Due "novità" per la P.A. digitale

letto 4605 voltepubblicato il 28/05/2009 - 19:57 nel blog di Laura Strano, in Processo alla PA digitale

La prima è che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 26 maggio 2009 il  DPCM contenente “Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini”.

Il link: 

In breve:

Il cittadino che ne farà richiesta gratis alla Presidenza del Consiglio dei Ministri avrà gratuitamente una casella di PEC cioè un’utenza personale di posta eletronica certificata utilizzabile nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e valida ai fini dei procedimenti amministrativi.

Le p.a hanno l’obbligo di istituire una casella di PEC per ogni registro di protocollo e di rendere disponibile sul sito ogni informazione idonea a consentire l’inoltro di istanze da parte dei cittadini
La PEC dovrà essere utilizzata anche nei rapporti tra Amministrazione e dipendenti , ma previa Convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie o con l'affidatario del servizio, che definisca le modalità di attribuzione della casella di PEC
 

 

La seconda novità è che il Ministro Brunetta ha emanato la Direttiva n. 2/2009 avente ad oggetto: Utilizzo di internet e della casella di posta elettronica istituzionale sul luogo di lavoro
 
In breve:
 
I dipendenti pubblici non possono utilizzare internet per finalità improprie o estranee all'attività lavorativa
Le pubbliche Amministrazioni  nell'esercizio del potere di controllo devono rispettare la libertà e la dignità dei lavoratori, predisponendo misure idonee per ridurre i rischi di usi impropri, adottando come raccomanda il Garante anche un disciplinare interno ed evitando controlli costanti ed indiscriminati
 

 

36 commenti

Attilio A. Romita

Attilio A. Romita24/04/2010 - 11:32
Ottima informazione, Daniela. Non è la prima volta che viene fatta una legge, poi il regolamento di attuazione (dopo n mesi), poi le richieste e le risposte per delucidazioni (altri mesi), poi tutti dimenticano tutto e non si fa nulla. Anche questa volta, come sottolinei Tu, chi fa cosa e dove devono essere fatte le cose è lasciato all'immaginazione dei cittdini. Mi sembra giusta la proposta di invadere di mail il sito cui fai riferimento (quale è l'indirizzo) e mandare le stesse mail, per conoscenza, al sito di Brunetta e magari ai siti di destra e sinistra. Talvolta un po di rumore sortisce qualche effetto, ma mi raccomado mail formalmente corrette e firmate. Possiamo anche provare a scrivre un testo unico condiviso. Daniela a Te l'onore di proporre la prima bozza!!:)
Daniela Malusa

Daniela Malusa28/04/2010 - 11:10
La mail a cui inviare segnalazioni si chiama osservatoriopostacertificata@digitpa.gov.it . Sarebbe carino sapere se è una posta certificata..... PEr la firmare digitalmente non ti preocupare ... ho tre smart card ...
Daniela Malusa

Daniela Malusa21/04/2010 - 09:46
E' arrivata oggi una nuova circolare per la gestione delle caselle di posta elettronica certificata. Ricorda alle amministrazioni il dovere di registrarsi al sito www.indicepa.it (ops.... ora si chiama www.indicepa.gov.it .... ) Inoltre dice che l'affidatario del servizio PEC dei cittadino (però non dice chi sia) rende consultabile gli indirizzi di posta certificata dei cittadini, ma però non dice dove. Viene fornito un indirizzo e.mail a cui inviare eventuali osservazioni. Prepariamo qualcosa?
Laura Spampinato

Laura Spampinato21/04/2010 - 11:13
dato che ho richiesta e avuta recentemente mia casella certificata dall'INPS, per curiosità sono andata a vedere per quale tipo di servizi potrei utilizzarla, ma il vassoio relativo a INPS è vuoto, allora ho cercato in giro nell'ordine alfabetico e ho visto anche i Ministeri con il vassoio vuoto. Pertanto cosa dovrei fare? Scrivere genericamente a una Direzione indicata nell'organigramma e poi vedere che succede, se ho un quesito? Penso che la prima cosa che dovrebbe indicata da chi è accreditato è il tipo di servizi che può offrire con questa modalità di comunicazione. Es. a me scade l'indennità di disoccupazione a giugno. Dovrei poter trovare indicazione della possibilità di invio della dichiarazione di fine periodo tramite mia casella certificata (in alternativa "evoluta" al fax o lettera raccomandata). Cosa ne pensate?
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita07/06/2009 - 00:41
Per favore inseire direttamente tutti i commenti, gli inserimenti, i contributi e le critiche sul documento in fase di costruzione a http://padigitale.pbworks.com/Decalogo-della-PA-digitale . Seguendo questo suggerimento potremo lavorare in modo ordinati in una unica sede. Grazie.
Laura Strano

Laura Strano06/06/2009 - 21:18
Apprezzo la concretezza di Attilio e sono convinta che da questa rete può nascere qualcosa di buono. Ma ci vuole l’aiuto di tutti. Mi piacerebbe conoscere il parere di altri. Prima di progettare dobbiamo però intenderci sul "qualcosa" e capire qual'è l'obiettivo. L’analisi del problema, capire perché la p.a usa poco le opportunità della rete, serve per evitare di fare poesia e filosofia, anzi sarebbe interessante costruire in rete tutti quanti un bell’albero dei problemi, prima di progettare l’intervento. Nella Direttiva 2/2009 il Ministro conclude dicendo : “ si invitano le Amministrazioni in indirizzo attraverso i dirigenti responsabili ad attuare tutte le misure di informazione, controllo e verifica consentite al fine di regolamentare la fruizione delle risorse ICT e responsabilizzare i dipendenti nei confronti di eventuali utilizzi non coerenti con la prestazione lavorativa e non conformi alle norme che disciplinano il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni” Quando parliamo di p.a., parliamo di una miriade di Enti che vanno da Bolzano fino ad Agrigento, e a me preoccupa lo spirito del “vedetevela voi”, perchè non tutti i politici sono illuminati come il vicesindaco di Venezia, né tantomeno tutti i Dirigenti pensano come Elio Gullo che anche l’autista ha diritto all’aggiornamento, e purtroppo non in ogni amministrazione c’è un Gigi Cogo . La p.a. dovrebbe essere innovata tutta e non è giusto lasciare al singolo Dirigente la prerogativa di valorizzare o meno lo strumento, perchè se esso è valido e noi ne siamo convinti, deve essere valido e utilizzabile da tutti. Per evitare un ulteriore divario digitale tra Enti di serie A ed Enti di serie B, la proposta sarebbe quella di redigere con le professionalità presenti in rete, un decalogo, ma non tanto un sunto della miriade di norme esistenti, che è un’altra idea valida , ma per altre finalità., ma una sorta di ipotesi di regolamento-tipo non solo da sottoporre ai politici , ma anche da disseminare informalmente tra gli Enti, per chiarire non solo con l’ausilio delle norme ma con le idee di tutti , che ad esempio l’utilizzo di internet alla p.a. serve per garantire l’aggiornamento professionale e che il concetto di coerenza con la prestazione lavorativa dovrebbe essere molto ampio se parliamo ad esempio di equivalenza delle mansioni, sperando poi che il lavoro costituisca una utile base di recepimento. Laura
profilo vuoto

profilo vuoto07/06/2009 - 21:01
Elio Gullo - Ciao Laura, ritorno sull'uso di internet nelle amministrazioni per svolgere tre brevi commenti. 1. Siamo da tempo nella società e nell'economia della conoscenza. E la conoscenza non è più quella del vecchio lavoratore (o burocrate) che detenendola aveva un maggior potere. Ora è la condivisione di conoscenza che produce innovazione. Imbavagliarala è impossibile. Quindi la direttiva attuale e la sua regolamentazione in ogni amministrazione è una piccola increspatura di corto respiro, non muta il progredire di internet, del suo uso, del web 2.0, etc e delle sue enormi conseguenze. 2. Capisco alcuni tuoi timori di divario digitale tra enti, ma anche se fosse scritto nella Costituzione il (redigendo) decalogo o qualsiasi altra prescrizione, resterebbe nelle mani e nelle teste di chi opera nelle amministrazioni la capacità di tradurlo in pratica, esattamente come ora. E chi ha tela (risorse, competenze, capacità, cultura, e - purtroppo - anche la fortuna di un ambiente "idoneo") da tessere, tesserà. Ho l'impressione che la fretta di difendere qualcosa - l'accesso a internet, ad esempio - ci danneggi. Io eviterei completamente di parlarne, perché nemmeno in Cina ci riescono, figuramoci nelle nostre amministrazioni non esattamente teutoniche. 3. Il Decalogo, a mio modesto avviso, non può essere un testo di tipo normativo. Penso sia il caso di discuterne, e non solo su internet. Io sarò il 9 al convegno. Spero di incontrarvi.
Laura Strano

Laura Strano18/06/2009 - 20:29
Ciao Elio, se ti va di continuare la discussione sul decalogo proviamo ad analizzare l'idea sul forum mi farebbe piacere anche la tua idea, se puoi grazie :-) Laura
Laura Strano

Laura Strano07/06/2009 - 22:40
Se volete lasciatemi i vostri numeri, vi chiamo quando siete insieme, io non posso essere al convegno Laura
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita05/06/2009 - 13:14
Io ci sarò. Normalmente mi siedo in una delle prime file ed in uno dei primi posti a sinistra guardando il palco. Arrivederci.
Rosa Fogli

Rosa Fogli05/06/2009 - 11:45
Vorrei chiedervi se sarete presenti al Convegno Nazionale sull'Innovazione il 9 Giugno a Roma . Mi ha parlato di questo convegno Miranda Brugi.Mi sono isciritta e quasi sicuramente andro' . Sarebbe bello ritrovarsi e magari durante il pranzo dialogare per comprendere come tradurre alcune idee in azioni . Saluti ROSA
Daniela Orfei

Daniela Orfei05/06/2009 - 17:53
non potrò essere presente, non posso prendere la giornta di ferie. Mi spice, l'ccasione di confonto sarebbe stata interessante. Daniela.
Flavia Marzano

Flavia Marzano05/06/2009 - 13:45
Ci dovrei essere anche io... iscrizione confermata
Rosa Fogli

Rosa Fogli05/06/2009 - 14:00
Io arrivero' presumibilmente alle 11,30 . Vi cerco quindi nella parte sinistra prime file :-) Rosa
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita05/06/2009 - 10:17
Amici miei, quando, qualche giorno fa, abbiamo iniziato questa discussione/azione credo che fosse evidente che doveva essere una azione positiva, propositiva e pragmatica volta a smuovere "qualcosa". Se poi, con l'aiuto di molti, ci saremmo riusciti era ed è una speranza e non una illusione. Ho letto la bota di Mochi-Sismondi sulla relazione della Corte dei Conti e ne voglio riportare una frase illuminate:"Che, però, negli anni la nostra Corte abbia interpretato spesso anche un ruolo di freno e di spauracchio per i dirigenti della PA più innovativi e che tale azione sia stata forte con i piccoli e piccola piccola con i grandi (si pensi a enormi danni erariali del genere dell’affaire Alitalia) è ahimè altrettanto vero.". I Magistrati contabili sono necessari per verificare che i soldi dello stato siano spesi bene, ma allo stesso tempo sono i maggiori responsabili di molto immobilismo di comodo: molti responsabili di decisioni trincerano il loro non decidere dietro improbabili condanne della Corte dei Conti. E questo circolo vizioso dell'inazione si chiude su se stesso. E' vero che la PEC è inapplicata perchè "il walzer dei bolli tondi" non ammette delega, ma sicuramente leggendo nel senso giusto le leggi che ci sono è possibile trovare il modo di cambiare. L'idea che avevo, raccogliendo lo spunto di Laura, è che dobbiamo trovare questi modi di cambiare, dobbiamo inventarci qualcosa, dobbiamo avere il coraggio di esporci: è finito il tempo del "cittadino che protesta" ed è arrivata l'ora del "cittadino che in forza delle leggi vuole". Per farlo dobbiamo essere in tanti e convinti, ma purtroppo vedo che siamo in pochi e convinti soltanto che dobbiamo lamentarci ed, al massimo, portare avanti la lotta per "Facebook all'ora di pranzo". Scusate la franchezza e sicuramente sono io che mi sbaglio, ma percorrendo questa strada vedo solo il nulla. Nella prima delle mie note scrivevo: "Nella "sentenza del processo alla PA digitale" tenuto al ForumPA avevavmo scritto che vogliamo essere la spina nel fianco all PA che fa orecchie da mercante alle nuove regole: questo è la prima occasione per verificare e "osannare o condannare"." Rispetto a questo commento di un paio di settimane fa, non mi sembra che ci siamo molto mossi. Non voglio fare una rivoluzione politica, vorrei solo stimolare un modo diverso di considerare la PA: un ente di Cittadini che operano per i Cittadini e non contro di essi. Vorrei che la mia prossima nota fosse di osanna e non un "cahier de doleance".......speriamo!!
Daniela Orfei

Daniela Orfei05/06/2009 - 17:57
I Problemi sono molti sicuramente riguardo alla PEC. Sulla questione internet mi sembra che esistano già parecchie regolamentazioni, anche abbastanza chiare (ogni amministrazione avrà certamente stilato la sua) che non mi sembra lascino spazio a grandi equivoci. Daniela.
Laura Strano

Laura Strano06/06/2009 - 21:51
mi spiace ma anch'io non potrò esserci
Laura Strano

Laura Strano06/06/2009 - 21:51
puoi informarti Daniela su come nella tua Amministrazione è regolamentato l'uso di internet? c'è un regolamento? Laura
Laura Strano

Laura Strano06/06/2009 - 21:52
dalle mie parti non vedo regolamenti, sento solo di "blocchi" all'utilizzo, regolamenti di fatto in sostanza grazie Laura
Laura Strano

Laura Strano05/06/2009 - 07:47
Ciao Ernesto, ciao Elio, ciao Daniela e ciao Rosa e grazie per i vostri graditi interventi ho letto il blog di Ernesto che da giurista analizza dettagliatamente il nuovo provvedimento e condivido che sino ad oggi la PEC sia stato un flop, ed è un peccato .........e che il tenore dell'ultimo provvedimento più che incentivare l'utilizzo della tecnologia, tenda a ritardarne e complicarne ulteriormente l'utilizzo soprattutto con la previsione della PEC di Stato ma penso che dovremmo chiederci perché comunque la PEC sino ad oggi sia stata utilizzata così scarsamente. La p.a. al suo interno, che piaccia o no, è ancora organizzata sulla base del rapporto gerarchico. Tutti gli atti, documenti, comunicazioni e provvedimenti finali provenienti dalla p.a. e indirizzati all’esterno, e che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, cittadino o altra p.a., sono di competenza dei Dirigenti, titolari del potere discrezionale anche quando l’istruttoria viene affidata ai responsabili del procedimento. D’altra parte dall’emanazione del provvedimento finale discendono le responsabilità maggiori della Dirigenza e la connessa maggiore retribuzione di quest’ultima. Nella qualità di funzionario, anche da responsabile del procedimento, non mi viene consentito di firmare alcuna lettera indirizzata all’esterno, né ad utenti né ad altri uffici interni della stessa p.a. in cui presto servizio... Tutto viene controfirmato dalla Dirigenza o dai Responsabili di posizione organizzativa. Attribuire la PEC significa delegare qualcosa…,e ,come sottolinea Daniela, la PEC oggi è un privilegio più che uno strumento di lavoro A proposito dei doveri, nessun dipendente autonomamente può aprirsi una PEC. Allora forse il Dirigente dovrebbe essere il primo ad utilizzare con l’utente la PEC, questa sconosciuta… All’interno gli uffici delle p.a. dialogano tra loro utilizzando ancora i vecchi registri di protocollo. Le p.a. dovrebbero utilizzare al loro interno, nuovi modelli di comunicazione tra gli uffici, fermo restando che il sistema deve garantire il funzionario: se intendo dare esito negativo ad una pratica che non ritengo legale, sino ad oggi, ciò che mi garantisce è la mia firma che rappresenta la mia volontà su una lettera protocollata con data certa, che potrà essere esibita eventualmente ad un giudice, o sequestrata .. . La PEC potrebbe essere una buona idea .... accompagnata da altre norme.. La p.a. italiana non procede solo per obiettivi; se l ‘obiettivo è l’affidamento di un appalto, tra il bando, la gara e la dettagliatissima procedura prevista dalla nostra legislazione c’è un mare di adempimenti obbligatori, previsti dalla legge ed ineludibili di cui risponde il funzionario…… Il pubblico dipendente ha un problema di responsabilità personale che il dipendente privato non ha. L’innovazione nella p.a. è tecnologia, ma c’è bisogno anche di legalità, ma non solo nell'utilizzo di internet... La p.a è divorata dalla politica, dalle inutili consulenze, da politici di passaggio che oggi ci sono e sanno che domani se ne vanno, e non esistono né controlli né sanzioni, e come al solito la responsabilità è attribuita ai dipendenti…. http://saperi.forumpa.it/story/33274/oltre-che-fannulloni-anche-corrotti... Altro che direttiva per l'utilizzo di internet! Come dice giustamente Elio la partita del cambiamento non si gioca imbavagliando internet! Laura
Ernesto Belisario

Ernesto Belisario02/06/2009 - 02:17
E' un periodo di grande fermento per la PA digitale; per attuare il Piano di E-government 2009-2012 presentato lo scorso gennaio c'è bisogno di nuove norme. Ben presto i provvedimenti citati da Laura saranno seguiti da altri ancora più innovativi, almeno sulla carta. In merito al Dpcm sulla PEC ho scritto qualcosa un paio di post sul mio blog ( qui: http://blog.ernestobelisario.eu/2009/05/27/posta-elettronica-certificata... e qui: http://blog.ernestobelisario.eu/2009/06/01/posta-elettronica-certificata...), mi fa piacere se mi dite cosa ne pensate. Ernesto Belisario http://blog.ernestobelisario.eu
Rosa Fogli

Rosa Fogli01/06/2009 - 23:17
Istituire lo Spostamento in RETE oltre allo Spostamento Lavoro Istituirei la Pausa Chat oltre alla Pausa Caffè Istituirei la e-mail personale oltre alla telefonata personale .
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita01/06/2009 - 18:04
L'idea iniziale è di costruire una sorta di Tavola delle Leggi, "si parva licet comparare magnis", basata su leggi esistenti che sia di obbligo e stimolo per il legislatore e per i responsabili dlla PA per l'applicazione di quanto già deciso o nella redazione di norme successive. Per questo motivo occorre stabilire, o meglio copiare o mutuare, articoli di leggi esistenti per definire principi generali ineludibili. Il problema dell'uso "privato" di dotazioni d'ufficio è già troppo regolamentato e solo una applicazione incline al comando bruto per evitare pericoli alla propria ressponsabilità, produce risultati "sciocchi". Da questo punto di vista il problema di accedere ad Internet o alla posta personale in orario di ufficio o alle informazioni in Rete, è un problema marginale, seppur importante. Un male di molte nostre leggi e regolamenti è di voler regolamentare tutto troppo bene e questo produce complicazioni e "fuga dalle responsabilità" da parte di qualche amante del "bollo tondo". In questa ottica aiutateci a scrivere per PA Digitalee, soprattutto a vigilare sulla sua successiva applicazione. Sono ragionevolmente sicuro che potremo trovare supporto politico in ambedue gli scheramenti politici maggiori e, come diceva il poeta: "de minimis non curat praetor". Le due citazioni latine sono solo un mio vezzo per ricordarmi che dopo più di mezzo secolo, la memoria funziona.
Laura Strano

Laura Strano31/05/2009 - 12:03
Attilio ha già creato il sito condiviso http://padigitale.pbworks.com/Decalogo-della-PA-digitale una precisazione proporrei non tanto di riscrivere regole esistenti , quanto di puntualizzare alcuni capisaldi per evitare restrizioni da parte della p.a. ritornerei all'idea del disciplinare interno uniforme Faccio un esempio: nella Direttiva al punto 3 si legge: "l'Amministrazione tenendo conto dei diversi profili professionali autorizzati all'uso della rete potrà adottare una o più delle misure indicate dalla citata deliberazione del Garante.." "individuazione di categorie di siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa".. E qui scatta la restrizione...perchè la distinzione tra i profili? Cosa significa che se un dipendente lavora all'ufficio personale può solo avere accesso ai siti concernenti tale materia? e chi lo stabilisce ? E perchè non potrebbe dare un'occhiata a un sito diverso per esempio che riguarda la contabilità pubblica o altro.. Altro esempio pratico tratto dalla realtà : i dipendenti hanno accesso solo ai siti consentiti e inseriti in un elenco che di volta in volta vengono aggiunti su segnalazione. In genere non ci sono problemi nell'aggiungere di volta in volta siti all'elenco, ma altro è la possibilità di fare ricerche con il motore di ricerca altro è consultare l'elenco di volta in volta o vedersi negata continuamente la pagina perchè non inserita in elenco Allora io comincerei così: 1. Tutti i dipendenti pubblici senza distinzione di profili professionali hanno accesso alle informazioni esistenti nela rete concernenti tutte le materie relative al pubblico impiego, alla legislazione e alla cronaca, in osservanza al comma 4 dell'art. 7 del dlgs 165 del 2001 :"Le amministrazioni pubbliche curano la formazione e l'aggiornamento del personale, ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali, garantendo altresì l'adeguamento dei programmi formativi, al fine di contribuire allo sviluppo della cultura di genere della pubblica amministrazione" 2. Nell'intervallo (pausa pranzo) i dipendenti pubblici hanno la libertà di accesso e possono assolvere tutte le incombenze amministrative e burocratiche nei confronti di altre pubbliche amministrazioni, banche ecc., navigare liberamente ad eccezione dei siti preventivamente bloccati e non consentiti in quanto lesivi del decoro della p.a..... La mia idea è questa, la vostra? Saluti a tutti Laura
Daniela Orfei

Daniela Orfei01/06/2009 - 16:37
Mi sembrano delle buone proposte. A parte l'accesso ad internet, che ognuno disciplina, si presume, essendo cosciente delle eventuali responsabilità, l'accesso alla posta elettronica è soltanto per uso interno ( salvo casi autorizzati ad uscire all'esterno). Mi sembrerebbe particolarmente utile la possibilità di utilizzare la posta elettronica certificata ( per fini istituzionali altrimenti sarebbe impossibile servirsene) per l'inoltro di corrispondenza, che ancora viaggia per iscritto e tramite i postini, con tutti i soggetti con i quali potremmo essere in grado di farlo, prime fra tutti le organizzazioni di patronato (con i privati cittadini forse non sempre sarebbe facile, pensiamo ai pensionati, per studi commerciali, consulenti etc. sarbbe già diverso) con le quali alcune pubbliche amministrazioni hanno frequenti rapporti. Questo però mi fa pensare ad un ulteriore problema: non tutta la corrisppondenza viene firmata dal dirigente; ci sono situazioni interlocutorie che vengono evase da funzionari, come facciamo con la firma? Ci servirebbe la firma digitale? Chi deciderà a chi attribuire quello che, per il momento, sembra essere più un privilegio che uno strumento di lavoro? Daniela.
profilo vuoto

profilo vuoto01/06/2009 - 14:05
Elio Gullo - Quello che il Ministro Brunetta ha scritto è un invito alla responsabilizzazione delle amministrazioni e dei rispettivi dirigenti e dipendenti. Nulla di più, mi pare. Il tuo punto 2 - privo di limiti temporali non controllabili - può essere utile. Quando lavoravo al Dipartimento della funzione pubblica ammonivo i dipendenti dall'utilizzare risorse pubbliche per fini privati (scaricare mp3, in quel periodo) e, dopo un avviso via mail a tutto il personale, cancellavo dai server tutti gli oggetti "musicali". Ma non mi serviva una direttiva per farlo. In epoche pre-internet - ma anche adesso - se compilo il 730 in ufficio non sto forse utilizzando spazi, risorse, energia elettrica, penne, carta etc. pubblici per fini privati? Sempre in Funzione pubblica - nel 1998, per precisione - consentii a tutto il personale (autisti inclusi) di disporre di una mail e dell'accesso a internet, condividendo appieno quello che Laura Strano indica al punto 1 del suo post. Imbavagliare internet è molto molto difficile. Non è qui che si gioca la partita del cambiamento nelle amministrazioni, sebbene la Direttiva costituisca un utile ripasso.
Laura Strano

Laura Strano29/05/2009 - 19:54
Carissimi Flavia e Attilio Grazie Flavia per la interessante segnalazione del DDL, cui ancora ho dato però solo una fugace occhiata . Flavia, io concordo con Attilio, la mia idea è molto più semplice e per così dire “terra terra”, da “impiegata”, e comunque a breve termine, ma dovremo avere la collaborazione di voi che state a capo della rete ( tua, di Gigi, di Giacomo, di Laura, Sergio, Salvatore e di tutti nessuno escluso) e di noi tutti se c'è condivisione. Penso all’idea di redigere tutti insieme un disciplinare, regolamento, decalogo, codice, protocollo operativo, chiamatelo come volete, condiviso e “certificato” dalla rete degli innovatori, breve, con poche chiare regole da sottoporre alle Amministrazioni a cominciare ovviamente da quelle presenti in rete tramite gli innovatori. Il Regolamento operativo di cui parla il Ministro in sostanza, che a mio avviso dovrebbe essere pressocchè uguale dappertutto, per consentire a chi è indietro di avanzare. Perché le Amministrazioni dovrebbero dire sì? Perché diremo che: a)è certificato dalla rete degli innovatori della p.a. ed è stato redatto da tante professionalità interdisciplinari b)rappresenta un garanzia di innovazione, c)è adottato o sta per esserlo dalla stragrande maggioranza delle Amministrazioni (chi prima ci riesce farà da traino per gli altri) d)sarà pubblicato un elenco delle p.a. che decidono di adottarlo e che quindi sono innovative (un po’ di psicologia..) :-) e)in fondo sta scritto nella Direttiva che bisogna in qualche modo regolamentare, meglio sbrigarsi perchè Brunetta non scherza :-) Il risultato sarebbe di uniformare in tutte le Amministrazioni l’applicazione pratica degli strumenti 2.0, e dare un contributo a costo zero anche a tutte le p.a. che non hanno le risorse professionali o “illuminate” per adeguarsi. Non è poco. Lavoriamo in questa rete. Proviamoci! Servirà a tutti ma soprattutto a quanti di noi lavorano all'interno della p.a. e da soli non riuscerebbero nemmeno a elaborarla una buona proposta. Laura
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita30/05/2009 - 09:32
L'idea di Laura mi pare un buon passo iniziale. Proviamo ad estrarre da: - "DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 dicembre 2000, n. 445 "Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa." - Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112 - S.O. n. 93 “Codice dell’amministrazione digitale” aggiornato dal D.Lgs. n. 159 del 4 aprile 2006 pubblicato in G.U. del 29 aprile 2006, n. 99 – S.O. n. 105 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7/3/2005 n. 82 recante codice dell’amministrazione digitale” - L'ultima direttiva Brunetta cui faceva riferimento Laura una serie di 10 o 12 (e lo chiameremo dodecalogo) brevi regole chiare e tassative e le faremo diventare la summa delle regole della rete e per la rete che la PA deve rispettare. Sarà il nostro manifesto ed il tormentone che in tutte le occasioni sarà presentato e sostenuto. Il manifesto, contenendo frasi leteralmente estratte da leggi e regole di governo e di opposizione in fasi laterne, corre il "rischio" di dover essere accettato da ambo le parti. Forse potrebbe essere il primo passo di uno stimolo che forse avrà effetto. Abbiamo circa 20-25 giorni per prepararlo in quanto adesso tutti i politici sono impegnati per stravincere, non perdere o non sparire. Flavia vorrei invitarti ad aprire un wiki intestato "Decalogo della PA digitale" aperto a tutti e organizzato in 3 parti: Regole, contenuti, commenti. Tra le regole potrebbe essere copiata questa mail ed una data di scadenza 25/06/2009. Il contenuto deve essere composto da 10 (12) righe estratte letteralmente dalle leggi indicate. I commenti possono essere inseriti per suggerire alternative. Non appena aperto il wiki faremo una mail circolare a più gente possibile. Nel giro di una settimana potremo verificare se il popolo della rete è una realtà o una figura poetica. Un caro saluto a tutti.
Laura Strano

Laura Strano29/05/2009 - 07:11
Attilio la parola "novità" è virgolettata non a caso la Direttiva è immediatamente operativa, si limita a rammentare la normativa esistente, gli obblighi, i poteri, i diritti e doveri da ambo le parti, richiamando però la necessità per le Amministrazioni di regolamentare e di esplicitare tramite regolamenti e disciplinari le regole e gli strumenti per l'uso di internet , per l'utilizzo della posta elettronica, ed anche per l'utilizzo di internet per svolgere attività che non rientrano tra i compiti istituzionali. A questo proposito al paragrafo quattro prevede la possibilità per i dipendenti, a titolo esemplificativo, di effettuare adempimenti on line nei confronti di altre p.a. o di tenere rapporti con istituti bancari e assicurativi. La cosa che non mi convince è il rinvio alla ulteriore regolamentazione che al solito dividerà gli Enti "illuminati" da altri che in attesa di futura regolamentazione manterranno lo status quo. Quanto al DPCM la PEC era già prevista, ma qualche novità c'è, ma anche lì si rinvia ad una procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio. Non sono però riuscita a capire perchè sono stati già stabiliti termini restrittivi " I cittadini possono recarsi presso gli uffici abilitati all'attivazione a partire dalla data comunicata dal sito all'atto della registrazione entro e non oltre tre mesi a partire da tale data ..." In ogni caso l'importante è che se ne parli Cosa possiamo fare noi? Io pensavo alla possibilità di ragionare tutti insieme e lavorare su un brevissimo disciplinare, comune e condiviso dalla rete degli innovatori da proporre alle rispettive Amministrazioni, ovviamente innovativo! Con l'aiuto di tutte le professionalità presenti sulla rete giuristi, informatici ecc, .. ! Cosa ne pensate? Potrebbe essere l'occasione per inserire e disseminare qualche novità ..!
Flavia Marzano

Flavia Marzano29/05/2009 - 16:05
Si può fare... (ops)... ma per davvero. C'è un Disegno di Legge che è su un wiki e su cui ognuno di noi può proporre emendamenti/suggerimenti... abbiamo tempo fino al 15 luglio, avanti allora, coraggio... Ecco il link al wiki: http://tinyurl.com/DDL-Vita-Vimercati
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/05/2009 - 16:53
Il DDL Vita-Vimercati è una proposta organica, articolata ed organizzata che sicuramente dovrebbe essere approvata, ma perchè possa andare avanti deve avere un appoggio bypartisan che deve essere costruito. Sicuramente il sentire comune del 90% dei parlamentari, governo ed opposizione, è d'accordo con i contenuti, non così, forse, il "sentire politico" e questo DDL "resterà nel cassetto". Quale è la soluzione? Forse affrontare un problema per volta. Il decreto citato da Laura Strano parla di PEC e casella postale, bene troviamo il modo di far aggiungere un piccolo allegato cogente ed avremo fatto un piccolo passo. Tra le righe di tante "regole per il buon funzionamento della PA" che giornalmente emette il Ministro Brunetta, cerchiamo qualche piega per raggiungere lo scopo che ci prefiggiamo tutti: "una pa al servizio del cittadino e non viceversa". Alla fine nessuno di noi potrà cantare (ho scritto proprio CANTARE) per una propria vittoria personale, ma sicuramente avremmo raggiunto un gran risultato somma di tanti piccoli risultati. E' una strada più difficile perchè occorre stare sempre all'erta e sul pezzo, ma io preferisco che non si parli di me piuttosto che si dica: "era un grand'uomo, ma nessuno lo ha capito".
Flavia Marzano

Flavia Marzano29/05/2009 - 17:05
Forse, ma il DDL è UN problema... se il processo è partecipato e se moltissimi dicono la loro, e lo supportano/emendano... il suo iter sarà più facile, non tirarti indietro proprio tu!
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/05/2009 - 18:21
Flavia, devo dire purtroppo che non si tratta di tirarsi indietro, si tratta banalmente di trovare la strada possibile per arrivare ad un risultato. Siamo in democrazia, fortunatamente, ed il mio voto conta UNO come il tuo e come quello di non molti altri che pensano che gli strumenti tecnici ai quali facciamo riferimento siano un valore reale ed economico da portare avanti. Mille che emendano il DDL e 10000 che lo supportano sono solo un piccolo infinitesimo gruppo percentuale e per vincere ci vuole il 50% + 1. Le guerre di religione o per gli ideali sono belle e alla lunga, spesso molto alla lunga, vincono. Io vorrei sfruttare i 50 anni che mi restano, vorrei arrivare a 120 anche io, per vedere qualche vittoria. Usando un linguaggio pugilistico, lavoriamo ai fianchi per fiaccare certe resistenze, ma non rinunciamo a pazzare qualche buon colpo che comunque aiuta a vincere. Ogni volta che possiamo saliamo su piccoli carri e, come motociclette nel traffico, arriviamo prima al risultato. Ogni grande edificio è il risultato di un piano e di mille mattoni: costruiamo un piano e cominciamo a mettere in opera un marttone dopo l'altro. Mai come in questo caso è valida una canzone, che politicamente non condivido, ma che penso sia molto giusta: "un pueblo unido che mas sera vencido!" - (sullo spagnolo non giuro). Avrei voluto proporlo come inno sociale, ma per la politica delle cose potrebbe non essere produttivo.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita29/05/2009 - 09:04
è vero le tue virgolette sono il commento più giusto ed esauriente. Io penso che, più che ragionare insieme, si trovi il sistema far inserire un'ultimo articolo del tipo: "la nuova regolamentazione entra immediatamente in vigore. L'ente delegato alla Gestione sono le Poste Italiane che entro tre mesi dalla data di pubblicazione di questa norma devono procedere alla messa in atto di tutte le procedure operative. Tutte le Amministrazioni statali sono tenute entro tre mesi dalla data di pubblicazione di questa norma all'adempimento delle norme previste da questo decreto. I direttori generali, o in mancanza il facente funzioni, è responsabile dell'applicazione della norma ed è imputabile di omissione di atti di ufficio ove tale applicazione subisse ritardi di qualsisa genere ivi compresa la forza maggiore". Forse il linguaggio non è propriamente tecnico, ma solo una norma molto stretta, senz se e senza ma, potrebbe raggiungere lo scopo ...di mettere il sale sulla coda ai burosauri :)
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita28/05/2009 - 20:41
Ho letto rapidamente la nuova norma e mi sembra di dover fare le riflessioni che seguono. Ogni cittadino potrà avere la casella di posta elettronica certificata per colloquiare ufficialmente con la PA, e questa è cosa buona. Quando avverrà ciò non è stabilito, per ora si sa che esisterà un fantomatico "sito" dove trovare tutte le regole e dei fantomatici uffici che dovrebbero essere "l'ultimo ufficio pubblico" da frequentare personalmente e dove portare pezzi di carta che cerificano informazioni già in possesso della PA, in barba a qualche precedente legge a riguardo. Non ho trovato un articolo, un comma, una riga dove è scritto che vengono "tagliate le mani al burocrate disobbediente"!!! Vorrei tanto sbagliarmi, ma ho paura che questo sia un altro capitolo della storia: "Le leggi son, ma chi pon mano ad esse!!".
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita28/05/2009 - 20:27
Molto bella questa notizia e, come diceva Nino Manfredi in una famosa scenetta, "fusse ca fusse la volta bbona!". Leggerò attentamente le due fonti ufficiali e subito dopo cercherò di formulare una proposta operativa, dedicata a "tutti noi" per verificare l'effettiva operatività pratica di quanto legiferato. Nella "sentenza del processo alla PA digitale" tenuto al ForumPA avevavmo scritto che vogliamo essere la spina nel fianco all PA che fa orecchie da mercante alle nuove regole: questo è la prima occasione per verificare e "osannare o condannare". Estote parati!