Il dibattito pubblico

letto 50 voltepubblicato il 24/07/2021 - 11:17

Importante novità introdotta dal D.lgs n. 52/2016 è l'istituto del dibattito pubblico, (già ben conosciuto e diffuso negli ordinamenti stanieri) fra "portatori di interessi" (le comunità locali) e  Amministrazioni aggiudicatrici, relativamente ai progetti di opere infratrutturali aventi rilevanza sociale, ambientale e quindi di forte impatto sul territorio. L'operatività di tale importante istituto di partecipazione democratica è demandata ad un decreto P.C.M., ma l'art. 22 stabilisce che i risultati del dibattito debbano essere considerati e valutati in sede di stesura del progetto definitivo. In questo modo diventa possibile ai progettisti tener conto delle risultanze emerse nell'ambito del dibattito pubblico, ottimizzando il progetto e, allo stesso tempo, riducendo i rischi di un possibile contenzioso. A proposito del richiamato decreto P.C.M., l'art. 22 c. 2 del Codice, ha rimesso a tale testo normativo i criteri per individuare le opere in relazione alle quali è obbligatorio il ricorso alla procedura del dibattito pubblico, nonché le sue modalità di svolgimento. Con lo stesso decreto è stabilito un controllo sull'applicazione dell' istituto de quo . A tale scopo, è istituita presso il MIT (ora MIMS) una commissione il cui compito istituzionale consiste nel "raccogliere e pubblicare informazioni sui dibattiti pubblici in corso di svolgimento o conclusi e di proporre raccomandazioni per lo svolgimento del dibattito pubblico sulla base dell'esperienza maturata...".  A norma del decreto P.C.M. n.76/2018, sono assoggettati alla procedura del dibattito pubblico i progetti di fattibilità delle opere di cui all'Allegato 1, individuate per soglie e tipologia e classificate in termini finanziari. Essi vanno dai 500 milioni di euro per autostrade, strade e ferrovie ai 300 milioni per gli interporti e gli impianti e insediamenti industriali, fino ai 200 milioni per gli aeroporti ed i porti. Dobbiamo ricordare che le soglie dimensionali di tali interventi sul territorio sono ridotte del 50% ove essi vengano ad incidere sui beni individuati dall'art. 3 c.2 del decreto o, più in generale, sui beni iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Il dibattito pubblico può avvenire su richiesta della P.C.M. o dei Ministeri interessati; di un Consiglio regionale o di una Provincia o di una Città metropolitana ovvero di un Comune capoluogo di provincia interessati direttamente dall'intervento. Ma può essere anche "escluso", nel caso di opere realizzate ex artt. 159 e 163 del Codice, che riguardano dunque la difesa e la sicurezza, o già sottoposte a consultazione pubblica in base alla normativa europea. Quanto alla istituenda, o già istituita,  Commissione nazionale per il dibattito pubblico, presso il MIT (MIMS), essa è composta da 14 membri designati dai Ministeri, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza unificata.