Anche il Comune di Latina taglia le spese non produttive

letto 544 voltepubblicato il 25/08/2014 - 12:11, in Osservatorio Spending Review

Il Comune di Latina, alle prese da tempo con problemi di bilancio dovuti alle minori entrate da parte dello Stato e ad altre questioni interne all'amministrazione, ha deciso di tagliando i costi dell'energia elettrica delle chiese, fino ad ora a carico delle casse comunali.
Per sessant'anni, infatti, il Comune di Latina si faceva carico dei costi della fornitura elettrica delle 38 parrocchie della città e borghi, compresa la cattedrale San Marco e il monastero di Santa Chiara in via degli Ernici.  Dai controlli effettuati nell’ottica di una più generale spending review, è risultato che nel 1954 il Consiglio comunale di Latina in una determina “ stabiliva di sostenere l’onore relativo al pagamento dell’energia elettrica delle chiese della città, stipulando i relativi contratti di utenza, in considerazione del fatto che gli edifici in questione, in quanto costruiti dal Consorzio di Bonifica e dall’Onc, risultavano, all’epoca, in capo al Demanio dello Stato e non era dato conoscere i destinatari, le modalità e i tempi per la consegna”.  In pratica solo il Comune poteva pagare, sebbene i Patti Lateranensi non prevedono affatto un obbligo di tal genere.

Pertanto, l’amministrazione comunale ha deciso di  tagliare le suddette forniture. Con questa manovra si risparmieranno circa duecentomila euro all’anno. Una delibera dell'amministrazione comunale ha dunque invitato i parroci a farsi carico dei contratti di energia elettrica entro quindici giorni altrimenti l'ente provvederà alla relativa risoluzione dei contratti per tutte le parrocchie del capoluogo, compresi i borghi.