Salve Sig. Salvatore "Agost&hellip",
la ringrazio per il suo dettagliato e certosino elenco di ragioni per cui le cose non funzionano nella PA.
Ringrazio anche Daniela Orfei per i suoi accorati tentativi di descrivere come le cose non funzionano nella PA.
E' vero non sono un dipendente esperto degli oscuri travagli della burocrazia, sono soltanto un utente che per fare qualcosa di pubblico è giustamente legato al rispetto delle leggi ed è obbligato a "chiedere la collaborazione " della PA.
Tutti i motivi elencati da Salvatore e da Daniela sono sicuramente sacre verità, ma non esiste alcuna ragione perchè non possano e debbano essere cambiati.
Io dall'esterno posso soltanto indicare punti di malfunzionamento, posso provare a cambiare qualcosa attraverso i meccanismi elettorali oppure, ma non mi sembra sportivo, imbracciare un Kalanscikov per prendere possesso della PA.
Spesso si accusano i politici, ma anche le idee più "matte" dei politici vengono inglobate nel magma dei visto l'art. 27 comma bis, considerato il comma ter del Regolamento k25, riletta la comunicazione 27ter, tutto resta fisso ed immutabile nella burocrazia.
Salvatore dice che il responsabile PA, stremato dalla impossibilità di non poter usare strumenti più moderni, ritorna "alla velina": io dico che la fuga non è quasi mai una buona soluzione.
Daniela dice che non sempre i migliori sono premiati, è sicuramente vero, ma vorrei domandarle quante volte un ricorso al TAR ha tolto un premio al meno meritevole. Se tutte le volte che si ricorre al TAR è per avere qualcosa che ci spetta e questo qualcosa non è "tolto all'usurpatore", il risultato è di premiare i non meritevoli e dare un contentino ai meritevoli.
Forse è ora che dall'interno, Sindacati o COBAS o chiunque, inizino a leggere cosa si dice dall'esterno della PA e sia dia inizio ad una operazione di pulizia.
Se qualcosa sino ad ora non era mai stata fatta, forse è ora di farla e fors è ora di multare chiunque usi la parola prassi.
Come ho detto, sono solo un cittadino "esterno" alla PA che vede che esistono circa un dipendente statale (nazionale, regionale, provinciale, etc) per ogni circa 20 cittadini. ANCHE CONSIDERANDO LE MILLE SFACCETTATURE DELLA PA IL RAPPORTO 1 A 20 DOVREBBE SOTTINTENDERE UN SERVIZIO MIGLIORE.
Salve e ben ritrovati a tutti.Il ritorno dalle ferie è sempre un pò traumatico ma occorre rimboccarsi le maniche e cercare di far funzionare come si deve questa nostra P.A.
Parto da una premessa: Comprendo,giustifico e sono pienamente d'accordo con il Sig. Attilio sui mali dell'amministrazione pubblica,i ritardi nell'applicazione dei sistemi informatici di rete e sulle "scuse" spesso anteposte a qualsiasi tentativo di migliioramento. Ma Attilio non appartiene alla Pubblica Amministrazione e quindi,potrebbe non essere a conoscenza di aluci meccanismi di funzionamento della stessa che ne determinano il suo andamento.
Ciò che non comprendo e giustifico sono gli interventi che si leggono,qu',ma anche su altri forum e molti "media che riguardano il nostro lavoro,da parte di altri colleghi o autorevoli conoscitori dell'amministrazione, che "sembrano" lavorare in un altro mondo,un altro Paese e non in Italia e accusano l' inefficienza, il lassismo,l' incapacità che si anniderebbe al suo interno. Domando:
-E' mai capitato a taluni di questi detrattori di iniziare un progetto per es. di semplificazione,sburocratizzazione,partecipazione in rete,informatizzazione,grado di soddisfazione dell'utente ecc.ecc. ed attivare servizi come posta certificata,e-mail,siti dedicati,interazione per l'invio in tempo reale di domande,documenti,pubblicazione di elenchi, il tutto inteso a favorire la massima partecipazione del cittadino con la minima spesa in termini non solo economici ma anche materialei,come la possibilità di interagire con la p.a. senza muoversi da casa,evitare file ecc? Ed è mai capitato di dover "interrompere o "annullare" il servizio perchè il p.c, non funziona,il sistema è in avaria,la "rete"...è bucata! o non si può fare il tale aggiornamento perchè manca per.es il tecnico addetto o per mille altri piccolissimi inconvenienti? In questi casi,che pure dovrebbe ben conoscere chi lavora o si occupa di p.a. non c'è volontà,capacità.impegno del dipendente,dall'ultimo della scala gerarchica al suo Dirigente, che tenga,il servizio verrà bloccato o soppresso per un tempo pari a quello occorrente alla risoluzione del problema (ove il tecnico o chi per lui ne sia capace e "l'affare" sia di sua competenza.....altrimenti ...addio!!!) . Ecco allora che giocoforza anche al più tenace del funzionario è costretto ad arrendersi e per far continuare il lavoro utilizzare le vecchie "minute " e originali in forma cartacea sperando che funzioni almeno word,perchè le macchine da scrivere sono scompare e con esse le dattilografe.
Ho voluto dire tutto questo per evidenziare che la struttura della nostra mammininstrazione è ancora troppo "elefantiaca" e "burocraticizzata" ciò che non ne permette un utilizzo snello e veloce .Se,invece, ogni unità che si occupa di un programma o atto o procedimento fosse autonoma e costituita come un "celletta" e ciascuna fosse dotata di capacità di spesa e rendicontazione dei risultati,con un responsabile che possa intervenire "fattivamente e concretamente" in caso di necessità senza dover attendere pareri,perizie,risposte ufficiali,autorizzazioni di spesa o di invii in missione,(solo per fare degli esempi) tutto funzionerebbe meglio e con indubbio vantaggi per tutti. Ma queste soluzioni sono "politiche!" non dipendono da noi che possiamo solo continuare a fare il nostro dovere. A presto
Ma ti assicuro, ed io opero nella pubblica amministrazione da più di diciotto anni, che spesso il banale problema tecnico non riesci a risolverlo perchè il "tecnico informatico", non ha voglia di venire da te; motivo? Inspiegabile! Forse preferisce andare da qualcun'altro, oppure è oramai prossimo alla pensione e quindi, anche se con un ottima retribuzione, certamente demotivato, oppure tu sei meno simpatica/o con lui rispetto a qulcun'altro e qundi il tuo computer (parlo per eperienza diretta) nonostante fa i capricci non viene sostituito mentre vengono sostituiti quelli di altri colleghi, magari solo per assegnargliene uno nuovo (sembra che questi non siano strumenti di lavoro ma "status simbol").
Una volta mi sono sentita dire, in presenza di terze persone, da un funzionario di livello elevato, che i computer nuovi stavano sulle scrivanie di quelli che non lavoravano...... Se voleva essere spiritoso ti assicuro che non è riuscito nel suo intento.
E alla fine per risolvere il tuo problema tecnico devi scrivere una mail al tecnico ma per conoscenza anche ad un responsabile e allora tutto si sbolcca ma intanto tu sei diventata/o la scocciatrice di turno. E così si va avanti.......
Personalmente ritengo umiliante dover ricorrere a questi mezzi per essere messa nelle condizioni di poter fare al meglio il mio lavoro ma fortunatamente non è così ovunque.
E potrei continuare con una serie di questi esempi tanti e tali da scriver un piccolo libro.
Non sono d'accordo con le riforme che a colpi di accetta pensano di risollevare la pubblica amministrazione ma a volte viene davvero da pensare che siamo realmte......."alla frutta".
Saluti.
Come ho già detto una volta, non sono stato un operatore PA, per circa 40 anni ho operato nel privato, negli ultimi anni ho avuto a che fare più direttamente con la PA.
Tutto questo per dire che parlo più da utente direttamente interessato della PA che da appartenete alla PA.
Che la PA nel suo complesso funzioni male, mi sembra che siamo tutti d'accordo.
Che ci siano dei punti di attenzione o di malfunzionamento nella catena di comando della PA è sicuramente un fatto come continua a sottolineare Daniela.
Che il malfunzionamento sia dovuto a mille cause, mi pare che siamo ancora d'accordo.
Il disaccordo mi sembra sia su i rimedi e su alcune regole di funzionamento.
Io, lo ribadisco, penso che mille tavoli di discussione e mille analisi di dettaglio servano solo a ritardare la cura che attualmente ed inizialmente può essere solo sintomatica.
Una semplice analisi dei ritardi con i quali la maggioranza degli uffici pubblici rispondono alle richieste dei Clinti/Cittadini ci permette di scoprire dove sono i bubboni maggiori e li occorre operare senza se e senza ma: qualche volta pagherà il giusto per il peccatore.
Chi vuole andare avanti sgomiti, magari cercandosi uno sponsor politico, chi si aspetta una giusta promozione non stia apiangere, ma accusi anche a suo rischio e pericolo. Il capo è inefficiente: esiste un capo del capo che forse ascolterà.
Occorre uscire dal circolo pietoso del "me povero, sono bravo e nessuno mi capisce".
Abbiamo tutti constatato che gli anticorpi storici interni non ffunzionano: occorre creare nuovi anticorpi e forse qualche cura urto può servire.
Non conosco le statistiche precise, ma credo che il numero di operatori pubblici in percentuale sulla popolazione sia in Italia uguale o superiore a molte altre nazioni normali. La nostra PA, lo riconosciamo tutti, funziona peggio che altrove. Io non credo che i dipendenti pubblici Italiani siano più inefficenti per carenze intellettuali: le conseguenze sono facili da trarre.
Carissimo Attilio, una volta, tanti anni fa vidi un film che riguardava, se non erro, il caso USTICA, intitolato "il muro di gomma.
Per quello che mi riguarda, non sono una che sta li a guardare e a piangersi sopra. Le possibili iniziative che tu hai citato le ho intraprese quasi tutte, segnalare verbalmete, scrivere, iniziative tramite il sindacato, tutela legale.
L'unica cosa che non ho fatto è la ricerca di uno "sponsor", perchè, personalmente ritengo che, almeno nella pubblica amministrazione, non dovrebbe essere questa la strada da seguire per poter vedere riconosciuti i "propri meriti".
Il risultato, in questi casi, quando c'è, è solo quello di riuscire a non vedere calpestati i propri diritti più elementari, e di diventare magari la "spina nel fianco" di qulacuno, anche se a ragione.
Tutto questo, ti assicuro, non mi spaventa, come ti ho detto lìho già fatto. Ma la maggior parte dells "popolazione pèubblica" non ha il mio carattere, e spesso rimane in silenzo a "subire soprusi", anche da parte di colleghi più "potenti" e "prepotenti" magari però meno laboriosi.
A presto
Daniela
Tutte le argomentazioni di Pisauro e Visalli sono perfette, in tema, condivisibili, ma servono solo a differire all'infinito un problema del quale siamo tutti consapevoli: la poca efficienza della PA.
E' vero che tra le centinaia di migliaia di dipendenti diversi della PA esistono solo una piccola quantità, come dovunque, di fannulloni.
E' vero che esistono, come dovunque, un certo numero di inefficenti per scarsa volontà di impegnarsi.
E' vero che esistono, come dovunque, un buon numero di impaniati in leggi, leggine, decreti, norme ed allegati cui fa comodo essere impaniati.
Ed è vero, fortunatamente che esiste una maggioranza di persone efficenti che vorrebbero lavorare bene, ma non possono farlo per effetto del bizatinismo di leggi, leggine, decreti, norme ed allegati che, volendo regolare bene tutto, rende il lavoro impossibile.
In questo mondo complesso, intricato, talvolta passivo, qualcuno ha tentato di iniziare una Campagna di Sfrondamento che non poteva non essere "poco precisa" visto l'intrico che doveva affrontare. Subito è scattata la corporazione degli "analizzatori delle virgole" che in un'ottica di giustizia reale provocano solo una ingiustizia diffusa nel tempo.
Se io devo creare una strada in una foresta intricata per raggiungere un'area importante, devo usare grosse macchine che potrebbero anche fare qualche danno a piccole piante. Se uso le forbicine per le pellicine, sicuramente salvo anche i piccoli particolari, ma non farò mai la strada e forse chi abita dall'altra parte della foreste avrà qualche danno maggiore.
Mia nonna diceva: il medico pietoso fà la piaga cancrenosa. Ora la cancrena sta cominciando a diffondersi anche in organismi sani...cerchiamo di evitare il peggio.
Attilio, mi sa che mentre tutto il resto della categoria innovatori è in ferie, io e te continueremo a scontrarci; più che sugli obbiettivi di fondo, che mi pare condividiamo, sui metodi, sulla filosofia, sul merito di scelte e rimedi che io ritengo profondamente sbagliati e tu giusti, o perlomeno condivisibili.
Non so se tua nonna si arrabbierebbe con me, e spero di no, ma io le farei osservare che non fanno danni solo i medici pietosi: li fanno (e molto più spesso) quelli che non visitano i pazienti ed emettono diagnosi al telefono. A quanti di noi sarà capitato di trovarci davanti ad un medico di base che, dopo avergli descritto i sintomi, senza manco guardarti attacca a scrivere una ricetta e formula una diagnosi? A me è successo e sono rimasto perplesso.
La PA è un malato che non ha bisogno di medici pietosi ma tantomeno di medici frettolosi. Senza una diagnosi azzeccata, si affibbiano cure approssimative; senza farmaci mirati, si rischia non solo di non curare il male ma di imbattersi negli effetti collaterali provocati da medicine sbagliate in un corpo già debilitato. Con tutto il rispetto che potrà meritare tua nonna, lasciamo che le metafore ci diano una mano a rappresentare i mali e i rimedi, ma se è vero (ed è vero) che all'origine di quella Campagna di Sfrondamento non c'è nessuna analisi e nessuna diagnosi, non lasciamo che le metafore servano da stampella a cumuli di sciocchezze e luoghi comuni.
Quindi, per tornare alle metafore, né grosse macchine né forbicine: grano salis e forte senso dell'equilibrio, questo ci occorre ed occorre per curare qualsiasi malato. Non credo che una cisterna di insulina sparata tutta insieme in vena ad un diabetico lo aiuti a stare meglio, credo lo ammazzi. O forse voler determinare la giusta dose di insulina è uno sforzo da "medici pietosi"?
Non tutti sono ancora in ferie, purtroppo, io ci sono ancora, ma questo mese al lavoro è stato "bollente" ed anche si vi ho letto non ho avuto il tempo materiale di rispondere.
Con tutto il rispetto per l'opinione di Attilio, la mia posizione è molto più vicina a quella di Danilo.
Mi spiego meglio, conosco la pubblica amministrativa da due generazioni, la mia quella dei "tentativi di innovazione" e quella precedente dei miei genitori, quando c'erano i soldi, c'erano molti dipendenti ela macchina pubblica, per quanto farraginosa, comunque camminava, all'interno de regole, che oggi con il senno del poi, a volte mi trovo a riconoscere, per quanto in alcuni aspetti superate per via della tecnologia, migliori di quelle di oggi.
Il primo luglio, sono diventata maggiorenne per la seconda volta, 18 anni nella pubblica amministrazione!!
Qual'è , secondo me il problema di fondo?
Sicuramente più di uno, e provo ad evideziarne alcuni.
1) Quelli che, hanno avuto molto dalla pubblica amministrazione anche, a volte, dando poco, stanno ancora qui, e continueranno astarci in media per altri cinque o dieci anni, minimo ( con dare poco voglio dire che purtroppo i destinari di certi privilegi nelle strutture pubbliche sono stati e rimangono sempre gli stessi, al di là della meritocrazia, della competenza, della porfessinalità della voglia di crescere, di imparare ecc., tutte bellissime parole ma che ancora non trovano seguito).
2)Responsabilità della classe dirigente, a tutti i livelli ( mi sembra di aver apeto un argomento di discussione riuguardo a questo tema - forse nei forum del gruppo, non ricordo bene al momento- ma non è stato molto gettonato), problema che viene ALTAMENTE SOTTOVALUTATO.
Non sto parlando soltanto di alta dirigenza ma parto dal gradino più basso, il cpo reparto o responsabile U.d.P. come vogliamo chiamarlo. Questi soggetti continuano ad occupare i loro incarichi, salvo le fughe per paura di vedere un domani una decurtazione della pensione, senza valutazioni, senza scegliere in base ai nuovi criteri i nuovi responsabili ma trovando, anche nei concorsi interni interni molto recenti, tutti i cavili possibili ed immaginabili, per assegnare gli incarichi, di fatto, sulla base dell'anzianità di servizio
perchè chi la professionalità, la competenza l'esperienza, la capicità di trasmettere, di organizzare, dirisolvere i problemi organizzativi e di lavoro, ce l'ha, viene sfruttato fino qa quando serve, senza uno straccio di incarico scritto fino a quando non arriverà "quello di turno" e allora, come nel libro " speriamo che ma la cavo"; el'organizzazione del lavoro che fino a quel momento, stranmente, funzionava benissimo? Non è un problema, abbiamo accontentato qualcuno e dobbiamo essere tutti felici.
Poi però qualcuno si vedrà lo stipendio decurtato perchè le valutazioni di un soggetto che non riesce ad organizzare un lavoro, che spesso nemmeno conosce, lo indicheranno come FANULLONE!!
3) Retribuzioni: spensiamo troppo per gli stipendi; ma nessuno pensa pensa a quani compartimenti, quante sezioni, quanti dirigenti esistono, con funzioni che non sono nemmeno ben delineate, che si raddopiano con funazioni di altri prendendo stipendi, sicuramente molto più che dignitosi.
E' come la storia delle province e dei comuni, le sopprimiamoi si, no , forse, ma , chissà e poi ? Tutto continua come prima.
E come lo risolviamo il problema dei soldi, semplice tagliamo un pò di premio di produttività a qualcuno, qua e là, con dei criteri che ancora non ciè dato di conoscere, sulla base di giudizi che potrebbero essere del tutto legati a simpatie eed antipatie personali, e tiriamo avanti.
4) La formazione: spendiamo soldi per dei corsi di formazione a persone che poi non sono, ancora, in grado, per scarse conoscenze
del lavoro di comprenderli e poi chi lo fa quel lavoro? Un'altro, che le competenze ce le aveva già e che con la fornitura di un semplice manualettodi istruzioni, senza nessun corso costoso, avrebbe risolto tutti i problemi a "COSTO ZERO", solo il tempo, ceh mi sembra giusto sia durante l'orario di lavoro, di studiare l'opuscolo.
Scusate, eventuali erro di scrittura ma vado molto di fretta.
Spero di risentirvi prima delle ferie.
Un saluto.
Daniela.
Sarà il caldo afoso, sarà la stanchezza dovuta ad un periodo impegnativo su tutti i fronti, rileggo stasera la posta e vi ritrovo qui, con piacere, ma allo stesso tempo un po' sconsolato.
Non faccio parte di una famiglia di pubblici dipendenti da generazioni, il mio pedigree è diverso. La mia esperienza lavorativa è iniziata tanti anni fa (ormai lavoro nell'ICT da 22 anni, più degli anni che aveva mio padre quando si è sposato), da lavoratore autonomo: consulenze, docenze, piccoli lavori in proprio, tanta inesperienza ma anche tanti sogni ed ambizioni. Quando i sogni e le ambizioni si sono un po' ridimensionati ho conosciuto la pubblica amministrazione, ed in un giorno di bilanci l'ho abbandonata dando le dimissioni, ripetendomi che, essendoci entrato senza raccomandazioni e ritenendo di potermi misurare con ben altre sfide, era meglio per me cambiare aria. Il secondo curriculum inviato mi ha procurato un colloquio, il colloquio è andato bene, mi sono ritrovato nel giro di breve tempo in una multinazionale. Esperienza bellissima, sul piano umano e professionale. Esperienza terminata: bisogna essere realisti, capire quando il vento si è fermato e cercare mari più navigabili. Nel frattempo è venuta su la famiglia, la consapevolezza di attraversare tempi molto difficili, e la necessità di avere certezze dalle quali ricavare un po' di serenità da spendere in famiglia. Così, proprio dopo aver centrato il massimo obbiettivo di carriera perseguibile da dipendente privato, ho tentato un altro concorso, e l'ho stravinto. Ovviamente, senza raccomandazioni: per mia natura, ho la necessità di capire sempre qual'è il mio livello, e di conseguenza il mio posto.
Ho così conosciuto abbastanza bene le varie realtà, quella privata e quella pubblica. Il confronto tra la classe dirigente della PA e quella del settore privato non è così esaltante, e spesso (sarà una pratica autoconsolatoria, o forse no, lascio a voi decidere di che si tratta), trovandomi davanti ad una delle tante storture di questo mondo, mi sovviene il pensiero che se le cose vanno così, le responsabilità un po' stanno dalla parte di chi è "trasportato", ma la maggior parte stanno sulle spalle di chi guida. Questo è il mio pensiero sconsolante. Ho conosciuto qualche guidatore davvero in gamba, sia nel pubblico che nel privato, ma erano proprio pochini; ovviamente, secondo il mio modesto o immodesto parere.
Esula un po' dal tema di cui si parla, ma altre domande mi si affacciano spesso alla mente: "ma io dovrei contribuire ad innovare una PA che faccia... cosa?", per esempio. Perché se in gran parte mi sfugge lo scopo ultimo dell'economia praticata, della finanza praticata, ed in misura minore mi sfugge a volte persino lo scopo ultimo della politica praticata, ho la certezza di fondo che tutto ciò che è funzionale all'organizzazione della vita dell'uomo dovrebbe essere al servizio dell'uomo, ovviamente non dei singoli ma della collettività. Esattamente come la PA. Allora arrivano al nodo tanti pettini, pardon, arrivano tanti nodi al pettine, nodi che io non posso sciogliere ma non per questo mi rassegno a tacere. Forse son qui anche per questo.
Forse un piccolo dipendente in una afosa sera di inizio agosto ha ancora un po' di tempo e un po' di voglia di riproporsi queste domande, forse un dirigente deve avere meno dubbi e più certezze, forse corriamo tutti un po' troppo e dovremmo prenderci del tempo per riflettere. Il tempo, di questi tempi - e scusatemi il gioco di parole - è la merce meno disponibile ma seppure in tanti se ne accorgono pare proprio che chi guida il torpedone se ne freghi.
Sono stato un po' off topic, nevvero? Perdonate la logorrea, buona notte e buona domenica a tutti.
D
Caro Danilo, vediamo se alla fine riusciamo a trovare un accordo .... quanto meno metaforico.
Sulla poca affidabilità dott. Tersilli di sordiana memoria non si può non essere d'accordo e speriamo che prima o dopo ogni Tersilli incontri un altro Tersilli che lo curi in modo letale.
Sulla malattia della PA, sarà depressione o influenza fannullina io non lo so, occorre trovare una cura.
Sicuramente occorre fare una disgnosi azzeccata, ma in attesa di esami di routine, esami specialistici, consulti generici e tavoli allargati per la lettura e l'esame dei referti, rischiamo il collasso e la morte del paziente.
Spesso i medici più avveduti, in attesa di diagnosi esatte, curano i sintomi anche con dosi urto. Questo fa sopravvivere il paziente che poi è curato con la medicina giusta.
Noi abbiamo, per esempio, leggi complesse e perfette che vorrebbero ridurre al minimo gli errori e di questa perfezione chi se ne avvale? Chi, non importa se colpevole o no, è capace di navigare tra leggi e cavilli.
Noi abbiamo una magistratura capacissima che prima di emettere una sentenza studia, elabora, intercetta mezzo mondo, elabora teoremi e poi dopo mill'anni emette una sentenza al mese perchè deve prendere decisioni ponderate.
Noi abbiamo una legislazione fiscale perfetta, una Guardia di Finanza bravissima che accerta evasioni milionarie che poi affrontano 1000 gradi di giudizio e magari un accordo finale. Però se 1000 contribuenti normali, il cui reddito titale è inferiore a quello di 3-4 evasori seri, sbagliano una virgola, allora si che scattano multe salate.
Noi però siamo lo Stato del Diritto e chi è chiamato ad applicare le leggi, guarda caso quella PA di cui sopra, non paga mai pegno.
Sarebbe bello trovare una cura perfetta, ma quando avverrà?
Forse anche per la PA sarebbe utile applicare la legge dello 80/20. Facciamo qualcosa di impreciso che tenti di sistemare presto con lo 80% di precisione e poi, come diceva quel Re francese: "apres moi la deluge". Nel senso un bel diluvio che faccia una bella pulizia.
Sarà il caldo che mi fa bollire il cervello, ma per adesso non vedo niente di più preciso di un machete ...per il bisturi ci penseremo dopo.
Danilo, spero che ti possa godere le meritate ferie per tornare a "combatterci" più forti ed agguerriti che mai.
Attilio
ho letto l'articolo e lo trovo "provocatorio" e meritevole di una risposta da chi,giornalmente,si confronta con taluni degli aspetti evidenziati.
L'esperienza maturata nel mio settore ,ad esempio, ma credo che valga un pò per la generalità delle p.a.,mi porta ad essere d'accordo in parte con l'articolista quando parla di "...misurazione della p'roduttività attraverso modelli organizzativi,distribuzione delle risorse sul territorio e,aggiungo io,disponibilità dei mezzi e risorse materiali,piuttosto che di -sforzo degli individui...." Quì c'è la prima nota dolente. Quando si parte con una iniziativa per migliorare la performance del prla propria amministrazione intervenendo,come nel caso che el sottoscritto,nei processi di semplificazione di pratiche e procedure ,informatizzazione dei rapporti cittadino/p.a. ecc, ci si rende conto che nella stragrande maggioranza dei casi i dipendenti non posseggono l'autonomia di mezzi e risorse che sarebbe indispensabile per attivare-gestire-portare a compimento un progetto. Molto spesso intervengono vari fattori come: La disponibilità di p.c.,l'adeguatezza degli atessi, la possibilità di connessione multimediale, l'assegnazione di una casella e-mail,la semplice possibilità di avere la carta necessaria per stampare moduli e quant'altro necessario per il progetto ecc.ecc. In tutti questi casi anche se vi è sinergia tra dipendente-dirigente -vertice della struttura spesso il progetto stesso si "arena" per fatti indipendenti dalla propria volontà. In tal caso o l'impiegato diciamo così "solerte e attivo" perde la motivazione a procedere nel miglioramento del lavoro e del servizio "adattandosi" all'inerzia ed alla indisponibilità della struttura amministrativa correndo il rischio di finire tra i fannulloni!!!! oppure continuare a battersi perchè davvero si puiò cambiare come cerchiamo di fare noi,nel nostro vivere quotidiano, partecipando a questo forum.
Saluti a tutti
Condivido i tuoi commenti sulla motivazione.
Condivido anche molte delle cose che ho letto nell'articolo che ci è stato segnalato da Danilo.
Saper motivare, compatibilmente a quelle che sono le limitazioni esistenti nella pubblica amministrazione ( nel settore privato se ho un bravo professionista, per evitare che decida di andare a spendere la propria professionlità in un azienda concorrente lo incentivo - gli incentivi di carattere economico sono di facile elargizione nel settore privato), non è cosa da tutti.
Bisogna avere una capacità di gestione della risorsa umana che, onestamente, ritengo "non di molti"; perchè oltre alle normali difficoltà devi riuscire a compensare, in qulache modo, il fatto di non poter premiare, dal punto di vista economico, come fa il privato imprenditore.
Comunque non penso che la soluzione di questo complesso meccanismo sia nelle tre famose fasce, nel "terrore" di essere inserito in quella dei "fannulloni". Forse potremmo rischiare di sortire anche qualche effetto contrario.
Condivido, con l'autore dell'articolo di cui parlavo, l'importanza del PERCORSO DI CARRIERA.
Ognuno di noi, che sta nella pubblica amministrazione da almeno una quindicina di anni ( io personalmente ho da poco festeggiato i diciotto - la maggiore età-) è ormai cosciente del fatto che la sua "professionalità non è spendibile al pari di quella del privato; non è possibile andare liberamente, nel caso qualcuno si sentisse "sottovalutato", andare autonomamente a proporsi con il proprio "curriculum" ad un'altra amministrazione ed anche nel caso in cui venisse apprezzato non potrebbe essere assunto senza complesse procedure, che immaggino siano note a tutti.
Il dirigente, dal più basso livello (responsabile U.d.P.) fino al più alto deve, con le sue "qualità", che in questo discorso voglio dare per scontate, ma che meriterebbero un approfondimento a parte (se non erro abbiamo un FORUM su questo argomento nel guppo PA DIGITALE) dovrebbe essere capace di infondere motivazione con i mezzi che ha e che avrà ( non è impossible ma bisogna anche essere capici di metter in atto un minimo di professinalità nella gestione della risorsa umana) e si dovrebbe poter dare più spazio nel sistema premiante al percorso di carriera.
Con questo non voglio fare un passo indietro, quando la pubblica amministrazione era paticolarmente "gerarchica", ma l'appiattimento, anche se verso l'alto dei ruoli, che poi equivale a livellamento, al quale abbiamo assitito negli ultimi anni sicuramente non giova alla causa.
A presto.
Daniela.
E' proprio vero....! per noi la carriera è aperta SOLO se sei nell'amministrazione da una vita. Se poi hai avuta la "fortuna!" di esserti laureato..(sic..!!) con i crediti e due o tre esami,in qualche materia che abbia qualche attinenza con la p.a. e allora il gioco è fatto. Alla faccia di chi,come me ma siamo in tanti, nell'Amministrazione è in servizio da solo! 20 anni,ha una laurea,di quelle di una volta,quadriennale e sudata,ha avuto pubblici riconoscimenti e premi,partecipato a progetti ecc.ecc. NOì per qualche strana combinazione tra leggi e sindacati,vanno avanti SOLO i primi che accumulano punti di anzianità e così si sono ritrovati Direttori ex archivisti....!!! il che è tutto dire. Ci sarebbe voluto invece un concorso interno per titoli e/o esami così da valorizzare anche le professionalità. Non per questo ed affatto sfiduciato io ed il mio gruppo ci sentiamo demotivizzati,amzi! stiamo lavorando con ancora più voglia per dimostrare che è possibile cambiare le cose nei rapporti tra cittadini e P.A. e poi,abbiamo la grande soddisfazione che gkli utenti sanno oggi riconoscere il merito nella P.A. e riconoscono l'impegno e la preparazione prima di riconoscere le qualifiche....Non sò se ho reso il concetto di quest'ultimo punto. Speriamo che cambino le modalità di carriera e che sia data anche a noi la possibilità di "spendere", almeno all'interno della amministrazione di appartenenza ,la nostra professionalità perche,credo,ma spero di essere smentito prestissimo che quella di poter utilizzare,come i privati,il proprio curriculum presso altre amministrazioni sia,oggi,solo una bellissima ssperanza.... Buone vacanze,ci risentiamo presto
... e che arriva "dall'interno" della PA: Giuseppe Pisauro (http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina13.html) dirige dal 2006 la SSEF (http://www.ssef.it/), scuola di formazione del Ministero delle Finanze.
A dimostrazione (per chi ne avesse bisogno) che la PA ha, al suo interno, le intelligenze e le energie per diventare qualcosa di diverso da quella che è, ma qualcosa forse le blocca. Chiedere a Pisauro di partecipare alla stesura di Decalogo e Manifesto? Che ne dite?
Se l'indirizzo era su un sito ufficiale dovrebbe essere corretto.
Aspettiamo e .........speriamo.
Magari si può tentare qualche altra forma di contatto se questa non riesce.
Ciao.
Daniela.
commenti
Salve Sig. Salvatore
Salve Sig. Salvatore "Agost&hellip",
la ringrazio per il suo dettagliato e certosino elenco di ragioni per cui le cose non funzionano nella PA.
Ringrazio anche Daniela Orfei per i suoi accorati tentativi di descrivere come le cose non funzionano nella PA.
E' vero non sono un dipendente esperto degli oscuri travagli della burocrazia, sono soltanto un utente che per fare qualcosa di pubblico è giustamente legato al rispetto delle leggi ed è obbligato a "chiedere la collaborazione " della PA.
Tutti i motivi elencati da Salvatore e da Daniela sono sicuramente sacre verità, ma non esiste alcuna ragione perchè non possano e debbano essere cambiati.
Io dall'esterno posso soltanto indicare punti di malfunzionamento, posso provare a cambiare qualcosa attraverso i meccanismi elettorali oppure, ma non mi sembra sportivo, imbracciare un Kalanscikov per prendere possesso della PA.
Spesso si accusano i politici, ma anche le idee più "matte" dei politici vengono inglobate nel magma dei visto l'art. 27 comma bis, considerato il comma ter del Regolamento k25, riletta la comunicazione 27ter, tutto resta fisso ed immutabile nella burocrazia.
Salvatore dice che il responsabile PA, stremato dalla impossibilità di non poter usare strumenti più moderni, ritorna "alla velina": io dico che la fuga non è quasi mai una buona soluzione.
Daniela dice che non sempre i migliori sono premiati, è sicuramente vero, ma vorrei domandarle quante volte un ricorso al TAR ha tolto un premio al meno meritevole. Se tutte le volte che si ricorre al TAR è per avere qualcosa che ci spetta e questo qualcosa non è "tolto all'usurpatore", il risultato è di premiare i non meritevoli e dare un contentino ai meritevoli.
Forse è ora che dall'interno, Sindacati o COBAS o chiunque, inizino a leggere cosa si dice dall'esterno della PA e sia dia inizio ad una operazione di pulizia.
Se qualcosa sino ad ora non era mai stata fatta, forse è ora di farla e fors è ora di multare chiunque usi la parola prassi.
Come ho detto, sono solo un cittadino "esterno" alla PA che vede che esistono circa un dipendente statale (nazionale, regionale, provinciale, etc) per ogni circa 20 cittadini. ANCHE CONSIDERANDO LE MILLE SFACCETTATURE DELLA PA IL RAPPORTO 1 A 20 DOVREBBE SOTTINTENDERE UN SERVIZIO MIGLIORE.
....Dalla nostra parte...
Salve e ben ritrovati a tutti.Il ritorno dalle ferie è sempre un pò traumatico ma occorre rimboccarsi le maniche e cercare di far funzionare come si deve questa nostra P.A.
Parto da una premessa: Comprendo,giustifico e sono pienamente d'accordo con il Sig. Attilio sui mali dell'amministrazione pubblica,i ritardi nell'applicazione dei sistemi informatici di rete e sulle "scuse" spesso anteposte a qualsiasi tentativo di migliioramento. Ma Attilio non appartiene alla Pubblica Amministrazione e quindi,potrebbe non essere a conoscenza di aluci meccanismi di funzionamento della stessa che ne determinano il suo andamento.
Ciò che non comprendo e giustifico sono gli interventi che si leggono,qu',ma anche su altri forum e molti "media che riguardano il nostro lavoro,da parte di altri colleghi o autorevoli conoscitori dell'amministrazione, che "sembrano" lavorare in un altro mondo,un altro Paese e non in Italia e accusano l' inefficienza, il lassismo,l' incapacità che si anniderebbe al suo interno. Domando:
-E' mai capitato a taluni di questi detrattori di iniziare un progetto per es. di semplificazione,sburocratizzazione,partecipazione in rete,informatizzazione,grado di soddisfazione dell'utente ecc.ecc. ed attivare servizi come posta certificata,e-mail,siti dedicati,interazione per l'invio in tempo reale di domande,documenti,pubblicazione di elenchi, il tutto inteso a favorire la massima partecipazione del cittadino con la minima spesa in termini non solo economici ma anche materialei,come la possibilità di interagire con la p.a. senza muoversi da casa,evitare file ecc? Ed è mai capitato di dover "interrompere o "annullare" il servizio perchè il p.c, non funziona,il sistema è in avaria,la "rete"...è bucata! o non si può fare il tale aggiornamento perchè manca per.es il tecnico addetto o per mille altri piccolissimi inconvenienti? In questi casi,che pure dovrebbe ben conoscere chi lavora o si occupa di p.a. non c'è volontà,capacità.impegno del dipendente,dall'ultimo della scala gerarchica al suo Dirigente, che tenga,il servizio verrà bloccato o soppresso per un tempo pari a quello occorrente alla risoluzione del problema (ove il tecnico o chi per lui ne sia capace e "l'affare" sia di sua competenza.....altrimenti ...addio!!!) . Ecco allora che giocoforza anche al più tenace del funzionario è costretto ad arrendersi e per far continuare il lavoro utilizzare le vecchie "minute " e originali in forma cartacea sperando che funzioni almeno word,perchè le macchine da scrivere sono scompare e con esse le dattilografe.
Ho voluto dire tutto questo per evidenziare che la struttura della nostra mammininstrazione è ancora troppo "elefantiaca" e "burocraticizzata" ciò che non ne permette un utilizzo snello e veloce .Se,invece, ogni unità che si occupa di un programma o atto o procedimento fosse autonoma e costituita come un "celletta" e ciascuna fosse dotata di capacità di spesa e rendicontazione dei risultati,con un responsabile che possa intervenire "fattivamente e concretamente" in caso di necessità senza dover attendere pareri,perizie,risposte ufficiali,autorizzazioni di spesa o di invii in missione,(solo per fare degli esempi) tutto funzionerebbe meglio e con indubbio vantaggi per tutti. Ma queste soluzioni sono "politiche!" non dipendono da noi che possiamo solo continuare a fare il nostro dovere. A presto
........ spesso è realmente così!
Ma ti assicuro, ed io opero nella pubblica amministrazione da più di diciotto anni, che spesso il banale problema tecnico non riesci a risolverlo perchè il "tecnico informatico", non ha voglia di venire da te; motivo? Inspiegabile! Forse preferisce andare da qualcun'altro, oppure è oramai prossimo alla pensione e quindi, anche se con un ottima retribuzione, certamente demotivato, oppure tu sei meno simpatica/o con lui rispetto a qulcun'altro e qundi il tuo computer (parlo per eperienza diretta) nonostante fa i capricci non viene sostituito mentre vengono sostituiti quelli di altri colleghi, magari solo per assegnargliene uno nuovo (sembra che questi non siano strumenti di lavoro ma "status simbol").
Una volta mi sono sentita dire, in presenza di terze persone, da un funzionario di livello elevato, che i computer nuovi stavano sulle scrivanie di quelli che non lavoravano...... Se voleva essere spiritoso ti assicuro che non è riuscito nel suo intento.
E alla fine per risolvere il tuo problema tecnico devi scrivere una mail al tecnico ma per conoscenza anche ad un responsabile e allora tutto si sbolcca ma intanto tu sei diventata/o la scocciatrice di turno. E così si va avanti.......
Personalmente ritengo umiliante dover ricorrere a questi mezzi per essere messa nelle condizioni di poter fare al meglio il mio lavoro ma fortunatamente non è così ovunque.
E potrei continuare con una serie di questi esempi tanti e tali da scriver un piccolo libro.
Non sono d'accordo con le riforme che a colpi di accetta pensano di risollevare la pubblica amministrazione ma a volte viene davvero da pensare che siamo realmte......."alla frutta".
Saluti.
PA malata reale o immaginaria?
Come ho già detto una volta, non sono stato un operatore PA, per circa 40 anni ho operato nel privato, negli ultimi anni ho avuto a che fare più direttamente con la PA.
Tutto questo per dire che parlo più da utente direttamente interessato della PA che da appartenete alla PA.
Che la PA nel suo complesso funzioni male, mi sembra che siamo tutti d'accordo.
Che ci siano dei punti di attenzione o di malfunzionamento nella catena di comando della PA è sicuramente un fatto come continua a sottolineare Daniela.
Che il malfunzionamento sia dovuto a mille cause, mi pare che siamo ancora d'accordo.
Il disaccordo mi sembra sia su i rimedi e su alcune regole di funzionamento.
Io, lo ribadisco, penso che mille tavoli di discussione e mille analisi di dettaglio servano solo a ritardare la cura che attualmente ed inizialmente può essere solo sintomatica.
Una semplice analisi dei ritardi con i quali la maggioranza degli uffici pubblici rispondono alle richieste dei Clinti/Cittadini ci permette di scoprire dove sono i bubboni maggiori e li occorre operare senza se e senza ma: qualche volta pagherà il giusto per il peccatore.
Chi vuole andare avanti sgomiti, magari cercandosi uno sponsor politico, chi si aspetta una giusta promozione non stia apiangere, ma accusi anche a suo rischio e pericolo. Il capo è inefficiente: esiste un capo del capo che forse ascolterà.
Occorre uscire dal circolo pietoso del "me povero, sono bravo e nessuno mi capisce".
Abbiamo tutti constatato che gli anticorpi storici interni non ffunzionano: occorre creare nuovi anticorpi e forse qualche cura urto può servire.
Non conosco le statistiche precise, ma credo che il numero di operatori pubblici in percentuale sulla popolazione sia in Italia uguale o superiore a molte altre nazioni normali. La nostra PA, lo riconosciamo tutti, funziona peggio che altrove. Io non credo che i dipendenti pubblici Italiani siano più inefficenti per carenze intellettuali: le conseguenze sono facili da trarre.
Il " muro di gomma".
Carissimo Attilio, una volta, tanti anni fa vidi un film che riguardava, se non erro, il caso USTICA, intitolato "il muro di gomma.
Per quello che mi riguarda, non sono una che sta li a guardare e a piangersi sopra. Le possibili iniziative che tu hai citato le ho intraprese quasi tutte, segnalare verbalmete, scrivere, iniziative tramite il sindacato, tutela legale.
L'unica cosa che non ho fatto è la ricerca di uno "sponsor", perchè, personalmente ritengo che, almeno nella pubblica amministrazione, non dovrebbe essere questa la strada da seguire per poter vedere riconosciuti i "propri meriti".
Il risultato, in questi casi, quando c'è, è solo quello di riuscire a non vedere calpestati i propri diritti più elementari, e di diventare magari la "spina nel fianco" di qulacuno, anche se a ragione.
Tutto questo, ti assicuro, non mi spaventa, come ti ho detto lìho già fatto. Ma la maggior parte dells "popolazione pèubblica" non ha il mio carattere, e spesso rimane in silenzo a "subire soprusi", anche da parte di colleghi più "potenti" e "prepotenti" magari però meno laboriosi.
A presto
Daniela
Un commento al'articolo di Giuseppe Pisauro e Stefano Visalli
Tutte le argomentazioni di Pisauro e Visalli sono perfette, in tema, condivisibili, ma servono solo a differire all'infinito un problema del quale siamo tutti consapevoli: la poca efficienza della PA.
E' vero che tra le centinaia di migliaia di dipendenti diversi della PA esistono solo una piccola quantità, come dovunque, di fannulloni.
E' vero che esistono, come dovunque, un certo numero di inefficenti per scarsa volontà di impegnarsi.
E' vero che esistono, come dovunque, un buon numero di impaniati in leggi, leggine, decreti, norme ed allegati cui fa comodo essere impaniati.
Ed è vero, fortunatamente che esiste una maggioranza di persone efficenti che vorrebbero lavorare bene, ma non possono farlo per effetto del bizatinismo di leggi, leggine, decreti, norme ed allegati che, volendo regolare bene tutto, rende il lavoro impossibile.
In questo mondo complesso, intricato, talvolta passivo, qualcuno ha tentato di iniziare una Campagna di Sfrondamento che non poteva non essere "poco precisa" visto l'intrico che doveva affrontare. Subito è scattata la corporazione degli "analizzatori delle virgole" che in un'ottica di giustizia reale provocano solo una ingiustizia diffusa nel tempo.
Se io devo creare una strada in una foresta intricata per raggiungere un'area importante, devo usare grosse macchine che potrebbero anche fare qualche danno a piccole piante. Se uso le forbicine per le pellicine, sicuramente salvo anche i piccoli particolari, ma non farò mai la strada e forse chi abita dall'altra parte della foreste avrà qualche danno maggiore.
Mia nonna diceva: il medico pietoso fà la piaga cancrenosa. Ora la cancrena sta cominciando a diffondersi anche in organismi sani...cerchiamo di evitare il peggio.
Metafore
Attilio, mi sa che mentre tutto il resto della categoria innovatori è in ferie, io e te continueremo a scontrarci; più che sugli obbiettivi di fondo, che mi pare condividiamo, sui metodi, sulla filosofia, sul merito di scelte e rimedi che io ritengo profondamente sbagliati e tu giusti, o perlomeno condivisibili.
Non so se tua nonna si arrabbierebbe con me, e spero di no, ma io le farei osservare che non fanno danni solo i medici pietosi: li fanno (e molto più spesso) quelli che non visitano i pazienti ed emettono diagnosi al telefono. A quanti di noi sarà capitato di trovarci davanti ad un medico di base che, dopo avergli descritto i sintomi, senza manco guardarti attacca a scrivere una ricetta e formula una diagnosi? A me è successo e sono rimasto perplesso.
La PA è un malato che non ha bisogno di medici pietosi ma tantomeno di medici frettolosi. Senza una diagnosi azzeccata, si affibbiano cure approssimative; senza farmaci mirati, si rischia non solo di non curare il male ma di imbattersi negli effetti collaterali provocati da medicine sbagliate in un corpo già debilitato. Con tutto il rispetto che potrà meritare tua nonna, lasciamo che le metafore ci diano una mano a rappresentare i mali e i rimedi, ma se è vero (ed è vero) che all'origine di quella Campagna di Sfrondamento non c'è nessuna analisi e nessuna diagnosi, non lasciamo che le metafore servano da stampella a cumuli di sciocchezze e luoghi comuni.
Quindi, per tornare alle metafore, né grosse macchine né forbicine: grano salis e forte senso dell'equilibrio, questo ci occorre ed occorre per curare qualsiasi malato. Non credo che una cisterna di insulina sparata tutta insieme in vena ad un diabetico lo aiuti a stare meglio, credo lo ammazzi. O forse voler determinare la giusta dose di insulina è uno sforzo da "medici pietosi"?
organizzazione - reposabilità - competenza- professionalità ecc.
Non tutti sono ancora in ferie, purtroppo, io ci sono ancora, ma questo mese al lavoro è stato "bollente" ed anche si vi ho letto non ho avuto il tempo materiale di rispondere.
Con tutto il rispetto per l'opinione di Attilio, la mia posizione è molto più vicina a quella di Danilo.
Mi spiego meglio, conosco la pubblica amministrativa da due generazioni, la mia quella dei "tentativi di innovazione" e quella precedente dei miei genitori, quando c'erano i soldi, c'erano molti dipendenti ela macchina pubblica, per quanto farraginosa, comunque camminava, all'interno de regole, che oggi con il senno del poi, a volte mi trovo a riconoscere, per quanto in alcuni aspetti superate per via della tecnologia, migliori di quelle di oggi.
Il primo luglio, sono diventata maggiorenne per la seconda volta, 18 anni nella pubblica amministrazione!!
Qual'è , secondo me il problema di fondo?
Sicuramente più di uno, e provo ad evideziarne alcuni.
1) Quelli che, hanno avuto molto dalla pubblica amministrazione anche, a volte, dando poco, stanno ancora qui, e continueranno astarci in media per altri cinque o dieci anni, minimo ( con dare poco voglio dire che purtroppo i destinari di certi privilegi nelle strutture pubbliche sono stati e rimangono sempre gli stessi, al di là della meritocrazia, della competenza, della porfessinalità della voglia di crescere, di imparare ecc., tutte bellissime parole ma che ancora non trovano seguito).
2)Responsabilità della classe dirigente, a tutti i livelli ( mi sembra di aver apeto un argomento di discussione riuguardo a questo tema - forse nei forum del gruppo, non ricordo bene al momento- ma non è stato molto gettonato), problema che viene ALTAMENTE SOTTOVALUTATO.
Non sto parlando soltanto di alta dirigenza ma parto dal gradino più basso, il cpo reparto o responsabile U.d.P. come vogliamo chiamarlo. Questi soggetti continuano ad occupare i loro incarichi, salvo le fughe per paura di vedere un domani una decurtazione della pensione, senza valutazioni, senza scegliere in base ai nuovi criteri i nuovi responsabili ma trovando, anche nei concorsi interni interni molto recenti, tutti i cavili possibili ed immaginabili, per assegnare gli incarichi, di fatto, sulla base dell'anzianità di servizio
perchè chi la professionalità, la competenza l'esperienza, la capicità di trasmettere, di organizzare, dirisolvere i problemi organizzativi e di lavoro, ce l'ha, viene sfruttato fino qa quando serve, senza uno straccio di incarico scritto fino a quando non arriverà "quello di turno" e allora, come nel libro " speriamo che ma la cavo"; el'organizzazione del lavoro che fino a quel momento, stranmente, funzionava benissimo? Non è un problema, abbiamo accontentato qualcuno e dobbiamo essere tutti felici.
Poi però qualcuno si vedrà lo stipendio decurtato perchè le valutazioni di un soggetto che non riesce ad organizzare un lavoro, che spesso nemmeno conosce, lo indicheranno come FANULLONE!!
3) Retribuzioni: spensiamo troppo per gli stipendi; ma nessuno pensa pensa a quani compartimenti, quante sezioni, quanti dirigenti esistono, con funzioni che non sono nemmeno ben delineate, che si raddopiano con funazioni di altri prendendo stipendi, sicuramente molto più che dignitosi.
E' come la storia delle province e dei comuni, le sopprimiamoi si, no , forse, ma , chissà e poi ? Tutto continua come prima.
E come lo risolviamo il problema dei soldi, semplice tagliamo un pò di premio di produttività a qualcuno, qua e là, con dei criteri che ancora non ciè dato di conoscere, sulla base di giudizi che potrebbero essere del tutto legati a simpatie eed antipatie personali, e tiriamo avanti.
4) La formazione: spendiamo soldi per dei corsi di formazione a persone che poi non sono, ancora, in grado, per scarse conoscenze
del lavoro di comprenderli e poi chi lo fa quel lavoro? Un'altro, che le competenze ce le aveva già e che con la fornitura di un semplice manualettodi istruzioni, senza nessun corso costoso, avrebbe risolto tutti i problemi a "COSTO ZERO", solo il tempo, ceh mi sembra giusto sia durante l'orario di lavoro, di studiare l'opuscolo.
Scusate, eventuali erro di scrittura ma vado molto di fretta.
Spero di risentirvi prima delle ferie.
Un saluto.
Daniela.
Responsabilità della classe dirigente - una riflessione
Sarà il caldo afoso, sarà la stanchezza dovuta ad un periodo impegnativo su tutti i fronti, rileggo stasera la posta e vi ritrovo qui, con piacere, ma allo stesso tempo un po' sconsolato.
Non faccio parte di una famiglia di pubblici dipendenti da generazioni, il mio pedigree è diverso. La mia esperienza lavorativa è iniziata tanti anni fa (ormai lavoro nell'ICT da 22 anni, più degli anni che aveva mio padre quando si è sposato), da lavoratore autonomo: consulenze, docenze, piccoli lavori in proprio, tanta inesperienza ma anche tanti sogni ed ambizioni. Quando i sogni e le ambizioni si sono un po' ridimensionati ho conosciuto la pubblica amministrazione, ed in un giorno di bilanci l'ho abbandonata dando le dimissioni, ripetendomi che, essendoci entrato senza raccomandazioni e ritenendo di potermi misurare con ben altre sfide, era meglio per me cambiare aria. Il secondo curriculum inviato mi ha procurato un colloquio, il colloquio è andato bene, mi sono ritrovato nel giro di breve tempo in una multinazionale. Esperienza bellissima, sul piano umano e professionale. Esperienza terminata: bisogna essere realisti, capire quando il vento si è fermato e cercare mari più navigabili. Nel frattempo è venuta su la famiglia, la consapevolezza di attraversare tempi molto difficili, e la necessità di avere certezze dalle quali ricavare un po' di serenità da spendere in famiglia. Così, proprio dopo aver centrato il massimo obbiettivo di carriera perseguibile da dipendente privato, ho tentato un altro concorso, e l'ho stravinto. Ovviamente, senza raccomandazioni: per mia natura, ho la necessità di capire sempre qual'è il mio livello, e di conseguenza il mio posto.
Ho così conosciuto abbastanza bene le varie realtà, quella privata e quella pubblica. Il confronto tra la classe dirigente della PA e quella del settore privato non è così esaltante, e spesso (sarà una pratica autoconsolatoria, o forse no, lascio a voi decidere di che si tratta), trovandomi davanti ad una delle tante storture di questo mondo, mi sovviene il pensiero che se le cose vanno così, le responsabilità un po' stanno dalla parte di chi è "trasportato", ma la maggior parte stanno sulle spalle di chi guida. Questo è il mio pensiero sconsolante. Ho conosciuto qualche guidatore davvero in gamba, sia nel pubblico che nel privato, ma erano proprio pochini; ovviamente, secondo il mio modesto o immodesto parere.
Esula un po' dal tema di cui si parla, ma altre domande mi si affacciano spesso alla mente: "ma io dovrei contribuire ad innovare una PA che faccia... cosa?", per esempio. Perché se in gran parte mi sfugge lo scopo ultimo dell'economia praticata, della finanza praticata, ed in misura minore mi sfugge a volte persino lo scopo ultimo della politica praticata, ho la certezza di fondo che tutto ciò che è funzionale all'organizzazione della vita dell'uomo dovrebbe essere al servizio dell'uomo, ovviamente non dei singoli ma della collettività. Esattamente come la PA. Allora arrivano al nodo tanti pettini, pardon, arrivano tanti nodi al pettine, nodi che io non posso sciogliere ma non per questo mi rassegno a tacere. Forse son qui anche per questo.
Forse un piccolo dipendente in una afosa sera di inizio agosto ha ancora un po' di tempo e un po' di voglia di riproporsi queste domande, forse un dirigente deve avere meno dubbi e più certezze, forse corriamo tutti un po' troppo e dovremmo prenderci del tempo per riflettere. Il tempo, di questi tempi - e scusatemi il gioco di parole - è la merce meno disponibile ma seppure in tanti se ne accorgono pare proprio che chi guida il torpedone se ne freghi.
Sono stato un po' off topic, nevvero? Perdonate la logorrea, buona notte e buona domenica a tutti.
D
Metaforicamente parlando....
Caro Danilo, vediamo se alla fine riusciamo a trovare un accordo .... quanto meno metaforico.
Sulla poca affidabilità dott. Tersilli di sordiana memoria non si può non essere d'accordo e speriamo che prima o dopo ogni Tersilli incontri un altro Tersilli che lo curi in modo letale.
Sulla malattia della PA, sarà depressione o influenza fannullina io non lo so, occorre trovare una cura.
Sicuramente occorre fare una disgnosi azzeccata, ma in attesa di esami di routine, esami specialistici, consulti generici e tavoli allargati per la lettura e l'esame dei referti, rischiamo il collasso e la morte del paziente.
Spesso i medici più avveduti, in attesa di diagnosi esatte, curano i sintomi anche con dosi urto. Questo fa sopravvivere il paziente che poi è curato con la medicina giusta.
Noi abbiamo, per esempio, leggi complesse e perfette che vorrebbero ridurre al minimo gli errori e di questa perfezione chi se ne avvale? Chi, non importa se colpevole o no, è capace di navigare tra leggi e cavilli.
Noi abbiamo una magistratura capacissima che prima di emettere una sentenza studia, elabora, intercetta mezzo mondo, elabora teoremi e poi dopo mill'anni emette una sentenza al mese perchè deve prendere decisioni ponderate.
Noi abbiamo una legislazione fiscale perfetta, una Guardia di Finanza bravissima che accerta evasioni milionarie che poi affrontano 1000 gradi di giudizio e magari un accordo finale. Però se 1000 contribuenti normali, il cui reddito titale è inferiore a quello di 3-4 evasori seri, sbagliano una virgola, allora si che scattano multe salate.
Noi però siamo lo Stato del Diritto e chi è chiamato ad applicare le leggi, guarda caso quella PA di cui sopra, non paga mai pegno.
Sarebbe bello trovare una cura perfetta, ma quando avverrà?
Forse anche per la PA sarebbe utile applicare la legge dello 80/20. Facciamo qualcosa di impreciso che tenti di sistemare presto con lo 80% di precisione e poi, come diceva quel Re francese: "apres moi la deluge". Nel senso un bel diluvio che faccia una bella pulizia.
Sarà il caldo che mi fa bollire il cervello, ma per adesso non vedo niente di più preciso di un machete ...per il bisturi ci penseremo dopo.
Danilo, spero che ti possa godere le meritate ferie per tornare a "combatterci" più forti ed agguerriti che mai.
Attilio
Ferie...
Le mie ferie sono di là da venire, purtroppo. Dovrai sopportarmi ancora un po'. :)
Tanto per rimanere allenati....
..un po di schermaglie fanno bene.
Ciao, Attilio
per migliorare ci vogliono i mezzi e risorse non solo persone
ho letto l'articolo e lo trovo "provocatorio" e meritevole di una risposta da chi,giornalmente,si confronta con taluni degli aspetti evidenziati.
L'esperienza maturata nel mio settore ,ad esempio, ma credo che valga un pò per la generalità delle p.a.,mi porta ad essere d'accordo in parte con l'articolista quando parla di "...misurazione della p'roduttività attraverso modelli organizzativi,distribuzione delle risorse sul territorio e,aggiungo io,disponibilità dei mezzi e risorse materiali,piuttosto che di -sforzo degli individui...." Quì c'è la prima nota dolente. Quando si parte con una iniziativa per migliorare la performance del prla propria amministrazione intervenendo,come nel caso che el sottoscritto,nei processi di semplificazione di pratiche e procedure ,informatizzazione dei rapporti cittadino/p.a. ecc, ci si rende conto che nella stragrande maggioranza dei casi i dipendenti non posseggono l'autonomia di mezzi e risorse che sarebbe indispensabile per attivare-gestire-portare a compimento un progetto. Molto spesso intervengono vari fattori come: La disponibilità di p.c.,l'adeguatezza degli atessi, la possibilità di connessione multimediale, l'assegnazione di una casella e-mail,la semplice possibilità di avere la carta necessaria per stampare moduli e quant'altro necessario per il progetto ecc.ecc. In tutti questi casi anche se vi è sinergia tra dipendente-dirigente -vertice della struttura spesso il progetto stesso si "arena" per fatti indipendenti dalla propria volontà. In tal caso o l'impiegato diciamo così "solerte e attivo" perde la motivazione a procedere nel miglioramento del lavoro e del servizio "adattandosi" all'inerzia ed alla indisponibilità della struttura amministrativa correndo il rischio di finire tra i fannulloni!!!! oppure continuare a battersi perchè davvero si puiò cambiare come cerchiamo di fare noi,nel nostro vivere quotidiano, partecipando a questo forum.
Saluti a tutti
motivazione
Condivido i tuoi commenti sulla motivazione.
Condivido anche molte delle cose che ho letto nell'articolo che ci è stato segnalato da Danilo.
Saper motivare, compatibilmente a quelle che sono le limitazioni esistenti nella pubblica amministrazione ( nel settore privato se ho un bravo professionista, per evitare che decida di andare a spendere la propria professionlità in un azienda concorrente lo incentivo - gli incentivi di carattere economico sono di facile elargizione nel settore privato), non è cosa da tutti.
Bisogna avere una capacità di gestione della risorsa umana che, onestamente, ritengo "non di molti"; perchè oltre alle normali difficoltà devi riuscire a compensare, in qulache modo, il fatto di non poter premiare, dal punto di vista economico, come fa il privato imprenditore.
Comunque non penso che la soluzione di questo complesso meccanismo sia nelle tre famose fasce, nel "terrore" di essere inserito in quella dei "fannulloni". Forse potremmo rischiare di sortire anche qualche effetto contrario.
Condivido, con l'autore dell'articolo di cui parlavo, l'importanza del PERCORSO DI CARRIERA.
Ognuno di noi, che sta nella pubblica amministrazione da almeno una quindicina di anni ( io personalmente ho da poco festeggiato i diciotto - la maggiore età-) è ormai cosciente del fatto che la sua "professionalità non è spendibile al pari di quella del privato; non è possibile andare liberamente, nel caso qualcuno si sentisse "sottovalutato", andare autonomamente a proporsi con il proprio "curriculum" ad un'altra amministrazione ed anche nel caso in cui venisse apprezzato non potrebbe essere assunto senza complesse procedure, che immaggino siano note a tutti.
Il dirigente, dal più basso livello (responsabile U.d.P.) fino al più alto deve, con le sue "qualità", che in questo discorso voglio dare per scontate, ma che meriterebbero un approfondimento a parte (se non erro abbiamo un FORUM su questo argomento nel guppo PA DIGITALE) dovrebbe essere capace di infondere motivazione con i mezzi che ha e che avrà ( non è impossible ma bisogna anche essere capici di metter in atto un minimo di professinalità nella gestione della risorsa umana) e si dovrebbe poter dare più spazio nel sistema premiante al percorso di carriera.
Con questo non voglio fare un passo indietro, quando la pubblica amministrazione era paticolarmente "gerarchica", ma l'appiattimento, anche se verso l'alto dei ruoli, che poi equivale a livellamento, al quale abbiamo assitito negli ultimi anni sicuramente non giova alla causa.
A presto.
Daniela.
la carriera....problema dolente!!
E' proprio vero....! per noi la carriera è aperta SOLO se sei nell'amministrazione da una vita. Se poi hai avuta la "fortuna!" di esserti laureato..(sic..!!) con i crediti e due o tre esami,in qualche materia che abbia qualche attinenza con la p.a. e allora il gioco è fatto. Alla faccia di chi,come me ma siamo in tanti, nell'Amministrazione è in servizio da solo! 20 anni,ha una laurea,di quelle di una volta,quadriennale e sudata,ha avuto pubblici riconoscimenti e premi,partecipato a progetti ecc.ecc. NOì per qualche strana combinazione tra leggi e sindacati,vanno avanti SOLO i primi che accumulano punti di anzianità e così si sono ritrovati Direttori ex archivisti....!!! il che è tutto dire. Ci sarebbe voluto invece un concorso interno per titoli e/o esami così da valorizzare anche le professionalità. Non per questo ed affatto sfiduciato io ed il mio gruppo ci sentiamo demotivizzati,amzi! stiamo lavorando con ancora più voglia per dimostrare che è possibile cambiare le cose nei rapporti tra cittadini e P.A. e poi,abbiamo la grande soddisfazione che gkli utenti sanno oggi riconoscere il merito nella P.A. e riconoscono l'impegno e la preparazione prima di riconoscere le qualifiche....Non sò se ho reso il concetto di quest'ultimo punto. Speriamo che cambino le modalità di carriera e che sia data anche a noi la possibilità di "spendere", almeno all'interno della amministrazione di appartenenza ,la nostra professionalità perche,credo,ma spero di essere smentito prestissimo che quella di poter utilizzare,come i privati,il proprio curriculum presso altre amministrazioni sia,oggi,solo una bellissima ssperanza.... Buone vacanze,ci risentiamo presto
commenti dei consiglieri del Ministro e repliche...
L'articolo originale "Ma il problema non sono i fannulloni" è apparso su http://www.lavoce.info (nello specifico, l'URL dell'articolo è http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001143.html).
E' interessante, secondo me, dare una occhiata anche al seguito:
IL COMMENTO ALL'ARTICOLO DI PISAURO-VISALLI (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001181.html);
LA REPLICA DEGLI AUTORI AL COMMENTO DI HINNA E TRONTI (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001183.html).
Buona lettura.
D
una critica autorevole...
... e che arriva "dall'interno" della PA: Giuseppe Pisauro (http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina13.html) dirige dal 2006 la SSEF (http://www.ssef.it/), scuola di formazione del Ministero delle Finanze.
A dimostrazione (per chi ne avesse bisogno) che la PA ha, al suo interno, le intelligenze e le energie per diventare qualcosa di diverso da quella che è, ma qualcosa forse le blocca. Chiedere a Pisauro di partecipare alla stesura di Decalogo e Manifesto? Che ne dite?
autorevole e del tutto condivisibile!!
Perchè no?
Con l'augurio che abbia tempo disponibile per poterlo fare!!
io ci ho provato.
Magari non la leggerà mai, magari l'indirizzo e-mail che ho trovato è sbagliato, ma ci ho provato. Speriamo bene. :)
mai dire mai!
Se l'indirizzo era su un sito ufficiale dovrebbe essere corretto.
Aspettiamo e .........speriamo.
Magari si può tentare qualche altra forma di contatto se questa non riesce.
Ciao.
Daniela.
Cool
Non lo avevo letto. Lo faccio girare anche attraverso i miei piccoli affluenti :-)