La scienza della conciliazione degli opposti

letto 122 voltepubblicato il 20/08/2021 - 18:50

Sviluppiamo un accenno già fatto sulla conciliazione degli opposti. Nella realtà della vita noi ci imbattiamo continuamente in situazioni contraddittorie che ci colpiscono e suscitano la nostra perplessità. Nella vita politica una di queste situazioni si realizza nella contrapposizione, non bene chiara a tutti, fra destra e sinistra, di cui abbiamo già parlato, spero argutamente. Un' altra di queste contrapposizioni, particolarmente stridente, visti i tempi che corrono, è quella tra Occidente ed Oriente, determinata da una diversa mentalità, più femminile, si dice, in Oriente. E, in effetti, la filosofia cinese del dao, intimista e puramente speculativa, sembra avvalorare questa opinione, laddove in Occidente sono sorti interi sistemi di pensiero che presuppongono un carattere pratico e dinamico, come il pragmatismo di Dewey in America od il sociologismo scientifico di A. Comte in Francia. In tutti i Paesi del mondo ricorre la dualità dell'essere, che spesso purtroppo sfocia in tragedia: pensiamo all'odio che divide in America i bianchi dagli afroamericani.Naturalmente ricordiamo l'antagonismo più famoso e significativo di tutti, quello fra bene e male, talmente sfumato e generico che il più delle volte non si capisce chi stia veramente dalla parte del bene o del male. Il Paese che ha sperimentato per primo il dualismo in forma palese e radicale è stato l'Italia. La tradizione originaria indoeuropea era di matrice politeista, e riposava su una concezione per la quale ogni manifestazione della realtà era permeata dal divino. In seguito si affermò il cristianesimo per cui Dio è uno e trino ed assolutamente trascendente. La sovrapposizione di questa concezione non fu rapida né indolore e portò prima alle persecuzioni contro i cristiani e poi, inversamente, alle sanguinose crociate indette dalla Chiesa per evangelizzare le genti che, ancora "pagane", abitavano  valli e montagne, lontano dalle masse ormai cristianizzate di Roma. E, tuttavia, ancora oggi l'Italia ha un fondamento classico ed il cristianesimo ha innegabilmente contribuito a forgiarne il carattere, nel bene e nel male. Abbiamo quindi un caso davvero cospicuo di conciliazione degli opposti, oggi data per scontata da tutti. Ma altri problemi si affacciano. Come evolverà la convivenza, ora pacifica, fra cattolici e musulmani e fra questi ultimi e gli Ebrei ? Anche qui siamo di fronte ad un interessante problema di dualità o anche di molteplicità, visto che in Italia ormai sono presenti i rappresentanti di molte confessioni religiose. I poteri pubblici riusciranno a mantenere queste diversità nell'ambito delle leggi costituzionali ? O nel lungo periodo ci dobbiamo aspettare manifestazioni di intolleranza ? Certo l'Italia è il Paese del diritto ed ha una millenaria tradizione di ospitalità ed accoglienza verso gli stranieri. Ma, come abbiamo visto, la conciliazione degli opposti su un piano sociale e non puramente teologico-filosofico, può avere risvolti inquietanti.