E' retroattivo il taglio del 15% dei canoni di locazione dei Comuni?

letto 8128 voltedomanda inserita il 17/01/2015 - 13:15, in Osservatorio Spending Review

Sì. La riduzione ex lege nella misura del 15% dei canoni di locazione corrisposti dagli enti locali per gli immobili ad uso istituzionale si applica anche ai vecchi contratti stipulati prima dell’entrata in vigore dell’obbligo. Lo ha chiarito la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, con il parere n. 1/2015. 

A partire dal 1 luglio 2014, anche gli enti locali sono soggetti all’obbligo di ridurre del 15% i canoni di locazione passiva dovuti in base a contratti in essere. Ricordiamo che l’art. 24, al comma 4, del dl 66/2014  ha modificato l’art. 3 del dl 95/2012, il quale al comma 3 dispone, per esigenze di spending review, la riduzione automatica del 15% rispetto alla misura attualmente corrisposta dei canoni relativi ai contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso istituzionale. Prima dell’entrata in vigore del dl 66, tale disposizione si applicava solo alle PA centrali e decorreva dal 1 gennaio 2015. Invece, la novella ha anticipato la decorrenza al 1 luglio 2014 e ha esteso l’obbligo a tutte le amministrazioni di cui all`art. 1, comma 2, del dlgs 165/2001. 
Secondo la norma suddetta, la riduzione del canone di locazione si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell’art. 1339 codice civile, anche in deroga alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti. Si tratta di un automatismo, a differenza di quanto accade per la riduzione del 5% di fornitura, che rappresenta una mera facoltà per gli enti. Pertanto, secondo i giudici della Corte dei Conti, l’automatismo implica anche la retroattività degli effetti, che si riverberano anche sui vecchi contratti. E’ fatto salvo il diritto di recesso del locatore. La misura ridotta del canone deve essere prevista anche nei nuovi contatti  o in quelli oggetto di rinnovo.