E' legittimo costituire un ufficio di Staff del Sindaco, senza ricorrere ad alcuna procedura selettiva/concorsuale?

letto 16042 voltedomanda inserita il 18/08/2014 - 10:54, in Osservatorio Spending Review

No, sebbene sia una pratica abbastanza diffusa nelle amministrazioni.

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Campania, con la deliberazione n.155/2014/PAR del 5 giugno 2014 ha espresso il proprio parere in merito alla possibilità di costituire un ufficio di Staff del Sindaco, senza alcuna procedura selettiva/concorsuale e senza alcun vincolo di collaborazione con la struttura amministrativa dell'Ente; le collaborazioni avranno base volontaria e gratuita. La Corte evidenzia che la fattispecie descritta sembrerebbe astrattamente ricondursi a quella disciplinata dall’art.90 TUEL. Tale articolo disciplina gli uffici di supporto agli organi di direzione politica dell’ente locale disponendo:

- sul piano delle fonti, che la possibilità di costituire tali uffici sia prevista dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi;
- sul piano organizzativo, che tali uffici: siano posti alle dirette dipendenze del sindaco (o del presidente della provincia), della giunta o degli assessori, svolgano esclusivamente le funzioni di indirizzo e di controllo attribuite dalla legge agli organi che se ne avvalgono;
- sul piano della consistenza organica, che tali uffici siano costituiti: da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni.
Inoltre, la norma prevede che a tali contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, si debba applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali.

La Corte sottolinea che il lavoro volontario e gratuito è ammesso nei casi e alle condizioni stabiliti dalla legge (come ad esempio per il lavoro svolto a favore delle organizzazioni di volontariato) mentre l’inserimento di un soggetto nell’organizzazione pubblica, per quanto in strutture di staff, non può non comportare la soggezione al potere di controllo e di indirizzo necessario alla realizzazione delle finalità istituzionali, con la conseguenze di legge che si ricollegano alla instaurazione ad un “rapporto di servizio”; per tale ragione, infatti, l’art.90 TUEL prevede che il rapporto contrattuale che può essere instaurato dall'ente locale con i componenti degli uffici di supporto è quello tipico del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, al quale si applicano integralmente le norme del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali.

In allegato la deliberazione n. 155/2014.

1 risposta

Rita Pastore
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Rita Pastore18/08/2014 - 17:17

Mi aggancio a quanto evidenziato da Carlo, che ringrazio per il contributo interessante. Al di là della circostanza richiamata dal parere, che il lavoro volontario è ammesso solo nei casi e limiti di legge (ad es. l’art. 3 delle legge 266/1991 che regola il lavoro per le organizzazioni di volontariato), è bene sottolineare che il personale in staff agli organi di governo svolge una funzione amministrativa nell’ente. Tale personale svolge un’attività che presuppone il passaggio di informazioni e strumentazioni propri dell’ente, sotto la direzione degli organi di governo. Nessuno può farlo in assenza di un titolo legittimo e il rapporto fiduciario tra organi politici e staff non è sufficiente. Pertanto, la Corte sottolinea che i componenti degli uffici di supporto sono inseriti nell’organizzazione pubblica, e ciò implica la loro “soggezione al potere di controllo e di indirizzo necessario alla realizzazione delle finalità istituzionali”, con le conseguenze di legge che si ricollegano all’instaurazione di un rapporto di servizio.
Si pensi, ad esempio, ai rischi a cui sono esposti in materia di corruzione, ai fini dell’applicazione di quanto previsto dal Piano Anticorruzione, per cui l’esistenza del rapporto di servizio è fondamentale ai fini della loro soggezione al codice di comportamento dell’ente.
La Corte dei Conti, pertanto, conclude che la necessità di attivare con lo staff un rapporto di servizio è il motivo per cui l’art. 90 del Tuel prevede che il “rapporto contrattuale che può essere instaurato dall’ente locale con i componenti degli uffici di supporto è quello tipico del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, al quale si applicano integralmente le norme del CCNL del personale degli EE.LL.”