Criticita' dell'implementazione pratica della Riforma Brunetta

A seguito di un precedente post del sito vorrei evidenziare, quelle che sono le criticita' riscontrate e che si manifesteranno nell'applicazione sul campo della Riforma Brunetta.
Premetto che ho sviluppato un software ad hoc sull'argomento ed in questi 10-15 giorni mi sono misurato con alcuni dirigenti/responsabili di vari comuni e/o associazioni di comuni, da questi primi contatti sono emerse purtroppo varie problematiche.
Innazitutto ho notato che nonostante si facciano conferenze sull'argomento quasi tutti hanno una conoscenza puramente teorica, non solo, alcuni hanno solo un'idea populista della riforma, opinioni nate dalla conscenza attraverso televisione o giornali.
In secondo luogo, quando ho fatto toccare con mano le problematiche, sono emerse due tipologie di criticita', alcune faccilmente risolvili, alcune decisamente ostiche.
Vediamo innazitutto quelle piu' semplici:
1) Parlando di performance, obiettivi e misurazione, tutti, e dico tutti, partono con l'idea che la misurazione sia solo di tipo quantitativo, nessuno pensa a misurazioni qualitative.
2) Quasi tutti ritengono che la misurazione o la valutazione di certe attivita' sia impossibile, questo e' probabilmente legato al concetto precedente
3) Nessuno ritiene che il miglioramento possa avvenire attraverso l'ottimizzazione dei procedimenti, ovvero, pensano che una attivita' si fa in un certo modo e che sempre si dovra' fare in quello stesso modo.

La cosa che rende critica l'applicazione della "Brunetta" emerge quando sul campo si applicano le linee guida della delibera 89 del CIVIT. Tutti i dirigenti percepiscono che la corretta applicazione di queste linee guida porta senza ombra di dubbio a far emergere responsabilita', da un lato nel mancato raggiungimento degli obiettivi, dall'altro nello stravolgimento della valutazione attuale dei dipendenti.
Un'altra cosa importante, che piu' o meno palesemente tutti hanno cercato di domandare e' possibilita' di raggirare la 150/2009, pur applicandola formalmente. La domada palese in un caso e' stata la seguente "Come posso definire obiettivi e target in modo che la valutazione dei miei dipendenti dipenda solo dal mio giudizio? e sopratutto, che questo si possa attuare anche se in fase di regolamento si e' deciso che il giudizio del dirigente valga poco rapportato ai risultati ottenuti". Capite benissimo che questo implica l'idea di una distorta applicazione della legge, non solo, ma quello che emerge e' che la cosa da un punto di vista matematico e' realmente possibile.
Io ho esposte le mie prime impressioni/valutazioni, vorrei capire cosa ne pensate.