Rischio di danno erariale e d'immagine sul piano di razionalizzazione delle partecipate – Prime azioni della Corte dei conti

letto 648 voltepubblicato il 09/06/2015 - 10:45, in Osservatorio Spending Review

Sul tema segnalo l’articolo “Rischio danno erariale e d'immagine sul piano di razionalizzazione delle partecipate - Al via le azioni della Corte dei conti” di Roberto Camporesi e Patrizia Ruffini pubblicato oggi sul Quotidiano Enti Locali e PA de Il Sole 24 Ore.

Lo scorso 20 maggio, la Corte dei conti – sez. regionale di controllo per l’Abruzzo - ha emanato la del. n. 101/2015 in tema di piano di razionalizzazione delle società partecipate. La Corte ha comunicato agli enti inadempimenti la mancata trasmissione del piano di razionalizzazione e dell'allegata relazione sollecitandone ulteriormente l'invio, sebbene tardivo, entro la data dell'8 maggio 2015. A fronte dell'inutile decorso di quest'ultimo termine, i magistrati hanno inviato apposite deliberazioni con cui hanno accertato la violazione da parte dell'organo di vertice e ordinato di procedere al rispetto di quanto previsto dalla norma. Nell'elenco degli enti inadempienti spicca, fra diversi comuni anche l'Università di Chieti Pescara, richiamata come gli altri a ottemperare alla novità (deliberazione n. 101 del 20 maggio 2015).

Le deliberazioni di sollecito inviate anche alla Procura regionale, per le valutazioni di competenza sulla sussistenza di eventuali profili di responsabilità per danno erariale.

Il termine del 31 marzo 2014 viene interpretato come perentorio, e tale che dal suo inadempimento scaturiscono le sanzioni. Quindi, tale va considerato anche il termine di chiusura del processo di razionalizzazione del 31 marzo 2016, entro cui gli stessi organi di vertice devono predisporre una relazione sui risultati conseguiti, anch'essa da trasmettersi alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti e da pubblicarsi nel sito internet.

Emergono inoltre due aspetti:

  • in primo luogo, è rimessa alla competenza della Corte dei conti l'accertamento dell'inadempimento della pubblicazione sul sito in violazione al disposto della legge («La pubblicazione del piano e della relazione costituisce obbligo di pubblicità ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33»). La Corte, proceduto all'accertamento, riconosce il proprio potere di ordinare al rettore – quale responsabile ex lege alla redazione del piano per l'Università – di trasmettere alla Corte il piano una volta approvato e riconosce il proprio potere di notiziare, con la trasmissione delle deliberazione in esame, il medesimo rettore e la Sezione giurisdizionale affinché valutino, ciascuno per le rispettive competenze, la sussistenza di eventuali profili di responsabilità per danno erariale. Infatti con la trasmissione al rettore delle delibera della Corte si dovrà, a sua volta, attivare il responsabile della trasparenza ex d.lgs 33/2013 dell'Università;
  • in secondo luogo, la delibera prova come l'inadempimento accertato dia luogo alle sanzioni previste dall'articolo 46 del Dlgs 33/2013, fra le quali rientrano quelle previste per la responsabilità dirigenziale, quelle per il danno all'immagine dell'amministrazione, e va valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.

 

Fonte: di Roberto Camporesi e Patrizia Ruffini, Il Quotidiano Enti Locali e PA de Il Sole 24 Ore, 9 giugno 2015