Il fil rouge della carità che unisce persone e luoghi

letto 681 voltepubblicato il 15/04/2016 - 10:08

Una delle abitudini di noi contemporanei, acquisita con troppa leggerezza, è quella di considerare l’incedere delle circostanze quotidiane come una accozzaglia di fatti slegati l’uno dall’altro. Sono necessari occhi e cuore attenti e aperti alla realtà per rendersi conto di come invece vi sia un fil rouge in grado di unire tutto quanto accade nelle nostre giornate. È necessario osservare e giudicare l’esperienza per capire come la realtà non sia frutto del caso, ma è determinata da un filo conduttore unico che sta a noi saper individuare. Ed proprio da questa consapevolezza che ha preso le mosse la giornata di lunedì 11 aprile che la Confraternita dei Centri di Solidarietà di Sicilia ha trascorso assieme agli amici volontari del di Ravanusa (Ag) e dell’Oratorio “Chiara Luce Badano” di Serradifalco (Cl).

L’origine dell’incontro, cui è stato dato il titolo: “”, è infatti rintracciabile in una mattinata, apparentemente banale, del mese di gennaio 2014, quando la “Rete” dei Centri di Solidarietà di Sicilia si incontrò a Caltanissetta per lavorare sul Bando Volontariato che aveva da poco emanato. La scelta del luogo fu dettata dalla necessità di trovare un posto al centro della Sicilia raggiungibile da tutti senza fare lunghi spostamenti. Così una telefonata di Diego Lo Porto, direttore del di Palermo, giunse a Raimondo Messina, responsabile del di Caltanissetta, il quale non solo diede la disponibilità della propria struttura ma partecipò attivamente a quel momento di lavoro sino al punto da suggerire il coinvolgimento del C.I.F. “Casa dell’Amicizia” che è divenuto partner del . Da premettere che prima di quella telefonata i due, Diego e Raimondo, non si conoscevano di persona, sapevano dell’esistenza l’uno dell’altro ma non si erano mai incontrati prima, e l’occasione fornita dal Bando Volontariato fu l’inizio di un’amicizia imprevista che continua tutt’ora. Un’amicizia che nel tempo si è allargata e ha contagiato altre persone e altre realtà come l’Oratorio “Chiara Luce Badano” di Serradifalco.

Per la Confraternita dei Centri di Solidarietà di Sicilia il Progetto “Social Links” rappresenta il progetto dei sogni proprio perché favorisce la dinamica dell’incontro tra volontari impegnati in opere di carità rivolte a persone bisognose. Favorisce cioè la mossa di chi da Messina, Catania, Siracusa, Palermo, Trapani, Termini Imerese, Milazzo, etc. decide di mettersi in viaggio e andare a incontrare amici impegnati in luoghi, sparsi per la Sicilia, dove si vive la carità. Uno di questi luoghi è il C.I.F. di Ravanusa dove ragazzi bisognosi di cure e attenzione trovano persone che vogliono bene loro e li aiutano a esprimere ciò che sono attraverso lo sport, lavori artistici creativi, la musica e sono aiutati anche nella riabilitazione quando è necessaria. Un luogo il C.I.F. di Ravanusa dove ti viene voglia di ritornare prima possibile.

Stessa identica passione per l’uomo che anima i volontari dell’Oratorio “Chiara Luce Badano” impegnati in attività educative e ricreative rivolte ai bambini e ragazzi che frequentano la struttura di Largo Madrice. Un luogo dove volontari adulti ogni giorno tentano di dare una possibilità educativa a numerosi ragazzini che probabilmente, oltre la scuola, non avrebbero null’altro da fare divenendo preda della noia. Un luogo dove genitori, ragazzi e parrocchiani diventano comunità e conseguentemente si aiutano e si sostengono nei bisogni concreti e quotidiani della vita.

Quel che muove la “Rete” dei Centri di Solidarietà della Sicilia è la condivisione di un’amicizia con tutte le persone che si incontrano, avendo sempre chiaro ciò che sosteneva un grande amico sacerdote morto qualche anno fa, ovvero che la «soluzione dei problemi che la vita pone ogni giorno non avviene affrontando direttamente i problemi, ma approfondendo la natura del soggetto che li affronta». Incontrare persone impegnate in opere di volontariato per la Confraternita dei CdS ha un solo scopo che è il desiderio di custodire la carità laddove questa viene vissuta e praticata e di farlo attraverso la creazione di legami in grado di custodire persone all’opera.