Considerazioni sulla cultura

letto 63 voltepubblicato il 24/07/2021 - 20:52

Cos'è la cultura? Questa è una domanda a cui non è facile rispondere. Generalmente, quando pensiamo alla cultura ci raffiguriamo insigni professori e cattedratici che la dispensano a piene mani ad orde di discenti. Poi ci sono i "maestri di pensiero" che pretendono di insegnare alla gente come si vive. Secondo me la cultura è legata alle esigenze pratiche. In primis viene la storia, magistra vitae, per dirla con Cicerone. Dalla storia possiamo apprendere i moventi delle azioni umane, studiarne le dinamiche, seguirne gli sviluppi fino alle loro conclusioni; per dirla con più chiarezza, possiamo conoscere il cuore stesso dell'uomo, i suoi reali sentimenti, il suo mondo interiore insomma. Cosa in cui furono Maestri il greco Tucidide ed il latino Tacito. In particolare tutta la cultura romana è pervasa da un senso di profondo pessimismo sulla fine incombente. Già Orazio nelle Odi romane prediceva il momento in cui i cittadini avrebbero preso le armi rivolgendosi contro altri cittadini ed il barbaro vincitore avrebbe premuto lo zoccolo del suo cavallo sui resti di Romolo. In effetti tutta la storia romana è permeata da uno sfondo di violenza, talché possiamo dire che essa finì in un ammazzamento generale, e Roma fece cordoglio dei suoi peccati trasformandosi nella Chiesa cattolica. Anche nelle stesse democrazie occidentali, noi vediamo serpeggiare tensioni che possono sfociare nella violenza, poiché la convivenza umana è un fatto delicato, specie nelle società multirazziali. Poi viene il diritto, che non è inesatto definire scienza dei rapporti sociali. Anche il diritto è sapienza pratica, ed oltre ad insegnarci cosa sono i titoli di credito o cosa significa diventare eredi ecc., ci disvela il modo di essere psicologico dell'uomo. I giuristi Romani, almeno per quanto ne sappiamo, si sono sempre soffermati a studiare i rapporti quotidiani, ignorando i grandi movimenti del capitale commerciale che si realizzavano ad opera del Pretore. Difficile dire cosa avrebbero pensato del diritto dell'informatica, anche se Giustiniano afferma che la natura in infinitum decurrit,e semper novas formas deproperat, intendendo per natura la formazione economico-sociale di un dato tempo e paese. Un grande ruolo spetta alla medicina, che cura i corpi e le menti e che ha quindi il compito pratico di giovare al benessere dell'uomo. Possiamo considerare inoltre le scienze teorico-pratiche dell' architettura e dell'ingegneria, che provvedono a rendere migliore l'esistenza umana con la costruzione di manufatti destinati all'uso pubblico e privato.Ma ciò che connota di più la cultura di un popolo è la letteratura, nelle sue varie forme come il romanzo e la poesia. Abbiamo così autentici monumenti come il romanzo russo e francese, tanto per citare esempi tratti dal mondo moderno. Le scienze puramente teoriche, invece, non le considererei cultura in senso stretto, perché, facendo astrazione dalla realtà, si perdono in un mondo di infinite possibilità che sono solo nella mente umana.