Le battaglie della Destra

letto 110 voltepubblicato il 23/08/2021 - 21:31

Come e per cosa combatte la Destra ? In primo luogo per l'integrità fisica e politica del proprio Paese, cercando di diffondere la consapevolezza sulle sue origini la sua cultura ed insomma sul suo modo di essere. L'uomo di Destra si sente un tutt'uno con il suo Paese e, in particolare, percepisce il senso vivissimo di un'unica identità. Egli non ama viaggiare all'estero, ma,  le poche volte che lo fa, è portato a rispettare le usanze e i costumi degli altri popoli. La Destra, a dire la verità, non ha vocazione europeista, ed accetta l'Unione Europea più per necessità che per adesione spontanea. Questo insieme di Stati, pur avendo avuto teorici e fautori illustri cui non sono mancati né genialità né idealismo (pensiamo, per es. a Mazzini), è tenuto unito da interessi commerciali e da motivi di politica internazionale, e non può suscitare l'entusiasmo della Destra, per la quale il vero ed unico ideale è costituito, anche praticamente, da ciò che si é in relazione al Paese di appartenenza: lingua, storia, cultura, mentalità: in una parola dall'identità. Nelle segnalazioni precedenti abbiamo cercato modestamente di mettere in luce tale identità; compito non facile, considerata la natura complessa dell'Italia, contrassegnata da contraddizioni e divisioni regionalistiche.Sia chiaro che il nostro intento non è stato quello di insegnare alcunché ad alcuno, ma, nel nostro piccolo, di approfondire tematiche poco note. Un giornalista inglese, nella sua prosopopea ed ignoranza, ha definito l'Italia "uno strano Paese che ha dato al mondo tre cose: il diritto romano, la mafia e gli spaghetti". Non parliamo poi della pizza e del mandolino. E' vero peraltro che gli stessi italiani, in generale, si adagiano sui luoghi comuni della passione calcistica e culinaria e, quando va bene, del trasporto per l'opera lirica. E il giornalista francese J. F. Revel, in un libretto, ma forse sarebbe meglio dire un libello, dedicato all'Italia ne metteva in luce quella che lui considerava una delle  caratteristiche essenziali, ovvero la propensione per la censura. E' chiaro che questi signori, fatti forti dalla convinzione della superiorità dei rispettivi Paesi, non hanno capito niente. L'Italia, nel suo titanismo, è il luogo nel quale si scontrano e si annullano le energie provenienti dall'Universo intero, ed in cui si danno convegno le forze occulte che lo dominano. In un passato non troppo lontano essa è stata una "terra di nessuno", terra di conquista e sfruttamento da parte di quelle stesse potenze straniere con cui oggi condivide i seggi del Parlamento europeo. No, la Destra non può  "amare" l'Europa, la cui costruzione politica non fa altro che perpetuare le vessazioni e le imposizioni dei Paesi economicamente e politicamente più forti, come la Germania e la Francia. Non può sentirsi "concittadina" di coloro che hanno sempre disprezzato ed umiliato l'Italia. Essa ha sempre conciliato gli opposti e se ciò può essere un vanto, è contemporaneamente il motivo per cui ha sempre stentato a venir fuori quello che comunemente si chiama "senso civico" ma che io preferisco definire "senso di appartenenza nazionale".