Forum dell'Osservatorio Spending Review: dare un taglio ai Comuni?

letto 21806 voltepubblicato il 17/10/2014 - 18:14 nel forum Forum generale, in Osservatorio Spending Review

In un articolo apparso nei giorni scorsi su la voce.info, si evidenziava il problema connesso alla polverizzazione dei Comuni nell’ordinamento italiano (). Come è noto, si tratta di un tema che ha ricevuto ampia attenzione nel dibattito della spending review, per quanto dai risultati ancora controversi.

Il DL n. 95 del  6  luglio 2012 ha difatti obbligato, all’art. 19, i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti a esercitare in forma associata, mediante Unione di comuni o convenzione, le funzioni fondamentali. Sono stati previsti anche incentivi alla fusione di Comuni, il cui tetto è stato fissato dal recente DL 90/2014 a un massimo a 1,5 milioni di euro.

Il Presidente dell’ANCI Piero Fassino ha rilanciato a inizio settembre l’obiettivo di razionalizzare il numero dei Comuni, annunciando anche una campagna per il 2015 tesa a ridurne la quantità a circa 2.500, ovvero meno di 1/3 degli attuali (sono circa 8.100), azzerando del tutto quelli con meno di 15mila abitanti.

La proposta ha suscitato numerose reazioni, per lo più negative da parte dei Sindaci piccoli Comuni (oltre il 70% della popolazione italiana vive in Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti). Se lo scopo dei “riformatori” è quello di generare economie di scala, evitando le evidenti duplicazioni di funzioni, e conservando il livello di servizi ai cittadini, gli oppositori evidenziano deficit e debiti accumulati per lo più dai grandi Comuni, alcuni dei quali hanno già oltrepassato il limite del default.

Va qui rilevato che non si tratta di una innovazione assoluta in campo europeo, dove le esperienze di riforme del governo locale non sono una rarità. Una delle più interessanti è quella varata dal governo danese nel 2007, basata sulla soppressione dei Comuni con meno di 20mila abitanti, la fissazione di un limite minimo di 30mila abitanti per i Comuni derivanti da fusione e la riorganizzazione del sistema delle Contee.

La riforma, attraverso un percorso durato 5 anni, ha portato alla istituzione  di una nuova “mappa” amministrativa basata su:

  • la riduzione a 98 municipalità dalle precedenti 271 (quasi 2/3 in meno), di cui solamente 33 preesistenti e le altre derivanti da fusioni;
  • l’abolizione delle 13 contee con la sostituzione attraverso 5 nuove regioni.

Essa è stata peraltro accompagnata da una revisione e riorganizzazione delle competenze, la cui “bussola” è il mantenimento e sviluppo del sistema di welfare, non certo la sua soppressione.

Di verso opposto la strada seguita dalla Francia, che vanta oltre 36mila Comuni con una dimensione media piccolissima (1.600 abitanti), ma che ha promosso fortemente la c.d. “intercommunalité”, basata sugli “enti pubblici di cooperazione intercomunale volontaria” (EPCI), a loro volta distinti in due macro-tipologie di aggregazione, ovvero a fiscalità propria o senza fiscalità propria. La prima tipologia è realizzata attraverso tre modalità: comunità urbane (oltre 500mila abitanti), comunità di agglomerazione (oltre 50mila abitanti raggruppati intorno a un Comune di almeno 15mila abitanti) e comunità di comuni (inizialmente istituite per favorire l’aggregazione dei Comuni rurali).

Oltre il 90% dei comuni e della popolazione francese rientrano in un EPCI a fiscalità propria, gestendo competenze distinte in funzione del tipo di comunità nel quale ricadono.

In entrambi i casi – Danimarca e Francia - emerge comunque un fattore comune: il ridisegno del governo locale è accompagnato da una revisione e definizione delle funzioni (e del sistema di fiscalità) tese a migliorare il servizio ai cittadini, non meramente a praticare riduzioni di spesa. I tagli ulteriori proposti dal Governo nella legge di stabilità 2015, che contemplano ulteriori ai Comuni (1,2 miliardi, da assestare nell’approvazione in Parlamento) sembrano rendere sempre meno sostenibile, anche nel nostro paese, la conservazione dell’attuale status quo.

Quale sarà l’evoluzione...se vi sarà?

 

 

 

 

 

 

 

116 commenti

Roberto Formato

Roberto Formato08/12/2014 - 10:30

Grazie Rita per la segnalazione.

Il percorso di incentivazione per le forme associate, più marcato nel caso delle fusioni ma rilevante anche per i Comuni associati, mi sembra che segua un solco coerente, rafforzando le opportunità per realizzare economie ed incrementare l'efficienza operativa.

Come osservavo anche in un blog di ieri, relativo alla Regione Campania, talvolta manca però coerenza tra le azioni di programmazione dei diversi livelli istituzionali, in particolare proprio le Regioni, che appaiono spesso come le istituzioni più riluttanti ad assorbire i cambiamenti in atto, dimostrando una persistente "path dependancy".

Claudia Leone

Claudia Leone07/12/2014 - 16:21 (aggiornato 07/12/2014 - 16:21)

Il Presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, Domenico Prestipino, in carica da poco più di un mese, ha reso noti i nomi degli assessori che saranno al suo fianco per un anno. Rispetto alla scorsa legislatura i componenti dell’esecutivo passano da sette a cinque, in base alle modifiche apportate allo Statuto: oltre al presidente ne fanno parte i sindaci Rosa Anna Fichera (Sant’Alessio Siculo), Sebastiano Foti (Furci Siculo), Marco Saetti (Casalvecchio Siculo) e Filippo Ricciardi (Limina). Fuori i primi cittadini di S. Teresa di Riva (Cateno De Luca), Forza d’Agrò (Fabio Di Cara) e Antillo (Davide Paratore). Le deleghe assessoriali verranno assegnate nelle prossime settimane.

La Giunta sarà comunque allargata alla partecipazione dei 12 sindaci dei comuni che fanno parte dell’Unione. Nei giorni scorsi è stato approvato il Bilancio di previsione 2014, uno strumento da poco più di 260mila euro provenienti in larga parte dell’avanzo di amministrazione del 2013, e il Pluriennale 2014/2016; il presidente ha inoltre nominato come nuovo segretario dell’Unione Valli Joniche dei Peloritani Giuseppe Bartorilla, assessore al Bilancio di Sant’Alessio e segretario nei Comuni di Pagliara ed Alì. Tra i primi obiettivi della nuova Giunta l’individuazione di un referente in ogni Comune per l’interlocuzione diretta con l’Unione, la gestione associata di alcuni servizi e figure professionali (revisori dei conti, assistenti sociali) e di beni come i software gestionali, il cui utilizzo in comune tra tutti i 12 centri permetterebbe una riduzione dei costi.

Deliberata inoltre l’adesione al progetto Eurodesk, che porterà all’apertura di uno sportello con lo scopo di favorire l’accesso dei giovani alle opportunità di mobilità (studio, lavoro, formazione, volontariato, conoscenze) offerte loro dai programmi comunitari.

Tra le proposte al vaglio del neonato esecutivo anche la programmazione di corsi di formazione in materia finanziaria per amministratori e dipendenti dei Comuni e l’istituzione di una centrale unica di committenza, che avrebbe il compito di adottare gli atti necessari per l'aggiudicazione dei contratti di lavori, servizi e forniture per conto di tutti i centri facenti parte dell’ente.

“Puntiamo a utilizzare le poche risorse che abbiamo – ha sottolineato il presidente Domenico Prestipino – per intercettare ulteriori fondi tramite bandi europei e altre opportunità. Dobbiamo creare una rete tra Comuni per lo scambio di informazioni, per scovare tutte le possibilità di crescita, superando ogni campanilismo. E da questo momento – ha precisato – l’Unione non assegnerà più alcun tipo di contributo”. 

Claudia Leone

Claudia Leone07/12/2014 - 16:08

In valle Argentina la nuova Unione dei Comuni dovrebbe prendere il via a partire da gennaio 2015 con sede a Montalto; i Comuni interessati sono quelli di Molini di Triora, Bajardo, Badalucco, Ceriana, Carpasio, Montalto Ligure e Triora.

Molini di Triora ha approvato questo iter nel corso dell'ultimo consiglio comunale indicando i suoi rappresentanti: il Sindaco Marcello Moraldo, il vice sindaco Manuela Sasso e il consigliere di opposizione Antonio Becciu. Nel corso della serata inoltre è stato designato il Presidente del Consiglio nella persona del dott. Gianluca Ozenda, mentre per il ruolo di vice presidente è stato scelto Antonio Becciu.

Tra le funzioni primarie previste dall'Unione c'è la gestione congiunta di alcuni servizi come la Protezione Civile, i servizi sociali, la polizia municipale e l'ufficio tecnico. Si tratta comunque di una prima fase che sarà attivata a partire dal nuovo anno, e non è da escludere che possano essere aggiunte anche altre tipologie di servizi condivisi qualora questo esperimento abbia i risvolti positivi sperati.

Claudia Leone

Claudia Leone07/12/2014 - 16:01 (aggiornato 07/12/2014 - 16:01)

Dopo quella della Riviera delle Palme e degli Ulivi, in Provincia di Savona c’è un'altra Unione di Comuni in dirittura d'arrivo, quella del Beigua, ad opera dei Comuni di Sassello e di Urbe. Gli atti ufficiali devono essere inoltrati alla Regione Liguria entro il prossimo 10 dicembre per non perdere l'opportunità di partecipare alla ripartizione delle risorse previste dal bando regionale.

Il consiglio comunale di Sassello ha deliberato la partecipazione all'Unione, approvando l'atto costitutivo, lo statuto e il cronoprogramma relativo all'attivazione della gestione operativa e dell'effettivo esercizio delle funzioni comunali fondamentali in capo alla nuova associazione.

L'Unione è aperta all'adesione di altri comuni, previa valutazione della situazione finanziaria, ed avrà sede nel municipio di Sassello. Sarà guidata da un consiglio di sei membri, composto dai due sindaci e da un rappresentante della maggioranza e da uno della minoranza per ciascun Comune. Sassello ha già indicato come membri Rodolfo Lepra (per la maggioranza consiliare) e Alice Zunino (per la minoranza), oltre al sindaco Daniele Buschiazzo, che è membro di diritto.

Claudia Leone

Claudia Leone05/12/2014 - 16:21 (aggiornato 05/12/2014 - 16:21)

Ieri è nata ufficialmente, con la firma dei dieci sindaci nella sala consiliare del Comune di Pietra Ligure, l'Unione dei comuni "Riviera delle Palme e degli Ulivi", che riunisce, come già anticipato, i dieci Comuni di Loano (capofila), Balestrino, Boissano, Borghetto, Borgio, Giustenice, Magliolo, Pietra Ligure, Toirano e Tovo, per un totale di 38mila abitanti.

L’ente ha lo scopo di ottimizzare e potenziare i servizi ai cittadini e rappresenta una importante occasione per avviare un percorso di condivisione delle politiche di sviluppo del territorio; essa permetterà inoltre di realizzare economie di scala, di agire in deroga ai patti di stabilità, di rispondere in maniera integrata ai bisogni dei cittadini, nonché di creare un soggetto amministrativo forte e capace di accedere con più possibilità a fonti di finanziamento.

Le funzioni che vengono trasferite all’ente alla firma dell’atto sono, tra le altre, l'organizzazione dell'amministrazione, dei servizi pubblici di interesse generale, della gestione finanziaria e contabile, la pianificazione urbanistica ed edilizia, la gestione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, l'edilizia scolastica, turismo e cultura.

In Liguria ci sono altre 14 Unioni di Comuni; a questa è associato il brand "Riviera delle Palme", che permetterà di lavorare in maniera coordinata per il turismo, come annunciato dal sindaco Luigi Pignocca.

Al seguente link l’articolo completo e le opinioni di alcuni dei sindaci dei Comuni coinvolti.

Claudia Leone

Claudia Leone04/12/2014 - 11:43 (aggiornato 04/12/2014 - 11:43)

I Comuni di Soave, Cazzano e Montecchia di Crosara hanno deciso di avviare una prima collaborazione attraverso un protocollo di intesa per la gestione associata delle funzioni fondamentali in vista di una futura unione, se ce ne saranno le condizioni. All'ultimo momento il Comune di Monteforte ha deciso di non aderire.  L’elemento che lega tra loro i Comuni è il vino, come sottolineato dal sindaco di Soave, Lino Gambaretto.

Soave per legge non è obbligato ad associare con altri enti locali le funzioni fondamentali, ma lo sono i Comuni sotto i 5 mila abitanti, quali Montecchia e Cazzano, ai quali è stata data questa possibilità dal Comune di Soave, che si è fatto capofila dell'accordo.

Gambaretto ha dichiarato che l’accordo, che ha durata di tre anni, porterà ad un risparmio nei costi; al termine verrà fatta una verifica che, se negativa, farà scattare l'obbligo per legge da parte dei tre enti di dar vita ad una Unione di Comuni, altrimenti, come affermato sempre da Gambaretto, si potrà anche proseguire come fatto nei primi tre anni.

«Tuttavia con l'andare del tempo, riteniamo che quella di mettersi assieme per risparmiare sarà un'esigenza di tutti», ha chiarito Gambaretto. «Vedremo dunque da qui a tre anni come si svilupperà questa collaborazione, anche perché ogni Comune ha un proprio equilibrio interno e la scelta di unirsi va gestita con attenzione».

Claudia Leone

Claudia Leone03/12/2014 - 11:42 (aggiornato 03/12/2014 - 11:42)

Sembra che l'Unione Montana di Camerino, già segnalata qualche giorno fa, stia per diventare realtà. Il consiglio regionale delle Marche ha approvato infatti un emendamento che proroga al 31 dicembre il termine entro cui dovranno costituirsi le Unioni dei Comuni Montani, modificando anche i parametri costitutivi: sarà sufficiente la presenza numerica del 40% dei comuni che rappresentino il 50% della popolazione.

Lo scorso sabato un consigliere di Bolognola, ultimo dei sette comuni che avrebbero aderito rendendo effettiva la costituzione dell'ente, aveva fatto mancare il numero legale per l'approvazione abbandonando la seduta del consiglio e facendo saltare l'intero progetto dell'Unione Montana.

Ora invece è valido il criterio della popolazione dei comuni e non il loro numero e, già adesso, il totale degli abitanti dei comuni aderenti all'Unione è di 11mila, su un totale di 14mila nell'intero territorio dell'ex Comunità Montana.

Claudia Leone

Claudia Leone02/12/2014 - 16:39

Dopo quasi un anno dalla nascita della fusione dei Comuni di Castelfranco Piandiscò, Pratovecchio Stia, Crespina Lorenzana, Fabbriche di Vergemoli, Scarperia e San Piero a Sieve, Figline e Incisa Valdarno, Casciana Terme Lari, i rispettivi sindaci toscani incontreranno domani a Roma il Sottosegretario del Ministero dell’Interno, Gianpiero Bocci, che nel 2013 seguì le tappe di avvicinamento verso la nascita di questi nuovi enti.

Le finalità dell’incontro di domani:

  • tracciare il bilancio del primo anno;
  • focalizzare l’attenzione su 6 punti precisi:
    • estensione dello sblocco del Patto di stabilità da 3 a 5 anni (su questo c’è già un emendamento del Governo al Ddl Stabilità);
    • minore riduzione del Fondo di solidarietà comunale;
    • certezza sull’erogazione e sugli importi del finanziamento statale annuo spettante per 10 anni ai Comuni giunti a fusione;
    • deroga sulle norme riguardanti personale ed assunzioni, per permettere all'ente di dotarsi di almeno una figura di coordinamento che serva a riorganizzare la macchina comunale nelle prime fasi immediatamente successive alla fusione;
    • revoca del periodo di commissariamento del Comune giunto a fusione;
    • agevolazione dell’inserimento di specifiche tecniche che riguardino i Comuni giunti a fusione all’interno delle L.R. sull’Urbanistica, in modo da avere gli strumenti necessari per ripensare sia i luoghi che le vocazioni di un territorio unito.

Naturalmente, l’incontro permetterà di approfondire in senso più ampio la tematica, di definire i destini degli Enti già fusi, nonché di rilanciare percorsi che garantiscano una strada più in discesa per quei Comuni che opteranno per la fusione.

Il commento del sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai: “Sentiremmo di aver perso un'occasione di cambiamento per il Paese se un giorno, forse neanche troppo lontano, la fusione dei Comuni diventasse solo ed esclusivamente uno strumento per sfoltire gli enti in nome della spending review. L’argomento è molto complesso e va ad incidere in modo significativo su storia e tradizioni di intere comunità, sulla rappresentatività della democrazia, sull’erogazione dei servizi al cittadino. Riteniamo quindi debba esserci un approfondimento che ne affronti ogni aspetto, con l’obiettivo di compiere quella piena e vera semplificazione amministrativa che i cittadini richiedono alle istituzioni”.

Claudia Leone

Claudia Leone02/12/2014 - 11:47

Il consiglio comunale di Biccari, in provincia di Foggia, Biccari, ha approvato la bozza di Statuto e Atto costitutivo della collaborazione istituzionale tra le municipalità legate al Monte Cornacchia. All’ente di secondo livello, aderiranno anche Castelluccio Valfortore, Celle San Vito, Faeto e Roseto Valfortore. Il primo incontro tra i rappresentanti istituzionali dei cinque comuni è avvenuto lo scorso 3 novembre; gli stessi ora chiedono alla Regione Puglia anche la sospensione degli effetti dell’Ambito regionale ottimale, Aro Fg7.

Il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, ha dichiarato: “Ci stiamo muovendo con grande entusiasmo, consapevoli della necessità di esercitare certe funzioni in forma associata, come previsto dalla legge, allo scopo di garantire servizi alle nostre popolazioni che altrimenti difficilmente potremmo assicurare, a causa delle note vicende finanziarie che investono tutti gli enti locali italiani. Con i sindaci dei Comuni interessati all’Unione del Monte Cornacchia abbiamo grande intesa ed omogeneità di storia e bisogni. In questa direzione occorre continuare a lavorare”.

Claudia Leone

Claudia Leone01/12/2014 - 11:21

Il prossimo 5 dicembre nel consiglio comunale di Borzonasca si discuterà anche dell’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Unione tra i piccoli comuni di Borzonasca, Mezzanego e Ne.

Il processo di integrazione e unificazione tra più Comuni piccoli nasce dall'esigenza di diminuire le spese – ad, esempio, con una condivisione degli uffici - e di aumentare la forza contrattuale nelle sedi istituzionali dove si cercano finanziamenti.

Di recente un referendum ha bocciato il processo di unificazione tra i comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra, nella provincia di La Spezia, nonostante il parere favorevole degli amministratori e il supporto dell’Anci Liguria.

Claudia Leone

Claudia Leone01/12/2014 - 11:03 (aggiornato 01/12/2014 - 11:03)

L’Unione dei comuni della Media Vallesina (costituita dai Comuni di Castelbellino, Castelplanio, Maiolati Spontini, Monte Roberto, Montecarotto, Poggio San Marcello e San Paolo di Jesi), è stata fondata nel 2003, ha un territorio di quasi 80 chilometri quadrati e una popolazione che supera i 22.000 abitanti.

L’Unione attiverà prima della fine dell’anno uno sportello catastale autogestito, dove presteranno servizio a turno dipendenti dei Comuni aderenti assegnati all’Unione. L’ufficio sarà dislocato presso locali messi a disposizione da CIS srl, società in house partecipata anche dai Comuni aderenti all’Unione, in via Fornace, a Moie, anche per essere funzionale allo sportello Entrate, già presente nel medesimo stabile e gestito da CIS srl. Lo sportello sarà capace di collegarsi con le banche dati catastali e sarà in grado di poter rilasciare visure e altre certificazioni, senza più la necessità per gli utenti di recarsi all’Ufficio del catasto di Ancona, come avveniva finora, quindi i cittadini dei comuni della Media Vallesina potranno richiedere il rilascio di visure catastali attraverso la consultazione della banca dati informatizzata catastale nazionale, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

L’attivazione del servizio è il frutto di una convenzione speciale per la disciplina delle modalità operative di sportello catastale decentrato fra l’Agenzia delle Entrate e l’Unione dei Comuni.

Altri servizi, quali il catasto, la Protezione civile e la Polizia locale, sono passati direttamente in capo all’Unione; nei giorni scorsi, inoltre, è stata attribuita all’Ente anche la funzione dei servizi sociali da parte dei comuni di Montecarotto, San Paolo di Jesi e Poggio San Marcello. Di conseguenza, è stata deliberata anche l’adesione dell’Unione all’Asp, Azienda dei servizi alla persona, a cui le stesse Amministrazioni aderiscono anche in qualità soci.

Il presidente dell’Unione nonché sindaco di Montecarotto Mirco Brega ha affermato che “in prospettiva, l’Unione dei Comuni dovrà gestire in forma associata anche ambiti come l’organizzazione generale dell’Amministrazione, la pianificazione urbanistica, l’edilizia scolastica e, appunto, i servizi sociali”.

Claudia Leone

Claudia Leone30/11/2014 - 14:53 (aggiornato 30/11/2014 - 14:53)

Alle Cinque Terre sono diverse le opinioni sulla questione relativa all’Unione dei Comuni, soprattutto per le differenti visioni tra il Comune di Vernazza, da un lato, e quelli di Monterosso e Riomaggiore, dall'altro.

Vi riporto quanto dichiarato dal sindaco di Monterosso, Emanuele Moggia, in un suo intervento in merito alla questione: "L’atto di costituirsi in una Unione nasce dall’esigenza di adempiere a precisi obblighi di legge in materia di associazionismo di funzioni e servizi fra piccoli comuni (L. 56/2014) e dalla necessità di dover rispettare precise scadenze normative. Attualmente l’amministrazione di Vernazza rifiuta di aderire alla Unione di Comuni che includa Monterosso, Riomaggiore, Pignone e Riccò del Golfo, propendendo per un’Unione più allargata. Riteniamo normale, giusto e assolutamente rispettabile che su un tema così importante ci siano opinioni differenti. Tuttavia, vorremo fare alcune precisazioni sulle motivazioni di carattere pratico e politico che ci hanno portato, come amministrazione di Monterosso, a considerare che quella intrapresa sia la scelta ottimale, non solo per Monterosso ma anche per tutti i paesi delle Cinque Terre intesi come sistema.

Sul piano pratico, riteniamo che un’Unione più leggera sia più funzionale ed efficiente di un’Unione troppo allargata. Non dimentichiamo, infatti, che si tratta di un’associazione di funzioni amministrative e servizi - prosegue Moggia - ed è innegabile che una formula meno dispersiva e complessa dia maggiori garanzie in termini gestionali. E noi non vogliamo creare disagi e disservizi alla nostra cittadinanza.

Dal punto di vista politico un Consiglio dell’Unione costituito da sette o addirittura nove sindaci, invece, non garantirebbe un’adeguata autonomia e rappresentanza dei Comuni delle Cinque Terre. Le Cinque Terre infatti sono molto simili fra loro per morfologia, cultura e identità e presentano esigenze e problematiche non assimilabili a quelle di altri Comuni della Riviera.

Non nascondiamo che, all’inizio di questo percorso, nei primi incontri con gli altri sindaci noi ritenessimo che un’Unione composta dai soli sindaci delle Cinque Terre ovvero Monterosso, Vernazza e Riomaggiore sarebbe stata la soluzione più semplice e naturale. Tuttavia le carenze di spazi tipiche del nostro territorio ci hanno portato a considerare che l’associazione con Pignone e Riccò – Comuni contigui del nostro entroterra, ai quali siamo legati da sempre – potesse rappresentare la soluzione ottimale per adempiere all’obbligo di legge in materia di associazionismo fra piccoli comuni e al contempo mantenere un buon grado di autonomia amministrativa. Ferma restando la totale indipendenza e sovranità di una amministrazione, speriamo di non essere presuntuosi nell’affermare che questa sarebbe la soluzione preferibile anche per i cittadini di Vernazza e Corniglia e lavoriamo come abbiamo sempre lavorato affinché anche l’amministrazione guidata dal sindaco Resasco decida di entrare nell’Unione.

Un’Unione più grande sarebbe azzardata e noi ci impegneremo, pertanto, per avere l’Unione a cinque. Se non fosse possibile continueremo sulla strada dell’Unione a quattro".

Claudia Leone

Claudia Leone30/11/2014 - 14:40

Dal 1° gennaio 2015 il Comune di San Mauro Pascoli, insieme agli altri otto Comuni dell’Unione dei Comuni Rubicone e Mare, conferiranno all’Ente quattro servizi: servizi sociali, sistemi informatici, protezione civile e personale. Durante il consiglio comunale di San Mauro Pascoli tenutosi giovedì scorso 27 novembre, sono state approvate a maggioranza (con astensione degli esponenti del M5S) quattro convenzioni, ciascuna per ogni servizio.

Il sindaco Luciana Garbuglia: “All'Unione Rubicone e Mare andranno le funzioni di gestione di questi quattro servizi, come richiesto dalla legge regionale 21 del 2012 che prevede il riordino amministrativo della regione individuando nelle Unioni gli ambiti ottimali per la riorganizzazione. Con questo passaggio sarà infatti possibile usufruire di economie di scala che, se non nell'immediato, a pochi anni di distanza dall'attivazione delle funzioni permetteranno un risparmio agli Enti e una specializzazione delle funzioni del personale impiegato nei nove comuni e in Unione. Per quanto riguarda i servizi sociali mi preme precisare che, nonostante la gestione passi all'Unione a nove, il Comune di San Mauro Pascoli manterrà attivo lo sportello dei servizi e il relativo personale. Non vi saranno quindi cambiamenti nell'erogazione dei servizi ai cittadini”.

Inoltre, il consiglio comunale ha anche approvato:

  • l'istituzione della centrale unica di committenza (C.U.C.) presso l'Unione dei Comuni per gestire l'acquisizione di servizi e forniture che interessino due o più dei comuni facenti parte dell'Unione;
  • il regolamento che disciplinerà la registrazione video e la relativa trasmissione delle sedute del consiglio comunale: per effettuare le registrazioni sarà necessario fare richiesta almeno tre giorni prima della seduta e trasmettere il contenuto integralmente, senza tagli, modifiche o manipolazioni e senza fini commerciali.
Claudia Leone

Claudia Leone28/11/2014 - 11:14

Ieri pomeriggio il consiglio comunale di Pietra Ligure ha approvato l’atto costitutivo e lo statuto dell’Unione tra i Comuni di Balestrino, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Giustenice, Loano, Magliolo, Pietra Ligure, Toirano e Tovo San Giacomo.

L’atto impegnerà l’amministrazione pietrese al processo di fusione dei servizi con gli altri comuni: Val Maremola e Val Varatella si uniscono. Naturalmente ora anche gli altri comuni dovranno ratificare l’atto.

“Un passo molto importante per il nostro Comune che consentirà nei prossimi anni di razionalizzare le risorse a disposizione, considerando che i fondi statali sono sempre meno (per Pietra -1,3 mln) – ha spiegato il sindaco Dario Valeriani -. E questo con l’obiettivo di mantenere i servizi alla cittadinanza. Le funzioni associate presentano grossi vantaggi: non sono soggette al Patto di Stabilità e aprono le porte a maggiori contributi regionali ed europei per i territori interessati dall’Unione” conclude.

Claudia Leone

Claudia Leone26/11/2014 - 11:36 (aggiornato 26/11/2014 - 11:36)

Entro il 2014, l'Unione dei Colli Marittimi Pisani (che riunisce i Comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montescudaio e Riparbella) dovrà accorpare tutte le funzioni fondamentali. Al momento i servizi gestiti in forma associata sono l'Istruzione, la Polizia Municipale, l'Urbanistica, la Protezione Civile, la Statistica, i Tributi e il Personale. Anagrafe, Servizi Sociali, Ambiente, Ufficio Tecnico e Suap (Sportello Unico delle Attività Produttive), e dovranno essere attivati entro il 31 dicembre.

Il presidente Federico Lucchesi ha già nominato i responsabili dei servizi trasferiti e da trasferire in seno al nuovo ente. Si tratta di dipendenti comunali che andranno a capo delle 10 aree in cui è stata suddivisa la struttura organizzativa dell'Unione, e anche l’Istruttore Direttivo per la gestione delle entrate (che dal 2015 passerà ad un nuovo responsabile), per la cui copertura è stato pubblicato un avviso, sarà uno dei dipendenti dei Comuni aderenti all'Unione, pertanto si tratta di un trasferimento di personale.

Importante sottolineare che, per decidere quale forma dare alla propria Carta dei servizi, l'Unione dei Colli Marittimi Pisani ha dato il via ad un percorso di partecipazione pubblica volto ad approfondire i bisogni e le principali necessità dei cittadini rispetto ai servizi che offrirà il nuovo ente. In programma una serie di incontri pubblici aperti a tutti i cittadini per raccogliere le loro esigenze e osservazioni, uno per comune e tutti tra il 5 e il 15 dicembre. Il percorso partecipativo si chiuderà tra marzo ed aprile, quando in ogni paese verrà organizzata una serata finale per illustrare i risultati raggiunti. 

Claudia Leone

Claudia Leone25/11/2014 - 22:59 (aggiornato 25/11/2014 - 22:59)

Alle 12 di ieri è nata ufficialmente l’Unione dei Comuni del Golfo Paradiso con la firma dell’atto costitutivo del nuovo ente del Levante genovese da parte dei sindaci di Sori, Bogliasco e Pieve Ligure.

Il nuovo ente ha una superficie che si estende per oltre 21 km e conta quasi 12mila abitanti. La firma è avvenuta nella Casa Comunale di Sori, scelta come sede dell’Unione, e nelle prossime settimane Paolo Pezzana (sindaco di Sori), Luca Pastorino (sindaco di Bogliasco) e Adolfo Olcese (sindaco di Pieve Ligure) eleggeranno il Consiglio dell’Unione, che sarà composto da 9 consiglieri di maggioranza, tre per Comune, e quattro di minoranza, uno per Comune più uno designato dai tre eletti tra le minoranze.

“Lavoriamo insieme per costruire un'Unione efficiente e vantaggiosa per tutti i cittadini”, hanno detto soddisfatti i sindaci, che hanno confermato l’intenzione di allargare in futuro al dimensione dell’Unione accogliendo altri Comuni.

Claudia Leone

Claudia Leone23/11/2014 - 15:27

Il Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, Maria Carmela Lanzetta, durante un incontro a Rieti con i sindaci dei Comuni della Provincia tenutosi venerdì scorso, ha sottolineato l’importanza di accelerare i processi di unione e le gestioni associate delle funzioni nei piccoli Comuni.

“Le unioni vanno fatte non solo per ragioni di spending review ma per offrire servizi migliori e più efficienti ai cittadini. Sono processi che non mettono in discussione l’autonomia dei singoli Comuni, ma consentono una gestione più semplice di molte funzioni.”

Rita Pastore

Rita Pastore22/11/2014 - 12:42 (aggiornato 22/11/2014 - 12:42)

Volevo segnalare che uno degli emendamenti alla legge di Stabilità del «pacchetto comuni» presentato ieri dal governo in commissione bilancio alla camera, prevede che per i comuni istituiti a seguito di fusione dal 2015 le regole del patto di stabilità interno saranno applicate solo a partire dal quinto anno successivo a quello della loro istituzione.

Roberto Formato

Roberto Formato24/11/2014 - 15:06

Grazie Rita per l'utile segnalazione,

purtroppo la pratica quotidiana dimostra che molti Comuni sono semplicemente all'oscuro di tali importanti agevolazioni oppure talvolta semplicemente fingono di non conoscerle.....

Claudia Leone

Claudia Leone20/11/2014 - 17:05

Ieri il Presidente dell’Unione Valconca, Riziero Santi, ha lanciato un appello ai sindaci dei Comuni di Montegridolfo, Mondaino, Saludecio, Montefiore, Gemmano, Montecolombo e Montescudo con riferimento all’obbligo normativo che stabilisce che entro il 31 dicembre 2014 tutte le funzioni svolte dai piccoli Comuni al di sotto dei 5mila abitanti devono essere svolte in forma associata o in Unione o tramite convenzioni fra Comuni che insieme raccolgano almeno un numero minimo di 10mila abitanti. La cosa è stata fatta presente anche al Prefetto di Rimini. Gli unici due Comuni a non essere obbligati sono quelli di Morciano e San Clemente.

Santi ha comunicato che, viste tutte le norme in materia, e considerato che ciò dovrà avvenire tramite convenzioni con l’Unione esistente, ovvero con aggregazione di comuni dello stesso ambito, con un minimo di 10mila abitanti, l’Unione Valconca è disponibile ad accogliere le funzioni associate ed è pronta ad attrezzarsi in tal senso. Il Presidente ha aggiunto che, al fine di organizzarsi per tempo, e di mettere a calendario le complesse procedure attuative previste dalla norma, sarebbe opportuno conoscere tempestivamente, tramite atto ufficiale, la volontà dell’ente in tal senso.

I sindaci dei Comuni citati sono perciò chiamati ad associarsi nell’ambito a 14 Comuni di Rimini Sud, quello attualmente vigente, e ad approvare in consiglio comunale un documento di indirizzo che avvii la procedura di conferimento di tutte le funzioni all’Unione.

Il Presidente Santi ha inoltre inserito all’ordine del giorno della giunta dell’Unione il progetto per la gestione associata in Unione della funzione di centrale unica di committenza per appalti ed acquisti. 

Claudia Leone

Claudia Leone19/11/2014 - 12:16 (aggiornato 19/11/2014 - 12:16)

Vi segnalo l’intervista comparsa oggi sul web fatta a Fabrizio Burchianti, giovane sindaco di Casale Marittimo (PI), comune appartenente all’Unione Colli Marittimi Pisani. Al sindaco, tra le altre cose, viene chiesta anche l’opinione sulle unioni e fusioni di comuni.

L’intervista al link:

Claudia Leone

Claudia Leone19/11/2014 - 11:10 (aggiornato 19/11/2014 - 11:10)

Segnalo quanto pubblicato ieri sul sito web della Regione Liguria (): 

ASSOCIARSI È MEGLIO. IL BANDO 2014 PER I COMUNI CHE SVOLGONO FUNZIONI AMMINISTRATIVE ASSOCIATE

Finanziato il bando 2014 dedicato alle forme associative comunali. Per partecipare c'è tempo fino al 10 dicembre 2014. Le domande via Pec

Approvato dalla Giunta regionale il bando 2014 dedicato alle forme associative comunali per lo svolgimento di funzioni e l'erogazione di servizi in forma aggregata.

La domanda di contributo deve pervenire esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (Pec) entro il 10 dicembre 2014 al seguente indirizzo Pec: 

La delibera n.1397 del 14 novembre 2014 di approvazione del bando di contributo alle unioni di Comuni - ripartizione delle risorse statali e regionali - per l'anno 2014, stabilisce anche i criteri di partecipazione ai contributi per leForme associative comunali ai sensi dell'articolo 5 delle legge regionale n.7 del 12 aprile 2011 "disciplina di riordino e razionalizzazione delle funzioni svolte dalla Comunità montane soppresse e norme di attuazione per la liquidazione".

Le risorse del bando sono pari a 1.100.000 euro e ll finanziamento è previstosia per le nove forme associative di comuni sia per le associazioni già finanziatee che continuano il percorso virtuoso. Il massimale del contributo concesso a ciascuna unione di comuni è fissato in 110.000 euro.
A disposizione dei Comuni anche una casella di posta per richiedere, informazioni, chiarimenti o supporto alla compilazione della domanda di contributo: 

Il bando e tutta la modulistica sono scaricabili sul sito eLiguria

Approfondimenti

eLiguria 
contributi alle unioni di Comuni - ripartizione delle risorse statali e regionali - bando 2014

 

Roberto Formato

Roberto Formato24/11/2014 - 15:02

Ciao Claudia,

grazie per le continue segnalazioni. Purtroppo va anche segnalato che a fianco di regioni che cercano di accompagnare la costituzione di Unioni e Fusioni di Comuni ve ne sono altre che, pur potendo accedere ai cospicui finanziamenti anche europei per i temi della capacità istituzionale, lasciano imperdonabilmente non spese tali risorse...Sarebbe interessante organizzare una indagine in tal senso...

Claudia Leone

Claudia Leone18/11/2014 - 09:36 (aggiornato 18/11/2014 - 09:36)

Mancano solamente due Comuni all’appello per capire se verrà effettivamente costituita l’Unione montana della Marca di Camerino: cinque dei tredici Comuni che fanno parte dell’ente montano, infatti, si sono espressi favorevolmente circa l’adesione alla proposta di statuto della futura unione. Si tratta dei Comuni di Camerino, Serravalle di Chienti, Pieve Torina, Fiastra e Muccia, che messi insieme contano circa 11mila abitanti. Non si sono ancora espressi i Comuni di Acquacanina e Bolognola, la cui decisione sarà decisiva per la costituzione dell’Unione; ad Acquacanina, in realtà, nel consiglio comunale la delibera non è stata votata con i due terzi dei voti necessari, e sarà convocata una nuova seduta. A Bolognola, invece, il consiglio comunale dovrebbe essere convocato entro fine mese per deliberare sull’argomento.

I restanti sei Comuni, Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Fiordimonte e Pievebovigliana, hanno delle forti perplessità legate ai costi sostenuti per il personale dell’ente, ritenuti eccessivi, e al passivo di circa 350mila euro.

Vero è che, se non sarà creata l’Unione montana, tutte le quote delle società partecipate detenute dall’ente andranno di nuovo nelle mani della Regione, che deciderà poi per la vendita o per la cessione ad altre realtà.   

Claudia Leone

Claudia Leone12/11/2014 - 12:22 (aggiornato 12/11/2014 - 12:22)

Circa sei anni fa era stata costituita l’Unione dei Comuni “La via del mare” da sei comuni rivieraschi dello Jonio (Amendolara, Francavilla Marittima, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce e Villapiana) con l’obiettivo di fare sistema e di provare a gestire in forma associata i servizi comunali.

La storia di questa Unione è stata molto travagliata, tant’è che parte dei Comuni che ne facevano parte hanno deciso di dar vita ad altre forme di associazione, andando in qualche modo a far venir meno lo spirito che aveva accompagnato la nascita dell’Unione.

La denominazione dell’Unione ne indicava l’adesione e l’appartenenza ai soli comuni costieri dell’ex Comunità Montana “Alto Jonio”, e di fatto ne facevano parte solo quelli esclusi dalla Comunità Montana, per una modifica di legge che riservava il diritto solo ai comuni collinari o montani.

Paolo Montalti, sindaco del Comune di Villapiana, è uno dei sostenitori più convinti dell’Unione dei Comuni dell’Alto Jonio, e si è detto pronto a rilanciarla, d’intesa con i 16 colleghi sindaci del comprensorio, quindi anche con quelli collinari e montani, in considerazione del fatto che le Comunità Montane non esistono più. Positivamente viene visto anche l’ingresso del comune di Cassano Jonio in quanto, come precisa Montalti, l’obiettivo è quello di “evitare di continuare ad essere un territorio subalterno a Cosenza e ad altre aree forti che, legittimamente, stanno per costituirsi nella Sibaritide”.

Claudia Leone

Claudia Leone12/11/2014 - 11:39 (aggiornato 12/11/2014 - 11:39)

Lunedì scorso Luca Piovaccari e Francesco Frieri, rispettivamente presidente e direttore generale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, hanno partecipato al convegno “La Regione e i Comuni: un gioco di squadra per le riforme” organizzato ad Udine.

Tra l’Unione e FonSer, ente strumentale di formazione per conto della Regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia e dell'Anci Friuli, è stata stipulata una convenzione avente ad oggetto la formazione manageriale di dirigenti e segretari del Friuli in vista dell'approvazione della legge regionale sul riordino territoriale.

Il convegno di lunedì aveva proprio lo scopo di presentare il nuovo disegno di legge per il riordino territoriale della Regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia, e l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna vi è intervenuta in quanto, come dichiarato dalla stessa presidente regionale Debora Serracchiani, rappresenta uno dei due modelli ai quali si ispira il disegno di legge (il secondo modello è rappresentato dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese, in provincia di Padova).

Le attività di formazione si svolgeranno di sera, durante l'inverno e la primavera prossima; per la Bassa Romagna vi parteciperanno Frieri e altri dirigenti che verranno successivamente individuati. Tutto il ricavato di queste attività sarà devoluto all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Claudia Leone

Claudia Leone12/11/2014 - 11:12

Ieri il consiglio dell'Unione dei Comuni della Mediavalle del Serchio ha votato all'unanimità la modifica del proprio statuto e l'entrata dei comuni di Bagni di Lucca e Pescaglia all'interno della propria compagine.

"L'Unione risulta rafforzata dall'ingresso dei Comuni di Bagni di Lucca e Pescaglia. Adesso, anche in vista della nuova programmazione europea, c'è da lavorare parecchio e nel prossimo consiglio inizieremo col darci una governance che tenga conto dei due nuovi ingressi per poter operare al meglio", ha dichiarato il Presidente dell’Unione Marco Bonini.  

Claudia Leone

Claudia Leone10/11/2014 - 19:52 (aggiornato 10/11/2014 - 19:52)

Sul sito dell’ANCI sono state pubblicate oggi le slides di Alberto Barbiero e del sindaco di Cotignola e presidente dell’Unione Bassa Romagna, Luca Piovaccari, illustrate durante il convegno “Centrali di committenza e soggetti aggregatori: criticità ed opportunità” che si è tenuto a Milano, il 7 novembre scorso, nell’ambito dell’assemblea nazionale dell’Anci.

Mentre le prime sono incentrate sui modelli individuati dall'art. 33, comma 3-bis dal codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 163/2006) per favorire la razionalizzazione degli acquisti, il ruolo dei soggetti aggregatori, l'accordo tra comuni non capoluogo e i profili derogatori, quelle di Piovaccari illustrano come esempio di gestione associata dei servizi l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Nel corso del tempo l’Unione ha favorito una progressiva semplificazione delle procedure, grazie alla loro informatizzazione e alla specializzazione delle competenze. In questo modo è stato possibile accelerare i tempi di erogazione dei servizi, nonostante sia stato ridotto il personale impiegato nel back office, come si evince dalle slides.

In particolare, sono stati accentrati il servizio acquisti e il servizio appalti. Qualche risultato:

  • 40% di riduzione dei costi del personale addetto agli appalti rispetto alla gestione Pre-Unione;
  • 60% degli affidamenti mediante offerta economicamente più vantaggiosa (qualità-prezzo).

La pubblicazione sul sito dell’ANCI

In allegato le slides

Claudia Leone

Claudia Leone25/02/2015 - 11:08

Lo scorso 19 febbraio si è tenuta al Lingotto del Politecnico di Torino la presentazione al pubblico della quinta edizione del Rapporto di competitività delle aree urbane italiane.

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, insieme alle Unioni del Nord-Est Torinese, dei Comuni del Camposampietrese e del Sud Ovest Caserta, è stata invitata in quanto è una delle quattro Unioni italiane prese come caso di studio per la realizzazione del Rapporto.

Il Rapporto è stato condotto da Sinloc (Sistema Iniziative Locali spa) in collaborazione con l’istituto Guglielmo Tagliacarne, SiTI (istituto superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione), Fondazione ISMU e promosso da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria e istituzioni territoriali.

 Il quadro emerso è quello di un’Italia indebolita da anni di crisi economica, ma anche di città e territori che hanno saputo dimostrare resilienza alle difficoltà della perdurante crisi: tra i circoli virtuosi sono un esempio le unioni di Comuni. Il Rapporto mette in evidenza come le aree urbane siano sistemi complessi di interazioni che necessitano di un delicato mix di persone, capitale finanziario e infrastrutture. L’efficienza della macchina pubblica, se capace di una programmazione territoriale allargata e di medio periodo, è in grado di fare la differenza in aspetti come l’accesso all’abitazione, la dotazione di infrastrutture digitali, la mobilità, l’approvvigionamento energetico, il welfare, l’istruzione, eccetera.

 Durante il convegno sono intervenuti gli esponenti delle quattro società e dei centri di ricerca che hanno contribuito all’analisi del Rapporto, i quali hanno evidenziato le sfide e le opportunità che caratterizzano le principali aree urbane del Paese nelle tre grandi dimensioni - demografica, socio-economica e ambientale - e hanno provato a tracciare delle linee per il rafforzamento competitivo dei territori nazionali. La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda con spunti di riflessione sugli ambiti di intervento e sulle possibili modalità di azione a disposizione degli attori istituzionali.

 “Ragionare sui fattori che incidono sulla competitività di un territorio significa capire su quali elementi distintivi dobbiamo investire per immaginare lo sviluppo futuro - ha dichiarato il presidente dell’Unione Comuni Bassa Romagna Luca Piovaccari -. Le priorità che ci siamo dati in Bassa Romagna per giocare la sfida della competizione riguardano l'attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile, dell'efficientamento della macchina amministrativa e dell'attrattività turistica. Attorno a questi temi lavoreremo nel nostro mandato per attrarre sui nostri territori gli investimenti e il capitale umano necessari per contrastare questa crisi economica e sociale”.

Fonte: 

Claudia Leone

Claudia Leone10/11/2014 - 16:09

Domani a Villa Umbra ci sarà l’Assessore Regionale Fabio Paparelli a sostenere e favorire i 60 piccoli comuni umbri, su un totale di 90, nel passaggio alla gestione associata delle funzioni fondamentali.

Il seminario gratuito dal titolo “Gestioni associate: a che punto siamo?” organizzato dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, in collaborazione con ANCI Umbria, sarà aperto dall’Amministratore Unico della Scuola, Alberto Naticchioni e coordinato da Francesco De Rebotti, Presidente Anci Umbria e Sindaco di Narni.

L’attività formativa fa seguito all’ultima scadenza, fissata al 30 settembre, in cui i piccoli comuni avrebbero dovuto cedere ulteriori tre delle proprie funzioni fondamentali alle associazioni comunali.

Il termine è stato fissato dall’art. 23, comma 1-quinquies, della l 114/2014 (di conversione del Decreto Legge 90). L’obbligo di gestire a livello sovracomunale le funzioni fondamentali, previsto dall’art. 14 del dl 78/2010, interessa tutti i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti, soglia che scende a 3000 per quelli appartenenti o appartenuti a comunità montane.

Le funzioni da associare sono quelle identificate come fondamentali dalla legge statale, di queste solo una (anagrafe, stato civile e servizi elettorali) può continuare ad essere gestita singolarmente, mentre le altre vanno obbligatoriamente conferite ad una unione di comuni ovvero esercitate tramite una convenzione.

Il percorso attuativo è stato oggetto di continue proroghe; al momento, delle nove funzioni obbligatorie, tre sono state associate entro il 31 dicembre 2012, altre dovrebbero esserlo, come detto, dalla data del 30 settembre, mentre per le restanti tre la scadenza è fissata al prossimo 31 dicembre.

Il link:

In allegato il programma completo.

Claudia Leone

Claudia Leone07/11/2014 - 15:39

Lunedì prossimo 10 novembre i Comuni di Castelnuovo di Garfagnana e Fabbriche di Vergemoli entreranno ufficialmente a far parte dell’Unione dei Comuni della Garfagnana.

Il Comune di Fabbriche di Vergemoli è nato a sua volta dalla fusione del Comune di Fabbriche di Vallico con quello di Vergemoli; l’Unione della Garfagnana è attualmente costituita dai Comuni di Camporgiano, Careggine, Castiglione di Garfagnana, Fosciandora, Gallicano, Giuncugnano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano e Villa Collemandina.

In questa prima fase il Comune di Castelnuovo di Garfagnana, una volta entrato nell’Unione, gestirà le funzioni fondamentali della Protezione Civile e del Catasto, mentre il Comune di Fabbriche di Vergemoli anche la polizia locale, oltre alle funzioni relative a sportello unico per le attività produttive, servizio statistico, catasto dei boschi percorsi dal fuoco, sit e cartografia, canile, mattatoio, servizi informativi e telematici, sviluppo risorse umane – formazione e turismo.

Paolo Fantoni, presidente dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, si è detto molto soddisfatto "per questo importante passaggio il cui risultato, tenendo conto che l'Unione gestisce in convenzione le funzioni anche per conto del Comune di Vagli Sotto, è aver raggiunto una unità gestionale che interessa tutta la valle. Ma se quello di una migliore efficienza e funzionalità dei servizi è un aspetto determinante per dare risposte ai cittadini ed alle imprese, altrettanto importante è raggiungere un livello di programmazione di area che permetta di attingere ai nuovi finanziamenti nel panorama europeo della strategia 2014-2020".

Claudia Leone

Claudia Leone06/11/2014 - 11:17 (aggiornato 06/11/2014 - 11:17)

Il 4 novembre scorso è stata ufficialmente costituita l’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia, già resa nota all'interno di questo Forum.

L'annuncio è stato fatto ieri da Michele Malfatti, Coordinatore della Consulta regionale dei Piccoli Comuni di ANCI Liguria, durante la XIV Conferenza nazionale dei Piccoli Comuni, in corso di svolgimento a Milano in apertura dell’Assemblea annuale di ANCI.

L'articolo completo: 

Claudia Leone

Claudia Leone05/11/2014 - 12:49

L’annuncio da parte dei tre sindaci di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori dell’Unione tra i tre comuni sta per diventare norma; la costituzione dell’Unione del Golfo Paradiso è infatti all’approvazione dei consigli comunali di ciascuno dei tre Paesi del levante.

Questa sera voterà il consiglio comunale di Pieve Ligure, mentre domani toccherà a quello di Sori e nel week end a quello di Bogliasco.

I Sindaci: «L’Unione è un interesse di tutti con le nuove normative nazionali, senza di essa dal primo gennaio i nostri Comuni, tutti sotto i 5.000 abitanti, non potrebbero più svolgere autonomamente acquisti o gare di appalto senza passare per le centrali costituite presso enti superiori, sarebbero interamente soggetti ad un patto di stabilità sempre più asfissiante, perderebbero di autonomia senza contare alcunché nel contesto della nuova Città Metropolitana di Genova. In questo modo senza aggiungere nuovi costi ai bilanci comunali, andremo a beneficiare di un contributo nazionale e regionale aggiuntivo a favore delle Unioni di Comuni, aumentando il nostro peso politico, rappresentativo e operativo».

Claudia Leone

Claudia Leone05/11/2014 - 12:38

Ieri è stata decisa la giunta tra Valsessera, Valle di Mosso e Prealpi che prenderà in mano l'ex Comunità montana. Lista unica con Carlo Grosso presidente (Comune di Mosso), vice sarà la giovane Michela Trabbia (Comune di Vallanzengo), in giunta poi Ermanno Masserano (Comune di Pettinengo), Cristina Sasso (Comune di Vallemosso), Davide Cappio (Comune di Strona), Gianpaolo Botto Steglia (Comune di Camandona) e Gian Matteo Passuello (Comune di Pray).

L’Unione conta 26 Comuni, per un totale di circa 42.000 abitanti. Lo scorso 25 febbraio è stato presentato ed approvato il documento programmatico, che si pone principalmente gli obiettivi di unire funzioni e servizi comunali, primi fra tutti Catasto e Protezione civile, e di promuovere lo sviluppo socio economico del Biellese Orientale, attraverso lo svolgimento delle funzioni montane.

L’Unione Montana è nata dalla Comunità Montana Valsessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi.

L’articolo completo è su La Stampa in edicola.

Claudia Leone

Claudia Leone04/11/2014 - 12:41 (aggiornato 04/11/2014 - 12:41)

Ciao a tutti, volevo segnalare quanto scritto dal Prof. Luigino Sergio, già Direttore Generale della Provincia di Lecce, esperto di organizzazione e gestione degli enti locali. 

Il Prof. Sergio fa riferimento ai piccoli Comuni e alle Unioni di Comuni come a due facce della stessa medaglia, come ad un'endiadi, precisando che viene intesa non come una classica e pura figura retorica, bensì come "un’articolata e bifacciale situazione reale; Piccoli Comuni e Unioni di comuni come facce della medesima medaglia si è detto che vuole rappresentare la sintesi della necessità di nuovi modelli organizzativo-contabili che assumono posizione centrale nell’ordinamento, con la finalità di razionalizzare e rendere più efficace il livello di spesa pubblica nel settore delle autonomie locali."

Il Prof. Sergio analizza la forma associativa a livello normativo, facendo poi riferimento anche all'ordinamento finanziario e contabile dell'Unione di Comuni, chiudendo con le questioni relative al Patto di stabilità interno e con alcune considerazioni finali.

Potete visualizzare il tutto al seguente link: 

 

 

Claudia Leone

Claudia Leone02/11/2014 - 20:07 (aggiornato 02/11/2014 - 20:07)

Lo scorso giovedì si sono riuniti a Noci i sindaci e i consiglieri comunali di maggioranza delle amministrazioni comunali del sud-est barese (Castellana Grotte, Putignano, Noci, Alberobello e Locorotondo) per discutere assieme la bozza di statuto della nuova Unione dei Comuni, che prenderà avvio presumibilmente il 1° gennaio 2015, di pari passo con la Città Metropolitana. Il Comune di Noci è quello capofila del progetto.

Le funzioni del nuovo organismo spaziano dalla sicurezza, all'ambiente, alla salute, ai trasporti, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi e di ridurre gli sprechi, andando ad intervenire laddove i singoli comuni da soli non riuscirebbero.  

Per quanto riguarda l’organizzazione, è previsto un Sindaco dell'Unione con incarico a tempo per agevolare il ricambio, ed un consiglio comunale composto da 15 membri: 5 sindaci che entrerebbero di diritto, e 10 consiglieri eletti tra i consiglieri di maggioranza dei comuni partecipanti con il metodo del voto ponderato. Insomma, una specie di Città Metropolitana in miniatura.

Nelle prossime settimane i rappresentanti amministrativi si incontreranno nuovamente.

Roberto Formato

Roberto Formato04/11/2014 - 22:54

Ciao Claudia,

grazie dell'ennessima segnalazione. Il  caso che riporti è molto interessante tra l'altro per due ragioni:

  • perchè si tratta di una costituenda Unione dei Comuni di dimensioni ragguardevoli (oltre 90mila abitanti), che prosegue nella strategia istituzionale-amministrativa da tempo perseguita dalla Regione Puglia per favorire l'organizzazione dei servizi territoriali "per aree vaste". Una soluzione che sicuramente può aiutare a incrementare l'efficienza dei servizi;
  • perchè di tratta di una Unione interprovinciale, appartenendo i Comuni in parte alla provincia di Bari (Castellana Grotte, Putignano, Noci) e a quella di Taranto (Alberobello, Locorotondo).

Ricordo che nella stessa area era attivo, almeno nel periodo di programmazione 2007-2013 un gruppo di azione locale (GAL) responsabile dell'attuazione di un Piano di Sviluppo Locale (PSL) che comprendeva tre Comuni tutti ubicati in province diverse (oltre a Locorotondo, anche Martina Franca in provincia di Taranto e Cisternino nella provincia di Brindisi). Sarà interessante vedere se la programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020 seguirà la precedente struttura territoriale o si conformerà alla nuova organizzazione che si va delineando attraverso l'Unione dei Comuni. Per quanto le "geometrie variabili" non debbano necessariamente essere escluse a priori, sul piano perlomeno teorico non mi sembra azzardato "tifare" per una coerenza degli strumenti di programmazione.

Nell'uno o nell'altro caso, la ripartizione territoriale delle province sembra comunque sempre più irrilevante, delineando un quadro amministrativo diverso, che non potrà che ulteriormente rafforzarsi dai limiti imposti alle province stesse dal disegno di legge di stabilità 2015.

 

 

Claudia Leone

Claudia Leone02/11/2014 - 19:52 (aggiornato 02/11/2014 - 19:52)

A pochi giorni dal Seminario ANCI a Pietra Ligure, nel corso del quale era stata annunciata l’Unione dei Comuni del Golfo Paradiso entro il 30 novembre 2014 (si tratta dei Comuni di Bogliasco, Sori e Pieve Ligure), si è svolta un’assemblea pubblica a Bogliasco con il sindaco-parlamentare Luca Pastorino sul tema.

L’Unione in questione sarebbe la quarta in Liguria, la terza in Provincia di Genova e la prima nel Levante Ligure.

Il Sindaco di Pieve Ligure, Adolfo Olcese, ha affermato che «Ci sono sfide che vanno raccolte al momento giusto e questo è uno di quelli; i nostri Comuni, che già da tempo collaborano nella gestione di importanti funzioni associate come i servizi sociali, la polizia locale e la gestione dei rifiuti, sono in sintonia, determinati nel dare vita a una forma di collaborazione più efficiente per rilanciare il nostro comprensorio».

I tre sindaci dovranno approvare nei rispettivi Consigli prima una lettera di intenti e poi lo Statuto dell’Unione, eleggere i rappresentanti dei Comuni nel consiglio dell’Unione, che, come la Città Metropolitana, è un ente di secondo livello per il quale hanno diritto di voto i soli Consiglieri comunali; convocare il Consiglio dell’Unione e costituirla formalmente.

L’Assemblea Costitutiva dell’Unione è prevista il giorno lunedì 24 novembre alle 21, presso la sede di uno dei tre Comuni, che verrà decisa nel percorso costitutivo. Dopo tutti i servizi offerti alla cittadinanza saranno effettuati in comune.

Claudia Leone

Claudia Leone02/11/2014 - 19:34 (aggiornato 02/11/2014 - 19:34)

Sembrerebbe che l’Unione dei Comuni della Val Maremola, solo accennata qualche giorno fa all’interno del Forum nell’ambito del Seminario ANCI a Pietra Ligure, stia effettivamente per costituirsi.

Venerdì scorso, ai microfoni di Radio Onda Ligure 101, si è parlato di Unione dei Comuni, ed in particolare di quella che si progetta di creare in Val Maremola, con i Sindaci dei Comuni di Tovo San Giacomo, Alessandro Oddo, e di Giustenice, Mauro Boetto, Comuni che verranno coinvolti nella nuova Unione.

Il sindaco Oddo ha affermato che entro il 31 dicembre verrà presentato lo Statuto che detterà tutte le indicazioni necessarie per procedere alla creazione dell’Unione. Se il progetto si avverasse sarebbe il primo caso di Unione di Comuni in Provincia di Savona.

Il sindaco Boetto ha sottolineato che in piena spending review i Comuni, soprattutto se piccoli, hanno difficoltà a fare fronte a tutte le esigenze del territorio, e quindi unendo le proprie forze tecnologiche ed economiche, nonché a livello di risorse umane, potrebbero dare insieme, sotto una nuova veste, delle risposte più efficienti ai cittadini.

Lo scorso settembre si era tenuta a Loano una riunione alla quale avevano partecipato i primi cittadini dell’area. Il Sindaco Oddo in quell’occasione aveva affermato che si era in piena fase esplorativa e che si stava procedendo ad effettuare delle valutazioni tecniche con tutte le amministrazioni coinvolte.

A distanza di due mesi, sembra si stia procedendo nella giusta direzione!

Di seguito il link dell’articolo, con una breve intervista ai due Sindaci Oddo e Boetto

Irene Salerno

Irene Salerno31/10/2014 - 19:15 (aggiornato 31/10/2014 - 19:15)

Vorrei segnalarvi il Quaderno n. 1 del 2012 della rivista Istituzioni del Federalismo, promossa dalla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna. Il numero è dedicato al tema Dall'Unione alla fusione dei Comuni e, seppur pubblicato due anni fa, contiene contributi interessanti ed esperienze significative anche oggi, a fronte di uno scenario che ha subito variazioni nell’ambito giuridico e politico.

Di particolare interesse è il contributo di Brunetta Baldi e Giovanni Xilo Dall'Unione alla fusione dei Comuni: le ragioni, le criticità e le forme.

L’articolo indaga le ragioni che spingono un’Unione di Comuni a dare oggi avvio ad un processo di fusione e, al tempo stesso, quali sono le criticità da affrontare e quali le modalità e forme attraverso le quali il Comune unico, derivante dalla fusione, può strutturarsi.

Tra le ragioni viene evidenziato innanzitutto l’incremento dell’efficienza ed efficacia nell’azione di governo. Infatti, nonostante le Unioni di Comuni nascano già per accrescere l’efficienza e l’efficacia amministrativa, studi di fattibilità al riguardo, mettono in evidenza che il superamento della forma Unione con la fusione permette maggiori economie di scala e, nel medio-lungo periodo, il miglioramento della qualità delle prestazioni di servizio, grazie all’attivazione di un processo di qualificazione e specializzazione del personale del nuovo Comune. Inoltre, il Comune unico permette di superare le criticità delle Unioni dei Comuni relative alla difficoltà di stipulare accordi tra amministrazioni, la complessità delle procedure amministrative e le difficoltà nella gestione dei rapporti interistituzionali. Gli autori fanno riferimento alla complessità nelle Unioni dei Comuni dei processi di decision making e alla necessità di superare probabili micro/macro conflitti organizzativi attraverso un impegno aggiuntivo e costante di integrazione.

Al contrario, a parere degli autori, la fusione rappresenta un’integrazione più completa delle regole, delle modalità di erogazione dei servizi e delle modalità di relazione con gli stakeholder sociali ed economici. Altro tema rilevante, a favore della fusione, è rappresentato dall’accrescimento della legittimazione democratica e dell’accountability del vertice politico, e quindi dalla semplificazione e maggiore trasparenza dei processi decisionali degli organi politici agli occhi dei cittadini. Infine, altro elemento a favore della fusione è rappresentato dalla riduzione dei costi della politica, sia quelli diretti (gettoni di presenza e rimborsi ad un numero minore di amministratori) che indiretti (quelli connessi alle unità di staff a supporto dell’operato degli organi politici).

Ma quali sono invece le criticità riscontrabili nel passaggio da Unione di Comuni al processo di fusione? Gli autori evidenziano l’elemento di resistenza prevalente nel dibattito: quello della conseguente perdita di identità politico-istituzionale, sociale e culturale. Inoltre, il processo di fusione pone inoltre problemi di rappresentatività politica, in quanto il nuovo Comune possiederebbe organi direttamente elettivi, ma questi organi rappresentano una popolazione più eterogenea e di più ampie dimensioni (cambiando radicalmente il rapporto numerico fra amministratore ed amministrato). Anche in questo caso, il superamento delle criticità prevede l’implementazione di un’attenta strategia di comunicazione e di ascolto dei cittadini ai fini di scongiurare localismo e campanilismi identitari.

Infine, gli autori, con riferimento alle forme, distinguono processi di fusione che avvengono per iniziativa istituzionale – da parte dei vertici politici dei Comuni facenti parte di un’Unione – da processi di fusione che partono dal basso – da parte di settori della società civile. Nel primo caso le ragioni prevalenti sono da ricercare nelle incentivazioni finanziarie e nella semplificazione dei processi decisionali. Nel secondo caso le ragioni che spingono verso il processo di fusione sono da ricercare nel contenimento dei costi della politica, nella semplificazione dei livelli e delle strutture, nell’armonizzazione delle politiche sul territorio e la trasparenza dei processi decisionali.

Vi consiglio la lettura!

Roberto Formato

Roberto Formato01/11/2014 - 17:52

Irene, grazie per la segnalazione.

Ho letto l'articolo e l'ho trovato molto lucido e interessante!

Donatella  Imparato

Donatella Imparato03/11/2014 - 10:46 (aggiornato 03/11/2014 - 10:46)

Vi segnalo la sulla diffusione delle Unioni di Comuni realizzata dall’ANCI ed aggiornata a settembre 2014. 

La scheda di sintesi offre un quadro descrittivo del fenomeno, fornendo la distribuzione delle Unioni di Comuni per regione ed area geografica e la rappresentazione dei principali servizi gestiti dalle Unioni di Comuni.

Complessivamente, in Italia le Unioni di Comuni sono 381 e coinvolgono 1959 Comuni per un totale di 8.591.635 abitanti (Dati aggiornati a settembre 2014).

La Lombardia (62), il Piemonte (52), la Sicilia (48) e l’Emilia Romagna (39) sono le quattro Regioni con il maggior numero di Unioni. Riguardo alle tipologie di servizi gestiti in forma associata si segnalano i sevizi innovativi di telesoccorso ed il nucleo di valutazione.

Nel sito tematico dell’ANCI dedicato alle Unioni di Comuni è possibile consultare anche una dove consultare dati statistici sui comuni aderenti e visionare gli statuti delle Unioni.

Roberto Formato

Roberto Formato31/10/2014 - 16:45 (aggiornato 31/10/2014 - 16:45)

Grazie Donatella per l'aggiornamento, anche per la puntualizzazione legata al fondamentale servizio del telesoccorso.

Come accennato in un'altra risposta di questa discussione, il servizio rientra tra quelli contemplati per le Unioni di Comuni realizzate a valere sulla Strategia Nazionale delle Aree Interne, dunque sarà interessante monitorarne l'attuazione. Presenta sicuramente, come tutto il settore della telemedicina, ampi spazi di evoluzione.

Claudia Leone

Claudia Leone30/10/2014 - 10:09

In Abruzzo vi sono, in media, centri più piccoli rispetto alla media dell'Ue e degli stessi comuni italiani. Questa la situazione:

  • la maggior parte dei Comuni abruzzesi (250 Comuni, pari all’82%) ha meno di 5 mila abitanti;
  • 50 Comuni hanno una popolazione residente che varia dai 5mila ai 50 mila abitanti;
  • solo 5 Comuni registrano più di 50mila abitanti (Pescara, L'Aquila, Teramo, Chieti e Montesilvano);
  • le 7 Unioni di Comuni costituite in Abruzzo raggruppano 55 comuni sui 305 esistenti in tutto il territorio regionale.

La Cisl auspica una maggiore partecipazione alla gestione associata dei servizi, che deve essere vista dai Comuni come un’opportunità per reagire alla crisi. Così il Segretario Generale della Cisl Abruzzo Molise, Maurizio Spina:

"Ad oggi in Abruzzo solo il 18,3% dei Comuni ha associato i vari servizi sotto forma di unione. Neppure il 20% dei Comuni Abruzzesi stanno affrontando questo processo di riordino territoriale, che non è più una scelta ma un obbligo di gestione di funzioni, di relative risorse umane, strumentali e finanziarie, che costituiscono gran parte del bilancio comunale.

L'associazionismo intercomunale deve essere favorito ed incentivato, anche perché il Decreto 95 del 2012 ne stabilisce l'obbligo di esercizio, entro il 2014, di tutte le funzioni e i servizi fondamentali: amministrazione, gestione e controllo (per il 70% della spesa); polizia locale; istruzione pubblica (compresi asili nido, refezione ed edilizia scolastica); viabilità e trasporti; territorio e ambiente (con esclusione di edilizia residenziale e di servizio idrico integrato); settore sociale. L'associazione consente ai territori dei Comuni più piccoli o più svantaggiati di diventare competitivi, riducendo lo scarto strutturale rispetto alle città più grandi, attenuando gli squilibri territoriali".

L'associazionismo deve diventare un modello di funzionamento delle amministrazioni locali anche alla luce degli obiettivi contenuti nei Piani e Programmi dell'Unione europea. L'Unione europea promuove una politica di sviluppo che preveda un coinvolgimento dei soggetti operanti sul territorio solo in forma associata, attraverso il meccanismo della concertazione istituzionale, del partenariato e della programmazione partecipata ed integrata.

E' necessario un riordino istituzionale urgente per costruire un'architettura dello stato capace di dare risposte migliori ai cittadini, rimettendo al centro le loro esigenze e i loro bisogni. Bisogna superare gli interessi locali da parte della politica per creare sistemi locali, capaci di valorizzare le aree interne. Dobbiamo lavorare per dare un ruolo di qualità alle Unioni dei Comuni, andando oltre le funzioni da gestire in forma associata e valorizzando il confronto nei processi di fusione. Il consolidamento e il rafforzamento delle Unioni e la scelta delle fusioni costituiranno l'elemento fondamentale per migliorare in termini di efficacia, di efficienza, di qualità e di uniformità i servizi ai cittadini e alle famiglie. Superare la frammentazione amministrativa in Abruzzo rappresenta una sfida per rilanciare una politica per la crescita e favorire gli investimenti pubblici e privati".

Roberto Formato

Roberto Formato30/10/2014 - 22:07

Grazie Claudia per le numerosissime segnalazioni, tra le quali quella relativa all'Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, che da tempo costituisce un benchmark di riferimento per l'intero settore.

Interessante anche il richiamo alle politiche comunitarie, che in Italia, per quanto ci interessa, è stato ripreso in particolare nell'ambito della "Strategia Nazionale per le Aree Interne", da poco pubblicata "ufficialmente" dal DPS. Questa difatti prevede - con riferimento ai sistemi di governance delle azioni finanziarie - quanto segue:

I Comuni costituiscono l’unità di base del processo di decisione politica e in forma di  aggregazione di comuni contigui – sistemi locali intercomunali – offrono lo spazio  istituzionale per la produzione dei servizi e per la realizzazione dei progetti di sviluppo. In tale forma aggregata essi si candidano con le regioni per l’avvio della fase prototipale. Inoltre, il prevalere nelle Aree interne di Comuni di piccole dimensioni implica che un’organizzazione in forma associata (sia questa più o meno formalizzata) e/o consortile dei Comuni è fondamentale per l’organizzazione dei servizi sul territorio. I Comuni, che parteciperanno, in forma associata, alla strategia, dovranno pertanto provare di essere in grado di guardare oltre i propri confini individuali, attraverso la gestione associata di servizi essenziali di funzionalità per la strategia stessa (ovvero processi di fusione). Per alcuni servizi che richiedono una “visione di area vasta” e che sono di loro competenza – come ad esempio la mobilità – anche le Province costituiscono un interlocutore rilevante nell’ottica della governance multilivello [Strategia Nazionale per le Aree Interne, pag. 54]

Si veda: 

Si "concede", peraltro, che anche le Province possano costituire un interlocutore per taluni servizi. In realtà il recentissimo DDL Stabilità 2015 ne riduce ulteriormente gli spazi di azione (torneremo su quest'ultimo aspetto a breve).

Claudia Leone

Claudia Leone28/10/2014 - 10:33

Il modello gestionale dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna (costituita dai Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno) è da prendere come esempio per le nuove Unioni di Comuni. Come già annunciato ieri da Irene, siamo infatti in presenza di una "best practice" a livello nazionale, tanto che la formula gestionale adottata da tale Unione è presa come modello per la definizione del PON (Programma Operativo Nazionale).

Proprio con la finalità di "esportare" il modello adottato, lo scorso 21 ottobre il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Luca Piovaccari, e il direttore generale dell’Unione, Francesco Frieri, si sono recati a Gioiosa Ionica, nel reggino, per incontrare i rappresentanti della neonata Unione dei Comuni della Vallata del Torbido, composta da sei Comuni: Gioiosa Ionica, Grotteria, Mammola, Marina di Gioiosa Ionica, Martone e San Giovanni di Gerace, per un totale di circa 22mila abitanti.

In tal modo si potrebbe facilitare il percorso di sviluppo dei Comuni della Vallata del Torbido, alcuni dei quali recentemente sciolti per mafia.

Claudia Leone

Claudia Leone28/10/2014 - 10:17

Oltre all'Unione dei Comuni del Golfo Paradiso, annunciata già ieri sul forum e che sarà costituita ufficialmente entro il prossimo 30 novembre, nel corso del Seminario è stata annunciata anche la costituzione di un'altra Unione di Comuni,quella dell’Alta Valle Arroscia, che avverrà ufficialmente il prossimo 31 ottobre e sarà formata da 11 Comuni dell’imperiese: Armo, Aquila d’Arroscia, Borghetto d’Arroscia, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pieve di Teco, Pornassio, Ranzo, Rezzo e Vessalico.

Salgono così a cinque le Unioni dei Comuni in Liguria: oltre a quella dell’Alta Valle Arroscia e del Golfo Paradiso, sono infatti già ufficiali le Unioni di Comuni Stura, Orba e Leira (formata dai comuni di Campo Ligure, Masone, Mele, Rossiglione e Tiglieto); Scrivia (formata dai Comuni di Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia) e Golfo Dianese (formata dai Comuni di Cervo, Diano Arentino, Diano Castello, San Bartolomeo al Mare e Villa Faraldi). Si sta inoltre lavorando intensamente per costituire le Unioni di Comuni della Val Maremola e Val Varatella.

Claudia Leone

Claudia Leone27/10/2014 - 13:40

Ho appena letto la notizia:

“E’ in arrivo il contributo straordinario pari a 9.535.820,44 euro per le 26 fusioni di Comuni del 2014. Con il provvedimento del 22 ottobre scorso, la direzione della Finanza locale del ministero dell'Interno ha disposto il pagamento, ai Comuni istituiti a seguito di procedure di fusione, delle risorse già ripartite dallo "Sportello Unioni" dell'Ufficio trasferimenti enti locali. Con un comunicato del 13 giugno 2014 si era infatti stabilita la ripartizione, riportata in un allegato, tra i 62 Comuni interessati dalla fusione.”

Claudia Leone

Claudia Leone27/10/2014 - 13:05

Sul sito web dell’Anci ho avuto modo di visionare le schede descrittive di alcune buone prassi raccolte nel campo dell’istruzione. Nei mesi scorsi, infatti, la Commissione Istruzione dell’Anci ha invitato i Comuni a segnalare le esperienze che, a loro giudizio, hanno rappresentato una innovazione positiva nella modalità di predisporre e realizzare i servizi in campo educativo e scolastico. I progetti e gli interventi diventano buone prassi quando gli stessi consentono di raggiungere i risultati attesi in termini di maggior efficienza ed efficacia e si prestano ad un loro trasferimento anche ad altri contesti. Le buone prassi più significative sono state selezionate dalla Commissione e sono state pubblicate al link .

Nell’elenco ho trovato tre buone prassi realizzate da Unioni di Comuni che vorrei condividere con voi:

  1. Unione Comuni del Rubicone - Infanzia zerosei, Progetto percorso valutazione nidi comunali e convenzionati;
  2. Unione di Comuni Lombarda Prima Collina - Infanzia tresei, Progetto riqualificazione scuola dell'infanzia rurale;
  3. Unione Terre dei Castelli - Infanzia zerosei, Progetto continuità nido-scuola dell'infanzia;

di cui allego le relative schede.

Irene Salerno

Irene Salerno27/10/2014 - 12:51 (aggiornato 27/10/2014 - 12:51)

Nel programma di Smart City Exhibition 2014, un ulteriore evento ha affrontato il tema delle Unioni dei Comuni: il laboratorio “Il Riordino delle Autonomie: dal dire al fare”, evento a porte chiuse e su invito per il quale, pertanto, non posso riassumervi quanto emerso.

In ogni caso, l’evento si inseriva all’interno del Programma “Accademia della Conoscenza per il Riordino delle Autonomie e lo Sviluppo delle Economie Territoriali” promosso sa Forum PA al fine di stimolare il Governo, le Amministrazioni Centrali, le Regioni e i Sistemi Territoriali con la proposta di un Piano di interventi per supportare il processo di Riordino, richiamando l’attenzione sull’effetto leva che è in grado di generare sulle Politiche di Sviluppo locale.

Il programma dell’evento ha previsto testimonianze di buone pratiche di Unioni di Comuni, due facenti parte del territorio emiliano-romagnolo e una veneta.

La prima è l’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana (RE) – del quale Claudia ci ha appena fornito ulteriori informazioni – costituita dai Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo.

Lo statuto dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana – approvato nel 2008 e modificato e integrato nel 2012 individua come finalità e compiti dell’Unione:

  • lo svolgimento di una pluralità di funzioni e servizi dei Comuni aderenti. A tal fine, essa costituisce ambito ottimale per la gestione associata, ai sensi del Testo Unico vigente e delle Leggi Regionali;
  • è compito dell'Unione promuovere l’integrazione dell'azione amministrativa fra i Comuni che la costituiscono, da realizzarsi mediante la progressiva unificazione delle funzioni e servizi comunali;
  • nell’organizzazione e nello svolgimento delle proprie attività l’Unione si conforma ai principi di sussidiarietà, adeguatezza, efficacia, trasparenza, efficienza ed economicità, nonché ai principi previsti dalla Costituzione, dalle leggi e dal presente Statuto;
  • l'azione amministrativa dell’Unione tende al costante miglioramento dei servizi offerti ed all’allargamento della loro fruibilità, alla rapidità e semplificazione degli interventi di sua competenza, alla razionalizzazione dei costi, ferma restando la salvaguardia delle identità municipali e di un’adeguata gestione dei rapporti con i cittadini;
  • è finalità prioritaria dell’Unione la gestione globale ed in proprio dei servizi trasferiti, con criteri di maggiore efficienza funzionale ed economica rispetto alla gestione separata degli stessi.

Lo stesso Statuto individua come obiettivi programmatici dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana:

  • promuovere e concorrere alla pianificazione strategica del territorio nel suo complesso, concorrendo allo sviluppo sociale ed economico dell’Unione, favorendo la partecipazione dell’iniziativa economica dei soggetti pubblici e privati. A tal fine, essa promuove l’equilibrato assetto del territorio nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, ricercando soluzioni innovative di risparmio energetico nel rispetto della programmazione europea, nazionale, regionale, provinciale;
  • valorizzare il patrimonio storico ed artistico delle singole municipalità, le loro storie e tradizioni culturali, inserendole nel contesto di area vasta della bassa reggiana;
  • favorire la qualità della vita della propria popolazione (bambini, adulti, famiglie, disabili, immigrati, anziani) privilegiando politiche di welfare di comunità che sappiano meglio rispondere alle esigenze occorrenti al completo sviluppo della persona;
  • armonizzare l’esercizio delle funzioni e dei servizi attribuiti alla Unione dei Comuni con le esigenze generali dei cittadini, assicurando un uso equo delle risorse attraverso la programmazione ed il controllo economico-finanziario delle risorse pubbliche;
  • sviluppare progressivamente la quantità e la qualità delle funzioni e dei servizi trasferiti all’Unione dei Comuni, ricercandone l’efficacia, l’efficienza e l’economicità a vantaggio della collettività.

L’Unione della Bassa Reggiana gestisce in maniera associata i seguenti servizi: Appalti, S.U.A.P., Polizia Municipale, Ufficio Unico del personale, Servizio Sociale Integrato Zonale, Nuovo Ufficio di Piano e Protezione Civile.

La seconda buona prassi è quella dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna costituita dai Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno.

Lo statuto dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, in analogia allo statuto dell’altra Unione di Comuni dell’Emilia Romagna presentata, prevede come finalità e compiti dell’Unione

  • lo svolgimento di una pluralità di funzioni e servizi dei Comuni aderenti. A tal fine, essa costituisce ambito ottimale per la gestione associata, ai sensi del Testo Unico e delle Leggi Regionali;
  • è compito dell'Unione promuovere l’integrazione dell'azione amministrativa fra i Comuni che la costituiscono, da realizzarsi mediante la progressiva unificazione delle funzioni e servizi comunali e l’armonizzazione degli atti normativi comunali (Statuto e Regolamenti), nell’organizzazione e nello svolgimento delle proprie attività l’Unione si conforma ai principi di sussidiarietà, adeguatezza, efficacia, efficienza ed economicità, nonché ai principi previsti dalla Costituzione, dalle leggi e dal presente Statuto;
  • l'azione amministrativa dell’Unione tende al costante miglioramento dei servizi offerti ed all’allargamento della loro fruibilità, alla rapidità e semplificazione degli interventi di sua competenza, alla razionalizzazione dei costi, ferma restando la salvaguardia delle identità municipali e di un’adeguata gestione dei rapporti con i cittadini.

L’Unione dei comuni della Bassa Romagna gestisce in maniera associata la maggior parte dei servizi erogati come si evince dalla pagina web dell’Unione dedicata all’Organigramma e servizi associati.

La terza buona prassi è quella della Federazione dei Comuni del Camposanpierese nata dalla fusione per incorporazione dell’Unione dei Comuni del Camposampierese e dell’Unione dell’Alta Padovana. La Federazione dei Comuni del Camposampierese comprende i comuni di Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, Trebaseleghe, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero.

In base allo Statuto, i Comuni si associano nell’Unione di Comuni “Federazione dei Comuni del Camposampierese” per creare, attraverso servizi e politiche pubbliche adeguate, un ambiente favorevole alla crescita, un ambiente che permetta al cittadino di essere attivo nel perseguire le proprie aspirazioni ed il proprio progetto di vita. L’Unione “Federazione dei Comuni del Camposampierese”, al fine di realizzare economie di scala e un livello adeguato di servizi per l’intero territorio, esercita congiuntamente una pluralità di funzioni amministrative attraverso il trasferimento e la convenzione di funzioni e servizi da parte dei Comuni. L’Unione, al fine di promuovere lo sviluppo e la crescita del territorio, è centro di integrazione delle politiche territoriali.

La Federazione dei Comuni del Camposanpierese, in base alle disposizioni dell’art. 8 dello Statuto esercita le seguenti funzioni:

  • funzioni Generali di Amministrazione, di Gestione e di Controllo (Gestione del Personale, Controllo di Gestione, Servizi informatici);
  • funzione di Polizia Locale (Polizia municipale, Polizia amministrativa, Polizia commerciale);
  • funzioni nel Campo dello Sviluppo Economico (Servizi relativi all'industria; Servizi relativi al commercio; Servizi relativi all'artigianato; Servizi relativi all'agricoltura; Sportello Unico delle imprese);
  • funzioni attinenti al Turismo, alla cultura e all’istruzione pubblica (Turismo; Mensa scolastica);
  • funzioni riguardanti la gestione del territorio, dell’ambiente e viabilità (Protezione civile, Segnaletica).

 

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