La Provincia di Catanzaro tra il Piano delle partecipate e la riforma degli enti intermedi

letto 908 voltepubblicato il 08/04/2015 - 13:42, in Osservatorio Spending Review

Lo scorso 30 marzo il Consiglio dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha approvato il Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate. 

Sono tre le società in cui l’amministrazione provinciale di Catanzaro manterrà partecipazioni: la Sacal, Lamezia-Europa e la Aeec Energy. Viene eliminata la partecipazione (10,97%) al Consorzio per lo Sviluppo Industriale; altre due società partecipate erano già in fase di liquidazione.

La scelta è stata effettuata in base alle esigenze di coordinamento della finanza pubblica, di contenimento della spesa, di garantire il buon andamento dell’azione amministrativa e la tutela del concorrenza del mercato nel rispetto di quanto previsto dalla legge di stabilità. 

“Lamezia-Europa non è ancora decollata nelle sue potenzialità ma possiede terreni tali da essere oggetto di sviluppo per la piana di Lamezia. Per noi che ci accingiamo ad essere Area Vasta potrebbe, quindi, avere un ruolo propulsivo che ci ha spinto a determinarci nella direzione della non dismissione – ha detto il presidente della Provincia Bruno –. La Sacal è tra le società più sane: il bilancio è stato approvato nei giorni scorsi, chiude in attivo, ha raggiunto due milioni di passeggeri. Quello di Lamezia è tra i dieci aeroporti più importanti d’Italia, lavoreremo perché diventi sempre più importante”.

“Questa pratica ha una importanza strategica per lo sviluppo dell’area centrale della Calabria perché pone l’accento sulle due più importanti Partecipate. Lamezia Europa in termini di estensione di terreno, è un’area di sviluppo industriale che vanta 200 ettari di estensione, e la società di gestione aeroportuale che ha raggiunto importanti risultati – ha aggiunto il vice presidente Vittorio Paola –. Su Lamezia Europa c’è l’interesse per lo sviluppo futuro anche per la Provincia nella funzione di Area vasta. Posta la base per la ripartenza di questa Partecipata, ci sarà anche un impegno della Regione nel rilancio della partecipata anche nei termini di razionalizzazione e non già di dismissione delle quote”.

 

Per quanto attiene la gestione delle competenze residuali ed il processo di razionalizzazione degli enti intermedi, il presidente Bruno segnala “la gestione del territorio in maniera organica – e non solo emergenziale (ndr) - in un progetto che ancora vede attribuite all’Ente intermedio competenze residuali per il dissesto e la mitigazione del rischio idrogeologico... Tra gli altri interventi previsti quelli circa dodici corsi d’acqua che attraversano i centri abitati delle aree marine, interventi che si aggiungono a quelli già avviati con le risorse a disposizione, raccogliendo il sentito apprezzamento dei sindaci interessati”.

“La nostra Provincia sta svolgendo un ruolo importante non solo in un settore strategico come la gestione del territorio – ha detto ancora il presidente – ma anche nella definizione della legge regionale di riordino delle Province. Siamo tra gli Enti che non hanno difficoltà strutturali e intendiamo sollecitare un protagonismo che ci permetta di erogare servizi attraverso responsabilità diretta, proprio come nel caso del dissesto idrogeologico. La Regione riprenderà la gestione diretta del settore Agricoltura e della Formazione professionale, noi puntiamo ad essere operativi in altre funzioni, in cui siamo delegati di fatto, attraverso convenzioni e protocolli d’intesa”.

“Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il soggetto attuatore dell’Ufficio del commissario straordinario delegato per l’attuazione degli interventi per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico nella Regione Calabria, ingegner Nello Gallo. Lo stato dell’arte del complesso progettuale vede in capo alla nostra Provincia diciassette progetti per un importo di 19 milioni e 700 mila euro. Abbiamo messo a disposizione le strutture tecniche e le competenze dell’Ente al fine di individuare un percorso di realizzazione delle opere con la massima collaborazione”. L’amministrazione provinciale incoraggia, in particolare, la sinergia istituzionale soprattutto in considerazione del fatto che la presidenza dell’Ente ha considerato la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico una priorità sin dall’insediamento, e che è sempre stata attenta alle opere per la messa in sicurezza del territorio, colpito dalle numerose alluvioni che si sono susseguite nel tempo. “Non possiamo tenere quei fondi bloccati – aggiunge ancora il presidente -. L’ingegnere Gallo si è detto disponibile a procedere in questa direzione. Nei prossimi giorni incontrerò il responsabile nazionale della struttura di missione, De Angelis, e vedremo come la Provincia potrà svolgere questa funzione per sbloccare queste risorse”.

 

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