Piano triennale per l’informatica nella Pa 2017/2019: il tema degli Open Data e alcune considerazioni

letto 1225 voltepubblicato il 27/07/2017 - 15:38

Il nuovo piano formulato dall’Agid, come già segnalato su Innovatori PA, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 luglio e sicuramente merita una particolare attenzione il tema degli Open Data.

I capitoli dedicati all’Open data sono rappresentanti da 3 sotto-paragrafi che, partendo dallo scenario di riferimento e passando per gli obiettivi strategici giungono fino alle linee d’azione, che rappresentano probabilmente la parte più interessante.

Lo scenario attuale prende atto di una diffusione dei dati aperti non di qualità, salvo rari casi. Il problema sollevato, e che rappresenta il vero problema (sic!), è la mancanza di sistemi di automazione nella pubblicazione e diffusione dei dati. Occorre infatti prendere in considerazione che non tutti gli enti hanno software gestionali in grado di fare elaborare dati e di renderli disponibili in formati interscambiabili e con una corretta metadatazione.

Gli obiettivi strategici del Piano sono assolutamente prioritari: individuare le basi di dati che si possono rendere disponibili; definire degli standard di generazione e di aggiornamento dei dati; rendere disponibili le basi di dati secondo un piano di rilascio; scegliere dati che hanno un certo impatto sulla società; porre in essere un monitoraggio continuo secondo determinate linee guida.

In sostanza, gli obiettivi strategici affrontano alcune problematiche attuali. Molti enti rendono disponibili o danno priorità a dati fondamentalmente inutili per il cittadino (la dotazione organica dell’ufficio di segreteria dell’Assessorato all’ambiente). Definire standard è invece prioritario per l’interscambiabilità dei dati ad esempio per costituite database comparativi con macro-aggregati e analisi statistiche. Infine, aspetto non secondario è quello di definire i dati che sono davvero pertinenti e che hanno un impatto sulla vita del cittadino.

Le linee d’azione sono particolarmente interessanti in quanto puntualizzano l’attuazione degli obiettivi strategici secondo un percorso chiaro e definito. Entro la fine dell’anno avremo, secondo il documento, le linee guida per la predisposizione degli standard. Entro giugno 2017 verranno individuati le basi di dati chiave. I successivi step riguardano il portale dati.gov.it.

In conclusione, parliamo di una tematica che, per certi aspetti, sarà sempre più importante e delicata.

Sono due le riflessioni che sorgono attualmente. Innanzitutto occorre il dato tecnologico, ovvero di operatività allo scenario attuale nell’applicazione concreta ed efficace degli open data.

Secondo punto, vi è la questione relativa al collegamento alla tematica della trasparenza che, come definita dall’art. 1 del d.lgs. 22/2013, è intesa come “accessibilità totale”. In estrema sintesi, le questioni che sorgono sono, dunque, due: quanto sono concretamente realizzabili gli open data ?  Quanto e in che misura potranno essere collegati al principio di trasparenza ?

Entrambe le questioni vanno intese in termini di continuità, aggiornamento, usabilità, pertinenza, ecc.

Non tutte le PA aggiornano i dati, non tutte assicurano l’usabilità e l’interscambiabilità degli stessi (formato pdf invece che csv). Quindi, un dato non aggiornato può contribuire ad alimentare la trasparenza di una amministrazione ?

Sono queste le questioni che cerca di affrontare il Piano Triennale e che sono state centrate in pieno. Certo, standardizzazione, definizione di linee guida, attuazione di monitoraggi sono tutte attività che offriranno dei vantaggi non secondari ma quale sarà il risultato finale ? Gli open data potranno costituire una delle leve dell’accessibilità totale ?