Rottamazione dei siti della PA

letto 2385 voltepubblicato il 11/02/2009 - 09:43 nel blog di Salvatore Marras

A proposito dei siti che fanno scuola, DirectGov, il portale dei cittadini britannici, nasce sulle ceneri di per semplificare l'accesso dei cittadini all'informazione. Perchè non rottamare i siti obsoleti o non aggiornati finanziando chi fa uno sforzo di razionalizzazione, anzichè investire i soldi in nuove iniziative che aumentano l'entropia del web pubblico?

Una delle difficoltà che deve affrontare il cittadino per raggiungere una informazione o un servizio erogato da un organo dello stato è sapere dove si trova. Se, paradossalmente, la PA centrale avesse un solo sito, il problema non si porrebbe. Sono invece molte le pagine on line che contengono informazioni uguali o simili.

La riduzione dei siti della PA prospetta per il cittadino minore difficoltà nella ricerca delle informazioni. Un unico punto di accesso all'informazione garantisce maggiore qualità dei dati. La stessa struttura e interfaccia di consultazione nei siti dei diversi ministeri garantisce maggiore usabilità.

Un esempio: vogliamo trovare l'indirizzo e il responsabile di un ufficio di un ministero. Potremmo iniziare dal sito del , qui ci sono tutti i ministeri con indirizzo fisico e web, email (urp e uffici stampa) e telefono. Non ci sono indicazioni per maggiori dettagli.
Se ci spostiamo su italia.gov, il portale nazionale del cittadino, troviamo . Oltre ai ministeri ci sono molti altri enti dello stato, ma le informazioni sono meno dettagliate che sul sito del governo. Solo i link dei siti, però organizzati per categorie che definiscono le diverse tipologie di enti. In un'altra lista ci sono i numeri verdi, classificati per area tematica.
Google ci aiuta a trovare altre fonti (cercando rubrica PA). L', non solo quelle centrali. Comprese le regioni e gli enti locali. Si può fare una ricerca per categoria (tipo di ente), territorio (regione e provincia), servizio (parola chiave senza una lista nella quale scegliere), alfabeto. Le diverse variabili di ricerca non possono essere combinate fra di loro. I nomi dei ministeri non sono corretti e l'elenco è incompleto. Troviamo la DG Europa del Ministero Affari Esteri con il suo responsabile.
Verifica nel sito degli Affari Esteri. Troviamo il , ma non ci sono indirizzo, telefono, email. Il nome è diverso da quello di IndicePA.
Un altra ricerca su google (struttura PA) permette l'individuazione di un sito dell'IPZS dedicato alla struttura degli . In quattro click arriviamo al dirigente che cerchiamo, il dato è corretto e ci sono anche molti altri funzionari. Per trovare email la ricerca deve continuare. Potrebbe essere più immediata.
Poichè l'IPZS dipende dal Ministero dell'Economia e delle Finanze vediamo se ci sono elementi comuni. Le informazioni sulla sono organizzati in modo totalmente diverso rispetto a IPZS, non c'è condivisione di dati e modalità di navigazione.

Fate voi stessi le dovute considerazioni.

 

1 commento

Mario Fabiani

Mario Fabiani12/02/2009 - 13:17
Faccio ancora riferimento alla mia esperienza, perchè ritengo sia emblematica di come a volte (per fortuna non sempre) viene gestita la comunicazione pubblica su internet nella P.A. italiana. Il Ministero dove lavoro una volta si chiamava "delle Comunicazioni". Il sito istituzionale, www.comunicazioni.it, un paio di anni fa ha subito una ristrutturazione che ne ha nettamente migliorato l’organizzazione dei contenuti e anche l’approccio comunicativo, decisamente più moderno ed efficace. In bella vista sulla home page troviamo la cartina dell’Italia, e cliccando sulla regione che ci interessa possiamo accedere alla sezione che riguarda gli Ispettorati Territoriali del Ministero. Qui comincia il dramma. Per quanto possa sembrare incredibile, sembra proprio che ogni Ispettorato abbia una struttura diversa! Gli uffici cambiano, i settori cambiano, le competenze (!) cambiano, i responsabili ci sono e non ci sono, e così via. Già qui il cittadino che voglia capire com’è organizzato il Ministero ha i suoi bei grattacapi. Ma il bello deve ancora venire: qualcuna di queste pagine riporta un link, quello del sito web dell’Ispettorato corrispondente. Se malauguratamente ci si avventura nella navigazione, si scoprono una decina di siti “satelliti”, ognuno dei quali creato e curato da qualche volenteroso ma improvvisato “web designer” locale, che, con impostazioni grafiche e di comunicazione completamente disomogenee rispetto al sito nazionale (ma anche rispetto agli altri siti locali) presenta informazioni sulle attività e documentazione da scaricare. Così si ha la conferma che sì, effettivamente ogni Ispettorato è un regno a sé, in cui si gestisce l’attività con criteri propri, si crea una modulistica propria (per lo stesso tipo di istanze, si badi bene), si danno informazioni su un settore di attività piuttosto che un altro, ecc. Lungi da me dare addosso a chi ha creato questi siti, (anche perché uno ho contribuito a metterlo su io: www.comunicazioniliguria.it), che sono nati per rispondere alle esigenze di informare i cittadini e cercare di sopperire alle mancanze della comunicazione “centrale”. Ma mai come in questa occasione l’impostazione dilettantesca e irrimediabilmente “datata” dei siti locali ripropone, come in uno specchio fedele, la realtà di strutture territoriali disorganizzate e lasciate a sé stesse, senza supporto e interesse da parte di chi dovrebbe gestire la comunicazione istituzionale. E’ un piccolo-grande “scandalo” che alberga nella Rete e nella nostra P.A.. Adesso il nostro Ministero è quello dello sviluppo economico, e le Comunicazioni sono diventate un Dipartimento, ma la rivoluzione del web è consistita esclusivamente nel cambio di intestazione dei siti e in un paio di link incrociati. Stiamo attendendo la riorganizzazione degli Ispettorati. Potrebbe essere l’occasione buona per “riorganizzare” anche il web…