A margine della "Giornata dell'innovazione"

letto 2783 voltepubblicato il 10/06/2009 - 10:41 nel blog di Attilio A. Romita

Ieri, 9 giugno, nella prestigiosa sede della Confindustria di Roma ha avuto luogo la celebrazione della "Giornata Nazionale dell'Innovazione" 2009.

Come si legge nell'indirizzo di saluto del Ministro Brunetta:

"Il Convegno sull’innovazione , coinvolgendo tutti i principali attori impegnati a favorire l’innovazione e le capacità tecnologiche italiane, avvierà quattro tavoli di coordinamento permanenti, per condividere i traguardi da raggiungere e riscontrare annualmente i risultati ottenuti.

La Giornata dell’Innovazione è il momento in cui valorizzare le migliori esperienze d’innovazione del Paese, premiando i campioni nazionali dell’innovazione, e sensibilizzando tutti, in ogni settore di attività del Paese, sull’importanza di perseguire obiettivi di miglioramento e innovazione nell’interesse generale."

Gli interventi, tutti ad altissimo livello, hanno sottolineato l'importanza di cogliere idee nuove e di applicarle perchè questo è l'unico modo per affrontare questo periodo di dine crisi e per essere pronti e forti nel momento della sicura ripresa.

Il ministro Brunetta, con la sua solita sincerità, ha affrontato il tema del funzionamento della "macchina PA" ed ha presentato alcuni provvedimenti (macchina Giudiziaria a Roma e Sanità elettronica) che porteranno a risparmi e soprattutto a miglior funzionamento.

La parola innovazione nel corso della giornata è stata pronunciata con una frequenza di almeno 2-3 volte al minuto. Per le reali azioni innovative un esito positivo al mese sarebbe un bel successo, .....ma io in questo settore perdo tutta la mia naturale positività.

Sentendo questo ripetere continuo della parola Innovazione mi è venuta in mente la seguente considerazione:

  • 30 anni fa la parola d'ordine era informatizzazione
  • 20 anni fa la parola d'ordine era automazione
  • 10 anni fa la parola d'ordine era integrazione
  • oggi la parola d'ordine è innovazione

Tante parole d'ordine per un solo sano concetto: efficienza ....chi sa quale sarà la prossima parola d'ordine per giustificare un nuovo procedimento che porti ad una efficienza sospirata e mai raggiunta.

 

 

6 commenti

Ilaria Bifarini

Ilaria Bifarini21/06/2009 - 12:22
Ilaria Bifarini Invito tutti a riflettere sulle parole di chiusura del ministro: "L'Italia in questo momento è un po' distratta - dal momento particolare, dagli esiti elettorali - e il monitoraggio della crisi risulta molto parziale. Eppure la stragrande maggioranza dei nostri problemi è proprio di innovazione organizzativa." Occorre partire da qui se si vuole uscire dalla crisi, recuperando un clima di fiducia che premi l'impegno e la creatività innovativa, l'unica strada in grado di creare efficienza, mettendo al centro le idee. Tutto ciò anche al fine di garantire al nostro paese una posizione di eccellenza a livello internazionale, che faccia emergere l'Italia di qualità, fatta di tanti piccoli innovatori, fedeli alla nostra tradizione classica di innovazione, che troppo spesso rimangono ai margini del sistema produttivo del paese.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita10/06/2009 - 20:21
Quando ho fatto la differenza tra numeri e sensazioni, forse non mi sono spiegato bene. Infatti il sig. Sperandio ha ritenuto che scaricando una fila di numeri giusti potesse dimostrare che il discorso di Brunetta era errato. Io potrei copiare il 50% dell'annuario statistico dell'ISTAT, ma sarei altrettanto fuori tema. Non sono un ammiratore sfegatato del Ministro, ma devo riconoscere che nell'esporre le sue tesi è molto semplice, non semplicistico, e facile da comprendere ed inoltre non ha bisogno di un difensore d'ufficio. Provo a riepilogare per punti quanto Brunetta ha detto. Cito le cifre a memoria e potrei dire qualche imprecisione non sostanziale. Questo, se la memoria non mi tradisce, era il ragionamento: 1. La crisi è entrata nei suoi momenti più critici negli utimi 4 trimestri. 2. Le statistiche su base annua riferite al 2008 e precedenti non danno una foto esatta di quanto avviene e soprattutto dei trend. 3. Nel corso degli ultimi 12 mesi il costo della vita è aumentato di meno del 3% 4. Nel corso degli ultimi 12 mesi le retribuzioni medie degli occupati (PA e privati) sono aumentate di circa il 4%. 5. Sulla base di questi dati il potere di acquisto degli occupati è aumentato quindi dello 1%. 6. Con questi dati per gli occupati più tranquilli, cioè quelli che dipendono da entità che non falliscono per definizione, non c'è povertà a causa della crisi Nei momenti di crisi è importante rimboccarsi le maniche, cercare dove è possibile evitere sprechi, e soprattutto è importantissimo indirizzare i propri sforzi a costruire e non a piangere. Non essendo io il Conservatore della Verità, mi farà piacere leggere le critiche che quasi certamente questa mia riflessione susciterà. Fortunatamente siamo liberi di criticare, ma spero, sempre per costruire.
Claudio Sperandio

Claudio Sperandio11/06/2009 - 13:41
Claudio Sperandio 1. La crisi è entrata nei suoi momenti più critici negli utimi 4 trimestri. Se vado male 4 trimestri a scuola, mi bocciano. 2. Le statistiche su base annua riferite al 2008 e precedenti non danno una foto esatta di quanto avviene e soprattutto dei trend. Se resto senza bere per 10 giorni probabilmente muoio per disidratazione...il trend mi dice che dopo morto qualcuno mi porterà l'acqua, thanks! 3. Nel corso degli ultimi 12 mesi il costo della vita è aumentato di meno del 3% Nel corso degli undici mesi una percentuale "al vostro buon cuore" dei nostri emolumenti se n'è andata per il sovrapprezzo del petrolio, di gran lunga superiore al costo della vita (di chi?). 4. Nel corso degli ultimi 12 mesi le retribuzioni medie degli occupati (PA e privati) sono aumentate di circa il 4%. I sillogismi sono alla base delle guerre. Aumentare del 4% lo stipendio a uno che ha due figli e prende 900 euro ed a settembre ha dovuto comprare 2 grembiuli per grazia ricevuta dalla Gelmini vanifica la tesi di Brunetta. 5. Sulla base di questi dati il potere di acquisto degli occupati è aumentato quindi dello 1%. Al cinema. 6. Con questi dati per gli occupati più tranquilli, cioè quelli che dipendono da entità che non falliscono per definizione, non c'è povertà a causa della crisi. La maggior parte degli occupati "tranquilli" sostiene famiglie con studenti, donne inoccupate, lavoratori in nero, familiari a carico ecc. Se per povertà intendiamo quella africana, siamo d'accordo...se invece parliamo di sottosviluppo, decrescita del PIL, diminuzione dei laureati, crsisi della produttività, incognita dei prodotti derivati acquistati dagli enti locali, crisi valoriale e dell'informazione, allora...lasciamo perdere.
Claudio Sperandio

Claudio Sperandio10/06/2009 - 14:10
Capisco la domanda, un pò meno se sia provocatoria. Stamattina i dati ISTAT dicono che il tendenziale del PIL è -6%, credo il dato tra i più negativi in Europa. Se i "cassaintegrati" devono essere considerati lavoratori, allora gli "inoccupati" (quelli che hanno rinunciato a cercare lavoro)dovrebbero essere disoccupati, per cui ne abbiamo a milioni. Se a Brunetta (ed a lei?) risultano, a conti fatti, che l'Italia nella fase più critica della crisi finanziaria ed economica ha perso "solo" 400.000 unità di lavoro, non capisco perché le aziende (dati Unioncamere) parlano di -220.000, il settore edilizio (dati ANCE) di -250.000, il centro studi di confindustra solo a marzo 2009 parlava di -507.000, i sindacati ancora peggio. Il mese scorso l'ISTAT ha pubblico il rapporto 2008 nel quale per il primo anno, dal 1995, la crescita degli occupati è stata inferiore a quella dei disoccupati. Le entrate del fisco sono state -6,6% (Sole24ore) rispetto allo scorso anno, circa 4 miliardi di euro. Draghi ha parlato di 1,6 milioni di lavoratori privi di sostegno in caso di licenziamento (la richiesta della cassa integrazione è letteralmente esplosa negli ultimi 12 mesi). INPS ha presentato alcuni dati sulla richiesta di cassa integrazione (preludio, quasi sempre, a meno di miracoli, a numerosi licenziamenti) Le ore autorizzate di cassa integrazione sono state 293 milioni, il 356% in più rispetto al 2008. I settori che hanno registrato il maggior incremento sono stati quello metallurgico (+3183%), il meccanico (+2109%) e il chimico (+1305%). Eurostat parla di disoccupazione alle stelle (ovviamente i dati dell'Italia non sono disponibili...). E' sufficiente a giustificare il brusìo? Immaginando che non lo sia, io sono un impiegato dello stato e le posso assicurare che il mio potere d'acquisto è in coma irreversibile! Il petrolio ha superato di nuovo i 70 dollari al barile (http://www.oil-price.net/index.php?lang=it) e non certo grazie alla domanda in zona Ue...ma io non sono un economista che poteva vincere il Nobel, quindi mi taccio. P.S.: mi permetta, a proposito del gioco sulla statistica, di citare il compianto T. Terzani, che in un suo libro scrisse "La statistica mente spudoratamente con matematica esattezza": veda lei quali numeri mentono, a riguardo. Stia sereno. Claudio Sperandio
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita10/06/2009 - 12:55
Spesso le sensazioni ed i numeri non vanno d'accordo ed alle riflessioni numeriche si oppone solo rumorio incostistente. Se il ragionamento di Brunetta è sbagliato, si faccia avanti qualcuno e lo contesti con termini numerici e non con sensazioni. Se non esiste nessuno in grado di contestare due numeri, le possibilità sono due: 1 - i numeri contestati sono veri 2 - nessuno è in grado di dimostrare che non sono veri perchè forse sono veri. Il resto è "brusio" privo di valore reale.
Claudio Sperandio

Claudio Sperandio10/06/2009 - 12:21
Il momento più singolare dell'evento è stato quando Brunetta ha presentato il "suo" quadro macroeconomico...i commenti li potete leggere nei vari articoli usciti oggi a riguardo ed ascoltarli alla fine del video. http://tg24.sky.it/tg24/economia/2009/06/09/In_Italia_non_ce_poverta_Bru... Claudio Sperandio