Identità digitale: a che punto siamo?

letto 143 voltepubblicato il 19/12/2019 - 10:48

La percentuale di identità digitali rilasciate sulla penisola, nonostante i numeri siano in costante crescita dal 2016, è ancora molto bassa e soprattutto non ha trovato terreno fertile su quella base consistente rappresentata dai cittadini “comuni”. Consideriamo infatti che la maggior parte delle identità digitali rilasciate da AgID (oltre i 5 milioni) appartengono a professionisti ed addetti ai lavori oltre che a funzionari pubblici: tutti soggetti che si sono mossi verso SPID in virtù di obblighi normativi o, meglio, necessità operative. Necessità derivate per esempio dalla moltitudine di servizi online destinati a PA o a professionisti il cui accesso si è progressivamente spostato dalla classica modalità di accesso debole (nome utente/password) ai sistemi di autenticazione forte come SPID appunto o CNS o, in futuro, CIE.

L'articolo ripercorre l’intensa attività messa in campo da AgID sull’argomento, in sincronia con le mosse adottate dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.