Open Government Web 2.0

letto 2807 voltepubblicato il 09/03/2009 - 13:26 nel blog di Mauro Murgioni

Risparmio di denaro pubblico e potenziale (ri)lancio di nuove opportunità di sviluppo economico: sono questi i vantaggi della visione di Governo Open e Web 2.0 del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama per un nuovo rapporto tra le Pubbliche Amministrazioni e verso il cittadino. L'uomo incaricato di realizzare questa "vision" è Vivek Kundra, ex Chief Technology Officer di Washington D.C. ora nuovo Chief Information Officer del Governo Federale.

I punti di forza dell'azione governativa saranno due: dal lato della società civile lo sforzo sarà rivolto ad assicurare l'accesso pubblico alle informazioni e al ripensare l'interazione tra cittadini e governo nell'ambito della società/economia dell'informazione. A questo scopo Kundra propone un "prodotto" ed una "vision": il "prodotto" è il sito Data.gov che sarà il punto di accesso verso tutte le informazioni pubbliche prodotto dal governo. La "vision" è ripensare l'interazione tra il governo federale ed i cittadini e tra i cittadini, usando come paradigma le interazioni e le modalità di auto-organizzazione attive nei social network quali Facebook.

Dal lato delle infrastrutture tecnologiche e delle interconnessioni tra i sistemi informativi delle agenzie e apparati governativi, le parole chiave sono cloud computing e tecnologia Open Source: il risparmio annuale stimato per il Governo Federale sarebbe di 71 miliardi di dollari. A questo proposito è intervenuto Bill Vass, presidente di Sun Microsystems Federal, che commentando quanto proposto da Kundra sottolinea che al di là del risparmio economico, l'adozione di tecnologie Open Source andrebbe a migliorare la sicurezza governativa nell'ambito delle comunicazioni telematiche, a ridurre i tempi di acquisto di soluzioni IT da parte della Pubblica Amministrazione e a liberare il governo dall'effetto lock-in verso singoli produttori di soluzioni hardware e software.

E con questo fanno tre nel giro di pochi giorni: prima le nuove policy per l'Open Source nella PA del governo e di quello , ora il progetto di Governo Open e Web2.0 degli Stati Uniti. Per quanto riguarda l'Italia lo scenario è statico: gli sforzi fatti nel passato da parte dei ministri Stanca (con le due commissioni ministeriali per l'Open Source nella PA) e Nicolais (grazie all'azione del Sottosegretario alle Riforme e all'Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Beatrice Magnolfi), sembrano al momento vanificate dalla mancanza di interlocutori validi a livello governativo.

Fonte: ;s CIO wants more citizen activity on Web">Obama's CIO wants more citizen activity on Web

3 commenti

Gianluca Baratti

Gianluca Baratti30/03/2009 - 17:44
Oggi è stato pubblicato l'Open Cloud Manifesto. http://concretezza.over-blog.it/
Gianluca Baratti

Gianluca Baratti20/03/2009 - 10:26
Segnalo la notizia apparsa ieri su Computer World Italia (www.cwi.it) http://www.cwi.it/notizia/17252/2009-03-19/rss/Un-ERP-open-source-e-per-... Cloud computing e free/open software sono due approcci (l'uno di delivery, l'altro di licencing). Il fatto che siano abilitati da un insieme di tecnologie (in continua evoluzione) è relativamente importante. Il fattore principale è che impattano energicamente su alcune convenzioni culturali, normative, di erogazione dei servizi; e possono avere importanti ricadute sociali ed economiche. Come tutti gli strumenti, dipenderà dall'uso che ne faremo se gli impatti saranno positivi o negativi. E' riduttivo liquidare l'uno o l'altro come "una moda" e/o trattare l'uno o l'altro con un approccio ideologico. Questi i motivi principali per cui è importante che cloud e oss siano tra gli ingredienti delle riflessioni del CIO degli USA. Mi pare che, qui da noi, la riflessione su free/open software sia più matura. Quella su cloud molto meno. ----------------------------------------------- Se vuoi farti dei nemici, prova a cambiare qualcosa. (W. T. Wilson, 1856-1924)
Gianluca Baratti

Gianluca Baratti18/03/2009 - 14:14
Il "cloud computing" è un'opzione strategica per gli Stati Uniti perchè la quasi totalità dei soggetti che offrono servizi di questo tipo hanno sede negli USA. Quindi, il sistema normativo Ferderale è la base fiduciaria su cui possono poggiare gli accordi commerciali tra chi "deposita" i propri dati o le proprie applicazioni nella rete (customers) e chi li custodisce o le fa funzionare (providers). Diversa è la posizione di un eventuale azienda o amministrazione di un paese con diverso ordinamento. Sarebbero molto grandi i benefici per le aziende e le amministrazioni italiane ed europee (oltre che per mote imprese e molti lavoratori europei dell'ICT) se disponessimo di servizi di "cloud" gestiti da soggetti che potessero garantire le amministrazioni e le aziende di agire entro il medesimo ordinamento. Naturalmente, le "nuvole" soggette all'ordinamento USA oggi disponibili non sono nate per caso. Sono il risultato di enormi investimenti iniziati svariati anni or sono (onore al merito della visione). In Italia ed in Europa, che mi risulti, poco è disponibile. Siamo di fronte al concreto rischio di aver perso un altro "treno" per l'ICT nostrano ma, soprattutto, di aver aggiunto un'altra componente al divario competitivo con l'altra parte dell'oceano. Potremmo recuperare terreno con un "colpo di reni"? Quantomeno potremmo provarci... http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing http://www.oilproject.org/EVENT211 (punti di vista) http://www.scintlex.it/notizia/350/126.html (SaaS analisi giuridica e negoziale) ----------------------------------------------- Se vuoi farti dei nemici, prova a cambiare qualcosa. (W. T. Wilson, 1856-1924)