Critica alla posta certificata

letto 1756 voltepubblicato il 07/07/2009 - 13:40 nel blog di Paolo Subioli

Segnalo questo articolo del 25 maggio scorso, sul tema della posta elettronica certificata (PEC), in occasione dell'emanazione del DPCM 6 maggio 2009. L'articolo è interessante perché esprime un punto di vista molto critico sull'argomento, e perciò, in quanto tale, fonte di interessanti spunti, pur non dovendone necessariamente condividere i contenuti.

In estrema sintesi, l'autore (Guido Scorza) dice che:

  • affidando la gestione della casella PEC gratuita (concessa a tutti i cittadini) ad un unico gestore, si crea un monopolio de facto che può anche espandersi in settori limitrofi, quasi di sicuro a vantaggio, secondo lui, di Poste Italiane;
  • affidando, sempre a tale soggetto, la gestione del registro degli indirizzi PEC dei cittadini italiani, si crea una specie di anagrafe elettronica gestita da un monopolita privato, che non è proprio una bella cosa;
  • la PEC è una tecnologia adottata solo in Italia: incentivandone la diffusione, aumenterebbe ulteriormente il nostro "isolamento" nei confronti del resto del mondo.

Io personalmente trovo ragionevoli queste osservazioni. Anche se però considero la PEC una soluzione abbastanza interessante, per una realtà come l'Italia, che, dal punto di vista legale, ha una legislazione tutta basata sul concetto di "documento" informatico e, dal punto di vista della cultura informatica, è piuttosto arretrato.

La PEC permette di gestire a costi irrisori tante procedure amministrative, o almeno loro parti, e non richiede particolari competenze. Non mi pare cosa da poco.

paolo subioli