi possibile avere a disposizione un vero e proprio Energy Manager casalingo con il modulo Kiui Piggy, che, partendo dall’analisi dei consumi, fornirà suggerimenti specifici e personalizzati nella direzione del risparmio e dell’efficienza energetica domestica. Uno strumento, dunque, di previsione del risparmio energetico in grado di simulare differenti interventi di efficientamento che potrebbero essere svolti in una abitazione.

A livello aggregato, inoltre, con Kiui Town, sarà possibile effettuare un’analisi dei consumi elettrici residenziali ed un monitoraggio sui risparmi ottenuti dalla sensibilizzazione dei cittadini. 

Fonte: 

Rita Pastore

Rita Pastore24/03/2015 - 15:34 (aggiornato 24/03/2015 - 15:34)

Volevo segnalare l'esperienza del progetto di fusione dei comuni di Transacqua, Fiera di Primiero, Tonadico e Siror che stanno portando avanti un processo di fusione partecipato. Consiglio a tutti la consultazione del sito istituzionale che illustra bene tutte le fasi del percorso:

Mi è sembrata abbastanza interessante e significativa, in particolare, la sezione dedicata alle proiezioni relative al risparmio di costi per amministratori, derivante dal confronto tra lo stato attuale, pre fusione e quello post fusione:

 

 

Roberto Formato

Roberto Formato24/03/2015 - 18:29

Grazie Rita per la bella segnalazione.

Il sito mi sembra davvero gradevole. E' semplice ed illustra bene le fasi del percorso e i motivi della fusione. Si evince che il processo è davvero "sentito", che scaturisce da un confronto comune veramente partecipato. Non si tratta di una "fusione a freddo" ma di una operazione che coinvolge davvero le comunità.

Mi sembra un esempio da tenere in considerazione!

Roberto Formato

Roberto Formato21/03/2015 - 19:00 (aggiornato 21/03/2015 - 19:00)

Grazie Claudia per l'interessante segnalazione.

Volevo ricordare anche che le Unioni dei Comuni hanno la facoltà di sviluppare i c.d. "JOINT PAES" - Piani d'azione congiunti per l'Energia Sostenibile, aderendo al patto dei sindaci europei () e sviluppando uno specifico piano d'intervento per attuare il quale sono numerose le linee operative previste dalla Commissione Europea. Questa dedica infatti un obiettivo specifico della Politica di Coesione Sociale ed Economica 2014-2020 al sostegno alla transizione  verso un'economia a basse emissioni di carbonio ()

Claudia Leone

Claudia Leone19/03/2015 - 23:20

Il decreto “milleproroghe” è stato convertito in legge il 27 febbraio 2015 (Legge n. 11). L’articolo 4, comma 6-bis, prevede che «i termini di cui all’articolo 14, comma 31-ter, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, e successive modificazioni, sono prorogati al 31 dicembre 2015».

Vengono così differiti di un anno i termini entro i quali diventa obbligatoria la gestione in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli Comuni (gestione del bilancio; organizzazione dei servizi pubblici; catasto; servizi sociali; pianificazione urbanistica; edilizia scolastica; protezione civile; polizia locale).

La richiesta di differimento dei termini era stata formulata a gennaio in sede di Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, mentre a dicembre scorso l’Associazione nazionale dei Comuni italiani aveva manifestato al Governo «l’esigenza di procedere attraverso un percorso più graduale, monitorato e ragionevole».

Non si tratta del primo rinvio. L’articolo 14 del decreto legge del 2010, poi convertito in legge, è stato sostituito dall’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2012, numero 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, numero 135. Il Parlamento aveva pure stabilito una scaletta dettagliata: entro il primo gennaio 2013 dovevano essere associate almeno tre funzioni fondamentali; entro il 30 settembre 2014 ne dovevano essere associate altre tre; entro il 31 dicembre si dovevano associare le funzioni restanti.

Roberto Formato

Roberto Formato21/03/2015 - 19:10 (aggiornato 21/03/2015 - 19:10)

Il continuo rinvio dei termini entro i quali diventerà obbligatoria la gestione in forma associata delle funzioni dei piccoli Comuni è l'ennesima riprova delle difficoltà incontrate dai Comuni a soddisfare l'obbligo normativo. L'evidenza empirica mostra che l'avvio di tali modelli di gestione, in assenza di una assistenza dedicata, costituisce una sfida insormontabile per moltissime amministrazioni le quali faticano a soddisfare le esigenze ordinarie dell'amministrazione, figuriamoci a perseguire disegni pur virtuosi di armonizzazione delle proprie funzioni con quelle di altri Comuni.

Come spesso accade ci si illude che l'emanazione di una norma (il DL 95 del 2012 nel nostro caso) sic et simpliciter abbia il potere di indurre trasformazioni, trascurando elementari analisi di fattibilità. Il neo ovviamente non sta nella norma, che come abbiamo visto in questo forum si inserisce nel solco di un trend europeo ben consolidato, ma nell'ignoranza dei passi necessari a renderla effettivamente operativa.

Claudia Leone

Claudia Leone17/03/2015 - 12:05

Nell’Unione Empolese Valdelsa gli appalti pubblici verranno gestiti attraverso un’unica centrale associata: la ratifica potrebbe avvenire già dal prossimo consiglio dell’ente. La legge che modifica il funzionamento dei bandi è la 114 del 2014 e si applica per le gare bandite per servizi e forniture a partire dall’inizio di gennaio scorso, mentre per i lavori dal luglio prossimo; il tutto ovviamente per agire, da un lato, sul fronte della spending review e, dall’altro quello, su quello delle misure anticorruzione e antiriciclaggio.

Lo schema di convenzione, che in queste settimane ciascun Comune sta approvando, recita: «Attraverso lo strumento dell’unica centrale di committenza è possibile perseguire una maggiore qualità ed efficacia dell’azione amministrativa, nella consapevolezza che ciò contribuisce a rafforzare l’economia legale e ad innalzare il livello di prevenzione delle infiltrazioni criminali nell’ambito degli appalti pubblici».

La nuova funzione associata funzionerà per tutte le gare con un importo superiore ai 40mila euro. Da questo esercizio, comunque, possono essere esclusi gli acquisti effettuati attraverso il mercato elettronico gestito dalla pubblica amministrazione o da un altro ente di riferimento, oltre alle procedure che riguardano lavori urgenti. Alle amministrazioni rimarrà il compito di redigere la documentazione del caso, contenuta in un’apposita determina: l’individuazione del piano da cui risulta l’opera, il servizio o la fornitura da affidare e la relativa copertura finanziaria, l’indicazione dei tempi entro cui svolgere la procedura, i criteri di selezione delle offerte e la nomina del responsabile del procedimento che opererà di concerto con la centrale dell’Unione.

Quest’ultima, una volta acquisita la documentazione per la quale potrà fornire consulenza, dovrà curare tutti gli adempimenti (dalla pubblicità del bando alla verifica dei requisiti generali e di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa), approvare la documentazione di gara, nominare la commissione giudicatrice, provvedere all’aggiudicazione provvisoria, proporre l’aggiudicazione definitiva e, in ultima istanza, collaborare con i comuni per la stipula del contratto. Per quanto riguarda i tempi, la centrale sarà chiamata ad attivare la procedura di gara entro 30 giorni dalla ricezione della determina. L’Unione, al momento del varo della nuova centrale, dovrà nominare un responsabile che avrà compiti di organizzazione, coordinamento e supervisione.

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino13/03/2015 - 10:47

E' stato siglato a febbraio 2015 il protocollo di intesa tra i comuni del Vallo di Diano (in provincia di Salerno) con cui si dà il via all’individuazione della strategia di sviluppo del territorio attraverso la gestione in forma associata di funzioni fondamentali e di servizi, e si consolida la cooperazione istituzionale tra lo Stato, la Regione Campania e le Autonomie.

Il protocollo è stato sottoscritto da 15 comuni: Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Pertosa, Padula, San Rufo, Sanza, Sassano, Sant'Arsenio, San Pietro al Tanagro, Montesano Sulla Marcellana, Polla, Sala Consilina, Teggiano.

Gli ambiti di intervento dei servizi in forma associata sono l’istruzione, la sanità e il servizio socio-assistenziale, i trasporti, le infrastrutture digitali, il ciclo integrato dei rifiuti.

Con questo atto operativo prosegue il lavoro, tuttora in corso, con il quale le strutture regionali stanno accompagnando e supportando gli amministratori e i territori delle 4 aree interne individuate con la delibera di Giunta del primo dicembre scorso, ovvero Alta Irpinia, Tammaro-Titerno, Vallo di Diano e Cilento Interno, verso le nuove sfide dello sviluppo territoriale.

Claudia Leone

Claudia Leone08/03/2015 - 12:10 (aggiornato 08/03/2015 - 12:10)

Nella mattinata di ieri si è svolto il convegno intitolato “L’esperienza Pian del Bruscolo. Dal Consorzio all’Unione alla Fusione” presso la sala del Consiglio dell’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo. I principali temi affrontati hanno riguardato quali opportunità e criticità potrebbero derivare dalla costituzione di un Unione o Fusione di Comuni, e se le stesse possano rappresentano uno strumento concreto di semplificazione e risparmio di spesa al fine di aumentare la capacità di investimenti, creare nuove opportunità di lavoro e sviluppare ulteriori servizi.

L’apertura dei lavori è stata affidata al Sindaco del Comune di Tavullia nonché Vice Presidente dell’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo Francesca Paolucci, mentre sono stati diversi gli interventi di molti sindaci che hanno esposto le loro esperienze significative di Unioni e Fusioni di Comuni realizzate nel territorio.

Tra i relatori anche Roberto Petrucci, consulente finanziario ANCI e UPI Marche, il quale ha apportato un’analisi tecnica di alcune esperienze che hanno dimostrato, dati alla mano, significativi risparmi di spesa attraverso processi di razionalizzazione in grado di garantire nuove possibilità di investimenti, e il Presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi, che ha ben accolto gli esempi virtuosi del territorio.

La chiusura dei lavori è stata invece affidata al Presidente ANCI On. Piero Fassino, il quale ha sottolineato l’importanza di uno stretto rapporto fra i Sindaci e la cittadinanza, nonché la necessità di porre i Comuni in grado di migliorare i suddetti rapporti. Tutto ciò, nonostante i tagli derivati dalla legge di stabilità che sono stati soprattutto pesanti per i Comuni, che a loro volta rappresentano solo una piccola fetta dell’indice di indebitamento (2,5%) della spesa pubblica (7,6%).

“Eppure la richiesta fatta ai Comuni per risanare l’economia è superiore che ad altri Enti. Occorre, invece, garantire risorse per permettere di erogare maggiori servizi di cui le comunità necessitano. Sarebbe più giusto invece che il Governo stabilisca di quanto ogni Comune debba diminuire la spesa, lasciando autonomamente decidere come effettuare i tagli. Perché ogni territorio ha esigenze diverse. In questa fase diventa indispensabile strutturare i Comuni con dimensioni di scala funzionali all’erogazione dei servizi. E’ inutile rivendicare autonomie che poi non si è in grado di gestire. Sul trasferimento alle Regioni di molte funzioni, come previsto dalla riforma Delrio, non sono convinto che sia la scelta migliore, ma è in evitabile quando i Comuni non possono gestire autonomamente i servizi. Come ANCI stiamo elaborando una proposta di legge che incentivi Unioni e Fusioni con procedure più semplici e flessibili che facciano capire che mettersi insieme è conveniente”.

Alla fine del convegno le autorità e i presenti si sono recati per una visita alla Scuola primaria “bianca” a Montecchio di Vallefoglia. Scuola in legno di qualità energetica e sismica tra le prime nelle Marche e in Italia, realizzata in tempi di record, in soli 72 giorni, garantita per una durata di 99 anni, a testimonianza di un’opera pubblica realizzata con tecnologie avanzate in Platform Frame. Brevemente le caratteristiche tecniche sono state illustrate dai progettisti del Comune di Vallefoglia e dalla ditta costruttrice Subissati srl di Ostra Vetere (AN).

Fonte: 

Maria Fiore

Maria Fiore04/03/2015 - 16:44

“L’Anci chiederà l’istituzione di un tavolo tecnico per affrontare il pacchetto di norme che regolano le fusioni e le unioni dei comuni… Sul tema serve un investimento maggiore da parte delle regioni, che su questo possono prendere ad esempio il lavoro fatto finora in Emilia Romagna… Molte delle fusioni realizzate sono arrivate a compimento dopo molto tempo per colpa di processi estremamente lunghi. Al contrario sono necessarie invece autonomia e flessibilità, lasciando ai comuni la decisione di fissare le soglie demografiche utili, visto che spesso e volentieri quella dei 10 mila abitanti è sovente irraggiungibile diventando quasi un ostacolo insormontabile”.

E’ quanto ha affermato la segretaria generale dell'Anci, Veronica Nicotra, a margine del convegno dello scorso 26 febbraio organizzato dal Ministero dell’Interno sulle fusioni dei Comuni, secondo fonte Ansa.

Claudia Leone

Claudia Leone19/02/2015 - 15:08

Vi segnalo un interessante articolo pubblicato oggi su saperi.forumpa.it relativo ad un lavoro di Paolo Pulicani, Delegato al Bilancio del Comune di Vallinfreda (RM). Questo Comune, come molti altri piccoli Comuni Italiani, deve affrontare oggi una transizione verso un nuovo equilibrio nel rapporto tra popolazione, risorse disponibili, servizi erogati ai cittadini e nuovo assetto istituzionale, in vista di una sostenibilità che l'attuale situazione organizzativa non è più in grado di garantire.

Il testo cerca di suggerire alcune regole pratiche di intervento da affiancare alle soluzioni proposte dal legislatore.

L’articolo completo su

Vi allego comunque il documento.

Rita Pastore

Rita Pastore27/02/2015 - 10:20

Salve a tutti, volevo segnalare che è stato pubblicato il 26 febbraio scorso dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell'Interno uno studio dal titolo "FUSIONI: Quali vantaggi? Risparmi teorici derivanti da un’ipotesi di accorpamento dei comuni di minore dimensione demografica".

Nello studio vengono ipotizzati i vantaggi derivanti da un accorpamento dei comuni appartenenti alle più ridotte fasce demografiche, in particolare quelli con popolazione fino a 3.000 abitanti, accorpando gli stessi fino a raggiungere la dimensione di enti con popolazione almeno pari a 5.000 abitanti. Le direttrici dell'analisi sono due: da un lato viene illustrata un'ipotesi di effetti che deriverebbero da un processo di razionalizzazione della spesa e di riduzione delle diseconomie di scala che caratterizzano gli enti appartenenti alle più ridotte fasce demografiche; dall’altro, si discute di minori spese di personale e dell’adozione di misure volte a riallineare le dotazioni organiche dei predetti enti al rapporto medio per abitante dei comuni appartenenti a fasce di maggiore dimensione demografica.

 

 

Roberto Formato

Roberto Formato10/04/2015 - 18:48 (aggiornato 10/04/2015 - 18:48)

Grazie Rita,

ritorno sul tuo commento per invitare alla lettura dell'interessante studio realizzato da uno dei gruppi di lavoro istituiti dall'ex Commissario Cottarelli, relativo - tra l'altro - proprio al tema delle Unioni e Fusioni di Comuni.

 

Claudia Leone

Claudia Leone19/02/2015 - 12:10

Si è concluso il corso di formazione ed affiancamento promosso dalla Regione Sardegna per 80 operatori, dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione, in vista del riordino del sistema delle autonomie, che ha permesso di approfondire tutte le tematiche relative alle Unioni di Comuni. Il corso è stato attivato dall’assessorato degli Enti locali e del Lavoro insieme all'Anci.

Il progetto è stato finanziato con 400 mila euro dall’assessorato regionale del Lavoro, che ha fornito le sedi attrezzate dei Centri regionali per la formazione professionale (Crfp) di Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari e Olbia-Tempio.

L'Anci Sardegna, d’intesa con l’assessorato degli Enti locali, ha provveduto alla scelta dei docenti, dirigenti e funzionari dell’associazione dei Comuni, esperti del settore, che si sono alternati nelle 5 sedi concorsuali e nei 5 moduli previsti per un totale di 250 ore comprensive di due stage: uno conoscitivo di 15 ore, il secondo esplicativo di 50 ore.

Durante lo stage formativo si è parlato di Enti locali nel nuovo assetto istituzionale e di piccoli Comuni, degli strumenti e delle procedure per la gestione associata dei servizi e delle funzioni. Importante anche il tema della comunicazione interna ed esterna nei processi innovativi tra soggetti politici, dipendenti, cittadini e imprese.

Ancora, si è discusso di contenuti dell’agenda digitale locale, competenze digitali all’interno della pubblica amministrazione, sviluppo del territorio in rete, vocazioni locali, programmazione strategica e reperimento delle risorse.

Di grande importanza lo svolgimento dello stage conoscitivo di 15 ore che si è tenuto in cinque Unioni di Comuni delle Regioni della penisola dove l’associazionismo è una realtà consolidata: (Unione della Tremezzina (CO) - Unione di Comuni Terre di Frontiera (CO) - Unione di Comuni della Bassa Reggiana (BO) - Unione di Comuni Reno Galliera (BO) - Unione di Comuni della Valdera (PI).

Lo stage applicativo di 50 ore ha concluso il percorso formativo nel quale i corsisti, organizzati in gruppi, sono stati invitati a predisporre un elaborato analitico e propositivo per lo svolgimento delle funzioni associate nelle Unioni di Comuni. Ogni gruppo ha prodotto una sorta di vademecum finalizzato all’incremento dell’efficienza ed efficacia dei servizi e delle funzioni associate e alla valorizzazione delle rispettive vocazioni e potenzialità territoriali.

Fonte: 

Maria Fiore

Maria Fiore18/02/2015 - 14:49 (aggiornato 18/02/2015 - 14:49)

Progettazione/gestione associata dei servizi e sviluppo del territorio: non un’unione ma… parte il progetto pilota “Città dell’Alta Irpinia”

Il 2 febbraio u.s. è stato presentato in Regione Campania il protocollo di intesa tra i comuni dell’Area Pilota “Alta Irpinia” con cui si dà il via all’individuazione della strategia di sviluppo del territorio attraverso la gestione in forma associata di funzioni fondamentali e di servizi. La Campania è la prima regione del Sud ad individuare l’Area Pilota nell’ambito del progetto nazionale “Aree Interne”.

Con il protocollo è stato costituito un organismo decisionale, denominato “Città dell’Alta Irpinia”, a cui è affidata la rappresentanza unitaria dell’area progettuale nei confronti della Regione Campania e del Comitato Nazionale per le Aree Interne.

L’organismo ha per obiettivi il rafforzamento della concertazione territoriale, mediante il coinvolgimento di tutti i partner locali e l’adeguamento dell’azione e dell’organizzazione amministrativa dei comuni verso più avanzati standard di funzionalità.

Gli ambiti di intervento dei servizi in forma associata sono l’istruzione, la sanità e il servizio socio-assistenziale, i trasporti, le infrastrutture digitali, il ciclo integrato dei rifiuti.

L’Alta Irpinia  è stata selezionata come area prototipale dal Dipartimento dello Sviluppo e della Coesione Territoriale e dalla Regione Campania – delibera di G. R. n. 600 del 1.12.2014 -, anche probabilmente in base alla capacità di collaborazione mostrata da molti comuni aderenti nell’ambito delle Comunità montane Zona Alta Irpinia e Terminio Cervialto, del distretto sanitario 03 e del piano di zona A3.

Per l’attuazione del protocollo sono previste risorse per 10 mln di euro da fondi comunitari della programmazione 2014 – 2020 (Fondi europei di sviluppo rurale – FESR -, Fondo sociale europeo – FSE -, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – Feasr -) e risorse nazionali (Fondo per lo sviluppo e la coesione – FSC - e Risorse derivanti dalla Legge di stabilità). Esso ha una durata di 15 anni ed è aperto a successive adesioni di altri comuni. E’ stato sottoscritto da 25 comuni: Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Cassano Irpino, Castelfranci, Montella, Nusco, Senerchia (del Sistema Territoriale di Sviluppo Terminio Cervialto), Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza della Campania, Guardia Lombardi, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra De Sanctis, Rocca San Felice, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi, Villamaina (del Sistema Territoriale di Sviluppo Alta Irpinia).

La sede della Città dell’Alta Irpinia (Calitri) ed il Presidente (Ciriaco De Mita, attuale Sindaco di Nusco) erano già stati scelti prima della firma.

La Regione Campania, con il supporto degli Uffici per il federalismo ed in collaborazione con il , ha partecipato all’avvio del progetto sperimentale in un’ottica di programmazione e di governance interistituzionale.

 

Fonti

Rita Pastore

Rita Pastore13/02/2015 - 12:26 (aggiornato 13/02/2015 - 12:26)

Volevo segnalare che dell’argomento si è recentemente occupato anche il Quotidiano Enti Locali del Sole 24 Ore a riprova dell'importanza dell'argomento. E' stato realizzato uno studio da LGnet srl sulle Unioni dei Comuni per "La Posta del Sindaco", l’iniziativa congiunta di ForumPA, Halley ed LGnet.

Lo studio parte dai dati di bilancio (anno 2012) e dai dati di incassi e pagamenti rilevati dal sistema SIOPE dal 2012 a tutto il 2014: li elabora, li confronta, li rende comprensibili; e arriva ad una conclusione: basta con le proroghe verso il nulla, conviene sospendere l’obbligatorietà delle gestioni associate per i piccoli Comuni per studiare, capire, confrontarsi. Tale scelta consentirebbe di scoprire dati di fatto impensabili e interessanti. Ad esempio, che i piccoli Comuni sono molto più efficienti dei Comuni di dimensione maggiore nella gestione delle Entrate e, soprattutto, dei residui attivi; che soffrono di forti penalizzazioni quando si tratta di “spendere”, ma questo riguarda soprattutto i Comuni sotto i 2000 abitanti, mentre non di rado quelli tra 2000 e 5000 abitanti vantano, su questo fronte performance che non hanno nulla da invidiare ad altri Comuni di dimensione maggiore.Si scoprirà, inoltre, che non esistono significative patologie esprimibili nei termini “micro-macro”; che molti dei problemi che si vorrebbe risolvere con l’associazionismo forzoso potrebbero essere più efficacemente affrontati e risolti con politiche avvedute di innovazione tecnologica ed un’offerta di servizi concertata a livello pubblico-privato; che, contestualmente, una diversa trasformazione delle Province avrebbe potuto fare di queste i presidi autorevoli e meno costosi di politiche di servizi aggregati per i territori amministrati da Enti di piccola dimensione; e infine che c’è una profonda e frattura tra Comuni operanti nei territori del Centro Nord e Comuni del Sud-Isole, aprescindere dalla dimensione.

Allego le slide di presentazione.

Claudia Leone

Claudia Leone08/02/2015 - 12:37 (aggiornato 08/02/2015 - 12:37)

Nel corso del 2014 è stata istituita la Centrale Unica di Committenza dell'Unione dei Comuni Colline del Medio Vomano, alla quale hanno aderito i 7 comuni dell'Unione (Basciano, Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Morro d'Oro, Penna S.Andrea) e recentemente anche i comuni di Mosciano S.Angelo e Bellante, ​mentre​ è in procinto di entrare anche il Comune di Notaresco.

​Si tratta di ​un raggruppamento territoriale che avrà sede nel comune di Morro D'Oro e dovrà provvedere a indire gare di servizi, lavori e forniture di pubblica utilità a beneficio di una popolazione di oltre 52.000 cittadini.

Con l'obiettivo di favorire la migliore gestione del cambiamento in atto riguardo agli acquisti degli enti pubblici​,​ verrà organizzato un incontro che si terrà il giorno giovedì 19 Febbraio 2015 presso la Sala Polifunzionale di Castelnuovo Vomano in via Mulano dalle ore 9.00 alle ore 14.00​. ​

L'appuntamento, che sarà coordinato dall'ingegnere Fabrizio Notarini​, responsabile della Centrale di Committenza,​ è rivolto agli operatori economici del territorio, per illustrare termini e condizioni del servizio, nonché le modalità di adesione.

Claudia Leone

Claudia Leone04/02/2015 - 11:19 (aggiornato 04/02/2015 - 11:19)

Il Consiglio comunale di Pesaro ha approvato lunedì scorso, dopo un lungo dibattito, l’Unione dei Comuni del San Bartolo e del Foglia. Si tratta della prima realtà amministrativa delle Marche con oltre 110mila abitanti. L’obiettivo principale è quello di far contare di più il territorio e di avere più forza per cogliere delle opportunità nuove.

I servizi che partiranno subito sono cinque: Polizia municipale, Statistica, Suap, Informatica e Protezione civile, ma l’obiettivo è quello di mettere insieme sempre più funzioni nell’arco dell’anno.

All’assessore alla Gestione Antonello Delle Noci il compito presentare il progetto che vede dunque coinvolti i Comuni di Pesaro, Gabicce, Gradara e Mombaroccio. Tre gli organi dell’unione: Consiglio, Giunta e presidente. L’assemblea sarà costituita da 22 consiglieri, compreso il presidente: 5 per il comune di Gabicce, 4 per quello di Gradara, 3 per quello di Mombaroccio e 10 per Pesaro (di cui 2 dell’opposizione). La giunta sarà composta dai 4 sindaci, all’interno di essa verrà eletto un presidente che durerà in carica 2 anni e mezzo. Entro un mese i consigli saranno chiamati a nominare i rappresentanti all’interno del consiglio dell’unione.

Claudia Leone

Claudia Leone03/02/2015 - 12:09

La Regione Abruzzo ha dato il via libera al progetto presentato nello scorso settembre dall’Unione dei Comuni della Val Vibrata nell’ambito del bando per la concessione di contributi per la realizzazione di iniziative per la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti. L’Unione ha così ottenuto un milione di euro tra quota base e quota premiale per realizzare un’azione mirata al miglioramento della raccolta differenziata dei rifiuti giornalmente prodotti sul territorio che attualmente già usufruisce del servizio di raccolta porta a porta.

Nel complesso progetto presentato sono presenti due categorie di investimento: una riguarda i Comuni di Colonnella, Corropoli, Controguerra, Civitella e Martinsicuro, che hanno una percentuale di raccolta tra il 20% e il 30%, per un nuovo progetto di raccolta; l’altra riguarda i Comuni di Alba Adriatica, Ancarano, Nereto, Sant’Omero, Torano, Sant’Egidio, Tortoreto, che hanno un indice superiore al 60%, che hanno presentato un progetto a rendicontazione.

Gli aspetti innovativi, che riguarderanno tutti i Comuni della vallata, sono rappresentati:

  • dalla comunicazione all’utenza, l’educazione ambientale e l’informazione;
  • dalla realizzazione di un sistema di localizzazione satellitare e la tracciabilità del servizio di raccolta rifiuti tramite piattaforma Web-Gis, base di partenza per arrivare ad applicare la ‘Tariffazione puntuale': attraverso dei trasponder fissati ai contenitori per la raccolta dei rifiuti, si determinerà il quantitativo effettivo prodotto da ciascun utente.

Il presidente dell’Unione dei comuni, Leandro Pollastrelli, è molto soddisfatto in quanto i Comuni della Val Vibrata, che sono stati i primi ad adottare la raccolta differenziata porta a porta, sono stati giustamente premiati, e dichiara che grazie all’ottima collaborazione con la Poliservice l’Unione cercherà di utilizzare al meglio le risorse assegnate.

Claudia Leone

Claudia Leone11/02/2015 - 10:35 (aggiornato 11/02/2015 - 10:35)

Il consiglio di amministrazione di Poliservice Spa, l’azienda multiservizi dell’Unione di Comuni Val Vibrata, riduce il costo di smaltimento dei rifiuti verdi (potature, sfalci) che passa da 20 euro a 5 euro a tonnellata. In base alla produzione di rifiuti prodotti nel 2013, si stima che per il 2015 il risparmio per Poliservice (e quindi per i comuni della vallata) sarà di circa 150mila euro. E’ il dato positivo annunciato dalla società che si occupa prevalentemente del servizio di igiene ambientale. La somma risparmiata, ovviamente, ricadrà sugli enti in modo proporzionale alla quantità di rifiuto verde prodotto dai singoli comuni che così ottengono nuove economie. Insieme alla diversificazione dei giorni di raccolta di carta e plastica, questa del “verde” rappresenta la seconda novità dell’anno.

Quanto al milione di euro ottenuto dall’Unione di Comuni in materia di rifiuti, il beneficio economico si tradurrà anche in un risparmio ulteriore nella spesa di beni (come le buste per la plastica e la carta) e servizi nell’ottica di potenziamento di questi ultimi su scala comprensoriale, senza costi aggiuntivi a carico dei cittadini.

Inoltre, sempre con il sistema di localizzazione satellitare (un’App) e la tracciabilità del servizio di raccolta rifiuti tramite piattaforma Web-Gis, sarà possibile verificare, anche da parte dei cittadini stessi, se in quella zona d’interesse il servizio di raccolta rifiuti sia stato effettuato.

Claudia Leone

Claudia Leone27/01/2015 - 11:14

L’Unione di Comuni del Tappino, costituita dai comuni di Campodipietra, Gildone, Jelsi, San Giovanni in Galdo e Toro, su proposta dell’Assessore del Comune di Jelsi Michele Mazzocco, ha aderito in qualità di “promotore” all’Osservatorio Nazionale Smart City (),  struttura dell’ANCI, nata nell’aprile 2012 sulla base della convinzione che lo sviluppo delle smart cities definita a livello europeo deve essere un modello di riferimento da replicare e adattare alla realtà italiana. L’obiettivo principale dell’Osservatorio è quindi elaborare analisi, ricerche e modelli replicabili da mettere a disposizione dei Comuni e unioni dei comuni italiani che vogliono intraprendere il percorso per diventare “comuni e comunità intelligenti”.

Tra i “promotori”, come si può constatare sul sito web dell’Osservatorio, ci sono anche altre 3 Unioni di Comuni: quelle della Città Caudina (BN), della Romagna Faentina (RA) e della Valconca (RN).

Grazie a un Protocollo d’intesa tra ANCI e FORUM PA per la gestione dell’Osservatorio si sta costruendo una “rete” di referenti comunali e locali, insieme a l’organizzazione di laboratori di co-apprendimento per le città, comuni e unioni che vogliono intraprendere la strada della “smart city”.

In questo modo l’Osservatorio è diventato una guida per indirizzare le amministrazioni verso le scelte più adatte alla loro particolare realtà territoriale; uno strumento per individuare e mettere in rete le migliori pratiche ed esperienze, le soluzioni tecnologiche e gli strumenti di programmazione; e uno spazio per la produzione e la condivisione di conoscenza sui temi dell’innovazione e della sostenibilità urbana, aperto ai contributi del mondo istituzionale e della ricerca, dell’impresa e della società civile.

Grazie alla consulenza dell’osservatorio Smart City, l’Unione dei Comuni del Tappino sta iniziando un percorso che consenta ai 5 comuni di diventare “smart”, in tema di servizi al cittadino, pubblica illuminazione, condivisione degli spazi e dei beni comuni.

Inoltre, l’Unione ha potuto partecipare anche al bando su politiche giovanili MYC “Meetyoungcities” promosso da ANCI, IFEL e Agenzia Nazionale Giovani. La candidatura al bando MYC, realizzata da un gruppo di lavoro coordinato dall’Assessore Mazzocco, prevede la realizzazione di un progetto di monitoraggio ambientale innovativo in cui gli attori protagonisti sia i giovani fino ai 35 anni.

Nelle prossime settimane si attendono le valutazioni dei progetti presentati, in modo tale che si possa partire con le attività progettuali, per coinvolgere i giovani in maniera attiva, partecipata e condivisa nelle tematiche di monitoraggio e salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Fonte: 

Claudia Leone

Claudia Leone26/01/2015 - 15:58

Dal 1° gennaio 2015 sono operativi i primi servizi dell’Unione della Romagna Faentina conferiti da tutti i sei Comuni: Informatica, Personale, Sportello unico per le attività produttive, Urbanistica e Protezione civile.

Gli uffici dell’Unione, presso i quali sono state unificate tutte le attività, garantiranno quindi i servizi per tutti i Comuni (Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Solarolo).

“Dopo l’approvazione delle convenzioni di conferimento, nel marzo scorso – ha spiegato il Comune - appositi gruppi di lavoro hanno elaborato i progetti operativi che hanno disegnato le nuove organizzazioni e le nuove modalità di funzionamento dei servizi. I progetti sono stati esaminati con le Organizzazioni sindacali e con le Rappresentanze sindacali unitarie degli enti, con le quali le Amministrazioni hanno sottoscritto un’apposita intesa per il trasferimento di 28 lavoratori dai Comuni all’Unione; altri 36 lavoratori sono stati distaccati a tempo parziale presso l’Unione stessa; svolgeranno parte della loro attività per i Comuni di appartenenza e parte per l’Unione. La sede dell’Unione della Romagna Faentina, dal 1° gennaio è stata trasferita da Fognano a Faenza, in piazza del Popolo; le sedi centrali dei servizi saranno ospitate nei locali messi a disposizione dal Comune di Faenza. Presso gli altri Comuni funzioneranno le sedi decentrate, gli sportelli, cosiddetti ‘front office’, dei servizi che si rivolgono in modo particolare ai cittadini, come è il caso dello Sportello unico per le attività produttive. Quest’ultimo avrà la sede centrale a Faenza, in piazza Rampi, alla quale potranno accedere i cittadini e gli imprenditori residenti o che operano in uno qualsiasi dei Comuni dell’Unione; negli altri comuni sarà aperto uno sportello un giorno alla settimana – continua l’Amministrazione - ma nei giorni di chiusura vi saranno addetti dei Comuni che potranno ritirare domande e documenti o mettere in contatto l’utente con l’ufficio di Faenza.

Il Servizio Informatica garantirà la gestione e l'evoluzione dei sistemi informatici e informativi di tutti i Comuni dell'Unione, che si appoggeranno a un unico sistema informatico, realizzato integrando le infrastrutture informatiche dei singoli enti.  Dalla sede di Faenza verranno assicurate la gestione e manutenzione dell'infrastruttura nonché l'assistenza remota agli oltre 650 utenti collegati in rete; per l'assistenza hardware il personale si recherà presso i singoli enti. Il Servizio Personale assicurerà la gestione unitaria degli stipendi, delle organizzazioni degli enti, dei processi di assunzione e formazione dei circa 530 lavoratori. Nel 2015 dovrà occuparsi anche della revisione dei regolamenti per la gestione del personale e dei sistemi di valutazione e incentivazione, che dovranno essere unificati.

Fonte: 

Claudia Leone

Claudia Leone26/01/2015 - 12:55

Vi segnalo un articolo di Gianni Trovati pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e della PA del Sole 24 Ore lo scorso 23 gennaio.

In allegato anche la circolare del Viminale alle Prefetture.

Claudia Leone

Claudia Leone26/01/2015 - 12:19

Il 19 gennaio scorso è diventato operativo presso la sede dell’Unione montana dei Comuni del Mugello lo sportello decentrato della Camera di Commercio di Firenze, che gradualmente integrerà i propri servizi con quelli dell’Unione per la gestione del Suap, lo Sportello Unico Attività Produttive.

Un avvicinamento logistico e funzionale che significa razionalizzare e semplificare le operazioni per le imprese, verso una gestione unica dei servizi. E con sempre più servizi on line. 

Claudia Leone

Claudia Leone26/01/2015 - 12:17

Dallo scorso 14 gennaio a Monforte d’Alba è operativo uno sportello catastale decentrato attraverso il quale è possibile accedere ai servizi per il rilascio delle visure catastali e degli estratti di mappa. Lo sportello è stato attivato dall’Agenzia delle Entrate grazie ad un particolare Protocollo d’intesa che l’Agenzia, a seguito di specifica richiesta, ha siglato con l’Unione di Comuni – Colline di Langa e del Barolo.

La stessa procedura è stata seguita per gli altri 38 sportelli presenti sul territorio regionale.

Gli sportelli catastali decentrati, in particolare, forniscono un servizio di consultazione, semplice ed accessibile, per tutti i cittadini che hanno esigenza di reperire i dati relativi alle proprietà immobiliari: prima fra tutte la rendita catastale, parametro indispensabile per il calcolo delle imposte che gravitano sulle proprietà immobiliari (fabbricati e terreni).

Per i servizi più complessi (come ad esempio il rilascio delle planimetrie, volture, variazioni catastali) è necessario invece rivolgersi agli uffici provinciali – Territorio dell’Agenzia delle Entrate presenti in tutti i capoluoghi di provincia.

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino12/01/2015 - 14:58

Segnalo che è stata pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 107 del 7 novembre 2014 lo Statuto dell’Unione dei Comuni del Miranese:

Mi sembra anche interessante la lettura dello "Studio di fattibilità per la costituzione dell’Unione di Comuni" che ne fanno parte: Martellago, Mirano, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Spinea. E' un buon esempio di analisi S.W.O.T. che potrebbe essere utile anche ad altri enti.

Claudia Leone

Claudia Leone22/12/2014 - 18:53

Vi riporto un articolo che tratta della decisione della giunta della Regione Lombardia riguardo la concessione di una deroga all’obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali, previsto dalle leggi nazionale e regionale, a 73 Comuni.

Si tratta di Comuni confinanti unicamente con altre amministrazioni non tenute all’esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata e non intenzionate ad associarsi con il Comune in obbligo, oppure enti che hanno superato la soglia demografica prevista per l’obbligo di gestione associata (5 mila residenti, che scendono a 3 mila per i Comuni montani) o ancora Comuni già parte di forme associative che abbiano documentato l’impossibilità di raggiungere i limiti demografici stabiliti dalla normativa regionale.

“Il tema delle gestioni associate – spiega il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione Daniele Nava – è molto sentito dai Comuni lombardi. La Regione vede con favore il fatto che i Comuni si organizzino in forma associata in maniera funzionale per garantire risparmi ed efficienza. Dopo un lungo confronto che ho personalmente svolto in tutte le sedi territoriali, con il coinvolgimento delle Prefetture, siamo arrivati a stabilire le deroghe, unicamente nei casi in cui ci sia una oggettiva impossibilità ad associare le funzioni. Per la Lombardia – prosegue Nava – i Comuni rappresentano il fondamentale punto di contatto della Pubblica amministrazione con i cittadini e le imprese.

Nello stabilire queste deroghe, abbiamo voluto valorizzare il ruolo dei Comuni stessi, tenendo conto anche delle specificità fisiche e morfologiche del territorio lombardo, così come delle sue peculiarità da un punto di vista amministrativo. In Lombardia infatti c’è un alto numero di Comuni, molti dei quali piccoli”. L’elenco dei Comuni cui la Regione ha concesso la deroga all’obbligo di associare le funzioni sono quelli che, all’interno dei confini della Provincia o della Comunità montana di appartenenza o per specificità territoriali, geografiche e orografiche, sono confinanti unicamente con altre amministrazioni non tenute all’esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata e non intenzionate ad associarsi con il Comune in obbligo.

Bergamo: Barzana, Canonica D’Adda, Carobbio degli Angeli, Cavernago, Colzate, Gandosso, Lallio, Mornico al Serio, Orio al Serio, Presezzo, Torre De’ Roveri;

Brescia: Angolo Terme, Gardone Riviera, Paderno Franciacorta, Paratico, Pozzolengo, San Zeno Naviglio, Sulzano, Zone;

Como: Griante, Lezzeno, Maslianico, Stazzona;

Lecco: Imbersago, Paderno D’Adda;

Monza e Brianza: Camparada, Correzzana, Renate;

Milano: Bellinzago Lombardo, Liscate, Rodano;

Pavia: Gravellona Lomellina, Travacò Siccomario;

Sondrio: Aprica, Bianzone, Valfurva;

Varese: Arsago Seprio, Besano, Clivio, Golasecca, Ranco, Taino, Tronzano Lago Maggiore, Vizzola Ticino.

Poi anche i Comuni che hanno superato la soglia demografica prevista per l’obbligo di gestione associata (5 mila residenti, che scendono a 3 mila per i Comuni montani).

Bergamo: Pontirolo Nuovo, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 30 novembre scorso è di 5.005 e Telgate, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 14 novembre è di 5.019.

Como: Arosio, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 20 novembre è di 5.033, Comune di Carlazzo, appartenente alla Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 15 novembre è di 3.123, Montano Lucino il cui numero di abitanti residenti alla data del 31 ottobre 2014 è di 5.037.

Milano: Cerro al Lambro, il cui numero degli abitanti residenti alla data dell’1 dicembre è di 5.085; Santo Stefano Ticino, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 10 novembre è di 5.005.

Sondrio: Villa di Tirano, appartenete alla Comunità montana di Valtellina di Tirano, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 20 novembre 2014 è di 3.016.

Varese: Mornago, il cui numero degli abitanti residenti alla data del 18 novembre 2014 è di 5.051 abitanti.

E anche i Comuni che già fanno parte di forme associative che abbiano documentato l’impossibilità di raggiungere i limiti demografici stabiliti dalla normativa regionale. In questa tipologia sono inserite anche le Unioni di Comuni esistenti che, come previsto dalla legge Delrio, non devono raggiungere particolari limiti demografici.

Bergamo: Gorno e Oneta, che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione, Taleggio e Vedeseta che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione.

Como: Cremia, Musso e Pianello del Lario, che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione, Garzeno e Plesio che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione.

Cremona: Bonemerse e Malagnino, che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione e stanno iniziando il percorso per costituire un’Unione di Comuni.

Lecco: Colle Brianza ed Ello, che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione.

Pavia: Gerenzago, Inverno e Monteleone e Santa Cristina e Bissone, che gestiscono le funzioni fondamentali tramite convenzione, Verrua Po’ e Rea che costituiscono l’Unione di Comuni Verrua Po’ e Rea, Frascarolo e Torre Beretti e Castellaro che costituiscono l’Unione di Comuni Frascarolo e Torre Beretti e Castellaro.

Fonte: 

Roberto Formato

Roberto Formato22/12/2014 - 23:56 (aggiornato 22/12/2014 - 23:56)

Grazie Claudia dei continui e puntuali aggiornamenti sul tema delle Unioni dei Comuni.

In relazione a quanto deliberato dalla Regione Lombardia, o a quanto riportato nell'altro tuo commento di quest'oggi relativo all'isola d'Elba, si evince un ruolo proattivo di diverse Regioni che non si limitano ad assecondare le norme nazionali ma tendono ad adattarle alle particolari condizioni del proprio territorio (la Regione Lombardia), ovvero a incentivarne la costituzione attraverso norme regionali ed aiuti finanziari (la Toscana, la Liguria).

Credo che sarebbe molto interessante effettuare una valutazione comparata delle policy messe in atto (o ignorate..) dalle diverse Regioni; probabilmente ne risulterebbe un quadro a bianco e nero. A fianco di Regioni "virtuose" è verosimile che ne troveremmo altre assai meno meritevoli. Non è detto che il nostro Osservatorio non possa esercitarsin questa comparazione nei prossimi mesi....

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino12/01/2015 - 14:24

Salve,

volevo sottoporre all'attenzione di tutti una guida utile, disponibile on line e prodotta dall'ANCI del Piemontenel 2014. Si tratta del manuale per le gestioni associate.

Buona lettura!

Claudia Leone

Claudia Leone22/12/2014 - 18:42 (aggiornato 22/12/2014 - 18:42)

E’ questa la visione dell'ex sindaco di Portoferraio Fratini: un ente di quattro comuni per l'Elba orientale, una di tre per il versante occidentale, e poi il comune capoluogo. Una scelta con almeno quattro buoni motivi:

  1. Il primo è che il Testo unico sull’ordinamento degli Enti locali, anche a seguito di recenti modifiche, proibisce il riconoscimento di indennità, gettoni ed emolumenti di qualunque natura agli Amministratori delle Unioni e fa obbligo ai Comuni partecipanti di trasferire alla Unione le risorse umane necessarie così che la spesa complessiva del personale non superi quella sostenuta precedentemente dai singoli Comuni. I costi di funzionamento delle due Unioni, a differenza della vecchia Comunità montana e dell’Unione, sarebbero quindi quasi pari a zero o comunque non superiori a quelli delle gestioni associate attivate mediante convenzioni.
  2. Il secondo è che la Regione Toscana, con la legge n°68 del dicembre 2011 recante “Norme sul sistema delle autonomie locali”, ha deciso di concedere aiuti finanziari solo se l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi viene garantito con la costituzione di una Unione. Per l’anno in corso la Giunta regionale ha erogato alle 25 Unioni esistenti in Toscana, mediamente, 250 mila euro ciascuna. In sostanza, si può stimare che l’Elba, con le due Unioni, potrebbe beneficiare, ogni anno, di un sostegno finanziario di circa 500 mila euro. Ai contributi regionali dovremmo poi aggiungere anche quelli del Ministero dell’Interno. Inoltre la mancata partecipazione ad una Unione comporta per Rio Elba, per effetto della legge finanziaria regionale per il 2014, di non poter più ricevere il contributo annuo di circa 23 mila euro che la Regione concede ai piccoli Comuni in situazione di disagio.
  3. Il terzo riguarda il famoso patto di stabilità interno che riduce le capacità dei Comuni di effettuare investimenti in opere pubbliche. Le Unioni costitute in base all’art.32 del Testo unico sugli Enti locali per la gestione delle funzioni comunali considerate fondamentali, come sarebbero le nostre, non sono invece soggette ai vincoli del patto. E di questa opportunità, oltre che delle prevedibili economie di scala nella organizzazione dei servizi, di una migliore professionalità del personale e dei contributi regionali e statali, dovrebbero tener conto anche Capoliveri, Porto Azzurro e Campo nell’Elba per quanto non obbligati ad associarsi.
  4. Quarto ed ultimo motivo è che dal 2016, per effetto degli artt. 24 e 252 della nuova legge regionale sul governo del territorio, la n°65 del novembre di questo anno, “ i Comuni obbligati all’esercizio associato della funzione fondamentale relativa alla pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale assolvono a detto obbligo approvando il piano strutturale intercomunale …..mediante Unione di Comuni”. In altre parole, dal 1° gennaio 2016, Rio Elba, Rio Marina, Marciana e Marciana Marina non potranno più adottare ed approvare piani strutturali limitati ai rispettivi territori, ma solo un piano strutturale intercomunale che interessi più Comuni associati mediante istituzione di una Unione e non mediante convenzione.

L’articolo completo su 

 

Claudia Leone

Claudia Leone18/12/2014 - 10:56

La Basilicata sarà la prima Regione a sperimentare azioni condivise, tra istituzioni, che vertono sull'Unione dei Comuni, nell'ambito della riforma Del Rio.

Il 15 dicembre sorso a Matera è stato stipulato un protocollo d'intesa - tra il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, e il ministro degli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta - che ha avviato una fase di controllo e sperimentazione di modelli innovativi per le amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di favorire il riordino dei territori.

Nello specifico, con l'accordo sarà possibile selezionare e condividere buone prassi, di realtà associative e autonomie territoriali, che interesseranno la costituzione dell'Unione dei Comuni, l'efficienza dei servizi, la razionalizzazione in merito all'acquisto di beni e servizi, la diffusione e l'uso di nuove tecnologie comunicative. L'accordo, inoltre, prevede anche un tavolo di concertazione permanente tra la Regione e il Ministero.

Per il ministro Lanzetta l'accordo "segna l'inizio di un percorso di collaborazione e confronto tra il Ministero e la Regione Basilicata con l'obiettivo di migliorare il processo di attuazione delle leggi, ascoltando innanzitutto le esigenze e le esperienze maturate sui territori". L'iniziativa è volta a "valorizzare e promuovere le buone pratiche regionali e dare una spinta al processo di riordino amministrativo, puntando sulle gestioni associate e sulle Unioni di Comuni".

"La Basilicata farà da Regione-pilota di un processo riformatore da mettere al servizio dell'intero Paese. E questo naturalmente ci inorgoglisce – prosegue Pittella - ma al tempo stesso ci fa sentire per intero il peso di una forte responsabilità e soprattutto di un gravoso impegno organizzativo, dovendo conseguire l'obiettivo di garantire servizi di qualità al cittadino con minori costi a carico dei Comuni, anche alla luce delle esiguità delle risorse pubbliche e delle politiche di risparmio attuate dallo Stato".

Fonte:

Claudia Leone

Claudia Leone17/12/2014 - 07:42 (aggiornato 17/12/2014 - 07:42)

La Giunta dell’Unione Valle Savio ha deliberato lunedì scorso la proroga per un anno della convenzione in forza della quale dal 2011 i Comuni di Bagno di Romagna, Verghereto e Mercato Saraceno gestiscono in forma associata il servizio Intercomunale di Polizia Municipale, che aveva scadenza il prossimo 31 dicembre.

Il Servizio di Polizia Intercomunale è composto dal personale designato dagli enti convenzionati, che è impiegato a tempo pieno nello svolgimento del Servizio in capo all’Unione, ma mantiene il rapporto organico e di dipendenza con l’ente di appartenenza.

Il sindaco di Bagno di Romagna, nonché Vicepresidente dell’Unione, Marco Baccini:

“Quello della Polizia municipale è un servizio pubblico fondamentale di ciascun Comune, la cui gestione è particolarmente delicata, soprattutto quando si parla di gestione associata, che necessità forme di coordinamento e organizzazione ben strutturate al fine di garantire il presidio dei territorio ma al tempo stesso raggiungere economie di scala… La decisione di prorogare la convenzione già in essere per un anno è stata dettata fondamentalmente, da una parte, dall’esigenza di non sconvolgere l’organizzazione di un servizio per la costituzione del quale sono stati ricevuti contributi regionali e che di fatto ha trovato una propria stabilità nella gestione associata tra i nostri Comuni e, dall’altra, di utilizzare il periodo della proroga per verificare in modo puntuale ed approfondito eventuali ulteriori ipotesi di miglioramento del servizio stesso, sia in termini di efficacia che di efficienza, raggiungibili anche attraverso l’ampliamento della convenzione ad altri Comuni dell’Unione, primo fra tutti il Comune di Sarsina, che per ora continua a starne fuori…

D’altra parte abbiamo ritenuto inopportuno e non prioritario affrontare un’eventuale riorganizzazione del servizio in questo periodo, nel quale stiamo già lavorando assiduamente all’avvio a partire dal primo gennaio dell’effettiva gestione associata in Unione di altri servizi, quali lo Sportello Unico per le attività produttive, la Protezione Civile, i Servizi sociali e i Servizi informativi e informatici, oltre alle funzioni fondamentali dei Comuni di Montiano e Verghereto, che sono obbligati per legge a convenzionare in forma associata nell’ambito dell’Unione la gestione di tutte le proprie altre funzioni…

In questo quadro, l’obiettivo è quello di procedere in modo ordinato e per gradi ed affrontare il tema del Servizio Intercomunale di Polizia Municipale nel corso del prossimo anno, quando avremo avuto la possibilità di monitorare e stabilizzare il corretto funzionamento dei servizi che stiamo associando, a seguito delle verifiche e degli assestamenti che si renderanno necessari…

Nei prossimi giorni presenteremo questa decisione nei vari Consigli Comunali dei nostri Comuni, così da rendere effettiva la proroga.

In questo periodo sarà nostra cura e impegno verificare i risultati prodotti e conseguiti per effetto della gestione associata della funzione, soprattutto con riferimento ai servizi resi in favore di ciascuna realtà comunale, anche attraverso i monitoraggi mensili trasmessi ai Comuni dal Comandante del Servizio di P.M., così come previsto dalla Convenzione”.

Claudia Leone

Claudia Leone16/12/2014 - 08:56 (aggiornato 16/12/2014 - 08:56)

Confartigianato Cuneo, con gli obiettivi di ottimizzare le risorse, ridurre i costi e gestire in modo migliore il territorio, auspica la costituzione di un’unica Unione dei Comuni che agglomeri le Valli Stura, Gesso e Vermenagna, cui si andrebbero ad aggiungere anche i Comuni di Borgo San Dalmazzo e Boves.

I Sindaci dei Comuni interessati saranno chiamati proprio a valutare questa possibilità.

Adriano Giordana, presidente della Zona di Borgo San Dalmazzo della Confartigianato: "Con questa iniziativa si potrebbe riunire sotto un unico ente un vasto territorio, composto da 40.000 abitanti, che è sostanzialmente omogeneo. Specie in questo momento occorre realmente “fare rete” e, abbandonando inutili campanilismi, che rischiano peraltro di generare costi e spesso sprechi, intraprendere con convinzione la via della coesione, guardando primariamente alle tante positività che si prospettano… Si pensi a tempi burocratici più brevi e procedure più snelle, ad una pianificazione di progetti più coordinata, alla possibilità di partecipare in modo più incisivo a bandi nazionali ed europei. Un’Unione dei Comuni così composta avrebbe certamente un valore non indifferente, alla luce della vasta popolazione, del gran numero di imprese e della posizione geografica strategica a livello nazionale ed internazionale, stante i valichi del Tenda e del Maddalena".

Domenico Massimino, presidente provinciale della Confartigianato Cuneo: "Siamo convinti che questa decisione non solo risulti “di buon senso”, ma possa contribuire a difendere, sostenere e valorizzare il territorio, e con esso le realtà sociali, economiche e culturali presenti. Migliori servizi a cittadini e imprese attraverso un’accurata gestione e un’attenta politica di promozione: questi i risultati da perseguire. Auspichiamo quindi che i Sindaci dei Comuni coinvolti sappiano interpretare questa occasione come un’opportunità che dia slancio all’auspicata ripresa e ci permetta di guardare con più fiducia al futuro".

Claudia Leone

Claudia Leone14/12/2014 - 23:08

Tra le fusioni dei Comuni era quella che più aveva fatto discutere, con la nascita di un comitato di cittadini contrari. Alla fine ha vinto il campanile: Borgo Chiese non ci sarà, come è stato evidente dallo scrutinio delle schede di Castel Condino, dove gli abitanti hanno scelto di bocciare l'unione con Condino, Cimego e Brione. Deluso il governatore Rossi che su Twitter ha commentato: "peccato".

Bocciata anche dai cittadini di Malosco (per soli tre voti) la fusione dei Comuni in Alta Anania con i Comuni di Cavareno, Romeno, Ronzone e Sarnonico.

E' cosa fatta invece la fusione di Dimaro e Monclassico nell'ente che prenderà il nome di Dimaro-Folgarida.

Proseguono le operazioni di scrutinio a Pieve di Bono e Prezzo.

Fonte: 

Claudia Leone

Claudia Leone12/12/2014 - 15:20

I comuni di Bagnolo in Piano, Cadelbosco di Sopra e Castelnovo di Sotto conferiscono nuovi servizi all’Unione dei Comuni “Terra di Mezzo”; infatti, oltre ai Servizi Tecnici e ai Servizi sociali, già in gestione associata, ci saranno anche il Servizio di Segreteria, i Sistemi Informatici e delle tecnologie dell’informazione, nonché le funzioni di Polizia municipale e Polizia amministrativa locale.

In capo ai Comuni restano, quindi, per ora, la gestione del personale, il settore finanziario e tributario, i servizi culturali ed educativi, nonché l’urbanistica ed edilizia.

Il convenzionamento della Segreteria Unitaria, che supera gli stretti adempimenti di legge legati al riordino istituzionale, è finalizzato a dotare progressivamente il territorio di una struttura amministrativa unica, a partire dal vertice. Prendendo dal testo della delibera dei servizi informativi, questa organizzazione potrà beneficiare di una gestione coordinata ed unitaria del sistema informativo-informatico su tutti gli Enti coinvolti, strumento sinergico per l’attuazione dei progetti di e-government in capo all’Unione stessa, per l’efficienza e l’ottimizzazione delle procedure esistenti, per il miglioramento della comunicazione telematica tra Comuni e Unione e lo sviluppo di nuovi servizi di comunicazione e informazione basati sulle nuove tecnologie.

Allo stesso modo, il nuovo Corpo di Polizia Municipale permetterà una gestione del territorio nel suo cosiddetto “ambito ottimale”. Inserito in un territorio dalla forte tradizione associativa, potrà prendere spunto dalle precedenti esperienze dei corpi “Terre del Tricolore” (a cui aderivano Castelnovo e Cadelbosco con Poviglio e Brescello) e “Bassa Reggiana” (a cui aderiva Bagnolo con Novellara, Luzzara, Gualtieri e Reggiolo) con l’obiettivo di emendare criticità e valorizzare i punti di forza.

Claudia Leone

Claudia Leone11/12/2014 - 11:06

E’ prossima la nascita dell’Unione di Comuni “Valmerula e Montarosio” che sarà formata dai Comuni di Andora, Stellanello, Testico, Cesio e Chiusanico.

Lo statuto e l’atto costitutivo saranno portati all’approvazione del Consiglio Comunale di Andora convocato per venerdì 19 dicembre.

A partire dai primi mesi del 2015, i servizi che verranno gestiti in maniera congiunta saranno quelli di Protezione Civile, Servizi Sociali e Polizia Urbana. Gli altri, allo scadere delle convezioni in essere nei singoli comuni.

Sempre il 19 dicembre si riuniranno per deliberare sull’Unione anche i Consigli Comunali di Cesio e Chiusanico, mentre Testico ne tratterà il 15 dicembre. Fra il 18 ed 22 dicembre sarà convocato sull’argomento il Consiglio Comunale di Stellanello.

 

Buone notizie anche per un’altra Unione, quella dei Comuni della val Prino (Comuni di Dolcedo, Vasia e Prelà), che nell’entroterra imperiese vuole ottimizzare e migliorare i servizi già esistenti quali ad esempio la scuola, il sociale e non meno importante il comparto turistico, motore trainante dell’economia locale.

«Indipendentemente dalla legge che riguarda le unioni tra piccoli comuni – spiega il primo cittadino di Prelà Eliano Brizio – credo sia la strada migliore per potenziare i servizi e chissà, magari, fornirne dei nuovi. Con i tagli fatti dal Governo, la crisi economica che continua a stringere la morsa, le piccole realtà fanno fatica a sopravvivere e una stretta di mano non può che far bene. E’ altresì vero che i comuni interessati hanno storie, tradizioni e culture simili quindi non sarà di certo uno schock per i residenti. In pratica cambia ben poco. Verranno semplicemente “uniti” i settori più importanti». Brizio non nasconde anche un pizzico di curiosità per capire, a questo punto a breve, cosa si proverà a lavorare con tre teste e sei mani. «Di certo non si potrà però che migliorare». E ora che l’accordo è stato fatto non resta che attendere qualche tempo per “fiutare” il passo a tre e, non meno importante, capire chi diverrà il presidente della neonata unione.

 

Claudia Leone

Claudia Leone22/12/2014 - 19:27

L’unione di Comuni “Valmerula e Montarosio” è una realtà. Lo statuto e l’atto costitutivo sono stati approvati il 19 dicembre scorso dal Consiglio Comunale di Andora con 9 voti favorevoli, un voto contrario (Franco Bruno di ViviAndora) e due astenuti (Paolo Morelli e Corrado Siffredi di Andora Domani).

Rita Pastore

Rita Pastore08/12/2014 - 10:08

Salve, volevo sottolineare che sono interessanti le misure per i piccoli Comuni previste dalla Legge di Stabilità approvata dalla Camera in prima lettura in questi giorni. A queste si aggiungono i finanziamenti ulteriori di cinque milioni di euro, per le Unioni di Comuni. I Comuni che danno vita a un nuovo municipio a seguito di fusioni, beneficio che si estende a quelle che sono realizzate a partire dal 2011, sono esentati per i quattro anni successivi dai vincoli del Patto di stabilità. La base di calcolo per il Patto di stabilità sarà costituita dai conti del triennio precedente. Ricordiamo che la materia era disciplinata dall’arti. 31 comma 23, della legge n. 183/2011.

Sempre per questi enti è prevista un’ulteriore agevolazione che riguarda la spesa del personale nonchè la possibilità di effettuare assunzioni per quelle amministrazioni "virtuose" nella gestione delle risorse umane. Sono virtuosi gli enti che hanno un rapporto tra spesa del personale e spesa corrente  inferiore al 30%. Il rapporto va calcolato inserendo nella spesa del personale tutte le componenti,  comprese le voci escluse per la verifica del rispetto del tetto di spesa. Queste amministrazioni per i primi cinque anni non sottostanno ai tetti alle assunzioni a tempo indeterminato e determinato, a condizione che rispettino il tetto alla spesa del personale e quello complessivo. 

Importante è anche l’allentamento delle soglie massime dettate per le assunzioni e per la spesa del personale. Questa possibilità è offerta ai Comuni che hanno aderito a forme di gestione associata. La norma aumenta le possibilità di giustificarsi attingendo ai risparmi dei comuni aderenti, offerte in precedenza solo alle unioni che sforavano la spesa del personale e/o i tetti alle assunzioni. Le nuove norme consentono di effettuare compensazioni anche tra i comuni, a patto che non venga superato il tetto complessivo. Questa agevolazione viene estesa anche ai Comuni che realizzano la gestione associata delle funzioni fondamentali  tramite convenzioni. 

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