Centralizzazione degli acquisti in sanità (e non solo) e sviluppo delle competenze

letto 963 voltepubblicato il 16/06/2015 - 11:56, in Osservatorio Spending Review

Riporto la posizione di Francesco Bevere, Direttore Generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), espressa a margine della giornata formativa proposta dall’AEL (Associazione Economi del Lazio) su “Gli indirizzi del Nuovo Codice degli Appalti” e pubblicata lo scorso 9 giugno su

“Efficienza e trasparenza nel settore sanitario dipendono anche dalla specificità professionale degli economi e dei provveditori. Abbiamo trascurato per troppo tempo questa evidenza, alimentando così forti elementi di criticità, sia per quanto riguarda l’appropriatezza negli approvvigionamenti, sia per quanto riguarda il verificarsi di fenomeni corruttivi che interessano il settore e, in particolare, gli acquisti in sanità.

La centralizzazione degli acquisti sortirà gli effetti sperati se la responsabilità delle centrali di acquisto sarà affidata a professionisti preparati e in grado di garantire il possesso di requisiti e di competenze altamente qualificate e certificate”.

L’impegno dell’Agenas, ha quindi dichiarato Bevere,  “è di elaborare, in collaborazione con FARE  (Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità) e nell’ambito del Protocollo d’intesa stipulato con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, percorsi formativi specifici, con lo scopo di alimentare le capacità e le competenze dei professionisti impegnati nel ciclo degli approvvigionamenti”.

“Il nostro massimo sforzo - ha concluso Bevere - è quello di impiegare al meglio le risorse  economiche disponibili e combattere con ogni strumento e con tutte le forze i fenomeni di corruzione presenti anche nel sistema sanitario. In questo contesto, la Federazione F.A.R.E. ricopre un ruolo rilevante, poiché è chiamata a stimolare tutte quelle iniziative che privilegiano la specificità professionale delle figure impegnate in un settore così delicato come quello degli acquisti”.

Personalmente, credo che a questi elementi si debba aggiungere la capacità delle centrali di acquisto e in primo luogo di Consip di rendere sempre più efficiente ed efficace la loro azione migliorando il dialogo con le amministrazioni e con i fornitori attivi e potenziali ed intervenendo su altri punti critici (tempistica, quantità minime acquistabili, semplificazione dei processi, controlli sui fornitori e sulla qualità, coinvolgimento della piccola e media impresa, dialogo con i sistemi pubblici e privati del territorio, promozione di un processo di centralizzazione nazionale ma anche integrato con quelli regionali). Ciò considerando alcune esigenze da tempo manifestate dalle PA e dalle imprese (vedi anche l' del 26 marzo 2014).

Ma questa mi sembra anche la strada intrapresa e da sviluppare, ad esempio, se si prende in considerazione il potenziamento e le ulteriori possibilità di sviluppo di alcune attività svolte da Consip, quali il Progetto , lo sviluppo del , come anche il (Mercato elettronico della Pubblica Istruzione) ed il progetto . In particolare, il primo nasce con il fine di agevolare l’accesso delle imprese, in particolare delle PMI, al Programma di razionalizzazione della spesa per la P.A. e, tramite questo, alla domanda pubblica. L’iniziativa, svolta in collaborazione con le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale, prevede l’attivazione, presso le Associazioni presenti sul territorio italiano, di Sportelli di supporto alle imprese che forniscano informazioni e formazione per l’utilizzo degli strumenti del Programma e del Mercato Elettronico in particolare. Il secondo, partito dal 2006 e di recente raccordato con il processo di individuazione e riduzione delle centrali di acquisto nell’ambito delle politiche di spending review, comporta essenzialmente lo sviluppo e l’integrazione delle attività di Consip e delle centrali regionali.