Il ruolo delle reti nell'Energy Spending Review

letto 1704 voltepubblicato il 21/06/2014 - 15:09 nel forum Forum generale, in Osservatorio Spending Review

Sono stati diffusi alcuni giorni fa i dati dello studio condotto dall'Istituto Bruno Leoni  “Chi non risica rosica. La remunerazione degli operatori di rete nei settori dell’elettricità e del gas”.
La ricerca evidenzia l’opportunità di introdurre interventi diretti sia a limitare il perimetro delle attività regolate, recuperando spazio al mercato, sia a contenere la remunerazione riconosciuta, suggerendo una serie di misure volte a limitare gli extraprofitti, rimuovere gli incentivi perversi.

Energia Concorrente, l’Associazione dell’industria elettrica indipendente italiana, sulla base dei risultati della ricerca ha proposto di riportare i parametri di redditività dei soggetti regolati entro limiti coerenti all’assenza di rischio può dare un significativo contributo all’energy spending review, contribuendo a contenere il peso delle componenti tariffarie legate alle infrastrutture di rete in vista del nuovo periodo regolatorio.

La ricerca ha analizzato i bilanci dei principali operatori di infrastrutture regolate, sia elettrici sia gas, nel periodo 2007-2012, che evidenziano come quasi tutti abbiano ottenuto nel periodo un ritorno medio sugli investimenti (Roi) decisamente superiore al rendimento target fissato dall’AEEGSI. Gli extraprofitti ricavati sono quantificabili nell’ordine di 600-1.200 milioni di euro/anno nel periodo 2006-2012. Si evidenzia l’opportunità di introdurre interventi diretti sia a limitare il perimetro delle attività regolate, recuperando spazio al mercato, sia a contenere la remunerazione riconosciuta, suggerendo una serie di misure volte a limitare gli extraprofitti, rimuovere gli incentivi perversi, evitare un uso improprio della qualificazione strategica delle infrastrutture, e garantire trasparenza e linearità alle politiche tariffarie.

Le conclusioni dello studio indicano di ripensare obiettivi e strumenti della regolazione alla luce di un mondo che è cambiato profondamente, e per il quale l’obiettivo primario non è solo il potenziamento delle reti, ma la creazione, mantenimento e promozione dell’efficienza e della flessibilità nel sistema delle infrastrutture. Ciò implica una più precisa definizione del perimetro di attività dei soggetti regolati, con l’introduzione di vincoli stringenti su investimenti che possono essere più utilmente affidati al mercato e alla concorrenza tra gli operatori.

Le proposte formulate da Energia Concorrente intendono non solo contribuire all’obiettivo di ridurre il peso della bolletta energetica  per i consumatori, ma avviare una più ampia riflessione sul ruolo e la posizione della distribuzione sia nel sistema elettrico sia in quello gas. In questa prospettiva, si suggerisce di considerare l’opportunità di realizzare una completa separazione, anche proprietaria, delle attività regolate rispetto a quelle di mercato.
 

 

14 commenti

Carlo Pastore

Carlo Pastore29/01/2016 - 10:46

Segnalo a tutti un articolo di qualche mese fa di Federico Rendina, relativo a una indagine dell'Enel sulle potenzialità di miglioramento del nostro sistema-Paese grazie a politiche seriamente orientate all'efficienza energetica.

Buona lettura!

Maria Fiore

Maria Fiore29/06/2015 - 22:29 (aggiornato 29/06/2015 - 22:29)

Segnalo, sintetizzandolo, un interessante articolo pubblicato su CasaeClima.com del 25 giugno scorso "Illuminazione pubblica efficiente, 800 comuni aderiscono al progetto Lumière".

"Il progetto ‘Lumière’ dell'ENEA, di cui abbiamo già parlato in altre pagine dell'Osservatorio, ha raccolto l'adesione di 800 comuni italiani. Il suo obiettivo è di ridurre le bollette elettriche che pesano per circa 1,5 miliardi di euro l’anno sui bilanci degli 8 mila comuni italiani, mettendo in efficienza i 10 milioni di punti luce che compongono la rete di illuminazione pubblica nazionale. Fornisce supporto ai sindaci e alle amministrazioni comunali, sia in termini di campagne formative che di programmazione degli interventi di riqualificazione, proponendo soluzioni efficienti in grado di abbattere del 30-35% la bolletta complessiva dei comuni - 500 milioni di euro in meno l’anno - e ridurre da 3 a 2 milioni le tonnellate di CO2 prodotte ogni anno. Finora Lumière ha consentito di avviare 112 progetti pilota e 44 audit energetici gratuiti.

Partecipano a Lumière anche gli operatori pubblici e privati coinvolti nei processi di gestione degli impianti e nell’amministrazione del servizio di luce pubblica che, organizzati in tavoli tecnici, hanno dato vita al Network Lumière, braccio operativo del progetto, e all’Osservatorio Lumière, vero e proprio strumento di supporto agli enti locali. Il Network ha sviluppato un vero e proprio modello per il processo gestionale del settore e definito alcuni degli strumenti standard applicativi necessari."

"Attualmente le componenti della spesa per l’illuminazione pubblica hanno costi energetici e di manutenzione troppo elevati, a fronte di costi di investimento molto bassi - spiega la ricercatrice ENEA Nicoletta Gozo, responsabile del progetto Lumière - . Ora, grazie ad interventi finalizzati all’adozione delle migliori tecnologie presenti sul mercato è possibile ottenere una maggiore efficienza e una minore spesa. Iscrivendosi sul sito , tutti i comuni possono aderire in maniera assolutamente gratuita al progetto Lumière, che è stato ideato per promuovere l’efficienza nella gestione del servizio di pubblica illuminazione, nel rispetto del contesto territoriale, delle esigenze dei cittadini e dell’ambiente."

 

 

Maria Fiore

Maria Fiore29/06/2015 - 15:05 (aggiornato 29/06/2015 - 15:05)

Efficientamento energetico degli edifici scolastici: partiti i finanziamenti agevolati per 350 milioni del fondo Kyoto

Sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno è stato pubblicato l'avviso del Ministero dell'Ambiente per la presentazione delle domande per i finanziamenti a tasso agevolato (0,25%) del fondo Kyoto (ai sensi del decreto Interministeriale n. 66 del 14 aprile 2015) per gli interventi di efficientamento energetico nelle scuole.

L’avviso è destinato ai soggetti pubblici proprietari di immobili pubblici destinati alla istruzione scolastica, asili nido compresi, e all'istruzione universitaria, nonché di edifici pubblici dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). 

Le domande possono essere presentate dalla data di pubblicazione dell'avviso nella GU fino alle ore 17.00 del novantesimo giorno successivo.

Nelle stesse modalità, possono presentare domanda per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato anche i Fondi Immobiliari chiusi (costituiti ai sensi dell'art. 33, comma 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito nella legge 15 luglio 2011, n. 111).

Per la definizione dell'ordine cronologico di ricezione delle domande farà fede la data e l'orario riportato sulla ricevuta di accettazione del provider di posta elettronica certificata (PEC) del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Sono ammessi più invii nel rispetto dei presupposti e condizioni previsti dall'art. 10, comma 2, del D.L. 66/2015.

Le domande di ammissione dovranno essere inviate, a pena di irricevibilità, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Direzione per il Clima e l'Energia ed in copia alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., ai seguenti indirizzi di posta elettronica certificata (PEC): , .

Per le suindicate finalità sono destinate risorse complessive pari a 350 milioni/€ a valere sul Fondo Rotativo istituito ai sensi dell'art.1, comma 1110, della legge 296/2006 (Fondo Kyoto).

Il testo completo del decreto interministeriale n. 66 del 2015 e la relativa modulistica allegata sono consultabili e scaricabili al seguente indirizzo internet: .

Eventuali informazioni potranno essere richieste via email, all'indirizzo , ovvero telefonicamente ai numeri: 06 5722 8169, 06 5722 8242.

 

Fonti:

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino26/06/2015 - 15:04 (aggiornato 26/06/2015 - 15:04)

Il Comune di Salerno ha concluso da pochi giorni i lavori di efficientamento energetico del massimo teatro cittadino. Le risorse sono state ricavate dal finanziamento MATTM con fondi POI ENERGIA 2007/2013 - Linea di attività 2.2 ASSE II “Efficienza Energetica ed ottimizzazione del sistema energetico”. L'importo del finanziamento in conto capitale è stato pari a €.40.000,00. 

Questi gli interventi effettuati: 

1)sostituzione di n.878 lampade da incandescenza a led tonalità calda K>2700 con riduzione della potenza installata da 48800 W a 8856 W con un risparmio in termini di potenza pari a 39944 W;
2)installazione di n. 157 valvole termostatiche sui corpi scaldanti al fine di consentire la termoregolazione degli ambienti.

Per ogni 1000 ore di funzionamento del Teatro vi sarà un risparmio in Termini di Tonnellate Equivalenti di Petrolio pari a 0,10 TEP e di 17.000 kg di CO2. Mi sembra proprio un esempio concreto di spending review energetica!

 

Rita Pastore

Rita Pastore22/10/2014 - 15:37

Volevo segnalare a tutti, un articolo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore a firma di Federico Rendina, che illustra come - grazie agli acquisti centralizzati di Consip, la PP.AA. italiana stia già conseguendo un risparmio annuo pari al 16% dei costi energetici: 1 miliardo e 370milioni di euro in meno su un costo totale che supera ogni anno i 10 miliardi. Consip intende raggiungere un ulteriore obiettivo di risparmio di circa 500milioni di euro annui, grazie a un affinamento dei processi già in atto.

Carlo Pastore

Carlo Pastore18/08/2014 - 10:40 (aggiornato 18/08/2014 - 10:40)

Salve a tutti! Mi inserisco in questa interessante discussione per segnalarvi che il 5 agosto scorso è stato pubblicato dall’Autorità di Gestione del POI Energia, MiSE-DGMEREEN, il Decreto “Interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio di edifici pubblici. Esito della ricognizione dei progetti esistenti nei territori avviata con le Regioni Convergenza: pubblicazione dell’elenco dei progetti ammissibili a finanziamento, dell’elenco dei progetti ammissibili alla seconda fase di valutazione e dell’elenco dei progetti non ammissibili a finanziamento”.
Il Decreto interviene all’esito della ricognizione svolta dalle Regioni interessate (ossia, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) d’intesa con l’Autorità di Gestione del POI Energia al fine di individuare progetti candidabili alla contribuzione a valere sullo stesso POI Energia (linee di attività: 1.3; 1.6; e 2.7).
Con il Decreto sono pubblicati l’elenco dei progetti ammissibili a finanziamento (Allegato 1), l’elenco dei progetti ammissibili alla seconda fase di valutazione (Allegato 2) e l’elenco dei progetti non ammissibili a finanziamento (Allegato 3).
Le risorse complessivamente disponibili per il finanziamento dei progetti contemplati dal Decreto sono pari ad Euro 15.000.000,00 e l’assegnazione avverrà secondo i termini e le condizioni indicati nel medesimo Decreto.
Ai fini dello svolgimento della successiva istruttoria funzionale alla eventuale concessione del contributo, la documentazione richiesta dovrà essere inviata entro 60 (sessanta) giorni solari dalla pubblicazione in G.U.R.I della comunicazione di adozione del Decreto.

 

Rita Pastore

Rita Pastore13/07/2014 - 10:46 (aggiornato 13/07/2014 - 10:46)

Volevo segnalare che l'Enel ha completato recentemente il progetto di rinnovamento e potenziamento della cabina primaria di Colle Sannita (BN) sita in via Reinello, snodo fondamentale per la distribuzione dell’energia nell’area. La cabina primaria è stata inaugurata il 9 luglio scorso.
L’impianto, oltre a garantire un migliore servizio elettrico, potrà accogliere l’energia prodotta dai numerosi impianti da fonti rinnovabili presenti nella zona e fornirà energia a circa 26.000 famiglie e 2000 attività industriali sul territorio, in particolare nei comuni di Colle Sannita, Circello, San Marco dei Cavoti, Castelpagano, Ruino, Morcone e Ginestra.
Il progetto di potenziamento, realizzato con un investimento di circa 1,5 milioni di Euro, è inserito nella Convenzione tra Ministero dello Sviluppo Economico – Enel Distribuzione SpA e Regione Campania stipulato con riferimento Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013” ( ) che ha l’obiettivo di  aumentare la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica, promuovendo le opportunità di sviluppo locale.

I lavori realizzati dall’Enel, sono cominciati nel maggio 2012 e hanno consentito di incrementare la potenza disponibile presso la cabina, migliorando la qualità del servizio della rete elettrica in tutto il territorio di riferimento. Le cabine primarie trasformano l’energia da alta a media tensione e consentono di ripartire in maniera più razionale la disponibilità di energia elettrica su un dato territorio. Il nuovo impianto ha la funzione di collettore dell'energia elettrica prodotta in Media Tensione dagli impianti privati da fonte rinnovabile per la trasformazione della stessa in Alta Tensione e il conseguente trasferimento alla Rete di Trasmissione Nazionale. La nuova Cabina Primaria garantirà inoltre maggiore disponibilità di potenza per le realtà economiche della zona.
Ricordiamo che nella provincia di Benevento, Enel gestisce 7 cabine primarie, 9 centri satellite, 2.858 cabine secondarie, 2.868, km di rete di Media Tensione e 7.295 km di rete di Bassa Tensione, per alimentare circa 185.000 utenti.

 

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino12/08/2014 - 10:53

Volevo ritornare sui risparmi immediati non trascurabili, dell'ordine di 100-200 milioni l'anno, stimati dal Commissario Cottarelli nel suo documento sulla spending review di cui si è parlato nuovamente in questi giorni; risparmi che possono essere ottenuti nel breve periodo attraverso lo spegnimento di luci pubbliche non necessarie. E’ vero che l'eccessiva illuminazione comporta uno spreco di denaro pubblico (quella stradale costa circa due miliardi di euro e grava prevalentemente sulle finanze dei Comuni) e un inquinamento luminoso i cui danni non vanno sottovalutati e che il grosso dei risparmi richiede investimenti.
Per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie Led, volevo ricordare in questa sede un “caso scuola” che è nato in un piccolo paese del Mezzogiorno e, nel 2007 in tempi in cui ancora non si parlava di spending review, è diventata una best practice a livello internazionale: l’esperienza del Comune di Torraca in provincia di Salerno che è diventa la prima Città Led al mondo. Grazie a un investimento di 280 mila euro di fondi regionali, la vecchia rete di illuminazione è stata sostituita con una a Led con circa 700 punti luce installati. Secondo i calcoli dell’amministrazione comunale, i nuovi impianti hanno generato un risparmio energetico di circa il 65%, e una riduzione dei costi di manutenzione pari a circa il 50% nonché del 90% dell’inquinamento luminoso.
 

Alberto Monda

Alberto Monda25/08/2014 - 12:19

Volevo segnalare l'esisitenza su facebook di una comunità attiva fin dal 2012 che ha cercato, anticipando i tempi della nostra spending review governativa, di creare una discussione intorno al tema del risparmio nell'illuminazione pubblica.

La pagina si trova al seguente link:

 

 

Claudia Leone

Claudia Leone12/02/2015 - 19:03 (aggiornato 12/02/2015 - 19:03)

Il Comune di Bitonto (BA) ha risparmiato nel 2014, grazie agli interventi di efficientamento energetico messi in campo, 223.407 kWh rispetto all’anno precedente e 28.400,00 euro.

Nella sezione “News” del sito web dell’amministrazione () sono stati pubblicati ieri alcuni dati che emergono dalla relazione 2014 dell'energy manager, ing. Alessandro Cafagna.

La riduzione del 5% dei kWh consumati nell’anno ha fatto contabilizzare a Palazzo Gentile un risparmio economico di 28.400 euro: nel 2013 tra impianti di pubblica illuminazione e altri usi i consumi si erano attestati a 4.425.135 kWh; il consuntivo 2014, consegnato nei giorni scorsi dall’ing. Cafagna, invece si è fermato a 4.201.728 kWh. Tutto merito del puntuale monitoraggio di consumi e tariffe, della graduale sostituzione del tipo di illuminazione negli edifici pubblici (scuole e sedi comunali) e degli interventi di efficientamento e riqualificazione di alcuni impianti della pubblica illuminazione.

Proprio nella pubblica illuminazione si sono registrati i margini di miglioramento maggiori: per gli impianti interessati dagli interventi, infatti, la riduzione dei consumi ha toccato il 16,6% contro il 9,2% registrato per gli “altri usi”. Se si considera, poi, che gli interventi sono andati a regime solo da agosto 2014, si intuisce la portata in termini di risparmio energetico che le iniziative di efficientamento e riqualificazione della pubblica illuminazione possono garantire nel tempo.

Entrando nel dettaglio, gli impianti di pubblica illuminazione sui quali il Comune è intervenuto con un primo piano da 130mila euro sono 9 (6 a Bitonto, 2 a Mariotto e 1 a Palombaio).

A Mariotto con l’installazione di regolatori di potenza e la sostituzione di alcuni organi illuminanti obsoleti con altri a LED gli impianti 84 e 85 in piazza Roma hanno registrato a fine 2014 un risparmio di 17.783 kWh, pari al 16,6% in meno rispetto al 2013, con una punta del 36,87% nel mese di dicembre; gli impianti 82 e 83 in via Amedeo, invece, hanno totalizzato un -15,4% (13.292 kWh) nei consumi annui ed un picco di -28,05% a novembre.

Identico l’intervento eseguito all’impianto 79 di Palombaio (trav. Via Manzoni): in questo caso sono 17.413 i kWh risparmiati, pari al 18,1% (punta massima a luglio 2014 con il 48,01% in meno nei consumi rispetto a luglio 2013).

A Bitonto in via prof. Amendolagine per l’impianto 32 si è provveduto ad installare un regolatore di potenza e bonificare alcune lampade ai vapori di mercurio, sostituendole con altre a vapori di sodio: a fine anno si sono consumati 1.018 kWh in meno (- 4,8%), toccando il max del -33.76% ad agosto.

Con l’installazione di regolatori di potenza si sono conseguiti significativi risultati all’impianto 30 di via Piepoli (abbattimento di 3.038 kWh, pari al 12,4% con un picco del 31,67% a settembre), all’impianto 20 di via Gen. Planelli (5.470 kWh risparmiati, ovvero il 16,3% in meno con punta del 35,85% ad agosto) e all’impianto 6 di via Ludovico d’Angiò (consumi ridotti nell’anno di 6.329 kWh, pari al 16,5%, ed una riduzione del 35,25% nel mese di ottobre).

La sostituzione completa degli organi illuminanti obsoleti con lampade al LED ha permesso per l’impianto 52 di via Burrone un risparmio di 5.028 kWh (36,7%) con una punta del -69,44% ad agosto; per l’impianto 53 in via Burrone, angolo via Galvani, il risparmio ha raggiunto il 32,8% (1.376 kWh in meno nel 2014 rispetto al 2013) con il massimo del 71,01% a settembre.

Tutti i dettagli sono consultabili nelle allegate tabelle redatte dall’energy manager, ing. Alessandro Cafagna, nominato dall’Amministrazione comunale ad aprile 2013, quale ulteriore misura del piano per la razionalizzazione della spesa energetica attivato nel 2012, che ricomprende specifiche azioni come il superamento del global service (fornitura e manutenzione) per gli impianti di pubblica illuminazione, l’adesione al Progetto Beghelli “Un mondo di luce a costo zero” per tutte le scuole comunali e la scelta del fornitore di energia elettrica sul libero mercato (legge 135/2012), grazie alle quali nel triennio 2012-2014 le economie di spesa sono state pari a 288.605 euro (la relazione completa è consultabile nella pagina dedicata al Piano d’azione per l’energia sostenibile del sito internet comunale).

“Si tratta – commenta il Sindaco – di un investimento ampiamente ripagato dai risultati. A fronte dei 1.000 euro mensili di compenso, l’energy manager comunale garantisce all’Amministrazione un’ampia gamma di prestazioni, che, esulando anche dai compiti strettamente legati al ruolo, comprendono attività tecniche ben più ampie. Le cifre dimostrano la lungimiranza delle nostre scelte, che stanno innescando un circolo virtuoso con risparmi che liberano risorse da investire in necessari interventi di efficientamento energetico a totale beneficio dell’ambiente e delle casse comunali”.

Rita Pastore

Rita Pastore05/07/2014 - 15:37

Il Dl n. 91/2014 ( ) all’art. 9 ha approvato la modifica del cosiddetto “Fondo Kyoto” poi diventato Fondo per l’occupazione giovanile nel settore della green economy, riservato esclusivamente alle imprese. Lo stanziamento ammonta a circa 350 milioni di euro per interventi urgenti di efficientamento energetico di edifici scolastici e universitari pubblici, nonché di edifici per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Per l’operatività bisogna però attendere il decreto attuativo. La gestione del fondo sarà affidata alla Cassa Depositi e Prestiti e i finanziamenti concessi avranno un tasso pari allo 0,25% annuo.
Il fondo potrà essere usato anche per finanziamenti a tasso agevolato a fondi immobiliari chiusi a fronte di interventi sul patrimonio immobiliare pubblico per l’efficienza energetica dell’edilizia scolastica e universitaria. I fondi immobiliari dovranno presentare progetti di investimento che dimostrino la convenienza economica e l’efficacia nei settori di intervento.
La richiesta di finanziamento dovrà essere presentata sulla base di una diagnosi energetica ai sensi della normativa vigente, in quanto i progetti dovranno conseguire un miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi in un periodo di tre anni. Il miglioramento deve essere certificato da un organismo terzo individuato dal ministero. In caso di mancata produzione della certificazione, il finanziamento sarà revocato.
Il finanziamento agevolato sarà concesso per una durata massima di 20 anni e l’importo di ciascun intervento non potrà superare il milione di euro per interventi relativi esclusivamente agli impianti e i 2 milioni di euro relativi agli impianti e alla qualificazione energetica a pieno edificio, comprensivo dell’involucro.
Per gli interventi di efficienza energetica relativi esclusivamente ad analisi, monitoraggio, audit, diagnosi, certificazione e progettazione, la durata massima del finanziamento sarà di 10 anni e l’importo del finanziamento non potrà superare i 500mila euro.
Entro fine settembre 2014 sarà emanato un decreto attuativo interministeriale, che stabilirà i criteri e le modalità di concessione, di erogazione del rimborso, le caratteristiche dei fondi immobiliari chiusi.
 

Rita Pastore

Rita Pastore02/07/2014 - 11:54 (aggiornato 02/07/2014 - 11:54)

Vi segnalo che il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro dello Sviluppo economico, dal Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. Sul provvedimento si sono espressi la Conferenza delle Regioni e le Commissioni Parlamentari competenti.
PP.AA., imprese, cittadini dovranno contribuire a migliorare l’efficienza energetica attraverso diversi interventi: riqualificazione energetica degli edifici pubblici, rafforzamento del meccanismo dei certificati bianchi, promozione dei sistemi di consumo energetico individuale, nuovi metodi di fatturazione basati sui consumi reali che favoriscano i consumatori e finanziamenti a favore di progetti di efficienza e di reti per il teleriscaldamento e del teleraffrescamento. Una serie di misure aggiuntive che potenzia gli strumenti della Strategia Energetica Nazionale (SEN) per centrare l’ambizioso obiettivo fissato in sede Ue di riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il 2020.
 Le risorse finanziarie complessive per l’attuazione delle misure ammontano a oltre 800 milioni di euro. Nel dettaglio, a partire da quest’anno sarà avviato il programma di interventi di riqualificazione energetica negli edifici della PA centrale grazie ad uno stanziamento di 355 milioni nel periodo 2014-2020.  A queste risorse si aggiungeranno i finanziamenti privati che potranno essere attivati attraverso contratti di prestazione energetica che ripaghino gli investimenti con i risparmi sulla bolletta. Nell’ambito delle forniture di prodotti e servizi della PA centrale è stato, inoltre, rafforzato il vincolo di acquisto di prodotti e servizi ad alta efficienza energetica.  La PA dovrà effettuare interventi di riqualificazione energetica sugli immobili posseduti o occupati per almeno il 3% della superficie coperta utile climatizzata; oppure si potranno adottare interventi di risparmio che garantiscano risparmi uguali a quelli della riqualificazione.
Il provvedimento istituisce, inoltre, il “Fondo nazionale per l’efficienza energetica”, un importante strumento finanziario per agevolare  gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici della PA e per la riduzione dei consumi di energia nei settori dell’industria e dei servizi.  Una specifica sezione del Fondo sarà dedicata a sostenere gli investimenti in reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Il Fondo che agirà mediante la concessione di garanzie e finanziamenti sarà alimentato con circa 70 milioni di euro l’anno, nel periodo 2014-2020.

Carlo Pastore

Carlo Pastore29/06/2014 - 12:56 (aggiornato 29/06/2014 - 12:56)

Gli interventi di efficienza energetica potrebbero far crescere il PIL nazionale dal 2% al 4% all'anno, dando lavoro a oltre 450 mila persone fino al 2020, secondo i dati di uno studio presentato a fine anno 2013 dall'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, in collaborazione con la Fondazione centro studi dell'ENEL.

Il rapporto mette in evidenza come l'Italia sia ben posizionata per massimizzare i benefici dell'efficienza, avendo un costo elevato dell'energia, una forte dipendenza dall'import e buone competenze nelle tecnologie a elevato potenziale. L'efficienza energetica ci offre un enorme potenziale di sviluppo, però è necessaro agire sulle norme e eliminare le barriere che ne limitano la diffusione.

Secondo lo studio, per esprimere il nostro potenziale, è necessario sburocratizzare sia l'accesso al bonus, sia l'iter autorizzativo per i piccoli interventi di installazione di tecnologie efficienti sugli edifici (es. caldaie a condensazione e pompe di calore).

Uno studio di Domotecnica rende noto che almeno una famiglia su dieci sta programmando interventi di efficientamento da attuare entro l'anno, per circa 10 miliardi di euro, ma solo una su tre sa che gli incentivi al 65% sono stati estesi fino a dicembre. In pratica, l'efficienza energetica attira annualmente un volume di investimenti elevatissimo nel nostro Paese, dato che un appartamento costruito almeno 40 anni fa, di circa 80 mq, consuma e inquina più del doppio di un Suv.

Oggi le compagnie elettriche intendono aiutare i clienti a tagliare i consumi. Ad esempio, EdF, il primo produttore al mondo di elettricità, ha aperto a Torino un centro di formazione e ricerca, effettuando un grosso investimento.

E.on ha lanciato un percorso multimediale on line denominato la "Casa del risparmio energetico", che propone un tour virtuale attraverso le stanze di una casa, per illustrare gli accorgimenti e le soluzioni più indicate per risparmiare energia.

Una parte della risposta al problema della spending review energetica, a mio giudizio è anche nella riqualificazione energetica e in un atteggiamento di maggiore attenzione verso gli sprechi.

Lucia Ciambrino

Lucia Ciambrino28/06/2014 - 16:43 (aggiornato 28/06/2014 - 16:43)

L'efficienza energetica è una leva fondamentale per far riprendere la crescita del Pil oltre che aiutare atagliare la spesa pubblica senza diminuire i servizi. La Pubblica Amministrazione italiana, infatti, paga una bolletta energetica di ben 6 miliardi di euro l'anno, mentre ci sono soluzioni per ridurre il conto applicabili a costi negativi. Isolando meglio gli edifici pubblici, installando impianti a rinnovabili, rendendo più efficiente l'illuminazione si potrebbero risparmiare 0,8 TWh elettrici e 1,5 TWh termici, creando un mercato da un miliardo di euro l'anno.

Sono queste le indicazoni dell'Energy Efficiency Report dell'Energy Strategy Group del Politecnico di Milano pubblicato a fine 2013, che estende la sua analisi anche al pubblico, arrivando a conclusioni interessanti.

La pubblica amministrazione rappresenta una quota importante dei consumi energetici nazionali: 20-30 TWh elettrici (circa l’8% del totale nazionale) e 60-70 TWh termici (circa il 10% del totale nazionale). Il dato è calcolato considerando uno stock complessivo di immobili di circa 530.000 unità (di cui in particolare circa 52.000 riferite a scuole e 38.000 ad uffici), per una bolletta che appunto è di circa 6 miliardi di euro l'anno.

Per le soluzioni e tecnologie di efficientamento considerate all’interno del rapporto (chiusure vetrate, superfici opache, sistemi di illuminazione, caldaie a condensazione, pompe di calore, solare termico e cogenerazione) si stima un potenziale di mercato “teorico” nella Pubblica Amministrazione pari a circa 1 miliardo di euro all’anno fino al 2020, la massima parte del quale riferito alla cogenerazione, alle superfici opache e all’illuminazione pubblici; mentre il potenziale di risparmio energetico associato alla realizzazione di questi investimenti è stimato pari a  0,8 TWh elettrici e 1,5 TWh termici. Tenendo conto della sostenibilità economica delle diverse tecnologie e dei piani di intervento elaborati dai principali Comuni italiani aderenti al Patto dei Sindaci, il potenziale di mercato “atteso” si riduce a 400 milioni all’anno da qui al 2020, pari a circa il 5% del potenziale globale dell’efficienza energetica in Italia.

L'efficienza della PA è rallentata da tre tipi di “barriere”: una conoscitiva, legata alla ridotta consapevolezza; una finanziaria, legata all’incapacità di reperire risorse; e una realizzativa, legata alla difficoltà di coinvolgimento, da parte della Pubblica Amministrazione, dei soggetti necessari per la realizzazione degli interventi di efficienza energetica, vale a dire i fornitori di servizi e soluzioni per l’efficienza energetica (in primis le ESCo) e i soggetti finanziatori.

Dall’analisi delle best practice nazionali emergono però diverse strategie per superare tali ostacoli . La barriera conoscitiva si può abbattere ad esempio con la nomina nei Comuni  e negli Enti di un responsabile dell’energia, sebbene va sottolineato come sia rimasta in larga parte inapplicata la Legge 10/91, che oltre un ventennio fa ha istituito la figura dell’“Energy Manager” (detto anche “Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia”) la cui nomina è obbligatoria per le Pubbliche Amministrazioni con consumi energetici superiori ai 1.000 Tep.

La barriera finanziaria è generata dal Patto di Stabilità, che rende impossibile per la Pubblica Amministrazione sfruttare le risorse finanziarie disponibili internamente, stimabili, secondo l’ANCE, in circa 13 miliardi di €. Per superare l'ostacolo al momento occorre accollare il finanziamento dell’intervento ai fornitori di soluzioni e tecnologie per l’efficienza energetica o utilizzare fondi pubblici rivolti all’efficienza energetica, non sempre di facile accesso.

In aiuto potrebbe arrivare  l’attivazione di meccanismi di garanzia da parte del legislatore, attraverso ad esempio l’attivazione di fondi di garanzia per l’efficienza energetica o la definizione della possibilità per i soggetti finanziatori di utilizzare gli incentivi per l’efficienza energetica a garanzia dei prestiti erogati, al fine di tutelare questi ultimi dal “rischio di credito” della controparte, potrebbe sbloccare la situazione.