Codice Appalti non conforme con le direttive su appalti e concessioni

letto 429 voltepubblicato il 25/01/2019 - 21:57, in Formazione PA, FORUM APPALTI, Open Government, Sviluppo Locale

Con uno stringato avviso del 24 gennaio sul sito istituzionale la Commissione Europea comunica di aver formalmente aperto la procedura di infrazione prevista dagli articoli 258 e 259 TFUE per non conformita' di alcune norme del Codice degli appalti alle Direttive comunitarie del settore ( 23/2014 e 24/2014 ).
La lettera di costituzione in mora riguarda 15 stati membri e molto probabilmente ( la lettera non e' ancora pubblica) le censure rivolte al al D. Lgs. 50/2016 si indirizzano alla verifica dell'anomalia, al tetto del 30% per il subappalto, all'obbligo di indicare una terna di subappaltatori e ai meccanismi di esclusione delle offerte anomale. Ecco il testo dell'avviso:
La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora a 15 Stati membri (Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Svezia e Ungheria) in relazione alla conformità della loro legislazione nazionale alle norme dell'UE su appalti pubblici e concessioni. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la nuova normativa (direttiva 2014/24/UE, direttiva 2014/25/UE e direttiva 2014/23/UE) nel diritto nazionale entro il 18 aprile 2016. Le lettere odierne sono il risultato di un controllo di conformità effettuato dalla Commissione per verificare che le norme nazionali di recepimento fossero conformi alle direttive dell'UE. La stessa valutazione è in corso o sarà effettuata per gli altri Stati membri, nei quali il recepimento è stato completato con notevole ritardo (cfr. i casi deferiti alla Corte di giustizia dell'UE). Gli Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni della Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di dar seguito alle lettere inviando un parere motivato.