DURC E AUTOCERTIFICAZIONE: DIVIETO ED ECCEZIONI

letto 2155 voltepubblicato il 29/02/2012 - 15:34

Sul sito della rivista on line “Appalti e contratti” è stato pubblicato un breve articolo di I.Filippetti dal titolo “DURC e autocertificazione: divieto ed eccezioni”. Le modifiche normative intercorse nel tempo nella disciplina della verifica sulla regolarità contributiva dei concorrenti alle procedure per l’assegnazione di appalti pubblici sono caratterizzate da una progressiva semplificazione nell’accertamento dei requisiti di partecipazione. Tale orientamento del legislatore ha avuto inizio con il trasferimento in capo alle stazioni appaltanti dell’obbligo di acquisire in via telematica il documento unico di regolarità contributiva delle imprese (art. 16-bis, comma 10, D.L. 29-11-2008 n. 185), ed è culminato, da ultimo, nella possibilità che (per la sola microcontrattualistica relativa a contratti di forniture e servizi) i contraenti privati possono produrre una dichiarazione sostitutiva “in luogo del documento di regolarità contributiva” (art. 4, comma 14 bis, D.L. 70/2011 s.m.i.). Si tratta di un orientamento particolarmente importante e significativo, anche perché con le nuove norme si è mirato a ridurre gli oneri amministrativi sostenuti dagli operatori economici e ad incidere sui tempi di pagamento delle prestazioni fornite alle amministrazioni pubbliche.