La memoria del passato

letto 90 voltepubblicato il 07/08/2021 - 13:34

La conoscenza del passato è fondamentale per capire il presente e prevedere il futuro. I Romani, nella Repubblica nazionale, si presentavano come un popolo compatto ed affiatato, capace di assimilare, nel suo percorso di conquista, gli apporti delle nazioni che via via cadevano sotto la sua signoria. La concezione romana dei rapporti tra i popoli non era razziale, pur esigendo la loro sottomissione alla maestà (qualità di ciò che è superiore) del popolo Romano. Quali sono state le cause della rovina di Roma ? Essenzialmente tre: le discordie civili causate dall'immenso afflusso di ricchezze dalle provincie sottomesse, con la formazione di una massa di diseredati ed emarginati; l'immigrazione, che ben presto si rinunciò a contenere, dai Paesi medio-orientali ed in genere extra-italici; ed, infine, il carattere puramente fattuale del diritto pubblico, lasciato in balìa degli eventi e non minuziosamente elaborato come il diritto privato. Ad esempio, non si provvide a dare un solido fondamento giuridico alla successione al trono degli Imperatori, con la conseguenza che nel III secolo esplose l'anarchia militare, in cui per un cinquantennio gli Imperatori si succedettero a ritmo continuo, l'unica legge essendo quella della violenza. Se ora facciamo un confronto con il mondo attuale, possiamo dire quanto segue. La società moderna è la risultante di quattro rivoluzioni industriali, di cui le prime tre contrassegnate dalla nascita e dal progessivo affinamento della meccanizzazione, che le civiltà antiche mai conobbero, e che ha portato indubbiamente, pur mietendo vittime nella sua fase iniziale, ad un alleggerimento ed a una facilitazione del lavoro umano.La quarta rivoluzione, quella della digitalizzazione, pur mirando anch'essa ad un miglioramento della condizione umana, fino ad adesso ha dimostrato difficoltà nella sua realizzazione, con la drammatica perdita dei posti di lavoro e la conseguente emigrazione di centinaia di migliaia di concittadini nei Paesi del Nord-Europa, tradizionalmente più forti dal punto di vista economico. Con questa rivoluzione si sta passando da un'economia di tipo reale ad una di tipo virtuale, basata cioè sulle transizioni finanziarie dei grandi gruppi economici. Questo mette non poco in difficoltà la gente del popolo, abituata a vivere di impieghi fissi od anche saltuari, ma comunque caratterizzati da una gratificazione certa. Sono stati tolti i contributi pubblici, cosa che ha fatto fallire una miriade di imprese. Ad aggravare questo quadro, è sopraggiunta l'emergenza epidemiologica, che ha prostrato molti piccoli e medi esercenti.E' indubbio che questo fenomeno porti con sé la necessità di una "presa" di coscienza culturale, per fronteggiare e meglio padroneggiaree l'evoluzione in atto. Ma siamo sicuri che si tratti solamente di una metamorfosi culturale ? O non piuttosto la società sta cambiando ab imis fundamentis ? Da un lato si avrebbero le grandi società ormai completamente informatizzate e dall'altro tanta gente senza lavoro o con un lavoro precario. Si accentuerebbe così enormemente il divario fra fra il "giro" che conta e i cittadini ad esso esterni. A conoscerla, l' informatizzazione porta con sé senza discussione grandi possibilità di guadagno e di lavoro, ma è anche questione di mentalità. La mia impressione è che si stia formando come un corpo di interessi "chiuso", e non bisogna dimenticare che il fenomeno immigratorio, che non accenna a diminuire, alla lunga provocherà un imponente fenomeno di pauperizzazione che unirà i vecchi ed i nuovi poveri, ai quali bisogna aggiungere le persone marginalizzate per problemi sanitari. Non voglio fare di certo il catastrofista, ma a me pare che, se le cose non dovessero cambiare, nel prossimo futuro si vivrà in una società dominata da potenti élites  e che presto lo Stato di diritto, ridotto a brandelli, non sarà che uno sbiadito ricordo. Il mondo è costellato da burocrazie privilegiate e sarà proprio questo l'esito ultimo: un'immensa burocrazia paragonabile al Castello di Kafka. E così ritorniamo al titolo di questa segnalazione: la memoria del passato. Si perché anche in Roma si formò una fortissima burocrazia, a fronte di una moltitudine di persone sfruttate ed oppresse da un insopportabile carico fiscale. Fin qui i fatti. Si aspetta lietamente una inversione di tendenza.