FACEBOOK NELLA PA SOLO DA VIETARE?

letto 2155 voltepubblicato il 11/05/2009 - 23:35 nel blog di domenico pennone

La rete sta diventando tutta “social”. Il web 2.0, email a parte, raccoglie più del 50% dell’intero traffico internet nel mondo. Strumenti quali youtube, facebook, flickr da soli veicolano la maggioranza dei contenuti informativi on line. Eppure c’è chi ritiene ancora che nel mondo dell’ICT almeno nella Pubblica Amministrazione sia possibile stabilire cosa può essere utile e cosa no. Chi pensa che strumenti nuovi non classificabili ancora ne come ludici ne come professionali possano essere usati secondo criteri stabiliti a priori, anche per un imprevedibile futuro.
Internet è una tecnologia giovane, ancora immatura e nessuno può ipotizzare o decidere cosa o quanto di questo strumento ci servirà domani o dopo domani.
Quanto avviene quotidianamente in rete è, in buona parte, ancora sperimentazione.
Innumerevoli gli aneddoti sulle innovazioni che ci raccontano di quante volte, anche illustri scienziati, si siano sbagliati nel pensare di poter decidere quali sono le tecnologie certamente utili o quelle quali che potranno esserlo domani.
Voglio però solo raccontare due episodi di cui sono direttamente testimone.
Molti anni fa mi interessai della fornitura dei primi personal computer da usare nella mia amministrazione. Erano una cinquantina in tutto e dovevano servire in primo luogo a sostituire inutili e costose macchine di videoscrittura acquistate solo un anno prima e quasi del tutto inutilizzate. Quando arrivò il primo dei pc della fornitura chiamai i maggiori burocrati dell’ente nel mio ufficio e mostrai quella stupenda imitazione dei Macintosh. Erano macchine che già usavano un Sistema Operativo chiamato Windows 3.11.
Volevo sbalordirli con effetti speciali ed apri il “campo minato”. Compresero subito che si trattava di un gioco e la loro reazione fu per me inaspettata. Un solo ordine: disinstallare i giochi dalle macchine altrimenti, mi dissero, era certo che i dipendenti avrebbero passato il loro tempo a giocare.
Avevo letto di quanto accaduto negli USA dove negli uffici nei quali i giochi erano stati rimossi dai pc gli impiegati si erano rifiutati di imparare l’uso del mouse e della tastiera. Non provai però a spiegare quella storia. Mi difesi mentendo. Dissi che non era possibile disinstallare quei programmi. Imbrogliai e i giochi rimasero lì. Dopo poche settimane tutti gli uffici fecero richieste di altri computer. Oggi quell’amministrazione è tra le più informatizzate d’Italia, almeno per l’uso dei pc.
Anni dopo, grazie ad una scatoletta chiamata modem, una linea telefonica ed un programma chiamato Mosaic scoprii che la rete non era più solo fidonet e che era possibile mettere in rete pagine graficamente gradevoli. Questa cosa sconvolse di nuovo gli stessi burocrati. Abituati a lettere e circolari “grigie” ritenevano addirittura immorale pensare alla grafica, ai colori per parlare con i cittadini. E poi, mi disse il Segretario Generale: quanti utenti compreranno mai un pc, lo collegheranno al telefono e addirittura andranno lì, in quel mondo virtuale, per avere notizie della nostra Amministrazione?
Vinsi per fortuna ancora io e da anni ho aperto un contenzioso per il primato di prima rete civica italiana. Ovviamente io insisto che quella di Napoli fu’ la prima.

Ed ora, appena tornato a tempo pieno nella mia Amministrazione, dopo 8 anni di vagabondaggio indovinate cosa ho fatto? Ho registrato PROVINCIA DI NAPOLI su Face Book, ho aperto una pagina su youtube, ho avviato una webtv. E cosa sento in giro? Che questi strumenti devono essere vietati nella PA! E sapete perché? I fannulloni dipendenti pubblici passerebbero il loro tempo ad usare i social network ovvero gli strumenti che tutti universalmente ritengono essere i nuovi mezzi di comunicazione di oggi e di domani!
Ma per favore ancora non sapete che i veri fannulloni perdono il tempo a solo a trovare come perdere tempo?
Ma possibile mi chiedo che non si comprende che il modo migliore per innovare la PA sia proprio quello di usare anche in forma sperimentale le nuove tecnologie? Possibile che non ci si provi ad usare i social network nella Pa invece di combatterli?
Leggo che in Friuli la Regione vieta ai giornalisti di quell’Amministrazione di usare FB. Leggo che un Ministro, che comunque stimo e che ho avuto l’onore di conoscere alla mia premiazione come innovatore della PA parli di divieti e di filtri senza verifiche sull’uso reale di questi strumenti.
Non agiamo solo con oscurantismo verifichiamo bene prima cosa succede tra i tanti che usano FB anche nella PA e magari proviamo a canalizzare queste esperienze prima di vietarle e basta.
Per favore aiutate il difficile compito di chi la PA prova a cambiarla davvero e da dentro, anche sperimentando i SN. L'importanza che le nuove tecnologie rivestono all'interno del panorama attuale per fortuna continua a stimolare molti enti pubblici e istituzioni a rivolgere la propria attenzione a queste nuove forme di comunicazione. Nessuno riesce a fermare l'innovazione.

3 commenti

Paolo Subioli

Paolo Subioli13/05/2009 - 22:43
Bravo, Mimmo, di innovazione sei uno che ci capisce. La tua opinione è autorevole, tanto più che hai sempre lavorato, più che teorizzando, stando "sul pezzo". Concordo con te sul fatto che, per conoscere il web, il web bisogna usarlo. E non ci può certo limitare ai siti pubblici! Io è da tempo che dico che, per passare un concorso da dirigente pubblico, bisognerebbe dimostrare di aver effettuato almeno un acquisto ed una vendita su eBay. D'altro canto, non possiamo nemmeno dividerci tra estremisti del web 2.0 e conservatori a tutti i costi. L'estremismo porta chi la pensa diversamente a radicalizzare il proprio pensiero. Perciò cerchiamo di capire le ragioni chi vuole vietare Facebook, il cui abuso, peraltro, deriva dal fatto che evidentemente non c'è troppo da fare, in quell'ufficio. L'unico modo di dimostrare ai "censori" che a qualcosa può servire, FB, è coi risultati concreti. Ad esempio, realizzando siti utili come Innovatori PA.
Titti Cimmino

Titti Cimmino13/05/2009 - 06:50
Caro Domenico, ti sostengo in pieno. A questo punto ocorre che dalla PA si mettano in luce azioni concrete, tipo quelle che tu hai citato, di uso dei SN strumentale alla crescita/formazione/ aggiornamento dei dipendenti della PA. titti cimmino
Margherita Coppola

Margherita Coppola12/05/2009 - 11:15
A tal proposito ricordo uno splendido intervento di Paolo Villaggio alla trasmissione Porta a Porta sulla produttività e il lavoro, perfettamente adattabile alla situazione da te descritta! Villaggio raccontava di come il Ragionier Fantozzi trascorresse le sue giornate a "sgobbare come un mulo", mentre i colleghi trovavano mille e più stratagemmi per allontanarsi dal lavoro e scansarsi le cose da fare. In particolare Villaggio raccontava di un personaggio dei suoi celebri film un "impiegato archivista" che tutte le mattine puntualissimo arrivava a lavoro per poi passare tutto il tempo a sonnecchiare tra gli scaffali dell'archivio. Morale della favola: la produttività non si misura sulla base della sola e semplice presenza sui luoghi di lavoro, così come pure le tecnologie non sono di per sè viatico di improduttività, ma molto dipende da come vengono utilizzate. L'uso sapiente serve in molte situazioni a facilitare i processi di lavoro e la comunicazione, oltre a favorire un risparmio di costi per le aziende e gli Enti che en fanno uso.