Corte dei Conti: "Insuccesso della spending review. Soppressi servizi ai cittadini"

letto 192 voltepubblicato il 18/02/2016 - 16:05, in Osservatorio Spending Review

Alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2016, il Presidente della Corte dei Conti giudica negativamente le operazioni di revisione della spesa pubblica. Il deficit è diminuito ma non basta: il contributo al contenimento della spesa non è più solo riconducibile a effettivi interventi di razionalizzazione e di efficientamento di strutture e servizi, ma piuttosto a operazioni assai meno mirate di contrazione, che hanno generato un decadimento dei servizi al cittadino. Il «parziale insuccesso» della spending review è legato a rigidità nelle scelte delle modalità di contenimento della spesa e la critica ai governi che si sono succeduti negli ultimi anni è di non aver tagliato tanto gli sprechi quanto i servizi ai cittadini e alle imprese.

Relativamente ai conti pubblici, i margini di flessibilità acquisiti in Europa sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016. Nei prossimi anni i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati. Così si mantiene il profilo discendente del deficit dei conti pubblici, che tuttavia assume una cadenza più rallentata, restando comunque al di sotto della soglia del 3%. Il Presidente Squitieri ha affermato che risanare i conti resti un'impresa: "Per i prossimi anni il profilo programmatico di riequilibrio della finanza pubblica resta impegnativo".

Recuperare adeguati livelli di intervento pubblico nel campo delle opere, in pratica, non rappresenta solo una condizione chiave per il rispetto della clausola europea sugli investimenti richiesta dal governo, ma costituisce soprattutto la condizione per ottenere adeguati livelli di crescita, riassorbendo un ritardo nelle dotazioni infrastrutturali che rischia di incidere sul potenziale competitivo dell'Italia. La Corte dei Conti sta presparando un dossier sulla spending review che entro il mese di marzo saràinviato all'attenzione del Parlamento.

Nel corso del 2015, poi, la Corte ha eseguito un audit condotto in accordo con il ministero dell'Economia che ha riguardato la metodologia di calcolo di rimborsi e compensazioni ai fini della determinazione della risorsa propria Iva dovuta all'Europa dall'Italia. La soluzione metodologica prospettata dalla Corte, accolta dalla commissione europea, comporterà un recupero di risorse di importo prevedibilmente significativo.

Inoltre, sono state criticate anche le società partecipate: meno del 20% dei Comuni ha dichiarato di non possedere partecipazioni; di queste, poco più di un terzo riguarda i servizi pubblici locali, pur rappresentando una parte significativa del valore della produzione (più del 70% dell'importo complessivo); netta è la prevalenza degli affidamenti "in house", essendo risultato irrisorio il numero di servizi affidati con gara (meno di 100 a impresa terza e 400 a società mista su un totale di 26mila).

Per approfondimenti consultare la documentazione sul sito della Corte dei Conti.