TAR Calabria RC n. 62 del 5/02/18 Inammissibile il ricorso al GA, per ottenere copia degli atti relativi a rapporto contrattuale con una compagnia telefonica da parte di un utente privato, la competenza è del G.O.

letto 450 voltepubblicato il 15/02/2018 - 15:21

TAR CALABRIA, R.C., Sez. I, sentenza 5 febbraio 2018 n. 62

Inammissibile il ricorso al Giudice amministrativo, per ottenere copia degli atti relativi a rapporto contrattuale con una compagnia telefonica da parte di un utente privato, la competenza è del Giudice ordinario.

Costituiscono principi consolidati quelli secondo cui le esigenze di buon andamento e di imparzialità, poste alla base del riconoscimento del diritto di accesso, riguardano ogni tipo di attività posta in essere dal soggetto pubblico e dal gestore del servizio pubblico. La giurisprudenza ha tuttavia precisato che, con specifico riguardo alla attività di natura privatistica posta in essere dal gestore di pubblico servizio, l’obbligo di ostensione riguarda gli atti che sono funzionalmente inerenti alla gestione di interessi collettivi (A.P. 22 aprile 1999, nn 4 e 5; A.P. 28 giugno 2016, n. 13). Solo in presenza di tali presupposti, sussiste l’obbligo a carico del gestore di consentire l’accesso ai propri atti da parte dell’interessato ed è ravvisabile la giurisdizione del giudice amministrativo per il caso di violazione di tali obblighi da parte del soggetto obbligato.

Pubblicato il 05/02/2018

N. 00062/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00568/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

Sezione Staccata di Reggio Calabria

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 568 del 2017, proposto dal signor Domenico Zito, rappresentato e difeso da se medesimo, domiciliato ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria del T.A.R. in Reggio Calabria, viale Amendola, 8/B; 

contro

la società Telecom Italia s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio; 

per la condanna

della società intimata a consentire l’accesso e l’estrazione di copia di tutti i documenti relativi ai protocolli di trasferimento da Fibra ad Adsl e viceversa nonchè agli interventi operati nei mesi di luglio ed agosto 2017 in riferimento all'utenza del ricorrente.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 dicembre 2017 la dott.ssa Angela Fontana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale d’udienza;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. Con istanza indirizzata alla società Telecom Italia s.p.a., il signor Domenico Zito ha chiesto l’accesso alla seguente documentazione:

- ai protocolli di trasferimento da Fibra ad Adsl e viceversa;

- agli interventi operati nei mesi di luglio ed agosto in riferimento alla propria utenza con specifico riferimento all'ingiustificato passaggio da Fibra ottica ad Adsl, con i documenti degli interventi operati e l'indicazione dell'esatto periodo di disservizio e dell'utenza che ha beneficiato della Fibra ad egli assegnata;

- a tutti i documenti inerenti la propria utenza in riferimento al disservizio lamentato in precedenti solleciti.

Contestualmente, l’interessato chiedeva alla società erogatrice del servizio la riduzione della bolletta per il periodo di servizio non goduto nonché il risarcimento dei danni e gli indennizzi di legge e regolamento per il disservizio verificatosi sulla linea assegnata.

2. In conseguenza del mancato riscontro a tale istanza da parte della società intimata, il signor Zito ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 116 c.p.a. al fine di ottenere una pronuncia giurisdizionale che obblighi la società intimata a consentire l’accesso alla documentazione richiesta.

Il ricorso proposto si fonda sul presupposto che la società Telecom Italia s.p.a., in quanto gestore di un servizio pubblico, sia sottoposta agli obblighi sanciti agli articoli 22 e seguenti della Legge 241 del 1990 e che, nel caso di specie, tali obblighi siano stati violati da parte della società intimata la quale non ha consentito all’interessato di procedere all’accesso agli atti richiesti.

3. La società Telecom Italia s.p.a. non si è costituita in giudizio.

La causa è stata trattenuta per la decisione alla udienza camerale del 20 dicembre 2017.

4. Il ricorso è inammissibile.

4.1 Costituiscono principi consolidati quelli secondo cui le esigenze di buon andamento e di imparzialità, poste alla base del riconoscimento del diritto di accesso, riguardano ogni tipo di attività posta in essere dal soggetto pubblico e dal gestore del servizio pubblico.

La giurisprudenza ha tuttavia precisato che, con specifico riguardo alla attività di natura privatistica posta in essere dal gestore di pubblico servizio, l’obbligo di ostensione riguarda gli atti che sono funzionalmente inerenti alla gestione di interessi collettivi (A.P. 22 aprile 1999, nn 4 e 5; A.P. 28 giugno 2016, n. 13).

Solo in presenza di tali presupposti, sussiste l’obbligo a carico del gestore di consentire l’accesso ai propri atti da parte dell’interessato ed è ravvisabile la giurisdizione del giudice amministrativo per il caso di violazione di tali obblighi da parte del soggetto obbligato.

4.2 Facendo applicazione degli esposti principi, deve ritenersi che, nel caso in esame, non possa ritenersi sussistente in capo alla società intimata un obbligo di ostensione degli atti richiesti in quanto essi riguardano la specifica vicenda contrattuale che ha riguardato la società erogatrice del servizio e l’utente.

In altre parole, il ricorrente, che lamenta di aver subito pregiudizio dalla cattiva gestione del servizio telefonico, ha interesse ad acquisire documentazione che comprovi la violazione di specifici obblighi contrattuali da parte della società Telecom e, tuttavia, tale interesse non assume la dimensione di un interesse collettivo e non rientra nel perimetro di giurisdizione del giudice amministrativo.

Non si fa luogo alla liquidazione delle spese del giudizio in considerazione della mancata costituzione della società intimata.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria Sezione Staccata di Reggio Calabria definitivamente pronunciando sul ricorso n. 568 del 2017, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

Nulla sulle spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 20 dicembre 2017 con l'intervento dei magistrati:

Caterina Criscenti, Presidente

Angela Fontana, Referendario, Estensore

Donatella Testini, Referendario

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

Angela Fontana

Caterina Criscenti

IL SEGRETARIO