Innovatori perseguitati

letto 2735 voltepubblicato il 03/12/2009 - 21:48 nel blog di domenico pennone, in Partecipazione , Barcamp "InnovatoriPA", Project Cycle Management

Speravo proprio di non dover mai più scrivere post come questo e invece...
Molti colleghi mi scrivono, alcuni addirittura mi telefonano,  per segnalare "azioni di diffida" di solerti dirigenti nei confronti di"innovatori" che provano a migliorare la comunicazione istituzionale della PA utilizzando strumenti 2.0.
Il caso classico è l'uso di servizi quali o per diffondere video o dirette istituzionali. Ricordo che, utilizzando questi strumenti, gratuiti, si evita di intasare i server degli enti pubblici e soprattutto si risparmiano inutili ed esosi investimenti in acquisto di "banda",  software e piattaforme complesse mai capaci, tra l'altro, di dare risulatati soddisfacenti.
Bene, è facile in questi casi incorrere in contestazioni e diffide da parte di qualche dirigente che può contestarci l'uso di strumeti "privati" che possono diffondere pubblicità sui nostri contenuti.
Anche strumenti di socialnetwork quali facebook o twitter, quando utilizzati dalla PA, trovano sempre qualcuno pronto a contestarne l'uso.
Io, su questa questione la penso come il mitico Gianluigi Cogo e non ho paura di invitare i colleghi a rischiare qualche contestazione che ben presto sarà superata dalla storia :-) prima ancora che dalle leggi. Leggi che tra l'altro non credo vietino in alcun modo l'utilizzo da parte della PA di tali strumenti (ho ragiorne professor Belisario?).
Ricordo che molti anni fa, dopo essere riuscito a registrare e mettere on line uno dei primi siti web istituzionali del nostro paese (forse il primo), mi beccai una nota durissima  da parte di un burocrate che mi contestava "l'uso di strumenti di pubblicità non previsti dalla legge per atti dell'Amministrazione".  Avevo semplicemente pubblicato dei bandi di gara sul sito, bandi che erano naturalmente affissi all'albo pretorio. E pensare che tra pochi mesi l'albo pretorio andrà finalmente in pensione e la validità legale spetterà solo ai documenti elettronici:-(
Vi chiedo aiuto e conforto per me e per i tanti colleghi che sono costretti ogni giorno a combattere da anni la difficile battaglia per innovare la PA, contro arretratezza tecnologica, ostilità burocratiche e soprattutto assenza di regole. Regole che potrebbero, invece, in qualche modo proteggere e incentivare chi opera concretamente per innovare la PA.
mimmo

 

15 commenti

Gianluigi Cogo

Gianluigi Cogo07/12/2009 - 08:07
Laura, ho guardato alcuni dei comuni che mi hai indicato. Sono un po' perplesso, secondo me ancora non è chiara la differenza fra profilo e fan page. Sinceramente credo che un istituzione debba avere una presenza sobria e istituzionale, quindi con la fan page in chiaro. Mi sembra assurdo che per leggere un comunicato stampa o un appuntamento bisogna diventare "amici". Che ne pensi?
Rosa Fogli

Rosa Fogli14/12/2009 - 09:23
Ferrara Citybook è un Social Network voluto dal nostro Ex Sindaco Gaetano Sateriale. in Prima Pagina il suo editoriale che spiega le motivazioni per le quali è stato attivato http://www.citybook.ferrara.it/
Laura Strano

Laura Strano07/12/2009 - 21:33
si, Gigi hai ragione, è assurdo non basta essere su fb addirittura condividono solo determinate informazioni, in qualche caso devono ancora confermare l'amicizia l'unico è il Comune di Piraino ... questo conferma che bisogna sapere utilizzare al meglio la tecnologia .. con obiettivi chiari
Gianluigi Cogo

Gianluigi Cogo06/12/2009 - 22:44
Ciao Laura, va bene così, le metto io su quel sito che, alla fine del corso magari rendo pubblico e collaborativo. Che ne dici?
Attilio A. Romita

Attilio A. Romita05/12/2009 - 11:13
Grazie Laura della tua risposta dall'interno che suggeriva una strategia vincente. Sicuramente le "raccomandazioni mafiose" che vengono dall'interno possono intimorire anche chi onestamente vuole agire per il meglio e come diceva don Abbondio "chi il coraggio non lo ha, non se lo può dare!". Fortunatamente tutti i nuovi strumento, come rete, informazioni rapide e diffuse, WEB 2.0, aiutano a smorzare il valore dei "consigli dall'alto". Inoltre proprio questi "laudatores temporis acti" sono quelli che non conoscono quanto rapidamente i loro "suggerimenti" possono essere messi in piazza. I primi che, magari sulla loro pelle, riusciranno a portare avanti qualche innovazione saranno sicuramente dimenticati (stavo scrivendo ricordati, ma non sarà così), ma la mattina, guardandosi nello specchio, vedranno alzare gli angoli della bocca in un piccolo sorriso di soddisfazione. Penso, però, che per ottenere risultati occorre essere bravi ad individuare bene i traguardi successivi che si vogliono raggiungere e soprattutto i traguardi ed i cammini che possono coivolgere il massimo di partecipanti interni e soprattutto esterni: Talvolta un po di unione per la forza può essere utile. FORZA PROVIAMO AD ANDARE AVANTI.
Laura Strano

Laura Strano04/12/2009 - 15:47
Caro Domenico, conosco il problema ed è duro da affrontare! Se può confortarti diffide e contestazioni capitano anche a chi cerca di rispettare le leggi. Anni addietro, mi è stata inoltrata una contestazione disciplinare perché, dopo aver segnalato gravi irregolarità riscontrate in una pratica d’ufficio, non avendo avuto riscontro dal superiore gerarchico , mi ero “permessa” di indirizzare le mie rimostranze a TUTTI gli organi coinvolti a vario titolo nel procedimento (organi di controllo, di indirizzo politico ecc. ), La contestazione pervenutami riguardava quindi la violazione di una circolare interna che prescriveva il divieto di scrivere ad organi che non fossero quelli immediatamente sovraordinati gerarchicamente, con esclusione quindi di revisori, politici, Dirigenti (per intenderci, io avrei dovuto scrivere solo all’incaricato di posizione organizzativa !). All’inizio mi sono “preoccupata”, poi ho fatto una riflessione: nel MERITO non mi aveva risposto nessuno, ed ero responsabile del procedimento. la FORMA mi era stata contestata. Allora ho risposto al Dirigente. In sintesi il concetto della mia nota di risposta alla contestazione fu questo: è più grave la mia violazione ad una misera circolare interna, peraltro illegittima, oppure è più grave avere ignorato una nota il cui contenuto evidenzia la vostra violazione della legge? Il Dirigente ha subito revocato la contestazione. Se non ci sono divieti espliciti a ciò che fanno gli innovatori , suggerirei a chi è stato tanto bravo da arrivare ad utilizzare strumenti web 2.0 per migliorare i servizi gratuitamente, (magari trovassi il modo di farlo io!) di farsela fare la contestazione chiedendo però di indicare, per favore, i riferimenti specifici e normativi cui si riferiscono le presunte violazioni, o in alternativa i suggerimenti, le direttive della Dirigenza che possano consentire uguali risultati con pari costi. Potrebbero non trovarli.. :-) Laura
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza04/12/2009 - 11:57
E' vero quello che dice Domenico. Io però la vedrei in questo modo che è poi quello operativo che sino ad ora(facciamo gli scongiuri..) è andato bene. Se godi di un ceerto grado di autonomia ed indipendenza allora potra anche "innovare" o tentare dui farlo utilizzando le disponibilità della rete che oggi abbiamo e,in tal caso,sarai tu che potrai indirizzare i tuoi collaboratori o o dipendenti. Nel caso in cui l'innovatore è un dipendente di una p.a, (impiegato,funzionario ecc) ed abbia idee precise e decise sugli aspetti innovativi ruspetto ai quali intervenire dovrà,sempre secondo la mia esperienza è ovvio, cercare di coinvolgere in maniera positiva e diretta il vertice della struttra presso la quale lavora,prospettandogli ,in maniera speculare,i isultati per l'ente e per l'immagine anche propria che possono derivare da una nuova strategia. Non credo che tutti i Dirigenti siano "sordi" o indifferenti se coinvolti opportunamente,soprattutto in vista dell'applicazione della riforma Brunetta che prevede anche e finalmente la loro valutazione non solo in termini di carriera ma anche economica. Un saluto a tutti
Luigi Taccone

Luigi Taccone04/12/2009 - 16:24
Tra le tante voci scoraggiate, permettetemi di lasciare un link ad un'iniziativa nuova, aperta, partecipata - il progetto @Lè, www.agoralavoroeducation.it - che sta promuovendo la Provincia di Firenze (io ora sto operando come coordinatore esterno di questo nuovo progetto, ma mi considero quasi uno di voi avendo fatto da quasi trentanni il consulente organizzativo anche per la PA). Si tratta di una vera e propria Agorà, formata da cittadini reali di vario tipo selezionati in base alle tematiche da affrontare, che si riuniscono in piazza e sul web per analizzare, condividere e prospettare soluzioni su problematiche legate al mondo del Lavoro e dell'Education: probblemi anche molto complessi e critici soprattutto in questa fase, ma sicuramente un modo nuovo di ascoltare e di integrare la creatività e le idee dei Cittadini (se vi interessa, c'è anche un blog di InnovatoriPA avviato al ForumPA). Ora siamo in piena fase di sviluppo, concludiamo in primavera: mi riservo chiaramente di fornire qualche utile consiglio applicativo alla fine del processo !
Gabriele Persi

Gabriele Persi04/12/2009 - 11:18
interessante le informazioni di Gianluigi: concordo sul fatto che il gap principale sia culturale. Il manager ha paura che l'innovazione (e quindi il cambiamento) arrechi danni a lui in termini di autorevolezza e leadership. I colleghi hanno paura che l'innovazione arrechi danni a loro in termini di "posizioni consolidate". Credo però che un innovatore diventa tale anche se è in grado di gestire le "preoccupazioni" culturali promuovendo e definendo 1. obiettivi concreti e risultati previsti misurabili (con il datore di lavoro) 2. una fase di ascolto e partecipazione all'innovazione da parte dei colleghi. E' un po' semplicistico il mio discorso ma realmente vissuto. L'esempio ce l'ho in casa (e forse va bene anche per il progetto di Gianluigi https://sites.google.com/site/pubblicaamministrazione20/): lavoro in un ente pubblico di ricerca (che gestisce un parco scientifico): ho aperto tempo fa un profilo su FB e paradossalmente ho avuto più resistenze dai colleghi (con cui ho un ottimo rapporto, fra l'altro). Dopo aver "annusato" il 2.0, piano piano ho raccolto risultati e spunti che, proposti al direttore e condivisi con i colleghi, hanno portato ad un buon caso di successo. In sintesi (ma se qualcuno o lo stesso gianluigi vuole approfondire, sarò ben lieto di farlo) le attività ormai avviate puntano a - diffondere informazioni su tecnologie e risultati della ricerca in modo multi-target e multi-canale - avviare strumenti di partecipazione e divulgazione scientifica (Es. http://www.facebook.com/divulgazionescientifica o http://atominofvg.wordpress.com/) - avviare campagne di partecipazione e divulgazione imprenditoriale, finalizzate ad elevare la cultura dell'innovazione nelle PMI (dove poi riesco a trasferire molto meglio le opportunità del trasferimento tecnologico che, come AREA Science Park, offro a livello nazionale) Non vi tedio con le info sulla strategia integrata, per ora vi lascio solo i link, se di vostro interesse: > Blog (target trasversale): http://atominofvg.wordpress.com/ Promozione contenuti > Immagini(target trasversale): http://www.flickr.com/photos/atominofvg/ > Video (target trasversale): http://www.youtube.com/user/AtominoFVG > Video (target “business”): http://www.vimeo.com/businessday/videos > Materiale e PDF (target trasversale): http://www.slideshare.net/atomino > Materiale e PDF (target “business”): http://issuu.com/areasciencepark Promozione informazioni > Twitter (target “divulgazione scientifica”): http://twitter.com/atominofvg > Twitter (profilo professionale): http://twitter.com/GabrielePersi > Twitter (target business): http://twitter.com/BusinessinAREA > Friendfeed (trasversale) http://friendfeed.com/gabrielepersi Attivazione relazioni e contatti > Facebook (target “divulgazione scientifica”): http://www.facebook.com/atomino > Facebook (profilo professionale): http://www.facebook.com/gabrielepersi > Linkedin (target “divulgazione scientifica”): http://www.linkedin.com/in/gabrielepersi Community: > Gruppo Facebook (target “divulgazione imprenditoriale”): http://www.facebook.com/group.php?gid=125397377575 > Pagina Linkedin (target “business”): Come si nota, la strategia di base è puntare su risultati/casi di successo e non promuovere in modo diretto l’immagine e le attività dell’ente a livello istituzionale. Credo sia vincente la partecipazione e condivisione attorno a tematiche e risultati, e non l'autoreferenzialità: se questo vale per la vita reale e il web 1.0, ancora di più per il 2.0
Gianluigi Cogo

Gianluigi Cogo07/12/2009 - 08:08
Grazie del contributo Gabriele, mi ci fiondo!
Fabio Catalano

Fabio Catalano04/12/2009 - 10:19
Caro Mimmo, purtroppo le ostilità conto gli innovatori sono quotidiane nella PA (e sono molti i casi che non riguardano solo l'informatica!). Oltre la normativa esiste la "prassi" che ingessa sul "così si è sempre fatto" oppure "ci sono le incombenze e le emergenze, pertanto non c'è tempo da perdere per fare cose nuove". Peccato che le emergenze derivano da attività ordinarie trascurate in passato e il dedicare un po' di tempo all'innovazione potrebbe farne guadagnare in futuro. La visione è spesso miope! Lamenti l'assenza di regole, ma di regole ce ne sono tante. Il problema è l'applicazione delle regole. Si tratta spesso di una interpretazione delle regole dettate dalla paura: l'obiettivo non è migliorare, ma tutelarsi. Quindi le regole fungono da divieto e non da stimolo: "chi non fa non sbaglia"! Se non c'è obbligo normativo di fare non si fa; fare qualcosa di innovativo è pericoloso perchè potrebbe (e sottolineo il condizionale) essere contrario a qualche norma. Così è più agevole rifugiarsi nel tepore sicuro della prassi. (Ci sono stati periodi storici in cui la conoscenza era fondata dogmaticamente sul "sapere degli antichi", a cui veniva attribuito maggior valore che ad un'evidenza scientifica o sperimentale. L'esperienza pregressa è fondamentale, ma deve essere acquisita mediante un'analisi critica che consenta di migliorare la conoscenza.) Ci sono poi casi eclatanti in cui la normativa è interpretata nel modo più stringente per evitare innovazioni, mentre è serenamente consentita un’interpretazione più “leggera” nelle prassi quotidiane. Caro Mimmo, scusa se il mio intervento appare troppo scorato, ma in questo periodo il cuore indomito di innovatore (se hai voglia guarda il mio primo commento: http://www.innovatoripa.it/posts/2008/12/281/linnovazione-e-una-disobbed...) è stato assopito dal canto delle sirene o affaticato dalle tempeste e dal fato contrario. Scusa anche se il mio commento può apparire saccente, ma si tratta solo di pensieri opinabili e personali, che sono però emersi con forza dirompente dopo una lunga meditazione. Ti ringrazio anzi perchè hai concesso ad alcuni miei pensieri di prendere forma. In futuro mi auguro di poter riferire di nuove proposte, di successi ed innovazioni, con l’entusiasmo che si addice ad una comunità di innovatori! Ciao Fabio
elena rapisardi

elena rapisardi04/12/2009 - 10:06
L'apertura a i social media nella pubblica amministrazione non è un salto da poco. Abbiamo a disposizione una tecnologia che ci permette di condividere, collaborare, cooperare.... ma rimane sempre un problema di approccio culturale. Se può consolare questo non è un "difetto" solo della PA. Come consulente di alcune pmi italiane ho visto rarissimi casi in cui le strade, che per comodità chiamerei del web 2.0, sono state comprese e tradotte in "pratiche". Le altre la propria esperienza e conoscenza «non la mollano» e non capiscono la ratio del web 2.0, anche se ne parlano. Farlo però è tutta un'altra cosa. Una delle ragioni: l'accesso ai social media può sicuramente tradursi in scarsa produttività, ma solo quando la produttività è misurata «a tempo» e non per «obiettivi». Altra prospettiva se si va oltreoceano. Ho avuto il piacere di presentare il lavoro fatto in area protezione civile in questi anni al Web 2.0 Expo di New York. [http://www.slideshare.net/elenis/building-civil-protection-20] e da quell'osservatorio ho visto quanto tutti noi stiamo facendo da un'altra prospettiva. Stessi problemi: "usiamo youtube, twitter.... per i nostri cittadini.... ma i dipendenti pubblici non possono accedervi". Ma ascoltare Beth Noveck, United States Deputy Chief Technology Officer for Open Government mi ha stupito e affascinato. Un esempio dell'Open Government: mettere online non i pdf [come spesso accade anche in situazioni dove l'informazione è strumento cruciale vedi terremoto Abruzzo], ma dati in formati xls, csv affinché i cittadini possano sapere, conoscere e.... analizzare «con» il Governo. Una prospettiva coraggiosa e difficile. Personalmente credo che solo la trasparenza e l'apertura culturale all'«altro» possano essere motore di un rinnovamento e di una ritrovata efficienza di pubblica amministrazione, imprese e individui. Il percorso è lento e difficile, ma credo che le esperienze si stiano moltiplicando. E questo portale ne è la prova. Stay tuned!
Fabio Catalano

Fabio Catalano04/12/2009 - 10:12
in redazione
Gianluigi Cogo

Gianluigi Cogo04/12/2009 - 09:20
Caro Mimmo, la tenacia è la virtù dei forti. Certo, sono mille le variabili che un innovatore deve affrontare e scansare sul suo percorso ma, alla fine della fiera, vedrai che sarà tutto INEVITABILE. E' l'effetto "customerization" che vincerà. Gli utenti vorranno e potranno usare quello che usano tutti i giorni a casa! Attenti però al gap culturale: http://www.webeconoscenza.net/tag/customerization/ Uno dei problemi che riscontro anch'io nei manager e in molti politici è la distanza culturale dai concetti. Quando gli e li propini sembra che li vuoi mettere in difficoltà e farli sentire ignoranti (web 2, social software, social media, crowdsourcing, user experience, co-working, nomadic work, social networking, community).....eh, eh, li fanno schiantare dalla rabbia, non ne sanno nulla e non vogliono dar a vedere. A supporto del tuo "grido di dolore" chiedo a chi ci legge di darmi una mano in questa ricerca (ovviamente se ne avete tempo e voglia) che sto facendo a supporto dei corsi linea amica: https://sites.google.com/site/pubblicaamministrazione20/ Se mi date una mano a monitorare le eccellenze (scorrete la home del sito e la spalletta dei link), poi vi spiego un progetto nel quale vi vorrei coinvolgere e che il Ministero ha già visto di buon occhio. Forza, elmetto e moschetto e innovare. vedrai che i parrucconi alla fine cederanno!
Laura Strano

Laura Strano05/12/2009 - 16:48
potresti essere un pò più chiaro? le eccellenze dove dovremmo segnalarle? su facebook c'è la Biblioteca Beni Culturali di Siracusa ed anche il Comune di Udine, che però è già inserito nell'insieme 2.0, i Comuni di Piraino, Borgetto e Monza, Brolo, Capo d'Orlando ecc, saranno inseriti tutti ? L.