Il libero pensiero in Italia

letto 152 voltepubblicato il 06/09/2021 - 22:39

Probabilmente ho esagerato a contrapporre brutalmente popolo e massa come due entità sociologiche distinte nel quadro socio-politico italiano. Quanto al conformismo non si può negare di certo che esso riguardi un pò tutti i Paesi del mondo, compresi quelli anglosassoni, tradizionali vessilliferi delle libertà costituzionali. Ciò che mi preme invece ora è richiamare l'attenzione su di un dato di fatto drammaticamente oggettivo: il libero pensiero è stato un fenomeno da sempre minoritario nel contesto culturale italiano. Non mi riferisco tanto alle istanze del liberalismo classico e post-classico recepite dalla Costituzione e , se vogliamo, un pò di maniera, ma alla libertà di pensiero che afferma senza compromessi il diritto basilare dell'uomo a preservare integra la sua coscienza da intrusioni esterne. Questa tendenza, ritenuta pacifica nell'antichità classica, subisce un duro colpo con avvento del Cristianesimo e riemerge tra '200 e '400, quando l'Umanesimo riscopre i valori del mondo antico, fondati sulle humanitates. Ma ben presto scoppia in Italia la crisi politica che attira le smanie conquistatrici delle potenze straniere e , come se non bastasse, la Controriforma scaglia i suoi strali contro il Protestantesimo. Quindi abbiamo in Italia un'opposizione fra tradizione classica e tradizione cattolica, anche se bisogna ammettere che gli stessi Padri della Chiesa si sono nutriti della cultura greco-latina, mentre i Monasteri dell'Alto Medioevo hanno conservato e  tramandato gran parte della letteratura antica. Ma detto ciò, bisogna ammettere anche che tutta l'intellettualità italiana non allineata ha dovuto fino al primo '800 fare i conti con l'Inquisizione presente in tutti gli Stati in cui era suddivisa la Penisola prima dell'Unità. Molti ed illustri sono gli uomini che, con alterna fortuna, hanno subito i rigori della repressione poliziesca, talmente tanti che non ne farò nemmeno una esemplificazione. E quindi ? Da una parte abbiamo una raffinata e capillare organizzazione che si dedica alla caccia e alla repressione degli eretici; dall'altra, senza considerare tutti gli altri ovviamente, un insieme di filosofi, storici, studiosi spesso geniali ma quasi sempre in bolletta e non raramente con problemi esistenziali. Si nota subito una sproporzione talmente marcata nei rapporti di forza che, anzi, questi, praticamente, non esistono. Altrove abbiamo passato in rassegna tutti i conformismi che a nostro avviso contraddistinguono negativamente questo Paese. Spero soltanto che il diritto alla critica, a giudicare in coscienza ciò che è bene e ciò che è male, in un prossimo futuro si possa in qualche modo rafforzare, invece di affievolirsi e scomparire del tutto.