La mia proposta: URP condiviso

letto 2112 voltepubblicato il 15/05/2009 - 11:50 nel blog di Paolo Subioli

Anche i piccoli Comuni hanno diritto ad "innovare", nonostante abbiano sempre meno soldi a disposizione. E la comunicazione può essere un ottimo punto di partenza. propone il servizio "URP condiviso", che consente alle amministrazioni di disporre di un servizio per le relazioni con il pubblico pagabile "a consumo".

In questa proposta, di cui abbiamo parlato al barcamp di Forum PA, c'è tanto di innovativo: c'è la condivisione dei servizi (come nei CST), c'è il cloud computing (il Comune interagisce con l'operatore tramite un sistema di knowledge management a distanza), c'è l'open source (il sistema di KM è basato su Drupal), c'è la multicanalità (i cittadini possono interagire col telefono), c'è l'outsourcing (indispensabile se si vuole risparmiare), c'è la customer satisfaction (il servizio raccoglie anche le segnalazioni dei cittadini e fornisce al Comnune report periodici).

Se qualcuno degli innovatori di questa community storcesse il naso, perché la proposta viene da un privato, risponderei: embè? Pensate che l'innovazione possa scaturire solo dall'interno degli Enti pubblici? Non credete, anzi, che la riforma dela PA richieda di rifefinire ruoli e modalità di erogazione dei servizi? Se quello che propongo ad un Comune, gli permette di risparmiare, dando un buon servizio, dov'è il problema?

3 commenti

Luigi Bertuzzi

Luigi Bertuzzi19/05/2009 - 11:03
Come cittadino di una Comunità Montana apprezzo la proposta .. e la segnalerò nell'ambito delle iniziative che cerco di contribuire ad avviare, anche come ospite del Blog Webeconoscenza, di Gigi Cogo. Proprio oggi ho descritto, su Webeconoscenza, una mia esperienza come utente di un URP, quello della città in cui sono nato: http://www.webeconoscenza.net/2009/05/19/automobilista-incato-con-urp-di... Personalmente, come pensionato, ho motivi (non facilmente trasferibili) per credere di dover chiedere di più. Il servizio URP dovrebbe essere come uno spartiacque; dovrebbe cioè portare benefici ai territori (culturalmente parlando) che stanno a valle di entrambi i versanti. Chiamerei questi tipo di condivisione C2PA, come in peer to peer. Cittadini e PA dovrebbero, entrambi, sostenere questo tipo di servizio, nel loro reciproco interesse. Mi auguro che questo tipo d'impostazione venga discusso al Barcamp Intercultur@2009, in programma a Giugno c/o Università di Padova; ne ho fatto cenno su Webeconoscenza: http://www.webeconoscenza.net/2009/05/17/il-menefreghismo-che-ci-frega/ Un grazie all'autore dell'articolo, per una proposta che spero mi aiuti a rendere più chiaro cosa intendo, e a Giigi Cogo che me lo ha segnalato. Luigi Bertuzzi _____________________________ Provare per credere
Emanuele Tonelli

Emanuele Tonelli16/05/2009 - 09:27
Come membro di una pubblica amministrazione non mi scandalizzo del fatto che le proposte vengano dai cittadini o dalle imprese, anzi ritengo che sia la strada maestra; ho qualche perplessità sul fatto che molto spesso le proposte non siano in realtà richieste di servizi che deve erogare la Pubblica Amministrazione, ma piutttosto tentativi non troppo nascosti di proporre prodotti e servizi: è successo al barcamp e mi sembra succeda anche sul sito Innovatori PA. Sia chiaro che la pubblicità è lecita e favorire l'attività d'impresa è uno degli obiettivi della PA soprattutto in momenti di crisi come questo, ma spacciare tutto come innovazione, mi sembra un po' troppo... Io ho messo in piedi un Centro Servizi Territoriale che eroga servizi informatici per i comuni aderenti (piccoli, ma non piccolissimi) e penso che gli URP dovrebbero essere il più vicini possibile al cittadino, legati al territorio e con una interfaccia il più amichevole possibile (sia umana che tecnologica si intende). Gli strumenti a disposizione (cioè i servizi di back office) possono e devono essere il più efficienti possibile e quindi eventualmente anche condivisi. Questa linea in particolare la vedo nel rapporto con i cittadini privati, mentre con le imprese (meno sensibili ad una eventuale mobilità e più orientate alla standardizzazione) è possibile anche attuare un vero modello di Ufficio Unico e spingere ulteriormente sui servizi on line. In ogni caso penso che dobbiamo realmente cercare di andare ad erogare servizi dove va e dovbe si trova il cittadino, come ha giustamente ricordato il Direttore dei Servizi al Cittadino del Comune di Milano al tavolo del barcamp a cui ho partecipato mercoledì scorso
Annalisa Gramigna

Annalisa Gramigna15/05/2009 - 14:45
Purtroppo non ho preso parte al barcamp e mi interessa capire di più riguardo le modalità di fruizione dell'urp condiviso. A dire la verità quello che non ho ben capito è con chi parla il cittadino e quindi come, concretamente, avviene la relazione tra l'amministrazione e il cittadino. Mi potresti spiegare meglio come funziona il servizio? Grazie Annalisa Gramigna