Piano Juncker. Un’inversione di tendenza nelle politiche Ue per la crescita.

letto 455 voltepubblicato il 27/11/2014 - 12:35, in Osservatorio Spending Review

Il Presidente della Commissione europea ha presentato ieri 26 novembre all’Europarlamento un piano di investimenti da 315 miliardi per la crescita ed il lavoro.

Si tratta essenzialmente di un fondo Ue da 21 miliardi di capitale pubblico (garanzie del bilancio europeo per 21 mld e 5 mld della bei) per garantire stati e privati che investiranno nei progetti europei, facendo da leva per mobilitare capitali fino a 315 miliardi. Il programma dovrebbe "stimolare" gli investimenti per i prossimi tre anni: l’economia europea dovrebbe guadagnare dai 330 ai 410 mld in termini di Pil in tre anni e 1 – 1,3 mln di posti di lavoro.

I finanziamenti pubblici ai progetti del Fondo non peseranno su debito e deficit.

Juncker ha precisato che il piano di investimenti rappresenta il modo di "chiudere il cerchio" insieme a riforme e disciplina di bilancio. Le regole del patto di stabilità vanno rispettate "altrimenti non saremmo credibili. Se gli Stati membri iniettano liquidità non rispettiamo questi patti", per questo "dobbiamo fare leva per usare il denaro pubblico che gia c'è". Per stimolare gli investimenti e far ripartire l'Europa "sento dire che abbiamo bisogno di nuovo denaro, ma quello di cui abbiamo bisogno è un nuovo inizio".

I capisaldi del piano saranno principalmente la scuola, i trasporti, la sanità e l'efficienza energetica.

I progetti da finanziare verranno scelti da una nuova Autorità gestita dalla Bei e dalla Commissione senza alcuna ripartizione di quote per paese.

Non sono per ora previsti contributi degli stati membri , ma se ci fossero “sarebbero benvenuti”.

 

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