YOUNG FACTOR e la legalità che aiuta a vincere «il vivere che taglia le gambe»

letto 517 voltepubblicato il 23/10/2016 - 17:05, in Politiche per i Giovani

Le attività del continuano e si rivelano sempre più una straordinaria occasione di crescita per le opere sociali che vi partecipano. Mercoledì 12 ottobre gli operatori e i volontari del e dell’ – i due soggetti riuniti in ATS per l’attuazione del progetto – si sono incontrati a Messina per un confronto sull’esperienza maturata svolgendo le attività progettuali e per fare il punto della situazione dopo l’invio al Dipartimento della Gioventù – ente finanziatore – della relazione e della documentazione intermedia.

La riunione è avvenuta a seguito delle intense giornate di lavoro vissute al Meeting di Rimini, a Madrid e a Pantelleria, dove gli operatori e i volontari coinvolti in YOUNG FACTOR hanno raccontato, a una vasta platea di persone, l’esperienza maturata con il progetto e contemporaneamente hanno diffuso i risultati che sino ad oggi sono stati ottenuti con l’attuazione dello stesso.

La giornata di lavoro messinese, svoltasi nella suggestiva location di , ha permesso di approfondire tutta una serie di questioni legate al proseguo di YOUNG FACTOR anche dopo la sua conclusione e a una eventuale replicabilità dello stesso in altri contesti territoriali. La giornata di mercoledì ha inoltre consentito di chiarire la natura di YOUNG FACTOR che è sì un progetto di diffusione della legalità tra i giovani, ma è anche e soprattutto un percorso educativo attraverso il quale chi vi partecipa ha modo di approfondire la natura del proprio io e il significato della propria esistenza: più l’uomo prende coscienza del proprio compito nel mondo, più approfondisce la natura dei desideri che lo caratterizzano e più è in grado di vivere in modo giusto e legale.
 
Il lavoro con YOUNG FACTOR ha consentito il coinvolgimento di altre realtà sociali non previste all’inizio, realtà la cui presenza a Messina ha evidenziato come a volte i progetti favoriscano la dinamica dell’amicizia e come questa, dentro un fare concreto, aiuti a vincere quella fastidiosa insicurezza esistenziale che ognuno di noi si ritrova costantemente addosso. Quel che mercoledì è emerso con chiarezza, si può dire sia questo: realizzare i progetti dentro una dinamica di amicizia è ciò che ci permette di affrontare, con una prospettiva di successo, quel che Pavese definì «il vivere che taglia le gambe».