L'amministrazione digitale italiana a dieci anni dal CAD (2005-2015): e poi?

letto 865 voltepubblicato il 06/03/2015 - 19:19, in Cultura digitale , Open Government, Osservatorio Spending Review

Varese – 6 Marzo 2015 - A dieci anni dall'uscita del Codice dell'amministrazione digitale, a che punto è l'informatizzazione della Amministrazione Pubblica?

Per rispondere a questo interrogativo l'Università degli Studi dell'Insubria ha organizzato a Varese, venerdì 6 marzo, ell'Aula Magna di via Ravasi 2, il Convegno nazionale "L'amministrazione digitale italiana a dieci anni dal CAD (2005-2015): e poi?" con archivisti, notai, informatici, avvocati, studiosi di documenti e docenti universitari, in collaborazione con associazioni di categoria e partner istituzionali di prestigio, quali, tra gli altri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'Agenzia per l'Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

«Vogliamo fare il punto della situazione sul digitale in Italia – spiega il magnifico rettore dell'Università degli Studi dell'Insubria, Alberto Coen Porisini. Capire il passato per guardare al futuro e non essere dominati dalla tecnologia, ma per utilizzare gli strumenti del web 2.0 all'interno dell'organizzazione e nei rapporti con cittadini e imprese».

All'evento hanno preso parte professori universitari provenienti, oltre che dall'Università degli Studi dell'Insubria, anche dalle Università degli Studi di Trento, Bologna, Pavia, La Sapienza di Roma, ma anche esperti provenienti da enti quali Anai (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), Anorc (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale), il consorzio interuniversitario Cineca, e professionisti, per raccontare la digitalizzazione non soltanto nelle Università, ma anche negli studi professionali, negli Enti locali, nonché per discutere di identità digitale, di usabilità e sicurezza in rete, di conservazione affidabile delle memorie digitali.

Il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta,  tra i relatori, ha raccontato il caso della sua Prefettura, nell'intervento dal titolo: "L'interoperabilità digitale per una P.A. 2.0.: una best practice della Prefettura di Lecce": «Saranno analizzati i processi di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione strutturale e gestionale avviati dalla Prefettura di Lecce e perseguiti attraverso il fattivo utilizzo delle ICT - afferma il prefetto Perrotta - nell'ambito di una strategia coordinata e condivisa, denominata "Architettura della legalità", applicata ai settori dell'Antimafia, dell'Anticorruzione e della Depenalizzazione».

Le fa eco il notaio Eugenio Stucchi, componente della Commissione informatica del Consiglio Nazionale del Notariato: «L'Italia è sempre stata ed è tuttora all'avanguardia nel mondo nel campo della normativa digitale. Il margine di vantaggio si è tuttavia assottigliato a causa di una sempre crescente entropia normativa, con un legislatore occupato troppo spesso nell'inutile battaglia di inseguire continuamente il mutevole dato tecnico, o nel percorrere all'inverso pericolose scorciatoie, anziché nella ricerca di una visione sistematica e generale. A 10 anni dalla nascita del CAD occorrono oggi nuovi entusiasmi, nuovo slancio e un rinnovato sforzo sistematico al fine di rendere il nostro sistema non solo completo ma anche coerente, rigoroso, snello ed efficiente».

 

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