Tento di fare il punto e, sommessamente, esco dalla comune.

letto 1695 voltepubblicato il 15/09/2009 - 10:06 nel blog di Attilio A. Romita, in Processo alla PA digitale

Nel corso degli ultimi mesi ho provato a partecipare attivamente ad InnovatoriPA, tentando di far conoscere il punto di vista di uno fuori del coro, di un cittadino Cliente della PA.

Nell'ambito del gruppo Processo alla PA Digitale ho lanciato una iniziativa : Il decalogo della Pa Digitale.

Ho scritto varie note e risposte in vari gruppi per cercare di dire chiaramente il servizio che il Cittadino desiderebbe avere dalla PA.

Sono sicuro che nella PA esiste una altissima percentuale di silenziosi operatori di alto livello ed una piccola percentuali di quelli che vengono tacciati di fannullinismo e che abbassano, nel sentire comune, la qualità totale.

Queste sono state le premesse sulle quali ho basato le mie inutili chiaccherate.

Le risposte  salvo qualche benvolo e piccolo accordo, che ho avuto sono state sempre accuse vero altri, verso il sistema, richieste di migliore formazione, di premi e simili. Mai nessuno, almeno mi pare, ha proposto come meglio organizzarsi, guardandosi indietro ed eliminando errori e cattive abitudini prima di chiedere ulteriori facilitazioni e prebende.

Sono quasi sicuro che sarò tacciato di "grillismo", di voler distruggere una macchina ottima che ha solo bisogno di altro olio per funzionare, etc.

A questo punto, forse per la felicità di molti, mi asterrò dal fare nuovi commenti e, per quanto riguarda il DECALOGO, lo lascerò a memento di una iniziativa che poteva essere abbastanza buona se supportata da molti.

Spero che gli infiniti discorsi e puntualizzazioni di molti su quasi tutto possano ad un certo coagularsi su fatti ed azioni effettive.

Grazie a tutti e scusate lo sfogo di un vecchio loggorroico.

Buon lavoro.

Attilio A. Romita

20 commenti

Daniela Orfei

Daniela Orfei17/09/2009 - 18:24
Finalmente stiamo stabilendo la connessione tra MOBBING STRATEGICO e VOGLIA DI LAVORARE! Alla fine dei conti a forza di dibattere si cominciano a trovare i punti cruciali del sistema. Il problema che rimane è che nessuno di tutti noi può fare di più che...... parlare. Le soluzioni devono necessariamente partire dall'alto; questo non esclude che non si possa stilare una sorta di progetto, proposta ecc. e tentare di segnalarla, nei modi ovviamente corretti, ai "piani alti", al "vertice della piramide". Questo è uno dei tantissimi motivi per i quali ho provato a costituire il gurppo. Un saluto.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita17/09/2009 - 19:25
Daniela, leggi per favore la mia nota UP-DOWN e DOWN-UP
Daniela Orfei

Daniela Orfei17/09/2009 - 19:53
Come ti ho già detto in passato, noi combattiamo la stessa battaglia! Il problema di quelli come me è che sono imbrigliati da regole che non hanno scelto, ma che devono rispettare. Ciao Attilio e a presto.
Laura Spampinato

Laura Spampinato17/09/2009 - 18:21
Daniela scrive: nella pubblica amministrazione il lavoratore non può andare dal "dirigente-manager" a contrattare diretamente la sua posizione lavorativa ed economica: QUESTO SI PUO' FARE ANCORA SOLO NEL PRIVATO. Di quale dimensione di privato parliamo, Daniela? Se si tratta del ristoratore che ha come dipendente un ottimo pizzaiolo, ovvio che questo professionista possa andare a dire al datore: "O mi lasci fare le pizze come dico io, o trovatene un altro a queste condizioni". Lui ha mercato e il suo prodotto nasce, lievita e cuoce (ciclo completo) grazie alle sue mani. Diverso è il caso del privato di grandi dimensioni, con professionalità parcellizzate in moltissime mansioni, in cui può essere sostituito chiunque in men che non si dica. Lì non c'è alcun margine di trattativa, e può esserci guerra fra colleghi per qualsiasi miglioramento di posizione, non solo coinvolgente aspetti economici ma anche solo di orari, organizzazione, tipo di clientela con cui avere relazioni ecc. . Il tuo intervento è molto complesso e articolato, e per ora mi fermo qui perchè ho la fortuna di avere a casa l'idraulico e lo devo coccolare.
Daniela Orfei

Daniela Orfei17/09/2009 - 18:32
Ha valore se prendiamo in considerazione una "professionalità di qulità, spendibile nel mercato del lavoro ( ma questo l'avevo dato per scontato), equiparabile ad un funzionario specilaizzato nella P.A.. Certamente il magazziniere del settore privato non avrà nemmeno lui grandi possibilità, ma questo dipende anche dal tipo di professionalità che, purtroppo, è facilmente sostituibile. Il paragone da me fatto, voleva provare a raffrontare, a parità di quàlità la obiettiva impossibilità di proporsi ad altra pubblica amministrazione, per un qualsiasi esperto funzionario, per essere assunti. A presto.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita17/09/2009 - 17:44
...perchè, conoscendo bene la PA al contrario di me che mi definisco un Utente, saprai usare le parole adatte per una risposta. Vorrei solo fare un paio di distinguo penso accettabili. Il premio, indipendentemente da tutte le definizioni ed in ambito lavorativo, è qualcosa in più dello stipendio che viene concesso a chi va oltre lo standard del lavoro fatto bene che da diritto, il lavoro svolto bene, allo stipendio. Lo straordinario, per definizione, è una certa quantità di lavoro che può essere richiesta per particolari necessità ed è regolato da apposite leggi e per questo fa parte del bene e limitatamente del meglio. Esitono tomi interi che descrivono i criteri di valutazione per calcolare "il meglio". Che poi nella PA nessuno abbia letto questi tomi, o peggio, non ne vuole sentir parlare, è proprio quello che stiamo cercando ci combattere.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza17/09/2009 - 18:10
-Non solo non hanno letto quei tomi,ammesso che sappiano il significato di tomo, ma nemmeno sanno quali sono le leggi che disciplinano certi istituti nel diritto del lavoro. Ma a volte non è nemmeno colpa dei dirigenti. Loro fanno carriera per automatismi e quanto va bene fanno un "breve" corso nel quale si tiene qualche ora dedicata alla "gestione delle risorse umane" e poi più nulla. Per la verità in qualche P.A. le cose stanno realmente cambiando ed i nuovi e giovani dirigenti cominciano per esempo a fare il "brifing" ogni mattina, con tutti i funzionari, a tenere riunioni periodiche ecc. Un buon segno. Voglio farti notare,caro Attilio,una cosa, provocando un tuo giudizio: Da quando abbiamo iniziato questi "forum", "dibattiti", "blog",partecipato a convegni ecc.ecc. ti è parso che qualcuno,intendo dire di quelli che "contano" e che potrebbero anche intervenire o chiedere approfondimenti su quanto andiamo dicendo, si sia mai fatto sentire o sia intervenuto in un qualsiasi modo per dire la sua?? BOH!......(p.s. scusa perle maiuscole ma ieri avevo gli occhiali rotte ed ho fatto un pò di confusione). A presto,ciao
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita17/09/2009 - 19:22
Scusate l'inglese. Quando si cerca la soluzione di un problema esistono due procedimenti. Il primo parte dal risultato finale, ne analizza le caratteristiche generali e le "dimensioni" e poi per ciascuna ripete il processo per arrivare finalmente la soluzione. Il secondo inizia dallo studio dei particolari, tenta le aggregazioni e di aggregazioni in aggregazione trova la solzione. Visto che nelle noste discussioni "i capi" sono come il letterario sig. Godot che non arriva mai, tentiamo una soluzione down-up. L'importante è essere convinti e concordi a "fare senza aspettare che le soluzioni ci arrivino come la manna nel deserto". In un'altra discussione su un tema asolutamente diverso ho fatto il seguente esempio: 1 formica è invisibile, 100 formiche formano una striscia nera e non preoccupano, 1000 formiche ci spingono a fornirci del DDT, 1.000.000 di formiche sono un bel problema. Diventiamo 1.000.000 di formiche attive per riformare la PA! Usiamo il voto in tutte le situazioni possibili!
Daniela Orfei

Daniela Orfei17/09/2009 - 17:04
Cercherò, nei limiti delle mie capacità di sintesi (perchè su questo argomento potremmo aprire un'altra "tavola rotonda") di fare un pò il punto della questione. Secondo la mia impressione non siamo ancora riusciti a trovare una definizione univoca, e soprattutto concreta, per il termine PREMIO, che comunque viene frequentemente usato. Se cerchiamo in un qualsiaisi dizionario di italiano troveremo varie definizioni: riporto qui di seguito soltanto alcune "ricompensa, riconoscimento dei meriti o del valore di una persona in particolare, denaro, oggetto o altro bene qualsiasi che viene assegnato a qualcuno, come riconoscimento di meriti speciali o come stimolo a bene operare" oppure "somma di denaro che un datore di lavoro assegna a un suo dipendente sotto forma d'indennità speciale: premio di nuzialità, concesso in occasione delle nozze del dipendente; premio di produzione, somma corrisposta al dipendente in ragione dell'incremento di produzione dell'azienda" e questi sono solo esempi. Ora torniamo al nostro caso: il dipendente che fa corretamente e diligentemente il proprio lavoro, nel suo normale orario di lavoro, viene remunerato per aver svolto il proprio dovere e poi finito il suo orario/dovere va casa. Fino qui, onestamente, non riesco a trovare nulla di negativo anzi, miverrebbe da dire: fossero tutti così! Il lavoratore che invece oltre alla normale attività lavorativa (ripetiamo sempre dando per scontato che sia stata svolta al meglio) desidera dedicarsi ad ulteriori orari di lavoro può, tutt'oggi, nelle amministrazioni che applicano una seria programmazione, dedicarsi al cosiddetto LAVORO STRAORDINARIO, proprio perché come insito nel nome, fuori dell'ordinario; tale lavoro, di norma risulta più efficace se legato a progetti i cui risultati è possibile monitorare, è remunerato a parte e, a seconda delle contrattazioni aziendali, tale surplus di orario può comportare anche incrementi dei premi di produttività. Quindi direi che fin qui è tutto regolare. Il fatto che il nostro fantomatico dipendente potrebbe non desiderare fare dello straordinario, perché non felicissimo del proprio lavoro (magari si sente poco apprezzato o altro), o perché preferisce deidicarsi alla famiglia, ad attività culturali o saprà lui a cosa, non significa che non abbia svolto al meglio il suo dovere e non meriti quello che a buon diritto gli spetta e soprattutto, scusami Attilio, non vedo perché se accetta e svolge al meglio un lavoro, anche se non gli piace, dovrebbe andare a cercarsene un'altro. Questa affermazione lascia trasparire in modo molto evidente, e ti chiedo scusa di nuovo, la "forma mentis" di chiunque non abbia ancora compreso nei particolari che la PROFESSIONALITA' DI UN PUBBLICO DIPENDENTE, anche se reale, profonda ecc. non è attualmente spendibile nel mercato del lavoro, fatta salva certamente la possibilità di cambiare mestiere, cosa che comunque non può certo permettersi chi ha superato una certa soglia di età, lascio a te scegliere quale limite, sia che abbia una famiglia o sia single ed abbia anche un minimo di senso di responsabilità. Ritorniamo al nocciolo della questione: la premialità. Fino ad ora ho parlato dello straordinario e della sua correlazione con il premio di produttività. Parliamo ora della premialità intesa come riconoscimento dei meriti o del valore di una persona. Qui il discorso è totalmente diverso; vi posso assicurare che nella pubblica amministrazione che io conosco da più di diciotto anni, per esperineza diretta, ci sarebbero soggetti, sicuramente pochi ma ci sarebbero, disposti ad assumersi incarichi di responsabilità, anche a parità di retribuzione (o poco di più), con il corrispettivo unico del ricevere la GIUSTA GRATIFICAZIONE dico morale perché non trovo altro temine per definirla, che non è elemento trascurabile, per la propria professionalità, esperienza, competenza, conoscenza e via dicendo. Ma NON SI RIESCE AD AVERE NEMMENO QUESTO; perché nella pubblica amministrazione il lavoratore non può andare dal "dirigente-manager" a contrattare diretamente la sua posizione lavorativa ed economica: QUESTO SI PUO' FARE ANCORA SOLO NEL PRIVATO. E chi non riesce a comprendere questa sostanziale differenza, forse deve ancora capire come funziona la nostra la P.A., ci piaccia oppure no. Saluti a tutti.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza17/09/2009 - 17:58
- Ciao Daniela, questo messaggio è solo per dirti che sottoscrivo in toto ciò che hai detto. Gratificazione e riconoscimento? e che cosa sono!! E aggiungo anche un'altra cosa: il lavoratore dicamo così,più disposto a "regalare" il proprio tempo e capacità all'amministrazione,non solo produce di più ma è anche sovraesposto rispetto ai "soliti" impiegati "modello standard" i quali lavorando nella consueta routine non impegnano nemmeno più di tanto la propria persona verso la dirigenza. Al contrario,la sovraesposizione crea,a volte, un'attenzione eccessiva dei vertici verso quei dipedenti che lavorano così anche sotto stress perchè da loro viene "pretesa" una marcia in più e spesso i dirigenti approfittano,in senso buono,ci mancherebbe,di questa maggiore disponibilità o anche della maggiore preparazione che alcuni hanno rispetto ad altri, per fare un lavoro che magari competerebbe a loro. Non solo,succede questo,ma poi i tuoi colleghi,quelli che abbiamo detto "normali" dicono anche che"te la fai con i dirigenti..." e hanno anche da ridire!! veramente siamo all'assurdo. Vuoi vedere che alla fine dobbiasmo parlare di "MOBBING AL CONTRARIO" nel senso che viene "ghettizzato e stressato" chi vuole impegnarsi di più?? Un'ultima cosa. E' vero,ci sno molte persone disposte ad assumersi incarichi di responsabilità ma anche ad essere chiamati una mattina da qualcuno che ti dica: "Bravo Tizio,Grazie per la Sua collaborazione, Le siamo riconoscenti,vada avanti così". Non sono,sempre e solo, i soldi a "pesare" sulla bilancia. Tanti Saluti a tutti.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita16/09/2009 - 20:55
Grazie Agostino (a proposito guarda il tasto delle Maiuscole quando scrivi) per l'incentivo a restare, come ho detto in un altra risposta, resterò in silenzio sino a quando qualcosa si muoverà realmente. Questa risposta è dovuta essendo stato, gentilmente e direttamente chiamato in causa Sono sicuro che leggi, regolamenti, note, veline e soprattutto la "maledetta consuetudine" rendono complesse le soluzioni, ma troppo spesso sono un comodo schermo per rimandare, discutere, proporre soluzioni che daranno luogo a nuove discussioni e proposte. Per nostra fortuna, e non tutti se ne rendono conto, viviamo in un paese democratico dove tutti possono far sentire la loro voce e dove tutti possono mettersi insieme per far sentire la loro voce più forte e decisa. E per far questo non è necessario arrivare alla Rivoluzione con i kalanshikov; è sufficente mettere in atto l'associazionismo normale e non rintanarsi nella "maggioranza silenziosa". Citare se stesso non è bello, ma talvolta può essere utile ed inoltre si accorda, mi sembra, con quanto hai detto a Daniela: un dipendente statale riceve il suo stipendio per fare il proprio dovere, tutto e bene, e se fa solo questo si è semplicemente "guadagnato lo stipendio"; i premi vanno soltanto a chi va OLTRE il proprio dovere e il continuo lamento che i propri meriti non sono riconosciuti è solo fiato perso, se non si è felici del proprio lavoro ...si cambia azienda!.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita16/09/2009 - 09:27
Circa 150 anni fa, 1000 anni dopo altri, alcune persone decisero che era giunto il momento di costruire uno Stato dal nome Italia, visto anche che la Geografia ci aiutava a delimitarne i confini. Per circa 140 anni, faticosamente, questo nuovo Stato tentò di crescere per sembrare un'entità unica di cittadini con uguali doveri e diritti. Poi qulcuno decise che qualcuno era più uguale di altri e che sarebbe stato giusto che quanto fatto 140 anni prima andava ripensato. A questo punto ognuno decise per conto suo quali servizi erogare e come. E' vero il codice fiscale è unico per l'Italia, ma ci fu chi decise che questo codice poteva essere codificato sulla Carta deei Servizi in modo diverso, chi non credeva all'informatica e si fidava più di un bel bollo tondo su un foglio di carta, chi, per malinteretato spirito di "io sono meglio", aggiungeva qualcosa e così via. Se va tutto bene, introdurremo di nuovo i dialetti e...ci ritroveremo finalmente a 150 anni fa! In tutto questo c'è anche chi si siede comodamente, ritira lo stipendio ed aspetta gattopardescamente che la buriana abbia termine.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza16/09/2009 - 19:47
-cIA aTTILIO,COMPRENDO IL TUO SFOGO CHE è QUELLO DI UNA PERSONA QUALIFICATA E PREPARATA E CHE PER QUESTO VORREBBE,COME ANCHE NOI DEL RESTO,SIA PURE DA PROSPETTIVE DIVERSE, CHE LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE FUNZIONASSE MEGLIO. mA TI PREGO,CARO ATTILIO, E PER QUESTO TI CHIEDO DI NON ABBANDONARE QUESTI FORUM, PARLIAMONE UN ATTIMO: TU,CHE HAI ESPERIENZA SAI COME FUNZIONA IL SETTORE PRIVATO.PARTIAMO DUNQUE DA QUESTO PRESUPPOSTO. ORA,AVRAI LETTO DI QUANTE BELLEIDEE E PROGETTI SONO STATE INDICATE NEI NOSTRI MESSAGGI.ALCUNI ANCHE DI NOTEVOLE INTERESSE COME E' L TUO DECALOGO DULLA P.A.DIGITALE. MA DIMMI,PER AMOR DEL VERO,SE PURE TUTTI NOI FOSSIMO,E LO SIAMO,D'ACCORDO TRA DI NOI,COSA FACCIAMO UNA RIVOLUZIONE? SI VUOL CAPIRE O NO CHE NON SIAMO AUTONOMI! PER FARE TUTTE QUESTE COSE CHE VOGLIAMO FARE! CI VOGLIONO AUTORIZZAZIONI SE NON LEGGI,DECRETI,REGOLAMENTI,CIRCOLARI ECC.ECC. TU NON SAI QUANTO MI DISPIACCIA DI NON POTER FARE QUELLO CHE AVREI IN MENTE,E SONO COSE SEMPLICISSSIME,MA CHE POTREBBERO RISOLVERE IN NIENTRE E GRATIS! PICCOLE E MEDIE PROBLEMATICHE. mA DIMMI,POSSO IO PARLARE DIRETTAMENTE CON ILmINISTRO O CHI PER LUI O SOLLECITARE LEGGI E DECRETI? MI PARE DI NO. pER QUESTO CARO ATTILIO TU DEVI RIMANERE CON NOI E PIAN PIANO,COME SI DICE: sE SON ROSE....FIORIRANNO.BUONA NOTTE
Daniela Orfei

Daniela Orfei15/09/2009 - 14:59
Non mi pare si sia dibattuto solo di premi ma, perlomeno in molti miei interventi, di attribuzione di incarichi di responsabilità. La cosa è ben diversa. L'indennità, o comunque la vogliamo chiamare, per chi svolge o svolgerà un ruolo di responsabilità nella P.A., se proporzionata al ruolo ricoperto, diamo per scontato meritatamente, è doverosa. E' l'assegnazione di questi incarichi che fino ad oggi, in una serie numerosa di casi, è stata e continua ad essere completamente discutibile; e siccome, ci piaccia o no, nel pubblico esiste FORTEMENTE una gerarchia, il cui mancato rispetto, anche solo nello scrivere una lettera, ti potrebbe portare a subire un provvedimento disciplinare, se non si è formalmente incaricati di gestire una qualsiasi cosa prendere decisioni, anche se giuste, autonomamente non è di fatto possibile, se non a proprio rischio e pericolo. Se gli incarichi venissero assegnati a chi ha le carte in regola e l'esperienza e la professionlità per averli molti problemi andrebbero a soluzione spontaneamente, comprese le insoddisfazioni di MOLTI MERITEVOLI. A presto.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza16/09/2009 - 20:08
- Ciao Daniela, ho risposto al nostro amico Attilio pregandolo di "recedere.." dai suoi "minacciosi" propositi e restare "attivamente" con noi. A te voglio dire che hai inquadrato perfetamente la questione della premialità che io chiamerei,più correttamente: "Riconoscimento produttivo" Ti spiego con un esempio tratto da un fatto reale accaduto non più tardi di ieri sera. Spero che sia abbastanza esaustivo di come intendo il lavoro e la ricompensa,per dirla molto prosaicamente,nel nostro ambiente. Dunque: andando in giro per servizi con l'auto nella mia città,che non è certo una metropoli per cui bene o male ci incontriamo spesso n giro,ho visto un impiegato di un ufficio pubblico seduto al tavolo di un bar a chiacchierare e scherzare spensieratamente.Questa persona,è una di quelle che fa nell'orario di lavoro bene e con competenza il suo lavoro (ho contatti con lui perciò lo affermo con certezza) ma terminate le sue ore l'ufficio non esiste più. Noi invece,come vedi,oltre a partecipare a forum,iniziative e quant'altro,ci preoccupiamo di fare progetti,chiedere e,a volte scontrarci con i superiori,mezzi e soldi per poter fare una semplice carta dei servizi o qualsiasi altra cosa,non solo,facciamo magari straordinari e rientri per cercare di evadre più pratiche possibili ecc.ecc.E allora,dimmi tu cara Daniela,perchè io non devo guadagnare e avere "premi" o come diavolo volete chiamarli,in più rispetto all'amico collega che è contrento perchè avrà i suoi motivi dello stipendio che ritira a fine mese... vogliamo chiamare questa cosa,come dice Attilio, laboro a cottimo? va bene chiamiamolo così, ma se il mio surplus di lavoro,del quale beneficia l'amministrazione,non danneggia nessuno perchè ad altri sta bene il poc,maledetto e subito,come si dice volgarmente,che cosa c'è di male? scusa per lo sfogo,buonanotte
Laura Spampinato

Laura Spampinato15/09/2009 - 15:41
Ne ho appena scritta una e spero proprio che l'addetto non si stia negando per non darmi una risposta. Mi dispiace molto metterlo in imbarazzo, ma anche io mi sento in imbarazzo..... Levando l'indirizzo, ve la riporto. Buongiorno, sfortunatamente non riesco a trovare la persona addetta a darmi risposta e allora scrivo per vostra comodità e mia, non volendo arrecare fastidio alle centraliniste. Giovedì prossimo ho appuntamento con mia tutor del Servizio per l'Impiego di Morlupo per scrivere il Piano che sto escogitando per trovare un'altra occupazione nel corso dei due anni che mi restano fino al diritto alla pensione (della quale mi contenterò seppur bassa, avendo 22 anni di contributi). Dato che il mio lavoro precedente è quello di esperta in orientamento e politiche del lavoro (Comune di Fiano Romano e Comune di Milano) ho trovato non fuori luogo presentarvi domanda come da indicazioni su vostro sito, nel giugno scorso. L'idea mi era venuta in conseguenza del fatto che ho aspettato tre mesi per il primo appuntamento con il Servizio e quindi di persone già esperte e immediatamente operative sul campo ci sarebbe bisogno. Accetterei incarichi in ogni luogo mi proponeste, a patto di non farmi perdere il diritto all'indennità di disoccupazione per un incarico inconcludente (sapete, vero, che cosa succede se si accetta un lavoro non da dipendente per più di 5 giorni? nei 5 l'indennità si sospende, ma al sesto si perde ogni diritto acquisito in precedenza). Quello che vorrei sapere da voi, sinceramente, è se vi sono opportunità di incarichi per l'orientamento o politiche del lavoro almeno di 9 mesi, oppure niente, così da riferirlo alla mia tutor, con la quale ho già lavorato una decina di anni fa orientando nello stesso ufficio l'utenza, e cambiare Piano eventualmente. Grazie Ecco, adesso vediamo se e cosa mi risponde. Dato che queste persone e siti sono pagati con soldi pubblici, mi aspetto sincerità e rispetto, non vaghezza.
Laura Spampinato

Laura Spampinato17/09/2009 - 13:06
Non avuta risposta, ho mandato aggiornamento all'ufficio che potrebbe attivarsi allo scopo. Buongiorno, ho verificato che presso il Centro per l'impiego di Morlupo vi sarebbe molto bisogno di professionalità come la mia per gestire colloqui di orientamento, formulare i Piani, avviare a selezione (in particolare nel campo dell'assistenza familiare - incontro domanda/offerta badanti e famiglie con anziani - ho esperienza start up e gestione Sportello apposito del Comune di Milano). Peccato quindi che io stia a casa in indennità di disoccupazione .... Vi prego di accertare se vi siano condizioni per incarico di 9 mesi nella zona. Laura Spampinato Allego cv aggiornato a settembre 2009 E aspettiamo ......
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita15/09/2009 - 14:14
Io non voglio uscire. Ho fatto delle premesse sulle quali ho basato "ho basato le mie inutili chiaccherate" ed, tu hai ragione, nessuno si è filato neppure affermazioni pesanti, solo qualcuno è stato in piccola parte contrario. Questo mi fa pensare che o parlavo al vento o dicevo banalità ..il tempo lo spiegherà! Non frequenterò altri luoghi, o meglio frequenterò anche altri luoghi per ascoltare anche altre campane. Ho concluso con "A questo punto, forse per la felicità di molti, mi asterrò dal fare nuovi commenti e, per quanto riguarda il DECALOGO, lo lascerò a memento di una iniziativa che poteva essere abbastanza buona se supportata da molti". E questo, forse espresso male, vuol dire che saò un osservatore silente ed interessato. Ed ho anche concluso positivamente: "Spero che gli infiniti discorsi e puntualizzazioni di molti su quasi tutto possano ad un certo coagularsi su fatti ed azioni effettive". L'essere scontento perchè non si riesce a comunicare è una sensazione che, per lo meno per quello che mi riguarda, non porta ad abbandonare la lotta, ma soltanto ad aspettare momenti migliori.
Laura Spampinato

Laura Spampinato15/09/2009 - 14:43
ok, allora ho dato uno sguardo e non m'intendo di queste cose però vorrei chiederti: io ero residente a Milano e un giorno ho comprato quel coso dove si mette la Carta regionale dei servizi e son rimasta di stucco quando ho visto che potevo persino cambiare medico on line! Poi mi sono trasferita vicino Roma e alla ASL mi hanno detto che mi avrebbero mandata una nuova tessera sanitaria del Lazio - che non mi è ancora arrivata dopo 5 mesi! - e che comunque non avrei potuto infilarla in quel coso. Avevo fatta tanta fatica per caricare il software, fare pratica, e adesso è tutto inutile, come se avessi cambiato Stato. Ma, dico, se il mio codice fiscale è sempre lo stesso, non si può usare una stessa tessera per ogni cosa, infilandola nel coso?
Laura Spampinato

Laura Spampinato15/09/2009 - 12:00
oh questa è bella! e tu vorresti uscire solo perchè non ti filano o qualcuno si dimostra contrario? quello che hai seminato lascialo che magari quando meno te lo aspetti potrà germogliare, e vai a frequentare altri luoghi, dove magari ti daranno più soddisfazione. Non so nulla dell'argomento che hai trattato e adesso me lo vado a vedere, ma quello che voglio dirti è: non c'è nessun bisogno di chiudere questo portone.