Quale futuro ?

letto 59 voltepubblicato il 14/08/2021 - 22:28

Il nuovo ordine mondiale, creato dall'informatizzazione,  esige da tutti una trasformazione comportamentale e mentale. Si può da più punti di vista criticarlo, ma rimane il fatto che è un fenomeno talmente imponente ed importante che certamente non si può ignorare né tanto meno aggirare. La quarta rivoluzione industriale, come le precedenti, ha fatto e farà le sue vittime, tributo necessario, qualcuno direbbe, per l'avanzamento della civiltà umana.Vittime come i piccoli e medi esercenti e in prospettiva, possiamo supporre,  il settore dell'editoria con tutti i lavoratori del ramo, giornalai e librai. Non è un cambiamento indolore, anche se si aspettano da esso grandi vantaggi sul piano del rispetto dell'ambiente. Attualmente, interi territori boschivi, grandi come nazioni, vanno letteralmente sparendo in Amazzonia, tradizionalmente considerata come il polmone verde del pianeta, per far posto a città e terreni agricoli. Chi porrà rimedio a tale sciagura ? Così si parla anche dell'effetto-serra, causato dalle emissioni di anidride carbonica, che sta avendo un effetto a quanto pare catastrofico sul clima e sui ghiacciai dei due poli e in generale di tutto il mondo. Per quanto riguarda i rifiuti, sappiamo bene dell'esistenza di discariche abusive. Si sta cercando con la raccolta differenziata di razionalizzare la loro gestione, dividendoli secondo il genere, anche se rimangono pur sempre quelli "non riciclabili". Nel campo della mobilità pubblica e privata hanno fatto già da tempo la loro comparsa mezzi e veicoli elettrici che sfruttano il potenziale energetico infinito e pulito che esiste nell' Universo, eliminando od almeno riducendo drasticamente i rischi da inquinamento. La stessa rete sfrutta questa inesauribile ricchezza per mezzi leciti ma anche illeciti. Si sta già pensando al passaggio dagli attuali computer che funzionano con gli elettroni, ad una nuova generazione di macchine che funzioneranno utilizzando i quanti. Proseguendo il discorso, i siti web si rivelano spesso comodi ed utili, specie nella gestione delle faccende domestiche, nella diffusione della cultura e dell'informazione, che avviene in tempo reale. Anche lo smart-working ha sicuramente i suoi lati positivi, permettendo una prassi lavorativa più agile ed oculata. E' però importante del pari l'incontro ravvicinato con i colleghi di lavoro, per non perdere quell'intesa  umana che solo il contatto fisico e psicologico con essi può dare. La grande domanda che ora mi pongo è questa: la quarta rivoluzione industriale è fatta dall'uomo ma sarà per l'uomo ? Non porterà per caso ad un progressivo allontanamento tra le persone con il rischio generalizzato di disumanizzazione e conseguente scomparsa dei rapporti sociali ? Non sarà lo strumento nelle mani di un potere ormai invisibile e  non più criticabile né sindacabile, volto al dominio ed all'oppressione ? Perché storicamente le grandi rivoluzioni sono state fatte per ribaltare i rapporti di forza ed instaurare una forma di potere al posto di quella precedente. Nel nostro caso al dominio delle grandi masse durato fino alla fine degli anni '80 del secolo scorso, e appoggiato dalla tirannia comunista, si potrebbe sostituire un potere che potremmo chiamare tecnocratico, perché fondato sull'uso delle macchine. L'approccio a questa tecnocratizzazione è però diverso: ai due blocchi occidentali abbastanza coesi, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, si oppongono i due blocchi orientali, e cioè la Russia e la Cina, che rivendicano la libertà di darsi un proprio modello di sviluppo, soprattutto, ormai, nel campo dell'informatizzazione. Di qui la tensione che spesso osserviamo nei rapporti politici ed economici tra l'Occidente e l'Oriente. Finirà il mondo smembrato in potenze fra di loro concorrenti ed in continuo stato di guerra virtuale come preconizzato da Orwell ? A voi la risposta.