LAICITÀ: SIAMO SICURI DI SAPERE COS'É?

letto 188 voltepubblicato il 07/09/2021 - 16:58

Di tanto in tanto il concetto di LAICITA' torna ad essere ricondotto all'attenzione generale. Urge allora riflettere sulla necessità di riportare in auge il significato originale, profondo e vero, di questa parola e di distaccarsi dal significato che le fu successivamente dato da varie generazioni di gretti superstiziosi. Il termine laico ha origine dal greco Laikòs (del popolo, estensione del termine laós - popolo) e contraddistingueva l'appartenente alla moltitudine degli umani in contrapposizione ai membri d'una qualsiasi comunità chiusa. Solo in seguito la parola fu usata per indicare colui che, pur essendo un credulone ignorante, non appartiene alla gerarchia superstiziosa.

Ebbene: oggi che la parola laicità viene intesa come rivendicazione di una propria autonomia decisionale rispetto al condizionamento operato da un'autorità superstiziosa (badate: non religiosa come si dice comunemente, anche la parola Religione esprime concetto ben diverso da quello che le si attribuisce!), come possiamo non porre in risalto l'ampio senso originario della sana regola di vita collettiva richiamabile con la parola LAICITA'? Questo principio, nel significato generale che aveva all'origine, chiarisce alla perfezione cosa sia la DEMOCRAZIA, realizzandola appieno.

Democratica è quella organizzazione economico/socio/politica che permette ad ogni suo componente di partecipare in modo appropriato alle attività d'interesse collettivo. All'interno di ciò che pertiene la collettività non vi sono dunque cricche, caste e lobby escludenti. Al contrario le persone, grazie ad una ordinata dinamica, vivono una armonica rotazione sociale, dispongono della possibilità di partecipare direttamente, secondo capacità e competenze, alla vita pubblica, contribuendo a determinare l'ordine vigente e gestire il bene comune. Quindi l'intera Res Publica.

LAICO non è termine da poco. Esso non può venir utilizzato al solo scopo di rintuzzare gli attacchi delle istituzioni superstiziose nell'ambito della vita collettiva. LAICITA' è idea e termine di così elevato livello, di tale primaria necessità, che va affermata ovunque vi sia pertinenza con la collettività. Chiunque l'abbia usata e la stia ancora riduttivamente usando per tenere a bada la sola cricca, casta e lobby superstiziosa, sta rendendo un pessimo servizio a ciò che è uno dei fondamenti della vita democratica. La sta letteralmente svilendo per usarla a fini propri.

Essere LAICI significa vivere badando che, ovunque si consideri l'interesse della collettività, non compaiano cricche, caste e lobby. Ogni comunità chiusa opera una forza pollitica al fine di affermare se stessa ed ostacolare l'avanzare di quelle verità che non le sono confacenti. Rimedio principe per il buon andamento della società è quindi la domanda che per prima nasce dal concetto di LAICITA' e che dobbiamo porci ad ogni incontro politico: la persona che abbiamo di fronte e stiamo ascoltando è membro di una cricca od è parte della moltitudine degli esseri umani nudi e puri? La voce e l'idea che udiamo ha carattere di obiettività o nasce da una sensibilità ed interesse di parte?

Capiamolo bene:

la LAICITA' è il modo in cui
si estirpa ogni conflitto di interessi
e si realizza appieno la DEMOCRAZIA
con un'ampia partecipazione nella REPUBBLICA.

Alla luce del senso originario della parola LAICITA' tutto si chiarisce e sana in men che non si dica. Che qualità LAICA può avere una Centralità Pubblica ch'è proprietà privata di assunti a vita? Zero spaccato! Che qualità LAICA possono avere partiti pollitici che fanno della parzialità/rappresentanza il loro carattere distintivo? Zero spaccato! Che qualità LAICA possono avere le innumerevoli associazioni (leggasi: lobby pollitiche) nate come erba gramigna tutt'intorno alla Cosa Pubblica, alla Res Publica? Zero spaccato! Se davvero si desidera DEMOCRAZIA (non quella finta di una maggioranza che tutto ignora, bensì quella partecipativa che tutti apprezza) si apra la Res Publica al contributo di ognuno e si faccia sì che periodicamente i migliori ascendano al Governo. Non occorre altro.

Diviene evidente la necessità di ESSERE COERENTI con quanto si afferma. Il principio della LAICITA' richiede che la Res Publica sia liberata dalla casta, cricca e mafia degli assunti a vita, dai carrieristi, e che vengano abbandonati tanto i partiti quanto ogni altra associazione pollitica. La Repubblica è la nostra Associazione Costituzionale e, se costruita seguendo il senso originale delle parole, ripulendole da lordure e superfetazioni, non necessita d'altro.

Ieri la vera LAICITA' non fu possibile. Oggi la riconquistiamo. Tramite essa possiamo costruire la vera DEMOCRAZIA. Possiamo far emergere il nostro essere umani, le nostre sensibili personalità, rispetto all'essere anonimi forzisti affiliati di un gruppo. Le persone razionali non si lascino pilotare dai superstiziosi e dai loro antagonisti atei, non facciano il gioco dei loro rispettivi gruppi riducendo a poco il senso della parola LAICITA'. Riabbracciamo invece l'ampio, universale significato che la stupenda razionalità Greca aveva concepito per essa ed impegnamoci a costruire una vera Res Publica: in cui ognuno persegua il bene collettivo e la collettività quello di ognuno.

Apriamo la Banca dei Pubblici Impieghi, cacciamo gli assunti a vita, monarchi, tiranni ed alterniamoci pro tempore.

Danilo D'Antonio
Monti del Terremoto

Ogni Studio Legale al mondo si faccia subito portavoce
dell'illegalità della cessione a vita di quel bene comune
ch'è la Repubblica, coi suoi impieghi, poteri e redditi.

La Repubblica: accessibile, dinamica, fluida,
osmotica, partecipata, vissuta. Fe-li-ce!

Viva la Banca dei Pubblici Impieghi!