AGGIUNGI UN TASSELLO AL PUZZLE

 

Carissime amiche e amici innovatori un saluto per tutte/i!

L’ OBIETTIVO DEL NUOVO GRUPPO è condividere con chi ne ha voglia:

- una discussione che provi ad analizzare le problematiche della p.a. italiana (forse sono troppe!)

- un’ipotesi di possibili soluzioni che consentirebbero, a nostro modesto avviso, qualora attuate, il raggiungimento dell’obiettivo: una p.a. innovativa ed efficiente al servizio del cittadino.

- la formulazione di un’ elenco di proposizioni che sintetizzino le soluzioni.

- l'individuazione dell'anello che ci consenta di riagganciarci al Manifesto Amministrare 2.0.

   

- la disseminazione in rete  e con ogni mezzo del Manifesto, delle proposte collaterali, i “tasselli”, e del Decalogo Digitale.

 

PERCHE’ L’IMMAGINE DI UN PUZZLE?

Immaginiamo la p.a. innovativa come un puzzle, una realtà complessa, sistemica il cui efficiente funzionamento necessita dell’unione di tanti pezzi, tutti i tasselli, che servono per completare il puzzle.

Alcuni di noi ( Rosa Fogli, Daniela Orfei, Antonio Pandolfi., Danilo Cocco., Attilio Romita, Titti Cimmino., Simone Cocchi., Mauro Magnani, Laura Spampinato, Salvatore Agst&hellip., ……. ) con il contributo guida di Laura Manconi (grazie Laura!)

all’interno del Gruppo Processo alla p.a. digitale, hanno contribuito al dibattito e ne hanno individuati alcuni, e da quella sintesi vogliamo partire.

 

UNA P.A. INNOVATIVA :

1. FORNISCE IL MIGLIOR SERVIZIO AL CITTADINO SFRUTTANDO LA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI E DEI SERVIZI

 

2. FAVORISCE ANCHE ATTRAVERSO IL LIBERO ACCESSO ALLA RETE LA FORMAZIONE PERMANENTE DELLE SUE RISORSE,

  

3. GARANTISCE LA FUNZIONALITA' E IL BENESSERE DEI/NEI LUOGHI DI LAVORO/ ACCESSO AL PUBBLICO anche evitando l’insorgere di fenomeni di mobbing.

 

4. PRIVILEGIA UN' OTTIMALE GESTIONE DELLE RISORSE UMANE CON LA RESPONSABILIZZAZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE

 

5. OSSERVA E DIVULGA TRA OPERATORI ED UTENTI  LA NORMATIVA SULLA P.A. DIGITALE ANCHE ATTRAVERSO LA DIVULGAZIONE DI UN DECALOGO DIGITALE CONTRIBUENDO ALLA FORMAZIONE E ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA DEI CITTADINI (anche avvalendosi dell'ausilio degli URP)  

 

Grazie alla pervicacia di Attilio Romita (il promotore) stiamo provando a redigere un possibile DECALOGO DIGITALE , , il memorandum semplificato delle regole digitali di fatto disapplicate, anche perchè poco conosciute da utenti e dipendenti ,che serve a ricordare con parole semplici quanto stress e tempo si potrebbe guadagnare se solo si decidesse di applicare norme già esistenti, sulla digitalizzazione della p.a.

 

6. INFORMA IN AUTOMATICO PROFILO PER PROFILO (vedi portale Amministrazione Pubblica francese  che di recente si è arricchito con la possibilità per il cittadino di creare un account MON.SERVICE-PUBLIC.FR

che consente di avere l'accesso ad informazioni personalizzate) 

 

7. E' MOTORE DELLA DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE E DEL LORO USO COME VETTORE PER LO SVILUPPO DEL PAESE E PER L'INNALZAMENTO DEI LIVELLI DI QUALITA' DELLA VITA DEI CITTADINI, E A TALE SCOPO PERSEGUE , AL SUO INTERNO (attraverso opportuni programmi di formazione, da attuarsi in proprio o sinergicamente con quelle amministrazioni che possiedano le competenze necessarie) E ALL'ESTERNO (sviluppando progetti di sussidiarietà orizzontale con singoli, associazioni, istituzioni della formazione disponibili in tal senso) DI ESSA, LA QUALIFICAZIONE SEMPRE CRESCENTE DELLA CULTURA DI BASE SU QUESTI ARGOMENTI NELLA SOCIETA'.

 

8. RICORRE A CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE

 

E VOI QUALE TASSELLO AGGIUNGERESTE?

Per individuare i pezzi mancanti del puzzle e approfondire ancora i tasselli già posti ci serve il vostro contributo al dibattito.

Il gruppo è aperto e siete tutti invitati a partecipare.

Vi aspettiamo! J

Grazie.

61 commenti

Rosa Fogli

Rosa Fogli27/11/2009 - 11:14
ti ho mandato il pdf via E-MAIL ... KISS
Danilo Cocco

Danilo Cocco30/11/2009 - 09:18
Ciao, Rosa. Ti sarei grato se inviassi il PDF anche a me. dcocco(at)provincia.mediocampidano.it (dove quell'"at" tra parentesi sarebbe la chiocciolina, omessa e sostituita per evitare di rendere l'indirizzo soggetto a spamming...) Buona giornata, a te e a tutti. D
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza26/11/2009 - 11:16
E' un'idea perfetta. Cercherò di parlarne subito con gli addetti per valutare la possibilità di attivarci nel senso da te proposto anche attraverso una sorta di "pro-memoria" da consegnare ai cittadini.
Laura Strano

Laura Strano26/11/2009 - 18:02
Salvatore facci sapere poi cosa dicono i capi L.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza26/11/2009 - 10:15
Ciao a tutti. Scusate,ma io non capisco se i nostri discorsi e commenti partano dal presupposto molto semplicisticamente tradotto nel detto: "Noi ce la suoniamo e noi ce la cantiamo" oppure tengano conto di dove viviamo,dove lavoriamo, le conoscenze informatiche,nostre e degli altri ecc .ecc. Se pensiamo che ovunque e comunque sia possibile attuare le Leggi,ripeto sino alla noia,calate dall'alto senza nessuna,passatemi il termine,valutazione d'impatto su chi e cosa vanno ad incidere, facciamolo pure. Non importa se la stragrande maggioranza degli italiani mastichi poco o niente di informatica,digitalizzazione,pec,ecc. Specie le persone meno giovani che sono anche quelle che più hanno rapporti con la p.a. Non importa se tantissimi impiegati e funzionari della p.a. non abbiano mai avuto una virgola di informazione e formazione. Questa cosa di "facciamola comunque" mi sembra un poco azzardata. Nei punti elencati da Laura e che mi sento di condividere,il punto 5 ed il 2 credo debbano avere la precedenza sugli atri. Mi piace sempre ripetere in tutte le cose di cui mi occupo nel pubblico e nel privato che si deve partire da "ottime fondamenta" per avere "buoni risultati". Le fondamenta nel nostro caso sono la scienza (nel senso di sapere) e la conoscenza di quello che dobbiamo fare. L’oramai arcinoto DD .LL. 82/05 aveva previsto all’art.13 che le P.A, ai sensi dell’art.7 bis del d.lgs.165/01: “…..attuino politiche di formazione del personale finalizzate alla conoscenza ed all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” Ometto di trascrivere il contenuto molto dettagliato,preciso,ma mai attuato del predetto articolo 7 bis. -Ancora due parole,questa volta sulla P.E.C., per dimostrare come le Leggi che intendono favorire i cittadini poi in realtà raggiungano obiettivi opposti. Noi tutti sappiamo che l’utilizzo della pec comporta anche l’assunzione di responsabilità giuridiche civili,penali e amministrative. Sappiamo anche che i cittadini che non sono addetti ai lavori molto spesso,se non sempre,non sono consapevoli di queste responsabilità che si assumono utilizzano la pec. Bene, nessuno,tra i legislatori che si sono occupati della materia, si è mai sognato di inserire un articolo,preambolo,o che altro si vuole, che faccia obbligo per i gestori pubblici e privati della pec di avvisare gli utenti degli effetti giuridici che si producono attraverso di essa. Ma questo è solo un esempio di come siano male gestiti i rapporti tra p.a. e cittadini già a livello di testo della legge e di difficoltà di capirne il contenuto. Allora,credo di non dire un’eresia se propongo di aggiungere ai punti di Laura ed al decalogo nascente,” la formazione e l’alfabetizzazione informatica dei cittadini” attraverso una serie di corsi,conferenze,convegni capillari che potrebbero per esempio essere tenuti da esperti nel campo, nei vari Comuni,specie in quelli più piccoli, dove spiegare agli utenti tutte le nuove iniziative e le modalità per il loro utilizzo. I corsi potrebbero anche essere tenuti dagli amministratori locali,già ovviamente preparati, che sono più vicini ai loro territori utilizzando postazioni pubbliche di p.c. Quello che qui sostengo è importante e non và sottovalutato perché solo da un rapporto paritario può nascere una vera e sana competizione in grado di migliorare le performance della p.a. Se le persone che entrano in contatto con noi sono in grado di metterci come suol dirsi di fronte alle nostre responsabilità ed ai loro diritti,perché li conoscono e vogliono che si applichino, anche i più “pigri” e “pachidermici” tra i nostri colleghi dovranno adeguarsi. Altrimenti,finchè giocheremo sulla ”ignoranza” dei loro diritti e sulla “scarsa” conoscenza di leggi,decreti,regolamenti ecc. avranno facile gioco i “fannulloni” e i loro simili. Chiudo con un esempio tratto dalla quotidianità del nostro lavoro,su quanto ci sia di vero sulle considerazioni sopra svolte. Da pochissimi giorni,saprete,sono cambiate alcune regole sull’emissione dei passaporti. Di queste novità abbiamo dato divulgazione sui media,sulle pagine web del nostro sito nazionale e locale,con circolari via mail ed utilizzando insomma tutta la tecnologia possibile. Risultato???? Che file di persone continuano a venire agli sportelli per chiedere tutte le informazioni che abbiamo dato ut sopra o tempestando di telefonate l’Ufficio per chiedere le stesse identiche cose…..Pensare poi,in un attimo di stanchezza a “Ma chi ce lo ha fatto fare!!!” non è cosa peregrina.
Rosa Fogli

Rosa Fogli26/11/2009 - 10:42
Vorrei cogliere l'occasione della riflessione fatta da Salvatore per proporre quanto di seguito : "Chiudiamo" il decalogo lasciandolo aperto ; Proponiamolo ai cittadini attraverso modalità partecipative che li formino , li divertano e allo stesso tempo li facciano diventare attori protagonisti ; Facciamolo crescere con le idee di tutti ;
Marialessandra Signorastri

Marialessandra Signorastri26/11/2009 - 10:40
In effetti, per quel che riguarda le attività di cui mi occupo, non ho a che fare con il "cittadino" generico. Si tratta di tecnici progettisti, tecnici dei comuni, ... questi utilizzazno in effetti molte delle innovazioni infromatiche che abbiamo proposto. Il nostro sito web ha un numero enorme di accessi all'anno e le richieste di cartografia cartacea non avvengono praticamente più. In ogni caso, per quanto riguarda il progetto che ho prima riportato, la procedura informatica è un elemento che non coinvolge direttamente i beneficiari finali: questi si trovano un'autorizzazione cartacea con timbri e firme, come un tempo. L'innovazione di processo serve, però, a ottimizzate tempi e risultati
Marialessandra Signorastri

Marialessandra Signorastri26/11/2009 - 09:55
Non sono molto esperta in materia, ma viporto un esempio. Nel settore pianificazione del territorio stiamo mettendo a punto, grazie ai servizi informativi, un sistema di gestione cartografica e documentale digitalizzato, che migliora moltissimo il modo di lavorare. Digitalizzanto il perimetro dell'intervento da assentire, il sistema restituisce in automatico tutte le verifiche cartografice, riportandole direttamente in un documento di testo, che costituisce la bozza dell'atto di autorizzazione che l'ente deve trasmettere al cittadino. In questo modo la vita di chi istruisce le pratiche migliora di molto, ma consente - NELLO STESSO TEMPO - di accelletare i tempi delle istruttorie e di ridurre i rischi di errori, restituendo di fatto un MILGIOR SERVIZIO AL CITTADINO. A presto Marialessandra
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita25/11/2009 - 23:17
...e dallo scontro delle caparbietà scoccheranno tante scintille che riusciranno a non far spegnere il sacro fuoco che ci spinge verso la ricerca di soluzioni positive. Tutti i temi che hai elencati, Laula, sono gusti, veri e da tener presenti. Penso però che tentare di fare un puzzle sa 100.000 pezzetti e 25kmq sia molto difficile anche da esaminare in tutte le sue dimensioni. Io suggerirei di fare la diagnosi e la prognosi di un pezzetto per volta, avendo però chiaro il quadro d'assieme. Per esempio se di ogni tema particolare cominciassimo con una SWOT Analysis (Punti di forza, Debolezze, Opportunità, Pericoli), potremmo cominciare ad avere un po di chiarezza su ogni tassello e questo ci aiuterebbe a decidere anche le priorità di intervento. Per i chiarimento sulla SWOT Analysis ci sono ottime spiegazioni cercando con Google o wikipedia. Intanto io domani vado ad un convegno "L'implementazione della "Riforma Brunetta" negli enti locali. Opportunità, strumenti e criticità per una dirigenza responsabile " e poi cercherò dirvi qualcosa su i temi trattati. Buona notte
Laura Strano

Laura Strano25/11/2009 - 21:35
caro Attilio possiamo inserire anche il tassello al primo posto (come ho già fatto accogliendo il tuo suggerimento!) perchè l'erogazione del miglior servizio al cittadino è sicuramente l'obiettivo della p.a. e la tecnologia in questo offre potenti mezzi. Ma anche nel Manifesto amministrare 2.0 si parla di "multicanalità". Inoltre ritengo, altrettanto pervicacemente di quanto non faccia tu, che la pubblica amministrazione è una realtà complessa e non è sufficiente la sola digitalizzazione di processi e servizi per cambiare lo status quo anche se , devo ammettere che si farebbero passi da gigante, a mio modesto avviso. I problemi sono comunque tanti e per completare il puzzle andrebbero compresi e aggrediti tutti senza tralasciarne nessuno, a cominciare, scusa se sono monotematica, dalla formazione, anche digitale, o anche dalla complessità e varietà delle norme esistenti che un legislatore illuminato farebbe bene a ridurre e semplificare, in un testo unico. Infine, che chi sta bene lavora bene questa è un'affermazione "sacra". Probabilmente, non immagini gli effetti devastanti che produce nella p.a. la conflittualità tra colleghi, la valutazione in assenza di parametri oggettivi, la discriminazione nell'affidamento di incarichi senza che si tenga in alcun conto della competenza, ecc. ecc. Speriamo quindi nel nuovo gruppo di dare spazio e contributo anche ad altri nuovi temi. L.
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita25/11/2009 - 20:58
Grazie per la "pervicacia" e tanto per non smentirmi, continuo pervicacemente a sostenere una mia fissazione. La PA si digitalizza sicuramente per meglio rispondere alle necessità elencate nei 5 punti, ma la cosa che ritengo più importante è che lo sfruttamento degli strumenti digitali deve principalmente servire per dare un miglior servizio al cittadino. Sulla base di questa riflessione, aggiungerei, forse al primo posto: MISSION DELLA PA INNOVATIVA E' DI DARE IL MIGLIOR SERVIZIO AL CITTADINO USANDO LA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI E DEI SERVIZI. I tasselli evidenziati sono mattoni importanti della costruzione, ma, scusate la cattiveria, servono per far star bene le persone che operano nella PA. E' vero che chi sta bene lavora bene e quindi come sottoprodotto da un servizio migliore, ma, secondo me, questo paradigma deve essere leggermente cambiato. Scusate se, come al solito, non ho usato il fioretto per le mie argomentazioni e non voglio assolutamente essere insultante, vorrei soltanto non essere chiaro nelle mie idee, condivisibili o no che siano. Se io sono fuori tema, fatemelo sapere e cercherò di emendarmi. Buon lavoro a tutti noi in questa casa nuova.

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