Forum dell'Osservatorio Spending Review: La gestione partecipata dei tagli di bilancio

letto 3734 voltepubblicato il 22/09/2014 - 11:04 nel forum Forum generale, in Osservatorio Spending Review

Si avvicina la scadenza del 30 settembre, termine entro il quale gli Enti locali, come stabilito dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono tenute ad approvare il bilancio di previsione per l'anno 2014. Un esercizio che è diventato sempre più difficile, soprattutto per i Comuni che hanno dovuto sopportare un peso crescente dei tagli negli ultimi anni, come evidenziato da numerose segnalazione anche all’interno di questo Osservatorio.

Negli ultimi anni, grazie soprattutto alla diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione, il tema della partecipazione diretta dei cittadini nelle scelte di governo è divenuto man mano più rilevante. Questa può prendere varie forme: dall’informazione, come nel caso degli “open data”, al vero e proprio coinvolgimento nelle scelte di bilancio.

Non si tratta di una novità assoluta: come è noto, la prima esperienza di “bilancio partecipativo” risale al caso di Porto Alegre, città brasiliana di 1,3 milioni di abitanti che sperimentò questa modalità sin dal 1989 per poi renderla una pratica annuale ricorrente, interessando oggi circa il 20% del budget municipale. Negli anni successivi tale modalità si è poi estesa a moltissime amministrazioni, dalle piccole municipalità sino a intere regioni. In Europa le esperienze più radicate sono quelle tedesche, dove i bilanci partecipativi – anche se prevalentemente a scopo informativo e consultivo - furono introdotti alla fine degli anni ’90 per contrastare la crescente disaffezione nei confronti della politica.

A livello internazionale esperienze pionieristiche sono state comunque lanciate in California a partire dal 2005 dove, su iniziativa di una organizzazione non profit, è stato sperimentato un software altamente interattivo – California Budget Challenge – con l’esplicito obiettivo di educare la popolazione sul bilancio pubblico e sui “sacrifici” che devono essere compiuti per raggiungere il pareggio. Nel 2011 il sistema è stato adottato anche dalla città di San Francisco - SF Budget Challenge - con l’analogo intento di consentire ai cittadini di sperimentare direttamente i tagli che occorreva adottare per ridurre un deficit comunale pari a circa 306 milioni di dollari. Lo scorso anno, in Canada, la testata on-line “The Globe and Mail” lanciò infine un sondaggio per condividere le scelte legate alla riduzione del deficit nazionale, che ammontava a circa 26 miliardi di dollari canadesi alla fine del 2012.

In Italia la pratica ha conosciuto una discreta diffusione, soprattutto nei Comuni di piccola-media dimensione (fino a 15-20mila abitanti) ubicati in prevalenza nell'Italia centrale, con la prima applicazione che risale a una decina di anni fa nel Comune di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, seguita da altre. Il suo utilizzo, tuttavia, si limita per lo più alla ratifica di scelte già definite dal decisore politico, oppure a scopi meramente informativi, come è il caso del “Bilancio Sociale”, che viene presentato a consuntivo. Non mancano eccezioni, tra le quali il Comune di Massa, dove la pratica del bilancio partecipato ha avuto avvio tra il 2008 e il 2009 con l’intento di promuovere un più diffuso coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte politico amministrative. Qui il processo partecipativo di discussione sulle proposte di bilancio si snoda tutto l’anno fino a disegnare dei progetti articolati  da inserire in bilancio per ogni anno di gestione successiva, sulla base delle richieste della cittadinanza. Assai interessante è anche l’iniziativa “Dire Fare Partecipare” attuata dal Comune di Capannori (LU), dove i cittadini sono stati chiamati a esprimersi su come spendere le risorse che l’amministrazione ha destinato a questo scopo sul bilancio di previsione - circa 400mila euro nel 2011-12 e 500mila euro nel 2012-13 – questi ultimi utilizzati per realizzare un parco giochi nel giardino della scuola primaria. Ancora, merita una menzione l’esperienza del Comune di Rho, che ha attuato il progetto di bilancio partecipativo “Dirò la mia!”, sancito nell’ambito della c.d. Giornata della Partecipazione.

Se il coinvolgimento nelle scelte di investimento ha cominciato a farsi strada, ancora inesplorata appare la strada della scelta congiunta delle voci su cui fare calare la “scure” dei tagli di bilancio. Eppure, non sfugge l’opportunità di adottare un bilancio veramente partecipato nel momento in cui occorre affrontare piani sempre più sensibili di riduzione della spesa pubblica. Il coinvolgimento dei cittadini diviene qui chiaramente fondamentale, poiché aiuta fortemente a legittimare le scelte, che non avvengono sulla base di misteriose alchimie ragionieristiche o - peggio ancora – dell’azione dei gruppi più influenti, ma quale effetto diretto del processo messo in campo.

Il tema non è di poco conto, soprattutto in Italia, che figura costantemente nelle retroguardie delle classifiche internazionali in materia di trasparenza delle decisioni pubbliche. Secondo il “Corruption Perception Index” elaborato da Transparency International, l’Italia risulta 69° in una classifica internazionale, seguita solo da Bulgaria e Grecia tra i paesi dell’Unione Europea. A questo proposito, le azioni intraprese in tema di trasparenza e rendicontazione della performance, soprattutto dopo l’approvazione del D. Lgs. 150/2009 (decreto Brunetta), hanno aperto la strada ad una maggiore informazione, che però non si traduce ancora in una comunicazione bi-direzionale.

Si tratta, evidentemente, di una materia in divenire rispetto alla quale sarà interessante raccogliere ulteriori riflessioni ed esperienze, sia italiane che estere.

 

Per eventuali approfondimenti, segnalo i seguenti link e referenze:

Tagli dei trasferimenti ai Comuni: Farina F. “Pagheranno sempre i Comuni” – segnalazione del 16.9.2014 -

Esperienza di bilancio partecipativo a Porto Alegre e altre località internazionali: Pinnington E. e al. “Participatory budgeting in North America: the case of Guelph, Canada”. Journal of Public Budgeting, Accounting & Financial Management, 21.3:454

California Budget Challenge: 

SF Budget Challenge: City and County of San Francisco (2011). Mayor Lee Launches Budget Challenge to Provide Public Budgeting Experience

Canada: 

Comune di Capannori: 

Comune di Grottammare: Allegretti G. e Herzberg C. (2004), “Tra efficienza e sviluppo della democrazia locale: la sfida del bilancio partecipativo si rivolge al contesto europeo”. Trans National Institute New Politics Working

Comune di Massa: 

Comune di Rho: 

Corruption Index di Transparency International: 

16 commenti

Claudia Leone

Claudia Leone28/01/2015 - 15:27

Con piacere ritorno su questo forum per segnalare un’iniziativa realizzata dal Comune di Rescaldina, in provincia di Milano, volta a coinvolgere e cercare la condivisione e la partecipazione di cittadini, o non cittadini, alle scelte comunali in tema di spending review. L’ente ha infatti creato un indirizzo di posta elettronica dedicato, , che presto sarà attivo e attraverso il quale tutti potranno effettuare le proprie segnalazioni in tema di spesa, segnalare eventuali sprechi, ottimizzazioni di risorse, avanzare proposte o osservazioni in tema di razionalizzazione delle stesse.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia azione che il Comune sta portando avanti nella lotta agli sprechi. Lo scorso 21 gennaio la Giunta Comunale ha predisposto un atto di indirizzo interno, un “Protocollo di razionalizzazione della spesa corrente” che sin da subito sarà operativo, e che è stato costruito anche con il coinvolgimento di tutti i dipendenti comunali.

E’ stato previsto una sistema di norme e regole che identificano atteggiamenti attivi virtuosi circa l’utilizzo delle risorse e delle attrezzature comunali, i quali benefici avranno effetti trasversali che riguarderanno sia aspetti di rilevanza esterna, come il rispetto dell’ambiente, sia di rilevanza interna come la razionalizzazione dei costi.

Il controllo e il monitoraggio della spesa spazieranno dal materiale di consumo alle utenze, dalle spese di funzionamento varie fino ad arrivare all’analisi di tutte le voci di bilancio. Essi avverranno in stretta collaborazione con gli Uffici, con incontri appositamente dedicati e a cadenza periodica.

Intenzione del Comune è poi quella di sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla posta elettronica e dalla Posta Elettronica Certificata. Si prevede di rivedere tutte le modulistiche e di inserire la possibilità per il cittadino di indicare gli indirizzi, di cui verrà istituito un apposito database. Se il cittadino li inserirà, dopo opportuna nota informativa e salvi eventuali obblighi di legge, il dialogo formale e informale con esso avverrà esclusivamente tramite questa procedura.

Roberto Formato

Roberto Formato18/11/2014 - 22:30 (aggiornato 18/11/2014 - 22:29)

Con riferimento al tema della consultazione dei cittadini volevo qui rilanciare quanto riportato quest'oggi su lavoce.info da Vitalba Azzolini. La studiosa afferma difatti che la consultazione "....si realizza quando i cittadini vengano posti in condizione non solo di esprimere opinioni, ma soprattutto di sapere se queste siano state effettivamente valutate e in quale misura e secondo quale modalità abbiano concorso alla decisione finale...". [Cfr.  anche a quanto riportato nella storica pubblicazione dell'OCSE "Citizens as Partners" (qui allegata).

Si tratta di un tema non da poco; la consultazione va difatti gestita non per assecondare una delle tante mode del momento (il management in generale è pieno di questi fenomeni) quanto nella consapevolezza che la condivisione delle scelte, raccogliendo i suggerimenti di molti cittadini indipendenti, porta quasi sempre risultati migliori di quanto singoli esperti, per quanto assai preparati, possano garantire. Un concetto non scontato, che è stato assai bene argomentato una decina di anni fa da James Surowiecki in un bellissimo libro ("The wisdom of the crowds"), che tratta con grande semplicità e convinzione l'argomento
[Cfr. .

In un'epoca in cui le amministrazioni pubbliche si trovano a dover affrontare problemi che vanno molto spesso semplicemente al di là delle loro forze e possibilità, una maggiore e vera condivisione delle decisioni, anche e soprattutto se sofferte, appare una strada non più procrastinabile.

Claudia Leone

Claudia Leone15/10/2014 - 10:00 (aggiornato 15/10/2014 - 10:00)

Accogliendo l’invito di Roberto a segnalare processi di partecipazione dei cittadini volti ad individuare “tagli”, volevo intanto ricordare le esperienze di due Comuni già noti all’Osservatorio Spending Review, quelli di Piacenza e Cotronei.

Il primo, infatti, nel mese di Ottobre 2012 ha raccolto, nell’ambito del percorso partecipativo “Il risparmio in Comune secondo me” (), i suggerimenti dei cittadini e del personale comunale per un uso più razionale delle risorse, che permetta di conciliare il risparmio economico e la qualità dei servizi. Sono state così inviate, attraverso il sito web e gli sportelli per le relazioni con il pubblico, idee e commenti costruttivi per aiutare a rendere sempre più virtuoso il funzionamento del Comune, contrastando eventuali fonti di spreco e valorizzando al meglio le potenzialità dell’ente (in allegato i risultati della raccolta di idee).

L’Amministrazione, da parte sua, si è impegnata a tenere conto delle segnalazioni arrivate, ritenute pertinenti e concretizzabili, inserendole come obiettivi nei suoi documenti di programmazione.

Anche il Comune di Cotronei ha creato una sezione sul proprio sito web intitolata “Spending Review” (), che illustra quanto viene fatto dall’ente in tema di revisione della spesa, e che attraverso il modulo “Esprimi la tua opinione” dà la possibilità agli utenti di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili.

La ricerca delle esperienze continua…

Roberto Formato

Roberto Formato16/10/2014 - 15:21 (aggiornato 16/10/2014 - 15:21)

Grazie Claudia per la segnazione davvero molto interessante.

Da quanto vedo il Comune diPiacenza non si limita a raccogliere le istanze dei cittadini in materia di revisione della spesa, ma fornisce anche una risposta che completa il circuito della comunicazione. Sicuramente una pratica di cui stimolare la diffusione....

Claudia Leone

Claudia Leone15/10/2014 - 09:19

La città di New York ha avviato il processo del bilancio partecipato nel 2011 grazie all’impulso di quattro membri del Consiglio (Brad Lander, Melissa Mark-Viverito, Eric Ulrich e Jumaane D. Williams). Quest’anno, quasi la metà dei membri del Consiglio hanno deciso di aderire al processo, dando così ai residenti di 24 Distretti la possibilità di decidere come spendere circa 25 milioni di dollari (1 milione per ogni Distretto); sul sito dedicato (), infatti, si legge “HOW WOULD YOU SPEND $1 MILLION?”, e da settembre 2014 ad aprile 2015, i membri della comunità si scambieranno idee, lavoreranno insieme per trasformare le idee in proposte progettuali, e voteranno per decidere le proposte da finanziare.

Per maggiori informazioni sul coinvolgimento del processo del bilancio partecipativo di quest'anno si può visitare il sito web del Comune di New York ().

Al link i cittadini possono sottoscrivere sulla mappa interattiva le idee per far funzionare meglio le cose nella propria comunità, previa verifica attraverso le linee guida di quelle che possono essere finanziate. Queste verranno selezionate in base alla fattibilità, alla priorità e al numero di persone che ne beneficerebbe. I migliori progetti saranno inseriti su una scheda elettorale, e il prossimo aprile tutti i residenti di ciascun Distretto partecipante potranno votare quelli da finanziare.  

I progetti già finanziati dal 2012 ad oggi (sono davvero molti!) possono essere consultati invece al seguente link

Roberto Formato

Roberto Formato16/10/2014 - 15:52

Grazie Claudia...molto bella anche l'esperienza di New York.

Gli Stati Uniti sono non a caso la patria della "new economy"...lo dimostra anche questo sito realizzato dal governo americano per monitorare la spesa del pacchettto di stimoli varato dal Governo federale il 13 febbraio 2009 per rispondere immediatamente alla crisi economica: 

Il sito, grazie anche alla georeferenziazione degli interventi, consente un monitoraggio puntuale: qui per esempio ho verificato gli interventi nel settore "housing" in corso di realizzazione nella contea di Fresno in California: 

Claudia Leone

Claudia Leone15/10/2014 - 08:00 (aggiornato 15/10/2014 - 08:00)

Effettivamente in Italia i bilanci partecipati non sono più una rarità.

Anche il Comune di Lettomanoppello, in Provincia di Pescara, ha avviato nel 2013 un percorso di formazione del bilancio comunale in cui per la prima volta i cittadini contribuiscono direttamente a scegliere come destinare parte delle risorse finalizzate a determinati progetti. L’iniziativa è stata approvata e definita con l'adozione del Regolamento per il Bilancio Partecipativo deliberata dal Consiglio Comunale il 25 giugno 2013. Trattandosi di una prima sperimentazione di bilancio partecipativo, ci si è concentrati solo su alcuni ambiti di intervento di particolare importanza per la vita dei cittadini: Ambiente, ecologia e sanità, Lavori pubblici, Sviluppo economico e Turismo, Spazi e aree verdi, Politiche giovanili, Attività sociali, scolastiche ed educative, culturali e sportive ().

Importante da segnalare è il Progetto BiPart del Centro Studi Democrazia Partecipativa, la piattaforma per i bilanci partecipativi che collega i cittadini con il proprio Comune. Si tratta di un progetto di multipiattaforma che va a supportare e mettere in rete le comunità che vogliono sperimentare un bilancio partecipativo. La piattaforma si struttura su due livelli: una dimensione "sociale" ed una "istituzionale". Al suo interno è possibile segnalare problemi e pubblicare delle proposte e raccogliere consenso e dibattito attorno ad esse, finalizzato alla loro promozione durante il processo di bilancio partecipativo. Su BiPart, infatti, si strutturano anche le varie fasi di proposta, indicazione delle priorità e dei delegati e di votazione dei progetti finali. Al momento sono presenti sulla piattaforma diverse esperienze di bilanci partecipati, alcune delle quali già individuate da Rita:

Roberto Formato

Roberto Formato15/10/2014 - 08:45

Grazie anche a Claudia per il contributo!

In effetti la partecipazione efffettiva alle politiche di bilancio è in aumento ed è verosimile che il processo sia destinato ad aumentare nei prossimi anni. Certo è un più semplice invitare i cittadini a formulare idee circa nuovi investimenti piuttosto che chiedere loro di contribuire a individuare i "tagli"; tuttavia una volta che il processo di partecipazione si è innestato anche questa seconda opzione diviene più facilmente percorribile. Dunque se individui pratiche anche in questo senso non esitare a segnalarle!

Irene Salerno

Irene Salerno14/10/2014 - 19:27 (aggiornato 14/10/2014 - 19:27)

Anche nel nostro Paese continuano a diffondersi buone pratiche…

“Far comprendere ai cittadini quali sono i meccanismi di un Bilancio comunale, quali sono le scelte e perché vengono operate. Educare, per rendere tutti partecipi alla programmazione economica e, quindi, allo sviluppo della comunità”

Queste le finalità perseguite attraverso il primo bilancio partecipato di Crosia, piccolo comune della provincia di Cosenza.

Di seguito:

  • il link all’articolo pubblicato sull’Eco dello Jonio

  • il link all’intervista rilasciata dal sindaco Antonio Russo

Irene Salerno

Irene Salerno14/10/2014 - 18:48

Con lo slogan La participació a la teva butxaca (La partecipazione nella tua tasca) l’amministrazione locale della città di Barcellona ha lanciato l’app GO! (Govern Obert), applicazione gratuita attraverso la quale i cittadini possono esaminare, valutare e partecipare al processo di elaborazione delle politiche dell’amministrazione. Di seguito il link nel quale è possibile visionare una demo dell’applicazione.

L’app è realizzata all’interno della politica di open government sviluppata dal Consiglio comunale a sostegno di un'amministrazione trasparente, partecipativa e collaborativa. Vi consiglio di dare un’occhiata al portale realizzato.

 

Roberto Formato

Roberto Formato15/10/2014 - 08:37 (aggiornato 15/10/2014 - 08:37)

Grazie Irene per la segnalazione!

Credo che il caso di Barcellona sia molto interessante per due ragioni "di contesto":

- la prima è che la Spagna, insieme con Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro è stato uno dei paesi che negli anni scorsi è stato "costretto" a ricorrere agli aiuti della comunità internazionale (il Meccanismo Europeo di Stabilità), anche se relativamente alla ristrutturazione del sistema bancario. E' insomma un "osservato speciale" le cui innovazioni sono anche per questa ragione molto interessanti;

- la seconda è che, molto spesso, le criticità di bilancio si annidano nei conti pubblici degli enti locali (clamoroso è stato in questo senso il caso del default dell'Argentina). Una maggiore trasparenza a livello locale è dunque una garanzia.

Peraltro sarebbe molto interessante esaminare il modello di fiscalità vigente in Spagna, ovvero quanta parte della tassazione è raccolta a livello locale, perchè più è alta la percentuale più si dovrebbe determinare un incentivo verso azioni di controllo.

Irene Salerno

Irene Salerno10/10/2014 - 19:48

Continuando sul tema della relazione tra spending review e partecipazione dei cittadini vi segnalo alcune interessanti esperienze provenienti dalla Gran Bretagna.

Innanzitutto, l’iniziativa della citta di Nottingham. A fronte dei continui tagli dei trasferimenti dal Governo centrale e della crescente domanda di servizi da parte dei cittadini, il Nottingham City Council ha avviato una consultazione on line –  Your City Your Services – al fine di individuare quali sono i servizi comunali più importanti per la cittadinanza e raccogliere suggerimenti su come risparmiare.  In particolare, i cittadini sono invitati a compilare un questionario on-line nel quale:

  • dato un set di servizi ed attività svolte dall’Amministrazione, viene chiesto al compilatore di assegnare un valore da 1 (non importante) a 5 (molto importante) a ciascuno di essi;
  • dato un set di problemi socio-economici (ad esempio il taglio dei servizi pubblici, la perdita del lavoro, l’insufficienza del bilancio economico familiare), viene chiesto al compilatore di esprimere il proprio grado di preoccupazione rispetto a ciascuno di essi;
  • in un campo aperto vengono raccolti suggerimenti per ottenere ulteriori risparmi di spesa.

Al fine di stimolare la compilazione del questionario, l’Amministrazione ha messo in palio dei biglietti per uno spettacolo teatrale. È da sottolineare la forza comunicativa della pagina web. In essa vengono forniti i dati relativi alle pressioni sul budget dell’amministrazione: la continua diminuzione delle risorse e l’aumento di bambini e persone anziane (principali destinatari dei servizi delle amministrazioni locali); viene riportata la distribuzione delle risorse economiche rispetto ai servizi erogati e vengono presentate quelle che sono le priorità di intervento dell’amministrazione.

Un’altra esperienza interessante è quella realizzata dal Cornwall Council. Nell’autunno scorso l’Ente ha avviato un processo di consultazione pubblica per l’elaborazione del budget nel quale sono state coinvolte più categorie di stakeholder e utilizzate diverse tecniche di engagement. Sono stati realizzati 23 incontri pubblici ai quali hanno partecipato 637 persone. È stato attivato un indirizzo e-mail – denominato  “Have Your Say” – per la raccolta di suggerimenti. È stato realizzato un meeting di discussione sul bilancio dedicato ai partner dell’Amministrazione al quale hanno partecipato 100 rappresentanti del settore privato, pubblico e del no-profit (250 persone hanno preso parte anche al webcast dal vivo con persone che commentavano il dibattito utilizzando la funzione di live chat). Infine, è stato elaborato uno strumento di simulazione del budget on-line – denominato “You choose” –  utilizzato per chiedere ai cittadini di indicare il livello di tassazione locale per loro sostenibile, esprimere un parere sulle priorità di spesa ed elaborare proposte per il miglioramento dell’efficienza. Sul sito dell’amministrazione, per ciascuna iniziativa di consultazione realizzata, sono scaricabili i report nei quali sono riportati i feed-back ottenuti, per temi e aree di servizio.

Infine, segnalo le pagine web relative alle consultazioni pubbliche per l’elaborazione del budget del Birmingham City Council e del Bradford Metropolitan District Council dalle quali, si possono scaricare in formato pdf i documenti di rendicontazione delle iniziative realizzate.

Roberto Formato

Roberto Formato14/10/2014 - 15:55 (aggiornato 14/10/2014 - 15:55)

Grazie Irene per il commento molto interessante e ricco di riferimenti!

La Gran Bretagna rappresenta sicuramente un modello per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini: questo in realtà complice anche la struttura piuttosto centralizzata del sistema di governo, che nel tempo ha determinato una domanda di partecipazione a livello locale.

Meno conosciuto, ma proprio per questo altrettanto interessante è il caso della "piccola" Estonia, da molti considerato un benchmark nell'ambito dell'innovazione PA, soprattutto (ma non solo) per quanto riguarda il ricorso alle nuove tecnologie. Già nel 2001 il governo estone aveva lanciato il sito web Tana Otsustan Mina (Today I Decide), attivo sino al 2008, che consentiva ai cittadini di commentare i disegni di legge e proporre i propri. Ciascuna proposta veniva sottoposta a una discussione on-line per due settimane, al termine della quale venivano lasciati tre giorni al proponente per rivederla ed eventualmente modificarla. Le proposte più votate venivano poi inoltrate ai dipartimenti competenti, per la successiva istruttoria. 

Pur esaurita tale esperienza, l'Estonia resta un esempio nel campo della e-democracy, tanto che la BBC inglese ha recentemente lanciato un dibattito per capire se tale esperienza potesse avere seguito tra i sudditi di Sua Maestà...

Vale la pena ricordare che l'Estonia è stato il primo paese al mondo a sperimentare il voto elettronico, nel 2005, mentre nel luglio 2013 il suo governo ha iniziato a distribuire i sorgenti del proprio sistema di e-Voting, rendendolo così open-source e garantire così la massima trasparenza...

 

Rita Pastore

Rita Pastore28/09/2014 - 10:28

Per quanto riguarda le esperienze italiane, volevo segnalarne due, una del nord e una del sud del nostro Paese: il caso del Comune di Cascina (PI) e il caso del Comune di Troia (FG) che hanno attuato un interessante percorso di partecipazione popolare finalizzato alla definizione del Bilancio Partecipativo 2013.

L'Amministrazione comunale di Cascina ha utilizzato il voto popolare per individuare i progetti proposti dai cittadini (ben 14 progetti ammessi alla fase finale, selezionati dopo un lungo processo partecipativo che ha visto impegnato un campione di cittadini e numerosi volontari coordinati dall'Agenzia Pragmatica Politika), beneficiari del finanziamento di 350mila euro messi a disposizione dal Comune. Hanno potuto partecipare alla consultazione tutti i cittadini residenti nel Comune di Cascina con più di 16 anni di età che hanno dovuto obbligatoriamente votare tre progetti, accedendo alle numerose postazioni allestite in vari punti della città (ai mercati, ai supermercati, presso le scuole e in altri punti di aggregazione), oppure via internet, mediante il sito web dedicato. 

La fase di voto è stata seguita dal Centro Studi Democrazia Partecipativa e i risultati sono confluiti nel Bilancio Partecipativo 2013.

Per approfondimenti è possibile consultare i seguenti link: 

Per quanto riguarda il comune di Troia (FG), l'esperienza è partita nel 2012 da un gruppo di associazioni/movimenti di cittadini convinti che la politica non possa ridursi soltanto ad un evento elettorale ma debba essere responsabilità e partecipazione diffusa. L'Amministrazione ha sostenuto con convinzione tale iniziativa e, attraverso un processo partecipato, è riuscito a far emergere dal basso i bisogni e le proposte in modo trasparente, democratico e in rete. Il progetto si è articolato in sei diverse fasi:

1.Informazione. I cittadini, in una prima fase, sono stati informati sul funzionamento del progetto tramite i diversi strumenti messi a disposizione sia dalla Amministrazione comunale che dal comitato promotore: blog, pagine Facebook, sito istituzionale del Comune, pagine on line dei soggetti promotori. E' seguita la presentazione ufficiale del progetto con una conferenza di lancio e, infine, si sono tenute quattro assemblee, una in ogni quartiere della città.

2. Formulazione proposte. Nel corso di apposite assemblee di quartiere i cittadini hanno espresso le proprie proposte e si sono confrontati. Successivamente a tutti i cittadini è stata fornita una scheda per la formulazione scritta delle proposte. La scheda riportava i principali campi di applicazione del Bilancio Partecipativo ed era divisa in: A. opere pubbliche, B. servizi e C. parte propositiva libera. Ciascun cittadino ha avuto la possibilità di consegnare le schede con le proprie proposte in appositi punti di raccolta.

3.Verifica di fattibilità. Le 58 proposte emerse nei vari quartieri sono state studiate per la determinazione della fattibilità e dei costi (l'Amministrazione ha messo a disposizione 100mila euro complessivi). Tale procedimento è stato coordinato dagli uffici comunali in collaborazione con il comitato promotore.

4. Pubblicazione proposte e voto. L'amministrazione comunale, il comitato promotore ed i comitati di quartiere hanno promosso e diffuso le proposte, poi sottoposte al voto democratico nel mese di giugno 2013.

5. Inserimento proposte nel bilancio comunale. Le proposte maggiormente votate sono state inserite nel bilancio comunale del 2013 per essere successivamente realizzate. Il processo democratico e partecipativo è terminato con la cantierizzazione delle opere e/o l'attivazione dei servizi maggiormente votati.

6. Verifica del percorso. L'intero percorso è sottoposto a verifica mediante raccolta di proposte di miglioramento dai cittadini affinché il Bilancio Partecipativo diventi una buona pratica ripetuta.

Per approfondimenti, consultare il seguente link:

 

 

Roberto Formato

Roberto Formato14/10/2014 - 16:00 (aggiornato 14/10/2014 - 16:00)

Dall'Italia alla Francia...

Infine anche il Comune di Parigi ha varato il suo primo bilancio partecipativo.

Come cita l'articolo allegato, il sindaco Anne Hidalgo ha deciso di destinare il 5% del budget per investimenti nel periodo 2015-2020 (426 milioni) alla realizzazione dei progetti più votati dai parigini. A loro è stato chiesto di esprimersi su 15 idee individuate dal Comune, indicandone al massimo cinque. Le nove proposte più votate saranno realizzate, per un valore complessivo di 20 milioni. Dall'anno prossimo saranno direttamente i cittadini a indicare liberamente le loro priorità...

Antonella Martino

Antonella Martino23/09/2014 - 16:14 (aggiornato 23/09/2014 - 16:14)

Rispetto a questo interessante topic, volevo segnalare l'esperienza internazionale di Better Reykyavik, promossa da Citizens Foundation subito dopo la grave crisi finanziaria subita dall'Islanda nel 2008, che ha visto sinora la partecipazione di circa 70mila dei 120 cittadini di Rejkyavik dal suo lancio. Questi hanno sottoposto sinora oltre 3.300 proposte, di cui 165 accettate dal 2011.

Un bell'esempio di come la crisi finanziaria ha generato un migliore rapporto con i cittadini, coinvolgendoli nelle scelte politiche che impattano la loro vita quotidiana. Certo l'Islanda non è l'Italia, ma non è detto che non si possa cercare di prendere il meglio da queste esperienze. Mi auguro che possano sempre di più essere attuate!

Ecco alcuni link all'esperienza:

ed un video che ne narra la storia: