La trasparenza non decolla in Italia

letto 1186 voltepubblicato il 03/06/2012 - 07:33

L’Italia è caratterizzata da un alto tasso di corruzione e da una elevata sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e dei partiti. Per invertire tali tendenze occorre tra l’altro intervenire sulla trasparenza totale, la quale rappresenta un fattore rilevante per rompere l’equilibrio esistente: bassa trasparenza = alta corruzione = bassa partecipazione.
Nonostante gli interventi normativi operati degli ultimi anni la situazione non tende a mutare. Le PA si sono impegnate a recepire formalmente la nuova normativa senza cambiare nulla dal punto di vista sostanziale ed operativo.
Mancano, tuttavia gli incentivi giusti affinché il principio della trasparenza totale venga applicato e le sanzioni per le amministrazioni e i loro addetti che non lo applicano, dichiara il senatore Pietro Ichino. “Quella che avrebbe dovuto essere la chiave di volta della riforma, conclude Pietro Ichino, ossia la Civit (Commissione Indipendente per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza delle amministrazioni), ha però omesso totalmente di fare quanto era in suo potere per promuovere la conoscenza e l’applicazione di queste norme, e in molte occasioni ha operato essa stessa in modo opaco per quel che riguarda l’amministrazione delle proprie risorse”.
La situazione degli enti locali non è meno grave delle Amministrazioni Centrali dello Stato. I comuni guardano con diffidenza i nuovi principi e si limitano a pubblicare nel sito web poche ed irrilevanti notizie.
Un gruppo di studiosi e giornalisti ha presentato il documento “Dieci buoni motivi per volere una legge sulla trasparenza della pubblica amministrazione” al fine di adottare un “Freedom of Information Act” in Italia.