Cittadini e cambiamento: RENA verso la 4° Summer School

letto 771 voltepubblicato il 24/06/2014 - 13:48, in Barcamp "InnovatoriPA", Comunicazione Pubblica, SocialPA

Può un Paese cambiare senza i suoi cittadini? Sono sufficienti una classe politica o una classe dirigente per dare la spinta propulsiva al rinnovamento del contratto sociale tra persone e comunità?

Le recenti dinamiche del consenso elettorale, la scarsa partecipazione al voto e la dialettica pubblica che si esprieme sempre più contro qualcosa e qualcuno piuttosto che per un progetto comune sembrano indicare che il disorientamento del Paese riflette a tutti i livelli il bisogno di sedersi e prendere il tempo per sviluppare una nuova visione per l’Italia. Si avverte con forza il bisogno di riscrivere le regole della convivenza sociale – territorio per territorio e comunità per comunità – invece di tentare di vendere “formule magiche” applicate allo stesso senso di malessere, sfiducia reciproca o nel futuro e voglia di “fare da soli” per poter fare l’interesse comune.

Fortunatamente, sempre più realtà di impegno civico hanno capito che singole iniziative vanno difficilmente al di là di una serie di buoni risultati – lodevoli ma limitati nella sostenibilità – e non riescono ad avere un impatto a meno di esser messe in “rete” per fare di tante “isole di cambiamento” un’unica comunità in grado di riscrivere o influenzare la formulazione di un nuovo patto di cittadinanza.